Primo
Basta con questa sciocchezza che la buona fede si deve presumere.
La buona fede la deve dimostrare chi la invoca. E quando si compiono errori marchiani e privi di giustificazione razionale la prova deve essere molto rigorosa: culpa grava dolo equiparatur, dicevano i romani (quelli veri, non l'accozzagli odierna che ne ha usurpato il nome).
Quello che ha fatto ieri sera collu si spiega solo se si pensa che ha dovuto adeguare la sua decisione a una scelta obbligata e pregiudiziale.
Tra l'altro la dolosa disparità di giudizio si era già manifestata poco prima dell'episodio del rigore nel valutare diversamente due falli di mano del giocatore in caduta sul terreno identici (Dele, per noi, non so chi, per loro). Episodi meno clamorosi, ma disparità di giudizio ugualmente inmmotivata e immotivabile.
Il "grumo di potere" di cui collu è espressione non potrà mai dimostrare il contrario.
Secondo
Ieri sera, alla fine della partita, bisognava inchiodare rocchi, collu a tutto il circo barnum che dirigono a questa verità. Oggettiva e innegabile.
Certo a farlo non poteva essere un DS che, al netto di banalità agghiaccianti, non riesce a mettere in fila tre parole sensate e sintatticamente corrette.
E, probabilmente, non poteva essere nessun altro esponente di una società che, nella sua conduzione, ha ampiamente superato la soglia del ridicolo.
Forse, se non avessero fatto quella buiaccata del comunicato, l'unico che avrebbe potuto parlare sarebbe stato Sarri.
E invece gli unici a prendere parola, senza contraddittorio, sono stati costacurta e ambrosini, che, oltre a essere milanisti, alla corte del potere sono cresciuti e da questa sono stati beneficiati da quando sono stati capaci di allacciarsi gli scarpini.
Tutto quel che si dirà da oggi in poi è inutile, perché ampiamente fuori tempo.
Terzo
Marelli si è dimostrato per quel che è.
Un ex arbitro scarso, messo a fare il commentatore tecnico, ugualmente scarso, il quale nei suoi interventi cerca sempre di tutelare la categoria di cui è espressione (spesso superando, anche lui, la soglia del ridicolo) e non alieno dal far prevalere le sue simpatie e antipatie preconcette, come normalmente fanno i suoi colleghi che arbitrano ancora.
Dicono che sia anche un avvocato. Se è bravo a rappresentare i suoi clienti come è bravo a commentare gli episodi arbitrali (e come era bravo ad arbitrare) spero abbia una ottima assicurazione
Quarto
Per quanto riguarda l'episodio di ieri, non ci facciamo prendere per il culo.
1) Il braccio è fuori sagoma (lo ha dovuto ammettere anche il giovane e fedele apprendista di rocchi).
2) Il braccio fuori sagoma aumenta la superficie corporea di opposizione, tant'è che senza il braccio il pallone sarebbe arrivato in porta, quanto meno in modo pericoloso.
3) La posizione del braccio non è congrua, perché si allarga nel tentativo di cinturare Marusic che gli sta davanti.
4) Il difensore del Milano ha nel campo visivo il pallone nel momento in cui Romagnoli calcia (fermo restando che la volontarietà, in caso di negligenza, non conta).
5) Il braccio dello stesso difensore intercetta e respinge un pallone calciato a rete da cinque metri di distanza dalla porta.
Nei precedenti degli ultimi cinque anni, in episodi simili, hanno sempre - SEMPRE - fischiato rigore. A volte addirittura per tocchi impercettibili di un solo dito, insuscettibili di cambiare la traiettoria della palla. Credo che il record del mondo di questi rigori lo abbiano proprio gli abusivi di questa città.
Quinto
Se fosse intelligente, rocchi oggi o domani non andrebbe in televisione a certificare quello che tutti sappiamo, facendo la solita cojo nella e dicendo che - alla fine della fiera, considerata l'umidità relativa, il numero dei veicoli in quel momento in transito nella pedemontana e i flussi migratori dei fenicotteri rosa - ieri è stata presa una decisione giusta o che ci può stare.
Ma, come noto, l'intelligenza non è una sua qualità.
Sesto
Giovedì sera, come in ogni partita del resto, dovrebbe essere una bolgia.
Perché possono pure volerci prendere per il culo, con la compiacenza di una società complice, ma noi, almeno per un'ora e mezzo, abbiamo tutto il diritto di ricordare loro che persone orrende sono