Citazione di: Palo il 17 Gen 2026, 09:56Arbitri, Figc e Lega serie A sono d'accordo: troppi errori del Var
Vertice in Federcalcio, il designatore ha chiesto di ridurre le proteste, i club vogliono più uniformità
ROMA – Alla fine, erano tutti d'accordo: la stagione degli arbitri non è andata bene. E la colpa è del Var. O meglio: di chi in questa prima metà di campionato si è seduto al monitor. Di questo almeno erano convinti alla fine i partecipanti all'appuntamento che ha messo intorno al tavolo la Federcalcio, la Lega serie A e gli arbitri.
Il mea culpa degli arbitri: "Troppi errori"
L'incontro è quello che aveva chiesto in una accesa lettera alla Lega serie A il presidente della Lazio Claudio Lotito. Lui però non ha partecipato: i convitati erano il presidente della Federcalcio Gravina con il segretario Brunelli, il presidente della Lega serie A Simonelli con l'ad De Siervo e il capo delle competizioni Butti, i consiglieri federali Marotta e Chiellini e ovviamente il più atteso, il designatore degli arbitri Rocchi. Che ha portato sul tavolo il mea culpa della categoria: "Abbiamo sbagliato troppo". Ma anche chiesto quale fosse la percezione delle squadre sull'operato dei direttori di gara. E tutti si sono trovati d'accordo su un argomento: gli errori più pesanti sono stati commessi al Var. Promossi gli arbitri, rimandati i loro colleghi al video. Ma la premessa l'aveva data Gravina: "Se siamo qui per chiedere l'infallibilità degli arbitri, facciamo meglio ad andarcene".
Le squadre: "Manca uniformità"
Marotta ha precisato di non voler parlare di episodi, ma ha chiesto che a Rocchi – o meglio: alla figura del designatore – sia garantita maggiore serenità, rafforzandone il ruolo. E Rocchi ha chiesto, sostenuto dalla Figc, di contenere le proteste dei tesserati, in particolare degli allenatori, in partita e ai microfoni. Ma di contro le Lega ha esposto come tanti, tra i calciatori e i tecnici, si siano lamentati della scarsa uniformità di giudizio. Chiedendo una maggiore formazione per gli arbitri, ma anche più incontri per spiegare le interpretazioni dei singoli casi ai tesserati. Ad esempio, lo step on foot: una delle questioni regolamentari più indigeste in campo.
Un vertice tra arbitri, capitani e allenatori
Anche per tutto questo è stato deciso di organizzare un incontro tra arbitri, capitani e allenatori: un momento di confronto, ancora da fissare, ma che avverrà probabilmente prima della fine del campionato, forse nella sosta di marzo. Avanzata anche la richiesta di rafforzare la figura del raccordo con i club, affidata all'ex arbitro De Marco: un ruolo che l'Aia aveva soppresso in estate. Anche per questo, presto, si tornerà a parlare della riforma del sistema arbitrale. Un sistema che costa alla Federcalcio 69 milioni di euro all'anno e che in questa stagione, dopo aver dovuto sopprimere gli ultimi raduni del 2025 e le figure del match analyst a causa di una pessima gestione del budget, ha prodotto quasi solo polemiche.
Non so se la narrazione si corretta.
Se lo fosse, due cose balzano agli occhi.
Marotta, 'cci sua, che - nel casino generalizzato di quest'anno - sente solo la necessità di invitare tutti a rispettare la serenità di Rocchi e di auspicare il rafforzamento del suo ruolo. Mi sembra chiaro che l'AIA - questa AIA - è cosa sua, anzi cosa loro.
Tutti che si affrettano a gettare la croce sul VAR (tra l'altro dimenticandosi che molti dei varisti sono gli stessi che sgambettano sul campo in giallo, rosa e nero) mentre agli scempi hanno contribuito senza rispiarmarsi, e forse anche in misura maggiore, gli arbitri in carne e ossa. Il che significa cercare un capro espiatorio e individuarlo su quel VAR che è sempre stato sul cavolo agli arbitri e che invece, se utilizzato correttamente e non secondo protocolli, raccomandazioni e istruzioni cervellotiche, potrebbe essere il primo strumento utile a porre rimedio alla deriva. Ma è chiaro che, al di là delle parole, sin dalla sua introduzione il VAR è stato, per l'AIA e pei i suoi padrini, un qualcosa da ostacolare e da disarmare dall'interno.