Da Repubblica:
Flaminio, l'allerta degli architetti della Lazio: "Rischia di crollare come il ponte Morandi" (la Repubblica ed. Roma)
Il sopralluogo del 2023 si chiuse senza allarmi ma il progettista Casamonti è convinto: "Acciaio corroso la struttura può collassare"
Il Flaminio rischia di crollare, come il ponte Morandi. Perchè il cemento armato di cui è composto, lo stesso materiale del viadotto collassato a Genova, si sta letteralmente sgretolando. Evoca scenari apocalittici l'allarme lanciato ieri dal architetto Marco Casamonti, il designer che ha firmato il progetto di recupero e ampliamento dello stadio destinato, secondo il sogni del patron Claudio Lotito, a diventare la nuova casa della Lazio. Rischia davvero di collassare su se stesso il capolavoro realizzato da Pier Luigi Nervi? Lo stadio di certo non gode di buona salute. E che il Flaminio fosse messo molto male lo avevano certificato anche i tecnici del Campidoglio, poco meno di tre anni fa, durante un sopralluogo alla presenza dell'assessore allo Sport, Alessandro Onorato. Escludendo però il rischio di un tracollo strutturale. «Un rischio crollo? - avevano spiegato durante la visita, la mattina del 21 giugno 2023 - Un tema di vetustà delle strutture certamente esiste. Bisogna intervenire. Sicuramente c'è un tema di sicurezza che va tenuto in considerazione e non possiamo permetterci un orizzonte troppo lontano. Ma no, lo stadio non è a rischio crollo". Un intervento di restauro è comunque indispensabile. D'altro canto basta una veloce ispezione visiva per rendersi conto di come stanno le cose. Alcune strutture di cemento armato si stanno sgretolando. Da alcuni piloni emergono tracce del loro scheletro in acciaio. E un po' ovunque ecco la presenza di infiltrazioni. La vita media di questo genere di strutture, senza manutenzione, si aggira attorno ai 90 anni. E il Flaminio non riceve manutenzione dalle ultime partite del Sei Nazioni, che risalgono al 2011. Non è detto che la sua struttura debba necessariamente crollare su se stessa. L'architetto Casamonti ne è però convinto. «Senza interventi il rischio è che la stadio faccia la fine del Ponte Morandi - ha detto letteralmente ieri - I lastroni di cemento del Flaminio sono vuoti dentro e negli anni l'acqua è entrata nelle giunture, andando a corrodere l'acciaio. Se non c'è un intervento crollerà. E infatti parte della somma messa a budget per l'intervento sarà dedicata al restauro dello stadio attuale». Attorno al quale, se il progetto verrà approvato, verrà costruito un secondo anello, poggiato su pilastri esterni, che porteranno la capienza del futuro Flaminio a 50mila spettatori.
— E.P.