Copio l'approccio di IB.
Tecnicamente un calcestruzzo ammalorato si restaura, ovviamente nei limiti del possibile. Il viadotto Aglio "vecchio" sulle Fi-Bo, è stato progettato negli anni 50, finito e collaudato nel 1960.
Ad inizio anni 90, il traffico (che in 30 anni è sensibilmente aumentato, sia come numero di mezzi che come peso dei singoli mezzi) e l'uso dei sali scongelanti, hanno provocato problemi di carbonatazione e di ossidazione dei ferri di armatura. I ferri, ossidando, aumentano di dimensione e spingono sul copri ferro (lo strato di calcestruzzo di qualche centimetro che sta tra il ferro e la superficie) provocandone la cosiddetta esplosione. Il ferro, già ossidato, rimane all'area ed i fenomeni corrosivi lavorano.
Dopo 30 anni, nonostante ciò, il viadotto stava sempre lì. Allora dopo aver ripulito i ferri, che avevano ancora una sezione sufficiente, si intervenne con Malte da restauro di alta qualità (prodotte dalla ditta per cui ho lavorato... 🫢), che oltre a ripristinare la sezione dei manufatti, agivano a "chiudere" la massa cementizia, rendendola meno permeabile ad acqua e sali e proteggendo, di conseguenza, i ferri da nuova corrosione.
Dopo una ventina di anni, intorno al 2010, sono stati fatti dei carotaggi per vedere le condizioni del calcestruzzo. Era praticamente perfetto.
Il viadotto è stato ulteriormente rinforzato, al tempo della "variante di valico", usando rinforzi strutturali in fibra di carbonio, posizionati, ovviamente, nelle tese zone della struttura. Con una progettazione ben fatta e senza pensare a risparmiare sulla qualità, pur avendo carichi spaventosamente più alti di quelli di progetto del 1955 (o Judy Lee) il viadotto agli sta ancora lì attraversato da mezzi pesanti che vanno da Firenze a Bologna.
Tutto questo per spiegare che un risanamento é possibile, anche su una struttura a rischio collasso.
Aggiungo per i più distratti che l'anello che sarebbe aggiunto "sopra" il vecchio Flaminio, non scaricherebbe nulla se non dei carichi di "servizio" sull'opera dell'ing Pierluigi Nervi.