Citazione di: Charlot il 14 Mar 2026, 09:33Io non apprezzo Fabiani, anzi, ma su Sarri ha le idee chiare, meglio lui che uno "nuovo" (peggiore?)... il mister è riuscito a migliorare molti giocatori, dal cestone o no, a parametro zero o no, dopo 3-4 mesi i giocatori sembrano capire l'allenatore toscano e viceversa. Vista la situazione economica/ambientale, per la prossima stagione io non rischierei con un Grosso o un simil Baroni.
Su questo, in una società normale, sarei assolutamente d'accordo.
Sarri è il tipo di allenatore che fa rendere al meglio nel medio/lungo periodo una squadra, per via degli automatismi da affinare e il lavoro specifico sui singoli. Non è un Conte o un Allegri che lavora prettamente in ottica motivazionale su un gruppo già formato per portare a casa il risultato immediato.
Il problema è che la società in cui lavora Sarri oggi è tutto tranne che normale, in particolar modo per quanto riguarda la capacità di trasmettere stabilità per consentire al gruppo di crescere. Tant'è vero che per avere una minima ritirata comunicativa come quella attuale è stato necessario passare attraverso una guerra furibonda sia tra allenatore e società che tra società e pubblico. Il miglior risultato che la Lazio è stata in grado di offrire in termini di stabilità è stato praticamente quello di trasmettere disinteresse verso le sorti sportive della squadra. Non ottimale nell'ottica di pensare ad un progetto di crescita come quello sbandierato da Fabiani.
Io continuo a credere che sia fortemente improbabile che Sarri intenda continuare questa farsa oltre giugno. Chiaramente molto dipenderà anche dalle prospettive personali che potrà trovarsi ad avere a fine anno, ma non penso che faticherà a trovare casa in un posto dove lavorare in maniera più tranquilla (la Viola sembra la destinazione ideale, presupponendo che si salvino).
Fosse così sarebbe un peccato per gente come Dele B o Tavares che stanno dando cenni di crescita reale come giocatori di pallone, ma credo che la cosa conterà fino ad un certo punto, visto che ci ritroveremo presumibilmente con l'ennesimo "anno zero". Non escludo che per molti sarebbe anche auspicabile, anche perché rappresenterebbe la scossa elettrica per poter sperare in una ventata di novità perlomeno nell'immediato. Un secondo anno di Sarri con queste premesse rischia di cominciare emotivamente già con un'enorme cappa di grigiume e piattezza, in piena continuità con quello attuale.