Citazione di: italicbold il 20 Mar 2026, 11:21Su questo credo che esista un problema etico difficilmente risolvibile con un'affermazione chiara. Però va detto che non tutti i crediti d'imposta sono a fondo perduto. Io credo che il sistema calcio italiano sia profondamente in crisi non soltanto sul piano sportivo, ma proprio sul piano logistico e strutturale. Vedere le partite del campionato italiano giocate tra ponteggi dalmine, strutture vetuste che cadono a pezzi, stadi con palazzetti popolari che si affacciano sul campo mostra la differenza lampante con altre realtà (europee e non) che hanno avviato riforme strutturali per riavviare quello che, da sempre, è un'industria oltre a essere un fenomeno di passione popolare. Magari con questi crediti d'imposta si pensa possano essere recuperati con una fiscalità indotta superiore.
Vedi IB, sono assolutamente d'accordo sul fatto che, al pari di una qualsiasi altra impresa, gli aiuti eventualmente concessi dallo Stato sotto forma di credito di imposta potrebbero contribuire alla crescita del valore futuro del calcio e quindi essere recuperati nel medio termine con l'extra gettito.
E mi rendo anche conto del fatto che il calcio alimenta in modo piuttosto consistente l'economia.
Ciò che mi lascia perplesso è che tale concessione avvenga in assenza di una qualsivoglia riforma del sistema che imponga alla gestione paletti non solo di natura economica (peraltro spesso elusi) ma anche di natura più prettamente sportiva (intesa nella sua accezione più ampia, cioè di diffusione della cultura dello sport) e quindi anche sociale.
In altri termini, una "romanella" agli stadi può farci contenti la domenica, passata la quale rimangono pur sempre altri sei giorni.