Momento orribile e come molti di voi scrivo per sfogarmi un po'. Vorrei fare qualche riflessione sparsa, mi perdonerete la lunghezza del messaggio e spero di non urtare la sensibilità di nessuno, naturalmente.
1) Su Sarri: mi metto sulla stessa linea di chi trova assurdo criticarlo viste le cose indecenti di questa stagione (e io non sono un suo ammiratore sfegatato: l'ho criticato per tante cose). Sì, era l'allenatore meno adeguato per questa situazione, e no, il confronto con la stagione di Baroni l'anno scorso non regge. Ricordo che anche con il tanto rimpianto Baroni siamo arrivati a fine campionato devastati, delusi e arrabbiati. In campo ci sono dei giocatori veramente indecenti. Bisogna davvero credere al mito che un qualsiasi altro allenatore avrebbe fatto rendere bene persone che non si tengono in piedi, che sono mentalmente deboli e che hanno dei limiti tecnici imbarazzanti? Io non la vedo così. L'anno prossimo non ci sarà, meglio per lui. Per noi non so che dire.
2) Penso che lo sconforto sia il sentimento più diffuso, insieme al micidiale malessere claustrofobico di essere rinchiusi in un tunnel scuro senza nemmeno uno spiraglio di luce che dia una parvenza di speranza. La cosa che mi impressiona di più è che nessuna emozione negativa ha a che fare con il campo. La settimana è stata brutta, ed è chiaro che mi dispiace aver perso la finale (soprattutto) e il derby oggi, ma è un dispiacere razionale, da partito preso. Non ha niente ha che fare con il dolore provato in passato in situazioni vagamente simili (ricordo bene, per dire, la fine del 2015...). Le due sconfitte erano annunciate e francamente per trovare un derby perso che mi ha lasciato tanto indifferente devo tornare a quello inutile, di ritorno, del 2020/2021, con la stagione completamente finita e noi ormai certi di non perdere o guadagnare posizioni. Se avessimo battuto l'Inter saremmo stati contenti di mettere un trofeo in bacheca, e vincere oggi sarebbe stato piacevole giusto per fare uno sgambetto ai bruchi; ma sinceramente sarebbe rimasto lo sconforto di cui sopra perché non è lecito immaginare un futuro migliore! E proprio per questo non riesco a prendermela davvero. Vincere o perdere: alla fine c'è sempre Lotito! Me ne frega qualcosa che quegli altri abbiano vinto il derby e vadano in CL? No, e non solo perché saranno meno pericolosi in quella competizione piuttosto che in EL (e sticazzi dei soldi, ne buttano talmente tanti che forse è l'ultimo dei problemi), o perché sinceramente me ne è sempre fregato relativamente dei loro piazzamenti. Semplicemente perché siamo in quel tunnel che è la gestione di quel maledetto e tutto ciò che riguarda il campo non conta più nulla. Non importa vincere oggi se tanto hai la percezione che davanti ci sarà solo un futuro ben peggiore del presente.
3) Io non mi sono mai sentito così. Seguo sempre di meno, e forse prima o poi arriverò al livello dei non tifosi di calcio, decisamente più sereni. Magari sarà come uscire da una dipendenza tossica (mi pare fosse Achab ad aver toccato questo tema in qualche post sparso) e mi renderà la vita più tranquilla anche pensando agli scontri con gli altri tifosi, specie romanisti, che francamente mi hanno sempre pesato (lo sfottò lo capisco fino a un certo punto, anche perché è solo il preludio alle litigate, e non ho mai capito come si possa litigare per uno sport - a me hanno sempre e solo trascinato a questo punto, mai iniziato una discussione). Ma mi rendo conto che questo è solo un consolarsi, o un tentativo disperato di vedere qualcosa di buono in un contesto tanto triste. Posso pure distaccarmi, ma non sopporto vedere la Lazio ridotta così. Seguo il calcio dalla metà degli anni Novanta, e in trent'anni per me è il momento peggiore per tutto quanto detto fin qui. Chiedo ai più grandi, a chi ha vissuto gli eventi più drammatici: a livello emotivo le sensazioni sono come quegli anni bui oppure adesso è peggio anche per voi?
4) Facendo una superficiale analisi storica, dal 2004 ad oggi, è quasi impressionante notare che non è la stagione peggiore di Lotito. Penso al 2008, al 2010, al 2014 e al 2016. Stagioni in cui non abbiamo vinto nulla, in cui i derby (come oggi) erano sofferenza (eccezione fatta per il derby di Behrami) e in cui ci siamo piazzati malissimo con rose davvero scarse. Eppure, pur nella rabbia verso Lotito, c'era la sensazione che qualcosa potesse migliorare, che magari a una stagione negativa potesse seguirne una migliore grazie a una Coppa Italia o ad una Supercoppa Italiana. Insomma, una speranza (vaga) c'era. E sono arrivati anni migliori con qualche trofeo in bacheca, in effetti, pur tra tante giustissime critiche verso la società. Adesso non è più così. Sia per l'ovvio motivo che dopo 18, 16, 12 o 10 anni c'è una gravissima quantità di stress accumulato in più, sia perché non c'è più quel processo di "stagioni alternate" ma una chiarissima involuzione che da quel picco del secondo posto nel 2023 ci ha portato ad oggi. Sono passati tre anni. Tre anni!!! E guardate che disastro. Questi numeri rendono ancora più cupa e impenetrabile, per quanto mi riguarda, l'oscurità del tunnel.
5) Che fare? Non lo so. Appunto perché non c'è nessuna certezza di migliorare il futuro, anche immaginare iniziative a breve getta nello sconforto. E cerco di non pensare ai vari Palella o altri loschi figuri. Ma non si può nemmeno restare con le mani in mano. Come ho scritto altrove, se tanto si va allo sfascio meglio che venga portata avanti la contestazione più rumorosa possibile. La Lazio è sola, perché non ha una società e perché a tanti fa piacere vederla star male, ma se davvero esistono solo i tifosi allora si può solo continuare a contestare senza sosta. Non dico che porterà a qualcosa, dico solo che non c'è alternativa. Abbiamo un disperato bisogno di un filo di luce nel tunnel.
Chiedo scusa a tutti e a tutte per questo poema, spero capirete lo stato emotivo che mi ha spinto a scriverlo.