Stadio Flaminio (Topic Ufficiale)

Aperto da bassa79, 06 Mag 2012, 13:25

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ironman

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Citazione di: WhiteBluesBrother il Ieri alle 17:27È il contrario. Il problema è che un (impossibile) via libera in cds preliminare verrebbe da lui valorizzato come "stadio fatto" quindi altri 500 milioni. Invece il valore di una cosa del genere è ZERO, come la storia anche recente insegna.

È esattamente quello che cercavo di dire.

Ma la Lazio è una squadra di calcio o un ente immobiliare? Vale anche per Formello. Se devo spendere 250 milioni in più, non mi conviene fare un contratto 20ennale per utilizzarlo da ospite e stop? Anche trentennale.

Il Napoli per allenarsi e utilizzare le strutture di Castel Volturno quanto spende all'anno? Leggo 1,5-2 milioni annui. Fate voi i calcoli please.

trax_2400

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Citazione di: amor_marde il Ieri alle 18:44sull'affare Flaminio ragioniamo troppo terra terra
nessuno di noi può mettersi davvero nei panni di Lotito e capire la suo volontà e gli intrecci di affari e amicizie che abbia in mente di realizzare

vendo casa perché mi fanno costruire la piscina o visto che avrò la piscina mi tengo casa
Infatti potrebbe benissimo essere che Lotito voglia fare lo stadio di proprietà semplicemente perché pensa che una società moderna debba averlo, come tra l'altro dice da 20 anni.
Non è detto che stia cercando l'approvazione del progetto per venderla a prezzo più alto.
Quella è la nostra speranza, le sue dichiarazioni vanno più nell'altro senso.
Poi di caxxate ne dice parecchie eh ...  :)

Gustavo Abel

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Citazione di: ironman il Ieri alle 19:01È esattamente quello che cercavo di dire.

Ma la Lazio è una squadra di calcio o un ente immobiliare? Vale anche per Formello. Se devo spendere 250 milioni in più, non mi conviene fare un contratto 20ennale per utilizzarlo da ospite e stop? Anche trentennale.

Il Napoli per allenarsi e utilizzare le strutture di Castel Volturno quanto spende all'anno? Leggo 1,5-2 milioni annui. Fate voi i calcoli please.
parole sante!

Precisione

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STADIO LAZIO: ORDINE ARCHITETTI ROMA SU FLAMINIO, 'BENI TUTELATI POSSONO ESSERE RIUTILIZZATI CON SAPIENZA' 

Lo stadio Flaminio di Roma à "una delle opere più significative dell'architettura moderna italiana, firmata da Pier Luigi e Antonio Nervi: una testimonianza di eccezionale valore architettonico e ingegneristico del Novecento, oltre che simbolo delle Olimpiadi di Roma del 1960", intervenire su un bene tutelato come questo "è sempre possibile a condizione di non contrapporre innovazione e conservazione". Lo dice l'Ordine degli Architetti di Roma a cui, nei giorni scorsi, la Pier Luigi Nervi Foundation si è rivolta chiedendo di valutare un intervento istituzionale in merito alla proposta sullo stadio Flaminio presentata dalla S.S. Lazio S.p.a. "affinché nella Conferenza dei Servizi siano pienamente considerate le ragioni della tutela, della cultura del progetto e della responsabilità tecnica". L'Ordine questa mattina ha risposto alla Fondazione con una lettera firmata dal presidente Cristian Rocchi e da Silvia Nigro consigliere delegato agli Archivi e all' Osservatorio 900. "Quando si interviene su un bene culturale che costituisce patrimonio della Nazione e la sua rifunzionalizzazione rappresenta anche una condizione per garantirne la conservazione, l'esperienza storica dimostra che è possibile coniugare tutela e trasformazione" è la sintesi del parere dell'Ordine. Nella lettera si ricorda che gli enti preposti a stabilire la compatibilità degli interventi su beni sottoposti al vincolo sono le soprintendenze statali ma si precisa anche l'interesse dell'Ordine ad intervenire nel dibattito in corso sul progetto sottolineando la necessità che "il confronto sul futuro dello stadio si sviluppi nel quadro di una riflessione ampia e generale sul rapporto tra tutela, trasformazione e qualità del progetto contemporaneo". Ciò detto per l'Ordine "i criteri di tutela non implicano mai una visione di conservazione statica" e dunque "intervenire è possibile, ma richiede un approccio fondato su qualità e responsabilità del progetto e su una conoscenza approfondita del manufatto e dei suoi valori costitutivi". Se la linea di intervento dovrebbe essere quella di "non contrapporre innovazione e conservazione" allo stesso tempo si deve rifiutare "l'adesione a modalità di intervento progettuale totalmente libere dai vincoli e dalle indicazioni che la comprensione storico critica del bene abbia evidenziato" come sosteneva Giovanni Carbonara, storico dell'architettura e teorico del restauro. Anche per questo, afferma l'Ordine, "è importante che i nuovi usi assegnati al bene vincolato non entrino in conflitto con gli elementi essenziali architettonici, base del vincolo di tutela. Anche il progetto contemporaneo sullo stadio Flaminio non deve essere inteso come contrapposto alla tutela, ma come strumento per tramandare le valenze del nostro patrimonio culturale, così come descritto nelle relazioni di vincolo, alle generazioni future". E dunque "interventi complessi e stratificati, come quello previsto per lo Stadio Flaminio, avrebbero potuto beneficiare di un confronto più ampio tra diverse soluzioni progettuali attraverso, per esempio, un concorso di architettura". Proprio per la delicatezza di tali interventi, "sosteniamo che sarebbe auspicabile ricorrere a procedure concorsuali capaci di mettere a confronto diverse soluzioni progettuali, affidandone la valutazione a giurie composte da figure di comprovata esperienza e competenza nell'ambito degli interventi su beni sottoposti a tutela".

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WhiteBluesBrother

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Citazione di: Precisione il Ieri alle 19:44STADIO LAZIO: ORDINE ARCHITETTI ROMA SU FLAMINIO, 'BENI TUTELATI POSSONO ESSERE RIUTILIZZATI CON SAPIENZA'

Lo stadio Flaminio di Roma à "una delle opere più significative dell'architettura moderna italiana, firmata da Pier Luigi e Antonio Nervi: una testimonianza di eccezionale valore architettonico e ingegneristico del Novecento, oltre che simbolo delle Olimpiadi di Roma del 1960", intervenire su un bene tutelato come questo "è sempre possibile a condizione di non contrapporre innovazione e conservazione". Lo dice l'Ordine degli Architetti di Roma a cui, nei giorni scorsi, la Pier Luigi Nervi Foundation si è rivolta chiedendo di valutare un intervento istituzionale in merito alla proposta sullo stadio Flaminio presentata dalla S.S. Lazio S.p.a. "affinché nella Conferenza dei Servizi siano pienamente considerate le ragioni della tutela, della cultura del progetto e della responsabilità tecnica". L'Ordine questa mattina ha risposto alla Fondazione con una lettera firmata dal presidente Cristian Rocchi e da Silvia Nigro consigliere delegato agli Archivi e all' Osservatorio 900. "Quando si interviene su un bene culturale che costituisce patrimonio della Nazione e la sua rifunzionalizzazione rappresenta anche una condizione per garantirne la conservazione, l'esperienza storica dimostra che è possibile coniugare tutela e trasformazione" è la sintesi del parere dell'Ordine. Nella lettera si ricorda che gli enti preposti a stabilire la compatibilità degli interventi su beni sottoposti al vincolo sono le soprintendenze statali ma si precisa anche l'interesse dell'Ordine ad intervenire nel dibattito in corso sul progetto sottolineando la necessità che "il confronto sul futuro dello stadio si sviluppi nel quadro di una riflessione ampia e generale sul rapporto tra tutela, trasformazione e qualità del progetto contemporaneo". Ciò detto per l'Ordine "i criteri di tutela non implicano mai una visione di conservazione statica" e dunque "intervenire è possibile, ma richiede un approccio fondato su qualità e responsabilità del progetto e su una conoscenza approfondita del manufatto e dei suoi valori costitutivi". Se la linea di intervento dovrebbe essere quella di "non contrapporre innovazione e conservazione" allo stesso tempo si deve rifiutare "l'adesione a modalità di intervento progettuale totalmente libere dai vincoli e dalle indicazioni che la comprensione storico critica del bene abbia evidenziato" come sosteneva Giovanni Carbonara, storico dell'architettura e teorico del restauro. Anche per questo, afferma l'Ordine, "è importante che i nuovi usi assegnati al bene vincolato non entrino in conflitto con gli elementi essenziali architettonici, base del vincolo di tutela. Anche il progetto contemporaneo sullo stadio Flaminio non deve essere inteso come contrapposto alla tutela, ma come strumento per tramandare le valenze del nostro patrimonio culturale, così come descritto nelle relazioni di vincolo, alle generazioni future". E dunque "interventi complessi e stratificati, come quello previsto per lo Stadio Flaminio, avrebbero potuto beneficiare di un confronto più ampio tra diverse soluzioni progettuali attraverso, per esempio, un concorso di architettura". Proprio per la delicatezza di tali interventi, "sosteniamo che sarebbe auspicabile ricorrere a procedure concorsuali capaci di mettere a confronto diverse soluzioni progettuali, affidandone la valutazione a giurie composte da figure di comprovata esperienza e competenza nell'ambito degli interventi su beni sottoposti a tutela".
Praticamente, una supercazzola infinita per dire: "e noi niente? vorremmo pucciare anche noi, perché non ci invitate a tavola?". L'ordine degli architetti nella cds e in tutto il procedimento conta come la fondazione Nervi cioè ZERO. 

jp1900

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Ma non si può radere al suolo e ricostruirlo zoomato del 150%?  :=))

AutumnLeaves

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Citazione di: Gustavo Abel il Ieri alle 18:57anche secondo me sta aspettando qualche approvazione preliminare per poi capitalizzare tutto il pacchetto, potrebbe starci anche la lettura di qualche netter secondo cui  le recenti uscite giornalistiche sul tempo rappresentino dei messaggi indiretti per fare entrare qualcuno nell affare
Troppi film ragazzi

Gustavo Abel

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Citazione di: AutumnLeaves il Ieri alle 19:58Troppi film ragazzi
sicuramente sono ricostruzioni e congetture però non parliamo di Cragnotti o Viola che erano esterni alla politica e gli bocciavano qualsiasi cosa, lui ormai sta nella stanza dei bottoni sa come muoversi in quegli ambiti, ricordiamo pure chi e il suocero. Da certi ambienti potrebbero aver fiutato il colpo grosso e fare pressioni per partecipare.
 

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hafssol

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Viola esterno alla politica???  :o

tosh

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Citazione di: Gustavo Abel il Ieri alle 21:31sicuramente sono ricostruzioni e congetture però non parliamo di Cragnotti o Viola che erano esterni alla politica e gli bocciavano qualsiasi cosa, lui ormai sta nella stanza dei bottoni sa come muoversi in quegli ambiti, ricordiamo pure chi e il suocero. Da certi ambienti potrebbero aver fiutato il colpo grosso e fare pressioni per partecipare.
 
Viola senatore della DC?

Gustavo Abel

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Citazione di: tosh il Ieri alle 22:02Viola senatore della DC?
mi sembra di ricordare che fosse già cessato dalla carica quando inizio l iter

ironman

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Citazione di: Precisione il Ieri alle 19:44STADIO LAZIO: ORDINE ARCHITETTI ROMA SU FLAMINIO, 'BENI TUTELATI POSSONO ESSERE RIUTILIZZATI CON SAPIENZA'

Lo stadio Flaminio di Roma à "una delle opere più significative dell'architettura moderna italiana, firmata da Pier Luigi e Antonio Nervi: una testimonianza di eccezionale valore architettonico e ingegneristico del Novecento, oltre che simbolo delle Olimpiadi di Roma del 1960", intervenire su un bene tutelato come questo "è sempre possibile a condizione di non contrapporre innovazione e conservazione". Lo dice l'Ordine degli Architetti di Roma a cui, nei giorni scorsi, la Pier Luigi Nervi Foundation si è rivolta chiedendo di valutare un intervento istituzionale in merito alla proposta sullo stadio Flaminio presentata dalla S.S. Lazio S.p.a. "affinché nella Conferenza dei Servizi siano pienamente considerate le ragioni della tutela, della cultura del progetto e della responsabilità tecnica". L'Ordine questa mattina ha risposto alla Fondazione con una lettera firmata dal presidente Cristian Rocchi e da Silvia Nigro consigliere delegato agli Archivi e all' Osservatorio 900. "Quando si interviene su un bene culturale che costituisce patrimonio della Nazione e la sua rifunzionalizzazione rappresenta anche una condizione per garantirne la conservazione, l'esperienza storica dimostra che è possibile coniugare tutela e trasformazione" è la sintesi del parere dell'Ordine. Nella lettera si ricorda che gli enti preposti a stabilire la compatibilità degli interventi su beni sottoposti al vincolo sono le soprintendenze statali ma si precisa anche l'interesse dell'Ordine ad intervenire nel dibattito in corso sul progetto sottolineando la necessità che "il confronto sul futuro dello stadio si sviluppi nel quadro di una riflessione ampia e generale sul rapporto tra tutela, trasformazione e qualità del progetto contemporaneo". Ciò detto per l'Ordine "i criteri di tutela non implicano mai una visione di conservazione statica" e dunque "intervenire è possibile, ma richiede un approccio fondato su qualità e responsabilità del progetto e su una conoscenza approfondita del manufatto e dei suoi valori costitutivi". Se la linea di intervento dovrebbe essere quella di "non contrapporre innovazione e conservazione" allo stesso tempo si deve rifiutare "l'adesione a modalità di intervento progettuale totalmente libere dai vincoli e dalle indicazioni che la comprensione storico critica del bene abbia evidenziato" come sosteneva Giovanni Carbonara, storico dell'architettura e teorico del restauro. Anche per questo, afferma l'Ordine, "è importante che i nuovi usi assegnati al bene vincolato non entrino in conflitto con gli elementi essenziali architettonici, base del vincolo di tutela. Anche il progetto contemporaneo sullo stadio Flaminio non deve essere inteso come contrapposto alla tutela, ma come strumento per tramandare le valenze del nostro patrimonio culturale, così come descritto nelle relazioni di vincolo, alle generazioni future". E dunque "interventi complessi e stratificati, come quello previsto per lo Stadio Flaminio, avrebbero potuto beneficiare di un confronto più ampio tra diverse soluzioni progettuali attraverso, per esempio, un concorso di architettura". Proprio per la delicatezza di tali interventi, "sosteniamo che sarebbe auspicabile ricorrere a procedure concorsuali capaci di mettere a confronto diverse soluzioni progettuali, affidandone la valutazione a giurie composte da figure di comprovata esperienza e competenza nell'ambito degli interventi su beni sottoposti a tutela".
Definire il rudere attuale patrimonio della nazione mi sembra un po' eccessivo.

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Fabius

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Eravamo indecisi se rimodernare il Colosseo o il Flaminio, alla fine come problematiche stiamo lì...  :)
Scherzo eh... ma davvero mi sembra tutto assurdo.

AquiladiMare

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Citazione di: Precisione il Ieri alle 19:44STADIO LAZIO: ORDINE ARCHITETTI ROMA SU FLAMINIO, 'BENI TUTELATI POSSONO ESSERE RIUTILIZZATI CON SAPIENZA'

Lo stadio Flaminio di Roma à "una delle opere più significative dell'architettura moderna italiana, firmata da Pier Luigi e Antonio Nervi: una testimonianza di eccezionale valore architettonico e ingegneristico del Novecento, oltre che simbolo delle Olimpiadi di Roma del 1960", intervenire su un bene tutelato come questo "è sempre possibile a condizione di non contrapporre innovazione e conservazione". Lo dice l'Ordine degli Architetti di Roma a cui, nei giorni scorsi, la Pier Luigi Nervi Foundation si è rivolta chiedendo di valutare un intervento istituzionale in merito alla proposta sullo stadio Flaminio presentata dalla S.S. Lazio S.p.a. "affinché nella Conferenza dei Servizi siano pienamente considerate le ragioni della tutela, della cultura del progetto e della responsabilità tecnica". L'Ordine questa mattina ha risposto alla Fondazione con una lettera firmata dal presidente Cristian Rocchi e da Silvia Nigro consigliere delegato agli Archivi e all' Osservatorio 900. "Quando si interviene su un bene culturale che costituisce patrimonio della Nazione e la sua rifunzionalizzazione rappresenta anche una condizione per garantirne la conservazione, l'esperienza storica dimostra che è possibile coniugare tutela e trasformazione" è la sintesi del parere dell'Ordine. Nella lettera si ricorda che gli enti preposti a stabilire la compatibilità degli interventi su beni sottoposti al vincolo sono le soprintendenze statali ma si precisa anche l'interesse dell'Ordine ad intervenire nel dibattito in corso sul progetto sottolineando la necessità che "il confronto sul futuro dello stadio si sviluppi nel quadro di una riflessione ampia e generale sul rapporto tra tutela, trasformazione e qualità del progetto contemporaneo". Ciò detto per l'Ordine "i criteri di tutela non implicano mai una visione di conservazione statica" e dunque "intervenire è possibile, ma richiede un approccio fondato su qualità e responsabilità del progetto e su una conoscenza approfondita del manufatto e dei suoi valori costitutivi". Se la linea di intervento dovrebbe essere quella di "non contrapporre innovazione e conservazione" allo stesso tempo si deve rifiutare "l'adesione a modalità di intervento progettuale totalmente libere dai vincoli e dalle indicazioni che la comprensione storico critica del bene abbia evidenziato" come sosteneva Giovanni Carbonara, storico dell'architettura e teorico del restauro. Anche per questo, afferma l'Ordine, "è importante che i nuovi usi assegnati al bene vincolato non entrino in conflitto con gli elementi essenziali architettonici, base del vincolo di tutela. Anche il progetto contemporaneo sullo stadio Flaminio non deve essere inteso come contrapposto alla tutela, ma come strumento per tramandare le valenze del nostro patrimonio culturale, così come descritto nelle relazioni di vincolo, alle generazioni future". E dunque "interventi complessi e stratificati, come quello previsto per lo Stadio Flaminio, avrebbero potuto beneficiare di un confronto più ampio tra diverse soluzioni progettuali attraverso, per esempio, un concorso di architettura". Proprio per la delicatezza di tali interventi, "sosteniamo che sarebbe auspicabile ricorrere a procedure concorsuali capaci di mettere a confronto diverse soluzioni progettuali, affidandone la valutazione a giurie composte da figure di comprovata esperienza e competenza nell'ambito degli interventi su beni sottoposti a tutela".
Un concorso... :)  :)


genesis

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L'ex netter Spicciarello scrive un articolo definitivo, da pietra tombale, sul Flaminio nel CdS odierno.

AquiladiMare

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Comunque, lasciando da parte il tifo, la Lazio e lotito, è veramente assurdo che un rudere di cemento di 70 anni (come ce ne sono migliaia in tutto il mondo) non possa semplicemente essere demolito e/o ristrutturato in nome di ipotetiche "conservazioni" per le future generazioni... 

Come TdV.... ruderi intoccabili abbandonati tra i rovi...

E poi parliamo di ammodernamento del paese...

Il biondo

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Citazione di: AquiladiMare il Oggi alle 08:34Comunque, lasciando da parte il tifo, la Lazio e lotito, è veramente assurdo che un rudere di cemento di 70 anni (come ce ne sono migliaia in tutto il mondo) non possa semplicemente essere demolito e/o ristrutturato in nome di ipotetiche "conservazioni" per le future generazioni...

Come TdV.... ruderi intoccabili abbandonati tra i rovi...

E poi parliamo di ammodernamento del paese...
ammordernamento del paese inteso con un passo avanti e due indietro

Balde89

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Lotito chiaramente vuole lo stadio per capitalizzare e rivendere. 
Negli ultimi mesi non fa altro che gongolare su quanto valga il centro sportivo (fatturato alle sue aziende coi soldi della Lazio). 
Lo stadio gli serve solo come ciliegina sulla torta per prendere le somme spropositate che chiede. 

Imprenditorialmente, fra intrallazzi e favori, sarebbe forse il miglior investimento nella storia. 

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Goceano

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Citazione di: Balde89 il Oggi alle 09:51Lotito chiaramente vuole lo stadio per capitalizzare e rivendere.
Negli ultimi mesi non fa altro che gongolare su quanto valga il centro sportivo (fatturato alle sue aziende coi soldi della Lazio).
Lo stadio gli serve solo come ciliegina sulla torta per prendere le somme spropositate che chiede.

Imprenditorialmente, fra intrallazzi e favori, sarebbe forse il miglior investimento nella storia.
E se non gli danno l'autorizzazione secondo te che farà??

Balde89

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Citazione di: Goceano il Oggi alle 09:55E se non gli danno l'autorizzazione secondo te che farà??
Anzitutto c'è da capire perchè non gli danno l'autorizzazione. 
Che il Flaminio fosse la strada più difficile tecnicamente, lo sapevamo già. 
Poi, non si è mai vista una CdS senza il piano dei finanziamenti. Una roba veramente da peracottari, perchè alla fine è la voce che conta di più. 

My two cents: quando ci sono i soldi, i problemi si risolvono sempre. Vincoli, sovrintendenze, comitati... quando gira mezzo miliardo, alla fine le cose si fanno. 
Secondo me ci sono due possibilità: 
1) ciò che sta bloccando tutto è la nebbia sui fondi. Finchè non è ben chiaro chi magna e chi no, i cavilli spuntano sempre, nel paese della carta che siamo. 
A bloccare lo stadio dei riommers ci voleva un attimo, basta l'avvistamento di un passerotto su un albero. 
2) come fa notare qualcuno, forse alcune persone non stanno prendendo la loro fetta di torta. 


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