Comunque il fim mi sembra sempre lo stesso.
Fabiani punta su giocatori ai più sconosciuti sui quali investe cifre importanti, anzi importantissime, per le casse della Lazio, nella prospettiva di fare il colpaccio e far vedere quanto lui è bravo nel "calciomercato delle idee" (Dele, Belahyane, Ratcov, ecc.).
Alla prova dei fatti questi giocatori si dimostrano chi più o chi meno mediocri, comunque di qualità inferiore rispetto a quanto immagina Fabiani: le sue idee non sono perciò così elettrizzanti.
Pertanto, gli allenatori che si succedono (Baroni, Sarri, Gattuso ...), dopo averli provati, accantonano questi giocatori e gliene preferiscono altri, così sconfessando il "mercato delle idee" di Fabiani.
Allora, Fabiani cerca di intervenire perorando la causa dei "suoi" giocatori, un po' perché ci crede e molto più perché deve parararsi la schiena.
Nell'impossibilità di convincere l'allenatore di turno - evidentemente i giocatori sono proprio molto mediocri - nascono frizioni e tensioni tra questo e Fabiani.
Fabiani comincia a far filtrare le cose sulla stampa amica, in modo di mettere l'allenatore in cattiva luce e cominciare a preparare il terreno per scaricare su di lui le responsabilità dei propri fallimenti
A questo punto Fabiani coinvolge nel disaccordo Lotito, che, da par suo, ci mette il carico da 11.
Il clima del gruppo squadra si guasta e la stagione va in vacca, ammesso e non concesso che il gruppo dei giocatori messo a disposizione dell'allenatore potesse permettere un altro esito.