Citazione di: Gio il 02 Set 2011, 10:19Oggi c'è, tu t'affezioni e poi lo mandano via perchè non va d'accordo con l'allenatore.
Di là hanno mandato via e manderanno via sempre gli allenatori, non c'è nemmeno il dubbio.
allora, pemetto una cosina
io, circa due anni fa, scrissi un topic nel quale esaminavo l'importanza per "le nuove generazioni" di identificarsi con un calciatore
zarate, nello specifico
scrissi che io, da ragazzino, come tutti, quando giocavo a pallone, pure quando lo facevo co' 'na palletta de carta e straccia lungo il corridoio de casa, non dicevo "...ecco la Lazio, la Lazio scende sulla fascia, la Lazio crossa...goooo'...la Lazio ha segnato!!!", ma sostituivo, negli anni, il nome Lazio con Chinaglia, Giordano, D'Amico...e via cantando
quindi, è EVIDENTE, soprattutto a me, come l'aderenza fra squadra e giovani tifosi si basi e sui cementi non solo sui colori, sulla maglia, su Olimpia ma anche e soprattutto sui nomi dei calciatori
probabilmente, siamo stati più fortunati, noi da giovani, pur vivendo annate di merda a livello calcistico: ai ns tempi un calciatore restava più anni con la ns Lazio e, magari, facevi in tenmpo a crescerci insieme
oggi, invece, lo vediamo tutti come si possa restare anche solo 1 anno in una squadra e lasciare il segno, ma poi essere ceduti/prestati
mi trovo d'accordo con quanto scritto da Fat Danny e comprendo le ragioni di kelly slater
capisco meno certe tragedie ancor prima dell'inizio del campionato ed un certo pessimismo, tipico de 'sta tifoseria de strani che semo
detto questo, e mi ricollego a Gio, che ho quotato, sul paragone con quelli della', con totti e gli allenatori che non lo hanno capito, debbo dire una cosa
io non credo che possa esistere un Laziale, per quanto fomentato, per quanto antiromanista, per quanto odii totti, che sia anche così cieco da non vedere come AD OGGI il paragone zarate/totti non sia minimamente applicabile
e ve lo dice uno che non lo sopporta, che ritiene che il 30% della sua storia non sia che finzione e pacchiana paraculaggine, che ritiene che il circo mediatico costruitogli intorno lo abbia protetto e continui a farlo anche di fronte a comportamenti ripugnanti
ma non posso essere così' scorretto com me stesso da non riconoscere che stiamo a parla' di uno dei più grandi calciatori italiani del dopoguerra
certo, non è baggio, non è mancini, non è del piero, non è maldini, nè nesta, nè baresi
non s'avvicina a nessuno, per comportamenti in campo, di questi sopra citati ed a nessuno dei vincitori del mondiale dell'82
ma non posso non riconoscere che la sua leadeship (e quindi l'aderenza dei nuovi tifosi romanisti al loro campione) sia indiscussa, almeno della', e che sia, anzi debba, essere oggetto di riconsiderazione calcistica da parte nostra
altrimenti se stamo a pija' per culo
in questo, il paragone con zarate è impossibile da fare
per peso calcistico, intendo
su tutto il resto, io, da Laziale, uno come totti non lo vorrei mai come calciatore
ma come Laziale, però, uno così forte A PALLONE si
e ritorno al discorso di Fat Danny
è ANCHE colpa nostra se zarate non è diventato quello che tutti speravamo
ma anche, non SOLO
la colpa, principalmente, è sua
ed è sua in quanto lui deve gestire solo se stesso
un allenatore ne deve gestire 35