Identificarsi in un campione biancoceleste

Aperto da kelly slater, 02 Set 2011, 00:01

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

italicbold

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 45.266
Registrato
Citazione di: gesulio il 02 Set 2011, 01:08
premetto che ho un figlio che si chiama mauro non a caso e che forse andrò un po' ot: credo che un personaggio del genere, per esistere, deve meritarselo. Ho visto fior di giocatori straordinari, che non hanno meritato il ruolo che kelly descrive, perché fondamentalmente è mancata una cosa: la vittoria. Dell'anno era un mostro, con la palla ci faceva quel che voleva, ma la lazio con lui in campo non vinse un cazzo. Anzi. Retrocesse. L'avvento di zarate è coinciso con la vittoria in coppa italia, ma poi più nulla. Manco un derby, partita che invece ha fatto le fortune di di canio, legittimamente ricordato come una bandiera, anche se poi lui stesso ha rovinato tutto. In ogni caso, il discorso per me è uno: a comandare è quello che ottieni e fai ottenere alla lazio, tutto il resto è secondario. Per questo molte delle discussioni accanite di questi giorni mi sembrano surreali: proprio perché basate su elementi secondari. Il risultato prima di tutto, il resto, con le vittorie, arriverà come per incanto. Ps: credo che rocchi meriti un porto d'onore nel cuore di ogni laziale. Attualmente è la mia personalissima bandiera.

Scusate se non leggo il resto, ma questo lo avrei potuto scrivere io stesso.
Compresa la chiosa su Rocchi, che secondo me, oggi rappresenta la Lazio più di qualsiasi altro giocatore.
E sul bagaglio tecnico andatevi a rivedere i 99 gol che ha segnato coin la nostra maglia (oddio scusa che ho scritto ???? la maglia ???...scusate ancora....)

sweeper77

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 14.227
Registrato
Citazione di: FatDanny il 02 Set 2011, 08:01
Nonostante sia uno dei più accaniti difensori della sceltà effettuata dalla società (in termini generali, da Reja a Lotito), il discorso di KS lo comprendo perfettamente e lo condivido.

Si tifa la maglia, la Lazio, ma questa non è un'entità astratta. La Lazio è rappresentata principalmente dai giocatori che ne indossano la maglia e questi sono quindi i primi destinatari/alimentatori della passione sportiva, dell'attaccamento, della "fede" calcistica.
Questo comporta inevitabilmente l'esigenza di uno o più punti di riferimento, spesso calciatori ma non necessariamente (Maestrelli), che possano essere un po' il simbolo, figure cardine che meglio rappresentano quella passione.

Indubbiamente poi da noi questa esigenza si sente ancor più, visto che dall'altra parte una bandiera c'è e da svariati anni. Non perché debba assumere gli stessi contorni (come dicevo prima ogni bandiera è simbolo di quel che rappresenta, Del Piero non è Titty, che non è Maldini), ma perché l'esigenza di averne una è ancor più sentita.

E io credo che qui nasca uno dei principali problemi, se non IL principale, dei tre anni di Maurito alla Lazio.
Una Lazio che veniva dal quasi fallimento, da anni difficilissimi, vissuti per sopravvivere e sempre con l'ingombrante e mefitica presenza de quelli dellà e del loro Cappetano.
Quando è arrivato Zarate non è parso vero a nessuno. Ricordo ancora perfettamente la prima partita all'Olimpico contro la Samp, subito dopo la doppietta di Cagliari... quando entrò quel tiro assurdo davanti ai miei occhi, le parole, o meglio il mio urlo di gioia, furono "Madonna mia chi avemo comprato, madonna mia" mentre abbracciavo commosso un po' tutti i presenti (eheheh).
Da lì partì l'escalation: gol fantastici, giocate sopraffine, il derby, la coppa Italia.
Lo ammetto, quando entrò quel tiro al derby, 2-0 dopo pochi minuti, mi commossi davvero e quasi me stavo a sentì male. Anche qui ricordo perfettamente che dovetti sedermi un paio di minuti a "recuperare", mentre attorno a me esplodeva il panico.

Sembrava fatta, finalmente. Anche la Lazio poteva avere di nuovo la SUA bandiera, fatta a SUO modo. Croce e delizia, come poteva essere diversamente?
E proprio qui, dove meno te l'aspetti, c'è il principio del problema.
E' come quando incontri una ragazza dopo tanto che non hai una relazione stabile (e magari la desideri e la cerchi) e quindi, appena trovi una che te sembra semi-giusta, bruci i tempi, dichiari amore eterno e senza volerlo in alcun modo poni tu stesso le premesse per rovinare tutto.
Noi Laziali ci siamo buttati su Zarate con l'ingordigia di chi non "mangia" da anni. E l'abbiamo macellato.
C'è chi dice che i dribbling non riuscivano più per i chili, chi per la testa ormai montata, chi per una classe in realtà non così pura, io dico che il motivo è un altro.
Zarate si è trovato catapultato nell'arco di un anno in un ruolo che si conquista dopo qualche tempo di più. Abbiamo chiesto di sposarci alla ragazza conosciuta da 15 giorni.
Troppo per un 21enne a cui già si chiedeva di rappresentare il tutto. Se ci pensate, nonostante tutte le critiche ai lordi, il tottismo è cresciuto gradualmente. Non è che dopo un paio d'anni il Cappetano era già tale. E così funziona con le bandiere, come in amore. La passione esplode, ma il rapporto cresce gradualmente.

A quel punto Zarate ha giustamente scapocciato: si è sentito addosso tutte le responsabilità, il pallone si è fatto pesantissimo, le gambe anche, si è montato la testa (l'inevitabile altra faccia della medaglia).
Mettiamoci anche gli aspetti di carattere più generale della stagione Ballardini-Reja e la frittata è fatta.
Da lì i nodi non potevano che venire al pettine prima o poi. Quando fai una cazzata così grande non recuperi il rapporto perché ammetti di aver fatto, forse, qualche errore. Il distacco diventa un bisogno anche se non te lo dici. Anche se non ti dici che, forse, dovevi aspettare ancora un po', dovevi caricare quella relazione un po' alla volta, dandogli il tempo di divenire solida.

Io sono il primo a cui si è stretto il cuore quando ha letto l'ufficialità del prestito all'Inter. Ma davvero.
Ma allo stesso tempo sono convinto che se ci fermiamo a piangere per la ragazza ormai andata, questa stagione diventa un inferno. E allora è bene raddrizzare la schiena e guardare dritti avanti. Evitare il gioco al massacro delle responsabilità e di dover scaricare la colpa su qualcuno.
Magari con gli occhi ancora umidi (non ho bisogno di sbandierare i miei sentimenti ai quattro venti), magari con il respiro pesante, ma andare avanti.

Perché, se è vero quanto ho scritto finora, la colpa è un po' di tutti. Mauro, noi, Reja che s'è trovato in mezzo a sto rapporto, e via cantando.
E ricordando che i giocatori, bandiere comprese, sono mezzi non il fine ultimo. Rappresentano un simbolo, non sono il significato di quel simbolo stesso. Zarate insomma non è la Lazio. Avrebbe potuto esserlo, ma queste sono cose che si dicono alla fine dei giochi.
Così come l'eventuale donna/uomo della propria vita, che si può definire tale alla fine di un percorso, non in base alle aspettative che si creano nel primo anno vissuto insieme.


semplicemente perfetto fat...davvero hai scritto un post bellissimo nel quale mi identifico in pieno.
Peccato davvero
ma ora c'è la nostra lazio e ci sono altri grandissimi giocatori

Kim Gordon

*
Lazionetter
* 12.430
Registrato
ho letto tutti attentamente. bel topic.

grande kelly.

dunque, così, sudupiedi, mi viene da dire che no, se mi dite rocchi, allora nunsesemocapiti.

il Giocatore, diventa Simbolo, per scelta in parte irrazionale.

Zarate ne è l'esempio più lamapante.
Nessun Simbolo avrebbe resistito a due stagioni così mediocri se non fosse stato, appunto,  un simbolo.
come a dire, Zarate è al di là di ciò che fà.
come Titti, non come rocchi, che evidentemente non "incarna".
(al di là delle preferenze di qualche vecchio) :pp

andato via zarate, la madonna dei bambini ha lacrimato, il che vuol dire che zarate era Simbolo, e che andato via Zarate è andato via anche il Simbolo.

ma.

se è vero che un Simbolo diventa tale irrazionalmente, prendendo spunto e forza dalla fusione fra bravura calcistica ed altro che di calcistico ha poco, diventando investitura, Onore.
e' anche vero che Simbolo è anche Onere.

ed è qui che casca l'asino.

il cerchio, kelly, non s'è chiuso.

senza che l'Onore incontri l'Onere il cerchio, la gestalt, del Simbolo non si chiude, non si completa.

quindi, concludendo, la madonna dei bambini che lacrima, è un fake.
sarò infinitamente sincero, ma per vedere quella vera, per vedere O'Miracolo, bisognerà aspettare che accanna de giocà il Simbolo dell'altra contrada.

:asrm



Il Tenente

*
Lazionetter
* 2.528
Registrato
Citazione di: FatDanny il 02 Set 2011, 08:01
Nonostante sia uno dei più accaniti difensori della sceltà effettuata dalla società (in termini generali, da Reja a Lotito), il discorso di KS lo comprendo perfettamente e lo condivido.

Si tifa la maglia, la Lazio, ma questa non è un'entità astratta. La Lazio è rappresentata principalmente dai giocatori che ne indossano la maglia e questi sono quindi i primi destinatari/alimentatori della passione sportiva, dell'attaccamento, della "fede" calcistica.
Questo comporta inevitabilmente l'esigenza di uno o più punti di riferimento, spesso calciatori ma non necessariamente (Maestrelli), che possano essere un po' il simbolo, figure cardine che meglio rappresentano quella passione.

Indubbiamente poi da noi questa esigenza si sente ancor più, visto che dall'altra parte una bandiera c'è e da svariati anni. Non perché debba assumere gli stessi contorni (come dicevo prima ogni bandiera è simbolo di quel che rappresenta, Del Piero non è Titty, che non è Maldini), ma perché l'esigenza di averne una è ancor più sentita.

E io credo che qui nasca uno dei principali problemi, se non IL principale, dei tre anni di Maurito alla Lazio.
Una Lazio che veniva dal quasi fallimento, da anni difficilissimi, vissuti per sopravvivere e sempre con l'ingombrante e mefitica presenza de quelli dellà e del loro Cappetano.
Quando è arrivato Zarate non è parso vero a nessuno. Ricordo ancora perfettamente la prima partita all'Olimpico contro la Samp, subito dopo la doppietta di Cagliari... quando entrò quel tiro assurdo davanti ai miei occhi, le parole, o meglio il mio urlo di gioia, furono "Madonna mia chi avemo comprato, madonna mia" mentre abbracciavo commosso un po' tutti i presenti (eheheh).
Da lì partì l'escalation: gol fantastici, giocate sopraffine, il derby, la coppa Italia.
Lo ammetto, quando entrò quel tiro al derby, 2-0 dopo pochi minuti, mi commossi davvero e quasi me stavo a sentì male. Anche qui ricordo perfettamente che dovetti sedermi un paio di minuti a "recuperare", mentre attorno a me esplodeva il panico.

Sembrava fatta, finalmente. Anche la Lazio poteva avere di nuovo la SUA bandiera, fatta a SUO modo. Croce e delizia, come poteva essere diversamente?
E proprio qui, dove meno te l'aspetti, c'è il principio del problema.
E' come quando incontri una ragazza dopo tanto che non hai una relazione stabile (e magari la desideri e la cerchi) e quindi, appena trovi una che te sembra semi-giusta, bruci i tempi, dichiari amore eterno e senza volerlo in alcun modo poni tu stesso le premesse per rovinare tutto.
Noi Laziali ci siamo buttati su Zarate con l'ingordigia di chi non "mangia" da anni. E l'abbiamo macellato.
C'è chi dice che i dribbling non riuscivano più per i chili, chi per la testa ormai montata, chi per una classe in realtà non così pura, io dico che il motivo è un altro.
Zarate si è trovato catapultato nell'arco di un anno in un ruolo che si conquista dopo qualche tempo di più. Abbiamo chiesto di sposarci alla ragazza conosciuta da 15 giorni.
Troppo per un 21enne a cui già si chiedeva di rappresentare il tutto. Se ci pensate, nonostante tutte le critiche ai lordi, il tottismo è cresciuto gradualmente. Non è che dopo un paio d'anni il Cappetano era già tale. E così funziona con le bandiere, come in amore. La passione esplode, ma il rapporto cresce gradualmente.

A quel punto Zarate ha giustamente scapocciato: si è sentito addosso tutte le responsabilità, il pallone si è fatto pesantissimo, le gambe anche, si è montato la testa (l'inevitabile altra faccia della medaglia).
Mettiamoci anche gli aspetti di carattere più generale della stagione Ballardini-Reja e la frittata è fatta.
Da lì i nodi non potevano che venire al pettine prima o poi. Quando fai una cazzata così grande non recuperi il rapporto perché ammetti di aver fatto, forse, qualche errore. Il distacco diventa un bisogno anche se non te lo dici. Anche se non ti dici che, forse, dovevi aspettare ancora un po', dovevi caricare quella relazione un po' alla volta, dandogli il tempo di divenire solida.

Io sono il primo a cui si è stretto il cuore quando ha letto l'ufficialità del prestito all'Inter. Ma davvero.
Ma allo stesso tempo sono convinto che se ci fermiamo a piangere per la ragazza ormai andata, questa stagione diventa un inferno. E allora è bene raddrizzare la schiena e guardare dritti avanti. Evitare il gioco al massacro delle responsabilità e di dover scaricare la colpa su qualcuno.
Magari con gli occhi ancora umidi (non ho bisogno di sbandierare i miei sentimenti ai quattro venti), magari con il respiro pesante, ma andare avanti.

Perché, se è vero quanto ho scritto finora, la colpa è un po' di tutti. Mauro, noi, Reja che s'è trovato in mezzo a sto rapporto, e via cantando.
E ricordando che i giocatori, bandiere comprese, sono mezzi non il fine ultimo. Rappresentano un simbolo, non sono il significato di quel simbolo stesso. Zarate insomma non è la Lazio. Avrebbe potuto esserlo, ma queste sono cose che si dicono alla fine dei giochi.
Così come l'eventuale donna/uomo della propria vita, che si può definire tale alla fine di un percorso, non in base alle aspettative che si creano nel primo anno vissuto insieme.

Straquoto, e tra l'altro mi ritrovo anche nella metafora "sentimentale"  :( :( :(

Il punto è che i bambini veri e propri, e quei bambini cresciuti che siamo noi tifosi, si legano a un giocatore finché hanno qualcosa in cambio: quando il giocattolo si rompe il bimbo piange e strepita, poi passa a un nuovo  giocattolo. E' triste, ci siamo passati tutti, ma si sopravvive e si trova un nuovo simbolo, magari tedesco e cazzuto o francese e crestato.
Se invece il giocattolo (leggi Titty) è reclamizzato a pie' sospinto per anni e anni da un marketing nazionale potentissimo, il bimbo vorrà solo quello e nient'altro, pronto a idolatrarlo qualsiasi cosa faccia, dall'assist geniale alla pubblicità del telefono. Ma parliamo di un totem, di un idolo sacro, non più di un semplice "giocattolo preferito".

Insomma, finché rimaniamo legati a Nedeved, Nesta, Veron, e per ultimo Zarate, in modo onesto e passionale, spingendoci anche a odiare per qualche tempo chiunque l'abbia fatto allontanare dalla Lazio, ci sto.
Il tottismo invece lo ripudio come una grande presa per il cul@.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

unicamenteLazio

*
Lazionetter
* 4.413
Registrato
Citazione di: Palo il 02 Set 2011, 01:19
Io sono cresciuto con Rozzoni centravanti ... pensa un po' te!


Allora ti ricordi quell'anno maledetto quando vennero ceduti tutti i migliori e giovani giocatori della Lazio (Janich, Carradori, Landoni, Maraschi) per prendere i Petris e i Christensen?

Adler Nest

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.436
Registrato
Abbiamo Cisse', adesso di cui mio figlio a 16 anni mi chiede la maglia un giorno si e l'altro anche.
Carismatico,globale.
Abbiamo Hernanes campione in campo e nella vita vero colpo di Lotito, vera persona che incarna ideali belli e positivi.
Abbiamo Klose che lascera' un segno a questa squadra che aveva bisongo di carisma e non capricci.
Gli idoli sono questi

Kim Gordon

*
Lazionetter
* 12.430
Registrato
Citazione di: Adler Nest il 02 Set 2011, 09:20
Abbiamo Cisse'

cissè ha le stigmate dell'Idolo. potrebbe divenatre Simbolo.

ma ci sono tante, forse troppe squadre importanti prima, che credo, rendano la Lazio un po una, l'ultima, dopo altre.

non so se me sò spiegato. :S

ci vogliono una serie di ingredienti per fare un Simbolo.
non è che uno dice tiè, mo ti compro un Simbolo.
oppure ao, dai, fai il Simbolo.

è una Magia.

Cissè, secondo me, avrebbe "incarnato" sicuramente, se fosse venuto da ste bande con qualche anno in anticipo e con meno squadre importanti alle spalle.

noi siamo gelosi, come tifosi. ;)


est1900

Visitatore
Registrato
Sono cresciuto nel mito di Fabio Poli e Giuliano Fiorini, ceduti un mese dopo aver salvato la Lazio e la sua storia.
Sono passato ad idolatrare Monelli e Galderisi (1 solo gol, credo, con la maglia della Lazio in casa col Bologna), ceduti entrambi l'anno successivo.
Sono passato poi a Di Canio, Sosa, Riedle, Doll, Gazza, Beppe nell'adolescenza.
Niente, manco loro.
Ho smesso di credere alle bandiere il 31 Agosto 2002 e non ci cadrò più.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Esprit Libre

*
Lazionetter
* 16.858
Registrato
Nell'epoca di Football Manager molti hanno dimenticato che il calcio è anche poesia, i cui versi vengono declamati con i piedi.
Sappiate che uno come Arrigo Dolso nella squadra di Reja non avrebbe nemmeno fatto il raccattapalle.

Beijing09

*
Lazionetter
* 3.922
Registrato
vai con la retorica dei bambini...
Quando eravate bambini voi con quale campione vi identificavate?
Quale giocatore ha vestito la maglia della Lazio da inizio carriera fino alla fine?
Io ricordo solo D'Amico, pur con la parentesi torinista.
Ai bambini insegnate che va amata la maglia. Se hanno bisogno di idoli indirizzateli verso altre squadre.

jp1900

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 8.476
Registrato
A mio figlio ho voluto regalare la maglietta della Lazio senza numero e nome. Essendo anche senza sponsor (sfortunatamente per le casse, ma fortunatamente per l'estetica) è bellissima così, grazie a quei pochi cm quadrati che occupa il nostro stemma. Per me è questo il "Lazio Style", identificarsi con lo stemma e non con un campione. A parte roma e juve (ancora per poco), ditemi chi è che rappresenta qualsiasi altra squadra che sicuramente il prossimo anno non potrebbe trasferirsi.

Gio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 10.814
Registrato
Sono molto d'accordo con il discorso di KS quando dice che il tifoso della Lazio ha bisogno assoluto di un giocatore con cui identificarsi. Io lo vedo nei miei figli e nella loro ricerca viscerale di un giocatore cui riferirsi per contrastare il tottismo imperante nel mondo 8calcisticamente parlando) che vivono.
Il tutto in condizioni difficili, perchè i rapporto tra Laziali e romanisti nell'età intorno ai 14 anni è di 1 a 3 nei casi migliori.
Non sono d'accordo sul fatto che Zarate non fosse idoneo. Lo era ed i fatti di questi giorni lo dimostrano.
E nessuno mi leva dalla mente che proprio il pericolo che Zarate ha fatto correre a totti il primo anno stia alla base della fine della sua parabola. Forte sì, ma antipatico. E l'hanno distrutto con la compiacenza di alcuni di noi. Il cerchio si è chiuso.
I miei figli non hanno pianto per la sua cessione, non smetteranno di tifare Lazio e continueranno ad indossare la maglia di Zarate nei calcettini con gli amici. Però mi hanno chiesto di poter vedere le partite di Zarate con l'Inter.
Di questo non si è tenuto minimamente conto nella gestione della situazione.
E questo è imperdonabile, davvero.

Ora c'è Cissè, si dice.
Però, non sarà lo stesso. Perchè ora lo sanno come funziona. Oggi c'è, tu t'affezioni e poi lo mandano via perchè non va d'accordo con l'allenatore.
Di là hanno mandato via e manderanno via sempre gli allenatori, non c'è nemmeno il dubbio.
Tecnicamente e per la squadra forse saremo noi quelli nel giusto  (mah ...), però ...

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

portainsegne61

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 2.466
Registrato
Citazione di: Gio il 02 Set 2011, 10:19
Sono molto d'accordo con il discorso di KS quando dice che il tifoso della Lazio ha bisogno assoluto di un giocatore con cui identificarsi. Io lo vedo nei miei figli e nella loro ricerca viscerale di un giocatore cui riferirsi per contrastare il tottismo imperante nel mondo 8calcisticamente parlando) che vivono.
Il tutto in condizioni difficili, perchè i rapporto tra Laziali e romanisti nell'età intorno ai 14 anni è di 1 a 3 nei casi migliori.
Non sono d'accordo sul fatto che Zarate non fosse idoneo. Lo era ed i fatti di questi giorni lo dimostrano.
E nessuno mi leva dalla mente che proprio il pericolo che Zarate ha fatto correre a totti il primo anno stia alla base della fine della sua parabola. Forte sì, ma antipatico. E l'hanno distrutto con la compiacenza di alcuni di noi. Il cerchio si è chiuso.
I miei figli non hanno pianto per la sua cessione, non smetteranno di tifare Lazio e continueranno ad indossare la maglia di Zarate nei calcettini con gli amici. Però mi hanno chiesto di poter vedere le partite di Zarate con l'Inter.
Di questo non si è tenuto minimamente conto nella gestione della situazione.
E questo è imperdonabile, davvero.

Ora c'è Cissè, si dice.
Però, non sarà lo stesso. Perchè ora lo sanno come funziona. Oggi c'è, tu t'affezioni e poi lo mandano via perchè non va d'accordo con l'allenatore.
Di là hanno mandato via e manderanno via sempre gli allenatori, non c'è nemmeno il dubbio.
Tecnicamente e per la squadra forse saremo noi quelli nel giusto  (mah ...), però ...
La Lazio non è una società che vende tappeti, il suo scopo è dare emozioni, un tifoso che non lo capisce non è un tifoso. I ragionamenti logici e di convenienza li facciano gli amministratori.

Beijing09

*
Lazionetter
* 3.922
Registrato
Citazione di: Gio il 02 Set 2011, 10:19
Sono molto d'accordo con il discorso di KS quando dice che il tifoso della Lazio ha bisogno assoluto di un giocatore con cui identificarsi. Io lo vedo nei miei figli e nella loro ricerca viscerale di un giocatore cui riferirsi per contrastare il tottismo imperante nel mondo 8calcisticamente parlando) che vivono.
Non so quanti anni tu abbia.
Mi domando solo chi contrapponevo a Falcao, Conti, Pruzzo o Cerezo nel 1985.
Quale giocatore cercavo visceralmente? Garlini?

Esprit Libre

*
Lazionetter
* 16.858
Registrato
Citazione di: Beijing09 il 02 Set 2011, 10:24
Non so quanti anni tu abbia.
Mi domando solo chi contrapponevo a Falcao, Conti, Pruzzo o Cerezo nel 1985.
Quale giocatore cercavo visceralmente? Garlini?
Proprio per questo nelle scuole elementari scarseggiavano i bambini laziali. Ai tempi di Veron, Salas, Nedved, Nesta etc era un'altra cosa, anche se alla fin fin le bandiere sono state...Negro e Favalli.
Ma non importa quanto a lungo un giocatore giochi un una squadra, importa che abbia un tipo di gioco che entusiasmi. D'amico faceva entusiamare il pubblico, difficile che possa farlo Sculli. Speriamo che lo facciano Klose e Cissè, con i gol se non con le giocate.

Beijing09

*
Lazionetter
* 3.922
Registrato
Citazione di: Esprit Libre il 02 Set 2011, 10:29
Proprio per questo nelle scuole elementari scarseggiavano i bambini laziali.
Da quando, per un Laziale, la quantità è determinante?

porgascogne

Visitatore
Registrato
Citazione di: Gio il 02 Set 2011, 10:19Oggi c'è, tu t'affezioni e poi lo mandano via perchè non va d'accordo con l'allenatore.
Di là hanno mandato via e manderanno via sempre gli allenatori, non c'è nemmeno il dubbio.

allora, pemetto una cosina

io, circa due anni fa, scrissi un topic nel quale esaminavo l'importanza per "le nuove generazioni" di identificarsi con un calciatore
zarate, nello specifico

scrissi che io, da ragazzino, come tutti, quando giocavo a pallone, pure quando lo facevo co' 'na palletta de carta e straccia lungo il corridoio de casa, non dicevo "...ecco la Lazio, la Lazio scende sulla fascia, la Lazio crossa...goooo'...la Lazio ha segnato!!!", ma sostituivo, negli anni, il nome Lazio con Chinaglia, Giordano, D'Amico...e via cantando

quindi, è EVIDENTE, soprattutto a me, come l'aderenza fra squadra e giovani tifosi si basi e sui cementi non solo sui colori, sulla maglia, su Olimpia ma anche e soprattutto sui nomi dei calciatori

probabilmente, siamo stati più fortunati, noi da giovani, pur vivendo annate di merda a livello calcistico: ai ns tempi un calciatore restava più anni con la ns Lazio e, magari, facevi in tenmpo a crescerci insieme
oggi, invece, lo vediamo tutti come si possa restare anche solo 1 anno in una squadra e lasciare il segno, ma poi essere ceduti/prestati

mi trovo d'accordo con quanto scritto da Fat Danny e comprendo le ragioni di kelly slater
capisco meno certe tragedie ancor prima dell'inizio del campionato ed un certo pessimismo, tipico de 'sta tifoseria de strani che semo

detto questo, e mi ricollego a Gio, che ho quotato, sul paragone con quelli della', con totti e gli allenatori che non lo hanno capito, debbo dire una cosa

io non credo che possa esistere un Laziale, per quanto fomentato, per quanto antiromanista, per quanto odii totti, che sia anche così cieco da non vedere come AD OGGI il paragone zarate/totti non sia minimamente applicabile
e ve lo dice uno che non lo sopporta, che ritiene che il 30% della sua storia non sia che finzione e pacchiana paraculaggine, che ritiene che il circo mediatico costruitogli intorno lo abbia protetto e continui a farlo anche di fronte a comportamenti ripugnanti

ma non posso essere così' scorretto com me stesso da non riconoscere che stiamo a parla' di uno dei più grandi calciatori italiani del dopoguerra
certo, non è baggio, non è mancini, non è del piero, non è maldini, nè nesta, nè baresi
non s'avvicina a nessuno, per comportamenti in campo, di questi sopra citati ed a nessuno dei vincitori del mondiale dell'82
ma non posso non riconoscere che la sua leadeship (e quindi l'aderenza dei nuovi tifosi romanisti al loro campione) sia indiscussa, almeno della', e che sia, anzi debba, essere oggetto di riconsiderazione calcistica da parte nostra

altrimenti se stamo a pija' per culo

in questo, il paragone con zarate è impossibile da fare
per peso calcistico, intendo

su tutto il resto, io, da Laziale, uno come totti non lo vorrei mai come calciatore
ma come Laziale, però, uno così forte A PALLONE si

e ritorno al discorso di Fat Danny
è ANCHE colpa nostra se zarate non è diventato quello che tutti speravamo
ma anche, non SOLO
la colpa, principalmente, è sua

ed è sua in quanto lui deve gestire solo se stesso
un allenatore ne deve gestire 35

oberdan

*
Lazionetter
* 1.950
Registrato
...io, per non sbagliarmi, mi identifico con Manzini!  :D

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Beijing09

*
Lazionetter
* 3.922
Registrato
Citazione di: oberdan il 02 Set 2011, 10:39
...io, per non sbagliarmi, mi identifico con Manzini!  :D
meglio de no, se no se vendemo pure lui...  :)

jp1900

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 8.476
Registrato
Bologna
Cagliari
Catania
Cesena
Chievo
Fiorentina
Genoa
Inter
Juve
Lazio
Lecce
Milan
Napoli
Novara
Palermo
Parma
Roma
Siena
Udinese
Atalanta


Mi dite per cortesia i tifosi delle squadre sopra menzionate con chi si identificano? Considerate che totti lo stanno facendo fuori, così come Del Piero.

Discussione precedente - Discussione successiva