Citazione di: arturo il 21 Ott 2011, 09:46
Brava Fiammetta hai colto nel segno! Saranno 15 anni che è nella mia libreria e,ciclicamente,provo a leggerlo; ma niente, non ci riesco e non riesco ad immaginare quando potrei farlo. Sembra veramente che il mio cervello si rifiuti di elaborare i concetti del libro.
Il problema, forse, è che ti aspetti Pasolini per come lo hai conosciuto. Mi pare folle pensare che tu abbia cominciato a leggerlo proprio da Petrolio, che è incompiuto e postumo. Invece quello è "l'ultimo" Pasolini, un uomo che stava impazzendo sotto il peso del suo genio e della bolgia infernale che ogni essere umano, pur se in modi e livelli diversi, ha dentro di sé. Un uomo che dialogava con la morte più che con la vita e la ritraeva in ogni modo e con ogni mezzo. Non puoi assimilarlo nemmeno a se stesso per come era. Non a caso ti ho citato Artaud che, nelle sue ultime opere, è a dir poco delirante.
Arturo, secondo me dovresti semplicemente evitare di leggerlo. Se il tuo cervello lo rifiuta, avrà i suoi buoni motivi. La letteratura, anche la più alta, deve rimanere una scelta di libertà. Diversamente, si imparano a odiare anche capolavori indiscussi. E con questo mi riallaccio a quanto detto da diversi netter sui "compiti a casa": non posso dire di capirvi, perché le mie professoresse davano altri compiti, tipo Fontamara di Ignazio Silone, Cristo si è fermato a Eboli di Carlo Levi, Se questo è un uomo, di Primo Levi, I Malavoglia di Verga (ancora sto tremando

), La coscienza di Zeno (fichissimo) di Svevo, per citarne qualcuno. Insomma, erano fissate più che altro con il Novecento.
Non erano loro le mie torturatrici, ma io stessa: a sedici anni avevo già letto tutto di Kafka, Camus e De Maupassant, oltre a qualche opera di Vittorini, Poe, Sciascia, Pasternak, i poeti maledetti, Pavese, Marx, Gramsci (mi fermo, è meglio).

Nel frattempo è stato nominato quel grande di Musil e, qualche pagina indietro quell'altro grande di Barthes. Non posso che consigliarvi di leggerli. Sono saggi veri e propri sull'umanità. E' letteratura scientifica, amici miei. Ed è esaltante. Almeno io leggevo sorridendo, come faccio sempre quando un libro mi conquista.
L'uomo senza qualità e Frammenti di un discorso amoroso sono due capolavori. Lo sforzo, se deciderete di farlo, sarà ampiamente ricompensato.
Tornando al mio Fedor, quando lessi I fratelli Karamazov, rimasi muta per tre giorni di seguito. E' una mia opinione personale, per carità, ma per me Dostoevskij è la vetta più alta mai raggiunta dalla letteratura. Eppure ne ho letti di autori straordinari. Ma per me lui resta inarrivabile. L'unico uomo (per giunta morto) che riesce a farmi stare zitta per giorni. Non ci si crede.