ommadonna, però...
la Lazio il suo calcio "attivo" lo pratica e anche bene. chi può vada a rivedersi svariate partite del girone d'andata, soprattutto, in cui, al di là del risultato, la squadra è riuscita a praticare un suo tipo di gioco propositivo.
dopodiché esistono due altre componenti molto importanti, ben più della famosa tattica (o modulo che dir si voglia):
1. condizioni fisiche (individuali e collettive)
2. condizioni mentali (individuali e collettive)
per quanto riguarda il punto 1, la Lazio soffre di una spiccata tendenza agli infortuni, dovuti a una rosa over 30, in parecchie sue pedine chiave. la stagione più intensa ha accentuato il problema e così la squadra soffre avversari quando questi sono tendenzialmente composti da giocatori più giovani ed integri.
per quanto riguarda il punto 2, lo sappiamo, Reja ha grandi capacità di aggregazione ma forse è ancora carente per quanto riguarda un discorso motivazionale. la squadra è poco cattiva, o meglio, lo è nella forma sbagliata, quella dei falli di reazione di Matuzalem, tanto per fare un esempio. è una squadra che reagisce alle difficoltà e agli eventi contrari in maniera passiva, oppure esagerando. quasi mai abbiamo visto reazioni positive, o meglio, questo è quanto accaduto nell'anno solare 2012, dove, tranne col Cesena, abbiamo perso tutte le partite iniziate male, a volte anche di goleada.
quando invece questi due punti sono "favorevoli", l'approccio tattico da parte della squadra è sempre stato abbastanza attivo.