Citazione di: gaizkamendieta il 31 Mag 2012, 19:55
o son cambiate le leggi dai tempi del tuo amico o qualcosa non quadrall il risarcimento per l'ingiusta detenzione c'è sempre.. quello che cambia.. se c'è colpa o dolo è la punizione ai giuduci:
secondo quanto disposto (artt. 314 e 315 c.p.p.) all'imputato è riconosciuto un vero e proprio diritto soggettivo ad ottenere un'equa riparazione per la custodia cautelare subita ingiustamente, diritto che è stato introdotto con il codice di procedura penale del 1988 ed è in adempimento di un preciso obbligo posto dalla Convenzione dei diritti dell'uomo (cfr. art 5, comma 5, C.E.D.U.). Rilevanti novità In materia sono state apportate dalla legge 16 dicembre 1999, n. 479, cosiddetta "Legge Carotti". In particolare, è aumentato il limite massimo di risarcimento per aver patito un'ingiusta permanenza in carcere, passando da cento milioni di lire ad un miliardo (oggi € 516.456,90), ed è altresì aumentato il termine ultimo per proporre, a pena di inammissibilità, domanda di riparazione: da 18 a 24 mesi. Il presupposto del diritto ad ottenere l'equa riparazione consiste nella ingiustizia sostanziale o nella ingiustizia formale della custodia cautelare subita.
su dolo e colpa grave hai ragione e sbagliavo io sovrapponendo la norma generale
le condizioni sono queste
Chi è stato sottoposto a custodia cautelare e, successivamente, è stato prosciolto, con sentenza irrevocabile, perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, se non ha dato causa o non ha concorso a darvi causa per dolo o per colpa grave;
Chi è stato sottoposto a custodia cautelare e, successivamente, è stato prosciolto per qualsiasi causa quando con decisione irrevocabile risulti accertato che il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso o mantenuto senza che sussistessero le condizioni di applicabilità previste dagli artt.273 e 280 del codice di procedura penale;
Chi è stato condannato e nel corso del processo sia stato sottoposto a custodia cautelare quando, con decisione irrevocabile, risulti accertato che il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso o mantenuto senza che sussistessero le condizioni di applicabilità previste dagli artt.273 e 280 del codice di procedura penale;
Chi è stato sottoposto a custodia cautelare e, successivamente, a suo favore sia stato pronunciato un provvedimento di archiviazione o una sentenza di non luogo a procedere;
Chi è stato prosciolto con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, per la detenzione subita a causa di arresto in flagranza o di fermo di indiziato di delitto, entro gli stessi limiti stabiliti per la custodia cautelare;
Chi è stato prosciolto per qualsiasi causa o al condannato che nel corso del processo sia stato sottoposto ad arresto in flagranza o a fermo di indiziato di delitto quando, con decisione irrevocabile, siano risultate insussistenti le condizioni per la convalida;
Citazione di: Pergianluca il 31 Mag 2012, 19:59
In realtà la normativa sul risarcimento del danno da ingiusta detenzione è un po' meno restrittiva di quella, generale, sulla responsabilità dei magistrati.
Il punto è che sono entrambe di fatto disapplicate perché la loro attuazione è affidata agli stessi giudici che, una volta, sono chiamati a giudicare e, un'altra volta, possono essere giudicati.
Io ho sempre pensato che la decisione di queste cause dovrebbe essere affidata ad una corte d'assise e la giuria dovrebbe essere composta, almeno in maggioranza, da persone assoggettate a misure cautelari detentive e poi assolte per non aver commesso il fatto. La serenità e la imparzialità di giudizio non sarebbero diverse da quelle attuali.
Detto questo, a mio avviso, l'irrogazione della custodia cautelare ad una persona che sia poi prosciolta o assolta per non aver commesso il fatto in un paese civile dovrebbe essere sembre qualificata come negligenza grave del magistrato. Proprio perché la custodia cautelare dovrebbe essere uno strumento eccezionale, da usare con prudenza massima. Chiaro che in Italia, nel momento in cui la detenzione preventiva è divenuta per lo più strumento di estorsione della confessione, ci si possa interrogare se l'ingiusta detenzione cautelare sia o meno addebitabie a colpa grave dell'Ufficio.
sono stradaccordo su tutta la linea