Lazio: culturalmente subalterni?

Aperto da arkham, 25 Giu 2012, 14:05

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arkham

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Allora il titolo non è dei migliori, lo scopo è quello di approfondire in un topic apposito quanto emerso in altri topic come quello su Zeman o quello su KC1927.
La questione mi pare l'abbia posta V. ed anche se sicuramente non è il problema maggiore della Lazio, credo che valga la pena di fare una riflessione sull'argomento.
Siamo circondati. Questo era il sunto.
Culturalmente il dandinismo cultural-politico, fatto di attori-artisti-scrittori-giornalisti che lavorano perchè passi il concetto che a Roma c'è solo l'asrioma e se c'è la lazio (volutamente minuscolo) è perchè serve sempre un ricettacolo di sfighe per emergere, sembra essere dilagante.
Dico sembra perchè mica è sicuro, che sia così.
Eppure i segnali sono tanti: Elio Germano si mette a parlare di pallone, di Mastandrea manco ne parlo, Zoro passa da irriverente piddino a sfegatato romanista, e poi via via tutti gli altri, che dietro a KC1927 o ad altre situazioni (conoscete Johnny Palomba?), non perdono occasione per ribadire che "tutto andrà bene, tanto c'è la maggica".
E così succede che se in un libro uno scrittore straniero mette la Lazio, nella trasposizione cinematografica magicamente subentra la roma. Perchè è la roma il messaggio positivo, quello che funziona. roma=popolare, Lazio=sfigato, o peggio, cattivo.
Ma se guardiamo un po' meglio ci accorgiamo, secondo me, che non si tratta solo di questo.
Il problema non sono i romanisti che si espongono, rendendo il loro tifare per la roma quasi un'aggiunta di merito al loro talento. C'è addirittura una formazione che si chiama AS Roma Artisti: sono parecchio bravi e in una città normale chiamarsi in quel modo dovrebbe essere un limite. Invece è quasi la loro arma principale!
Il problema è anche fatto dalla difficoltà che i laziali incontrano nel fare lo stesso.
Si è parlato tanto (negli altri topic) di Boris, ignorando che da quel telefilm emerge principalmente Pannofino, un laziale, potenzialmente il laziale più popolare e simpatico che si sia visto negli ultimi anni.
Da le Iene emerge Brignano, altro personaggio tutto sommato ben visto dal pubblico nazionale.
Di caratura minore mi pare Insegno.
Ma questa è la città che ha visto Rutelli sindaco. Ci sono scrittori laziali bravissimi (V. citava Trevi e Piperno, che si giocheranno lo Strega) ma anche Giancarlo e Massimiliano Governi. Per non parlare di Mazza e Mimum.
Insomma, qua e là ci sono parecchi laziali in posizione di poter fare da contraltare ai dandinisti-piddisti-romanisti, eppure non lo fanno. Pare che non vogliano farlo, e avranno le loro ragioni.
In tanti chiedono una società più forte dal punto di vista della comunicazione, ma io credo che la S.S. Lazio, in questo, possa vere un ruolo solo marginale.
Forse un po' dipende anche da noi. Dal nostro modo di approcciare il calcio.
Mi chiedo, perchè non sono certo di avere la risposta, se non sia il caso di iniziare a prendersi la città, per le strade prima che in campo.
Esporre i nostri simboli, comprare le nostre maglie, far sentire a chi ha la possibilità di farlo, che essere riconosciuti come icona laziale è un vantaggio.
Non lo so, come dico nel titolo, credo che il problema sia culturale.
Angelo Mellone ha scritto un libro, "Romani", nel quale cerca di far capire la differenza fra l'essere romano e l'essere cesaronico.
Mellone è laziale, ovviamente.
E' anche di destra, se l'informazione può servire a qualcuno.
Però è una voce diversa, che infatti trova spazio pochissimo nei salotti di cui sopra.
Ecco, io penso che se questo libro vendesse parecchio, sarebbe una bella cosa per chi è laziale.
Per il resto mi piacerebbe che deste dei suggerimenti anche voi, che organizzassimo un po' le contromosse, se reputate che ce ne sia bisogno.


porgascogne

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mah, arka', alla fine il Laziale è quello che ti parla di prius (no la toyota), di storia, di nobiltà e di tante altre amenità buone solo per riempirsi la bocca e sentirsi meno soli

del tipo: a custer j'ho rotto er culo a little big horn
però, me lo stai a racconta' dalla riserva, eh

tanti dimenticano, forse volutamente, sicuramente per stupidità (visto che la storia, quella vera, sta lì, basta legge) che la Lazio è popolare e popolana e che il patrimonio dei "burini" (come scrisse una volta il divino loophole) sarebbe non solo da rivalutare ma da rafforzare, anche per ricordare (e pure questa è storia, ma de quella che se studia a le medie) che roma, l'Urbe, è stata fondata da contadini per giunta burini e che prendersi il "latium" era la vera mission dei nuovi romani

quindi, ricordiamocelo: popolana e burina
se ci mettiamo a fare a chi è più romano con chi s'è fregato il marchio della città, e l'ha trasformata (anche attraverso il dandinismo) in una città coatta, non ne usciamo
o meglio, si, ne usciamo ma con le ossa e le corna rotte

con molta nobiltà, però
tipo che ce lo metteranno inderposto mentre noi stiamo a discettare de 'sti cazzo de 27 anni de niente, col mignolo alzato

arkham

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E quindi? Che devo fare? Per evitare che i tifosi dell'Atletico Madrid scrivano nel loro forum che la Lazio non è una squadra di Roma, che dobbiamo fare?
Per rivendicare la presenza sul territorio, per rendere meno automaticanella testa del piccolo tifoso l'equazione Vivo a Roma, tifo la rioma?
Me vado acomprà 'na maja e ce vado al centro commerciale?

porgascogne

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cosa fare è una cosa sola: vincere

per vincere serve una squadra forte, una società seria ed una tifoseria che esulta e tifa
punto

dall'altra parte te pòi inventa' er cazzo che te pare: puoi pure far vedere il pap test della ferilli in diretta
ma se da una parte se vince, dall'altra se rosica e non si è appealing

poi, aho', vojono roma?
se la pijassero pure

inderculo

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porgascogne

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(e cmq ci vuole una faccia come il culo particolare, per
Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 14:18
i tifosi dell'Atletico Madrid scrivano nel loro forum che la Lazio non è una squadra di Roma, che dobbiamo fare?

loro parlano?
strano che non se siano ancora harakirizzate tutte, 'stemmerde)

sweeper77

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Citazione di: porgascogne il 25 Giu 2012, 14:23
cosa fare è una cosa sola: vincere

per vincere serve una squadra forte, una società seria ed una tifoseria che esulta e tifa
punto

dall'altra parte te pòi inventa' er cazzo che te pare: puoi pure far vedere il pap test della ferilli in diretta
ma se da una parte se vince, dall'altra se rosica e non si è appealing

poi, aho', vojono roma?
se la pijassero pure

inderculo

vangelo...
è la vittoria, il primo posto, la coppa, il ben figurare in campo europeo, che danno risalto alla LAZIO, non certo un comico, un grande doppiatore, un bravissimo scrittore, o un dirigente rai.
E cmq per me, mastrandrea, zoro, elio germano.....in svizzera non sanno manco chi sono  :)
Dell'atletico poi arkham... t'ha risposto porga, loro parlano??? ancora je brucia quell'eliminazione e bobo vieri, non li devo certo convincere, o almeno non è la mia aspirazione.
e loro si che stanno peggio :) almeno da noi ballo solo no scudo, tra l'altro vinto grazie al regime.
Coraggio Laziali, se ci sono due cose che non possono toglierci, sono la fierezza e la nobiltà!
loro sono fogna!  :asrm

AquilaLidense

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Ci vogliono subalterni ed è dal 1927 che è così.
per il resto quoto in tutto e per tutto PORGASCOGNE: bisogna solo vincere.

purtroppo ad oggi mancano tutte e tre le componenti: Società, intesa come Proprietà; Rosa(inadeguata); tifoseria.
Di queste tre componenti l'unica opzionale è la tifoseria, nel senso che non è per nulla fondamentale per la vittoria, però, dal punto di vista economico, potrebbe essere una spintarella in più (incassi, merchandaising).


Tib90

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Citazione di: porgascogne il 25 Giu 2012, 14:23
cosa fare è una cosa sola: vincere

per vincere serve una squadra forte, una società seria ed una tifoseria che esulta e tifa
punto

dall'altra parte te pòi inventa' er cazzo che te pare: puoi pure far vedere il pap test della ferilli in diretta
ma se da una parte se vince, dall'altra se rosica e non si è appealing

poi, aho', vojono roma?
se la pijassero pure

inderculo

Sono d'accordo, l'unico modo è vincere e vincere tanto! Poi quando ti ritrovi in città una squadra che vince tanto ed una che non vince niente, la Lazio comincerebbe ad avere più tifosi nei bambini, cosa che negli anni potrebbe portare ad un riequilibrio.

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arkham

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Però una cosa è come la vedete voi, un'altra è come le cose stanno realmente.
Abbiamo vinto parecchio più di loro, negli ultimi vent'anni.
Eppure mi pare che non si stia meglio, in quanto a rapporto fra tifosi delle due squadre e percezione esterna che la Lazio proietta, rispetto a quando noi si stava in B con Garlini e loro si giocavano lo scudetto con Falcao.
Siamo pochi. Orgogliosi e tutto il cazzo che vi pare, non è che mi dovete convincere, però siamo pochi e siamo pochissimo percepiti all'esterno, se rapportati alle merde.
Un telefilm con dei simpaticoni che tifano Lazio, non lo farebbero mai, mentre con la rioma i Cesroni ci vanno a nozze. E non vi soffermete sulla caratterizzazione che danno ai Cesaroni, non è questo il punto.
E' ovvio che vincere aiuta, però evidentemente non basta.
In primis, perchè mica ci si riecse così spesso.

Tib90

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Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 14:38
Però una cosa è come la vedete voi, un'altra è come le cose stanno realmente.
Abbiamo vinto parecchio più di loro, negli ultimi vent'anni.
Eppure mi pare che non si stia meglio, in quanto a rapporto fra tifosi delle due squadre e percezione esterna che la Lazio proietta, rispetto a quando noi si stava in B con Garlini e loro si giocavano lo scudetto con Falcao.
Siamo pochi. Orgogliosi e tutto il cazzo che vi pare, non è che mi dovete convincere, però siamo pochi e siamo pochissimo percepiti all'esterno, se rapportati alle merde.
Un telefilm con dei simpaticoni che tifano Lazio, non lo farebbero mai, mentre con la rioma i Cesroni ci vanno a nozze. E non vi soffermete sulla caratterizzazione che danno ai Cesaroni, non è questo il punto.
E' ovvio che vincere aiuta, però evidentemente non basta.
In primis, perchè mica ci si riecse così spesso.

No aspetta, noi abbiamo vinto tanto nel giro di tre anni (dal '98 al 2000) e tra l'altro la Roma non era certo una squadretta allora, tanto è vero che abbiamo avuto la sfiga di vederli vincere lo scudetto l'anno dopo della Lazio. Quando io dico vincere, intendo vincere con continuità, come il Milan per intenderci e questa cosa è ovviamente utopia per una società come la nostra, a meno che non arrivino degli sceicchi. E anche in questo caso, dovremmo sperare che dall'altra parte continuino a non vincere nulla, in modo che sia palese agli occhi di tutti il divario tra le due squadre. Questa è la mia visione sull'argomento, sono molto pesimista a riguardo e credo sarà molto difficile che la situazione cambi.

Property

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La subalternita' culturale esiste perche' noi siamo deboli.
Punto primo: la lazio deve non per forza vincere ma dare continuita' di essere squadra importante, di stare sempre li', di ben figurare in europa. Con questo acquisisci credibilita' e forse qualche laziale in rai timido avra'meno paura a mostrare la lazialita'.
Punto secondo: e'cio' che ripeto da anni; ce' un problema di comunicazione presidente-societa'-tifosi che non si vuole risolvere. Il presidente deve avere il pubblico dalla sua, i tifosi e la societa' devono essere uniti, solo cosi' si crea un'identita' di pensiero e di azione che ci rende meno attaccabili.
Punto terzo: il marketing. E' ottima la strada dei lazio style intrapresa dalla societa' ma ora serve di più'. Un simbolo di roma vicino al nostro sarebbe importante, ma anche avere colori giusti sempre, il nostro logo ben fatto su tutto il materiale, non rinunciare alle interviste in tv e far vedere i nostri colori, un politica di marketing più' aggressiva.
Punto quarto: non e' accettabile per me vedere allo stadio almeno il 50per cento dei presenti non avere indossare qualcosa della lazio originale. Una maglia, una felpa, un giubbotto, una tuta. Le cose della lazio vanno comprate, con questo i tifosi darebbero una grande spinta al movimento lazio.

orchetto

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Il problema è complesso e di non facile soluzione: entrano in gioco troppe varianti sottili e non è facile.

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porgascogne

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Citazione di: Property il 25 Giu 2012, 14:50
La subalternita' culturale esiste perche' noi siamo deboli.
Punto primo: la lazio deve non per forza vincere ma dare continuita' di essere squadra importante, di stare sempre li', di ben figurare in europa. Con questo acquisisci credibilita' e forse qualche laziale in rai timido avra'meno paura a mostrare la lazialita'.
Punto secondo: e'cio' che ripeto da anni; ce' un problema di comunicazione presidente-societa'-tifosi che non si vuole risolvere. Il presidente deve avere il pubblico dalla sua, i tifosi e la societa' devono essere uniti, solo cosi' si crea un'identita' di pensiero e di azione che ci rende meno attaccabili.
Punto terzo: il marketing. E' ottima la strada dei lazio style intrapresa dalla societa' ma ora serve di più'. Un simbolo di roma vicino al nostro sarebbe importante, ma anche avere colori giusti sempre, il nostro logo ben fatto su tutto il materiale, non rinunciare alle interviste in tv e far vedere i nostri colori, un politica di marketing più' aggressiva.
Punto quarto: non e' accettabile per me vedere allo stadio almeno il 50per cento dei presenti non avere indossare qualcosa della lazio originale. Una maglia, una felpa, un giubbotto, una tuta. Le cose della lazio vanno comprate, con questo i tifosi darebbero una grande spinta al movimento lazio.

abbastanza d'accordo
("vincere" era inteso proprio come "squadra importante")

Citazione di: arkham il 25 Giu 2012, 14:38
Siamo pochi. Orgogliosi e tutto il cazzo che vi pare, non è che mi dovete convincere, però siamo pochi e siamo pochissimo percepiti all'esterno, se rapportati alle merde.
Un telefilm con dei simpaticoni che tifano Lazio, non lo farebbero mai, mentre con la rioma i Cesroni ci vanno a nozze. E non vi soffermete sulla caratterizzazione che danno ai Cesaroni, non è questo il punto.

ok, ma pensa ad una cosa: a chi conviene giocare la partita sul campo del "chi è deppiù a roma?"...a te o a chi roma ce se chiama?
ok, l'hanno usurpato, ok, c'eravamo prima noi, ok, graziarcazzo
però, siccome adesso roma ce se chiamano loro, che famo? ci guardiamo l'album dei ricordi bigiarellliani e beviamo un rosolio aggrappati alle tende, oppure ci alziamo fieri ANCHE del fatto di avere tantissimi burini fra le ns fila?

io non me ce metto a fare a chi è più romano con loro
è proprio il campo sul quale loro amano giocare, anche se se chiamano lo popolo, mazzaferri o esposito

Warp

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Mi scuso per la lungaggine.

L'argomento come detto gia ampiamente trattato altrove è molto interessante perchè analizza un aspetto che spesso non si prende in considerazione quando si parla di certe cose.
Alcuni si chiudono nel vittimismo paranoico-autoreferenziale quello di tipo anni 70 che defiiremmo modello "La CIA ci spia", altri invece ritengono queste cose delle pip.pe paranoico autoreferenziali e accusano i primi di non riuscire a non pensare ad "essi".
In mezzo ci sono varie posizioni tra cui la mia, che incentro sul concetto di "Appeal" o "Gradimento",

Si è detto che l'area dandiniana-piddina-saloon socialist non fa vendere maglie alla rioma, trae solo essa stessa vantaggio dall'attaccarsi al carrozzone giallerosso

Io invece ritengo che questa forma di continuo citazionismo della reuma comporti una simpatia collettiva, una opera di costruzione del gradimento.

Se ricordate i vecchi film degli anni 50/60/70 il romanista era sempre il trucidone borgataro,(il gassman dei mostri che corre allo stadio mentre la famiglia è malata, il sordi di cui si è detto, il milian-commissario Giraldi, il manzotin di febbre da cavallo, l'amendola di vacanze di natale, personaggi popolareschi, a volte volgari, sempre di mediocre estrazione, non a caso nel film un giorno in pretura al sordi-tarzan si oppone il DeFIlippo-giudice laziale).

Negli ultimi anni si è assistito ad un ribaltamento della figura del romanista proprio per mano di questa lobby e altri affiliati.

E allora il romarolo è diventato il bravo ragazzetto, il professionista, l'imprenditore, "il compagno", figure che fino ad alcuni anni fa non rientravano nella "caratteristica di genere".
Questo ribaltamento ha causato come rovescio della medaglia che il laziale è diventato "l'antagonista", "il cavaliere oscuro". Non è più la figura "professionale", "borghese" che era.

Questa attività di consenso ha causato anche in attori laziali una voglia di non esacerbare la loro tifoseria, un po perchè la maggior parte dello showbiz romano è romanista (es.la Fandango di Procacci, mentore di palomba,mastandrea,zorro e legata a doppio filo alla lobby dandiniana).
Gli stessi Mimun,Mazza,Paglia noti laziali non esibiscono troppo la appartenenza perchè sanno di essere minoranza e verresti visto male dai "neutrali" che in quanto neutrali subiscono il fascino dell'appeal romanista. E quindi vedono di miglior occhio il romarolo che non il laziale, spesso identificato come personaggio, minoritario, frustrato e di tendenze politiche antidemocratiche.

Il discorso di V. pertanto coglie il segno nel mettere al centro questa questione che è poi la visione dove si muovono i vari repubblica, fatto, alias, isbn, pd, rai, tutti guarda caso orbitanti nella stessa area culturale.

Questa cosa dovrebbe spaventare prevalentemente i laziali di sinistra (quelli di destra se ne possono allegramente fott.ere), ma i laziali di sinistra che si cerca di nascondere, di cancellare culturalmente e socialmente, mettendo in risalto ed esaltando ogni aspetto destrorso, razzista e fascista del tifo laziale, devono cominciare a rendersi visibili, allo stadio, nel media, nella società, in qualche modo.

A questo si deve affiancare l'attività della società che la deve smettere di aprire gli store, a valmontone a fiumicino o a alatri, ma deve aprirli a Via Nazionale a Via del corso, fare uno store vivo, non con 4 magliette sfigate , ma un negozio dove si possa andare anche a mangiare a pranzo, dove si fanno eventi marketing e dove ogni tanto becchi qualche giocatore. Bisogna stare in centro ed essere visibili.

Alex 73

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I deboli sono loro... gli sfigati tristi sono loro... loro non sono "tifosi"... sono solo un fenomeno di massa. Dopo che hanno vinto lo scudo ho iniziato a vedere pischelle parlare di calcio... a girare con felpe e amenità del genere... ma prima chi l'aveva mai sentite parlare di pallone alzi la mano!
Per essere fighe... per attirare lo sguardo dell'organismo unicellulare (e non perchè c'ha solo un telefono!) hanno sentito il bisogno di far parte della melma... dei più.
Io sono della Lazio perchè ok mio padre è della lazio, ma lo sarei stato cmq... pure se loro fossero nati nel 1900 e noi "solo" 27 anni dopo... sono della Lazio per i colori... per LA storia che abbiamo... per la lealtà... per la sportività che abbiamo... insomma roba di DNA. Loro sono falsi dalla nascita... hanno avuto sempre avuto bisogno di aiuti... di impicci... di collette... di leccare il culo a qualcuno... beh noi no!
I Cesaroni li lascio a loro. PUNTO!

Tarallo

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Citazione di: Warp il 25 Giu 2012, 15:09
Io invece ritengo che questa forma di continuo citazionismo della reuma comporti una simpatia collettiva, una opera di costruzione del gradimento.

Condivido, ma se uno allarga il discorso al di fuori de
Citazionel'area dandiniana-piddina-saloon socialist
poi viene tacciato di complottismo.

E' lo stesso meccanismo per cui in strada se si chiede chi e' il migliore in campo si risponde da automi De Rossi.
Pero', carissimi, e' lo stesso meccanismo per cui un giudice parla di Lazio-Genoa e poi quando glielo si fa notare dice ops mi sa che volevo riferirmi a Genoa-roma. Quello guarda la Dandini e si fa influenzare?

Oppure e' come L'Invasione Degli Ultracorpi e stanno dappertutto?

porgascogne

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(mi sbaglierò: ma credo che arkham ricercasse AL NS INTERNO i problemi di una sottoesposizione, e non quelli di una sovraesposizione della merda)

radar

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La cosa che mi viene in mente, facendo mie le parole di porga e di property, è che bisogna esportare il marchio Lazio legando indissolubilmente alla visita alla città di roma, l'esperienza Lazio

per esempio, potrebbe essere cosa carina fare un accordo con le principali compagnie low cost (Ryan Air ed easyjet ma non solo) facendo in modo che sul loro sito un cittadino NON ITALIANO possa acquistare sul loro sito un biglietto nominativo per le partite della Lazio (Magari per mandarlo in tevere, la zona sempre inquadrata dalle Tv) ad un prezzo poco più che simbolico (tipo 10 euro). Una volta allo stadio poi vedi se non esportano nel lor paese la Lazio, se non cominciano a creare un mercato eccetera.

Un'altra idea potrebbe essere quella di cercare link con le comunità straniere presenti in città, con iniziative sociali che leghino la Lazio alla loro vita

E tante altre cose.

Che se le fai, queste o qualcuna meglio, poi del dandinismo e del sinistro-terrazzismo, ce ne sbattiamo ampiamente i colleoni

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Warp

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Citazione di: Tarallo il 25 Giu 2012, 15:15
E' lo stesso meccanismo per cui in strada se si chiede chi e' il migliore in campo si risponde da automi De Rossi.

Pero', carissimi, e' lo stesso meccanismo per cui un giudice parla di Lazio-Genoa e poi quando glielo si fa notare dice ops mi sa che volevo riferirmi a Genoa-roma. Quello guarda la Dandini e si fa influenzare?

Nel secondo casi (di genoa-roma) no, lì entrano altri fattori che non hanno a che vedere csolo con la costruzione del gradimento

Nel primo caso invece si, è come in Blade Runner si fornisce a chi ne è sprovvisto un cuscinetto di memorie e giudizi predefiniti da usare all'occorrenza. Nei regimi totalitari si fa da secoli.

porga: io una proposta di ampliamento dell'esposizoine del marchio Lazio l'ho proposto. Store-bar-ristorante-caruccio in centro.

porgascogne

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Citazione di: radar il 25 Giu 2012, 15:23
Un'altra idea potrebbe essere quella di cercare link con le comunità straniere presenti in città, con iniziative sociali che leghino la Lazio alla loro vita

ottimo
per dire: io farei abbonamenti stracciati ai "nuovi" Laziali (romeni, albanesi, kosovari, moldavi, tunisini, marocchini, ecc.: tutta gente affamata di calcio e di condivisione)

e la stessa cosa la farei riportando i burini, quelli veri, allo stadio
c'è gente che viene da roccasecca o isola farnese ogni 15 gg a roma per vedere la sua Lazio: so' kilometri e so' soldi

glielo volemo fa un abbonamento a prezzi bassi o no?

(quelli de valmontone no, so' mezzosangue)
:=))

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