Citazione di: Zoppo il 05 Lug 2012, 23:48
La penso nello stesso identico modo...
E la pensate male. Sinceramente.
Ce preoccupavamo, eccome si ce proccupavamo.
Quello che mitizziamo é una impresa sportiva e i nostri quindici, vent'anni.
Quando per vedere la Lazio in trasferta si doveva aspettare la mezzanotte della domenica sera quando la domenica sportiva mandava in onda i gol della serie B.
Noi si ando' allo stadio non perché eravamo laziali più forti e orgogliosi di oggi, ma perché se quel gol di Fiorini, o quello di Poli, invece di entrare in porta finivano sul palo o fuori la Lazio finiva probabilmente li'.
E oggi stavamo a tifà per l'Astrea.
Guardate che erano anni terribili, di un grigiore assoluto.
L'anno pecedente, quello con Gigi Simoni, ero abbonato. Anno tristissimo, pochissima Lazio, ci spippettavamo solo con Garlini che segnava in rovesciata, senno' era veramente un mortorio assoluto.
Avevamo appena preso la botta dietro la nuca del fallimento Chinaglia, una cosa che ci aveva messo in ginocchio a noi laziali, perché ci avevamo creduto come poche volte nella nostra storia. Ed eravamo caduti dal seggiolone.
Erano tempi tristissimi, che oggi rievochiamo con gioia perché riuscimmo a riportare la Lazio in vita quando ormai era morta e sepolta. E perché io c'avevo 16 anni, Gesulio 18, Nonnullo 20 e Porga già 65 ma limonava con delle sconosciute sulla spiaggia.

Ma non vi dimenticate che l'anno dei Filippini e dei Talamonti, in confronto, era il Brasile di Pelé, Didi e Vavà.
Accontentatevi dei racconti, ma non rimpiangete nulla, ve prego.