Al netto della retorica
Al netto dei 25 anni di meno di ognuno di noi (io ancora trombavo, qualcuno non ancora, per altri non è cambiato niente)
Al netto de tutto
Però nel 1986-87 la Lazio ha fatto 587.962 spettatori in 19 partite (media 30.945)
Nel 2010-11 (questa non mi andava di cercare, però può valere come raffronto) ne ha fatti 550.986, sempre in 19 partite, ovvero 28.999 di media.
E nel 2011 avevamo due derby, Milan, Inter, Juve, Napoli, mentre nel 1987 ci cimentavamo con Messina, Arezzo, Sambenedettese, Campobasso, Pisa. Massimo rispetto, appeal diverso, specie per gli one-shot supporters
Vero che non esisteva tessera del tifoso, quote trasferta, rotture di maroni in tutti i modi possibili per non farti andare allo stadio.
Vero che non c'era la pay-tv, per cui se volevi vedere Campobasso-Lazio te toccava andare a Campobasso (tipo io).
Vere tutte le tare, pesi e contropesi del mondo.
Però nel 1986-87 la Lazio ha fatto gli stessi spettatori del 2011.
E - me ce posso giocà tutto, tanto nun ciò na lira - trentacinquemila a Napoli, dopo aver scagliato col Taranto, NON LI AVREMMO FATTI nel 2011, manco se insieme al biglietto te davano la tessera del Carrefour o dei buoni sconto all'outlet.
Gli ultras, i tanto vituperati (anche da me), quelli c'erano del 1987 e ci sarebbero stati nel 2011.
Ma tutti quelli di mezzo, tutti i cazzo di sipperoisti eteroguidati da sti cazzi di media, i ciò famiglia, nun ciò na lira, nun vado a dà i sordi a lotito, e vignaroli, e tare, e il nipote di Nesta, e chiccazzo è patarca, dico quelli, oggi 2012, diciamo, sarebbero saliti su una macchina in quattro partenza all'alba cappelletto sciarpetta e via, senza pensarci, senza però, senza sovrastrutture?
Io ci puoi scommettere le palle di Krkic che sì. E me portavo pure mi moje, ancorché legata e chiusa nel portabagagli, per far numero. Ma gli altri, per me, no al 100%.
E non parlo di qui sul forum. Qui vecchi e nuovi, ma vi leggo, siamo di altra pasta. Avremmo fatto i pullman.
E' che la differenza è che nel 1987 i trentamila che andavano ogni domenica si sono trasferiti in blocco a Napoli. I trentamila di oggi comprendono un'elevata quota di personaggi di categoria infima: i simpatizzanti. Quelli che vojo vedé giocà bene, vojo er proggetto, vojo i campioni, comprace i campioni, sennò me vedi cor cazzo allo stadio, è pieno di vicini che se mi capitavano accanto a Fregene gli pianti il palo dell'ombrellone come ai vampiri, è pieno di quaqquaraqquà.
Questa è la differenza, è questa la mia nostalgia.
Non è per il periodo (orrendo, angoscioso, anche se al tempo trombavo), non è per lo spettacolo pietoso cui spesso assistevamo. Di quello, non rimpiango nulla. Non rimpiango i Vagheggi o i Cupini, come in seguito non ho rimpianto i Monti, i Lampugnani e tutti i giocatori improbabili che hanno calcato il prato dell'Olimpico.
Oggi stiamo meglio, abbiamo tutt'altra squadra e tutt'altra società, ce la giochiamo con tutte, andiamo in Europa, che nel 1987 manco sapevamo che voleva dire.
Quello che rimpiango, del 1987, sono i tifosi. E come un cojons, al rimembrare, ancora mi commuovo per noi, per quella gente. Aveccela. Con quella gente e questa squadra, spaccavamo i qulo ai canguri...