Citazione di: Tarallo il 15 Lug 2010, 11:26
Ti ammiro.
Se quello e' il tuo unico (soltanto) desiderio (voglio), in 40 anni de Lazio devi ave' vissuto davvero una vita de merda, ma malgrado cio' stai ancora qui fra noi.
Lo dico senza nessuna vena polemica o sarcastica, giuro.
Anzi, in questi giorni (anni) ti sono ancora piu' vicino.
Discorso complesso, ma si, nei primi anni 80 la vita da tifoso non é stata delle più eccitanti. Soprattutto per la mia generazione, che appena sapeva far di conto quando Maestrelli ci portava sul tetto d'Italia.
Forse é anche per questo che faccio la tara a questi anni Lotitiani che tanto disgustosi non sono stati.
Quanti si ricordano che tra il gol di Nicoli e quello di Di Canio sono passati 3589 giorni ?
Ovvero 9 anni 9 mesi e 27 giorni. Un'eternità. Hai voglia a fatte la corazza a quell'età.
Tanto che quando un cavallone scordinato emiliano ha segnato de punta in uno stadio Olimpico strapieno, ho provato una delle gioie più forti della mia vita da tifoso. Ed era una partita decisiva per restare in serie B.
Non lo so, ma entriamo in un terreno veramente particolare, in cui ognuno disegna i contorni del proprio essere tifoso.
Io, lo ripeto, voglio sforzarmi di restare ancorato al rettangolo verde. A 11 magliette biancocelesti, che siano, della Umbro, della Puma o della Pouchain. Che sul loro petto ci sia stato scritto Tonini o Seleco o Cirio. A quell'urlo strozzato in gola, o liberatorio.
Cragnotti é stato il mio grande presidente, sarei pronto a rivivere tutto quello che abbiamo vissuto dal 92 al 2004, comprese le partenze di Nesta e la corsa contro il tempo per pagare i buffi.
Per rivivere quelle lacrime del 14 maggio del 2000, le stesse della finale di Parigi persa. Per rivivere quei momenti.
Ma so anche che lo scorso anno quelle lacrime le ho provate anche per un rigore di Dabo.
E quindi passo sopra al latinorum, a Bikila, a Pandev e Liverani.
per un altro rigore di Dabo.