italicbold, generalmente faccio molta fatica a non essere d'accordo con quello che scrivi. vorrei capire se anche questa voglia stiamo dicendo più o meno la stessa cosa. la convinzione, l'autostima, la voglia di imporsi sono componenti decisive nel calcio come in ogni altro sport. petkovic sembra - almeno a giudicare da questi primi mesi - lavorare più di reja in questa direzione. è anche vero però che la Lazio di reja, quando poteva contare sui suoi giocatori migliori, magari non tutti, comunque in numero sufficiente per allestire una formazione competitiva, riusciva spessissimo a conquistare i tre punti. a Cagliari, a Lecce, a Cesena, a Verona, a Livorno, a Parma e così via. quando gli mancavano per scelta o per necessità i titolari, o magari troppi titolari, le cose diventavano più difficili e spesso si tornava a mani vuote
del resto, a pensarci bene, la distinzione tra titolari e convinzione, migliore formazione e motivazioni, autostima e giocatori più forti, non ha molta ragione di essere. klose, lulic, hernanes, per dire - con reja o petkovic, poco cambia in questo senso - faticheranno assai meno, ad esempio, di kozak, cavanda o candreva a convincersi di essere più forti, di poter vincere, di dover vincere, di non subire, di attaccare in questo o in quel campo di provincia
c'è il rischio semmai che, in virtù della propria "superiorità", si scenda in campo convinti che la conquista dei tre punti sia poco più di una formalità. errore gravissimo. per vincere bisogna fare meglio dell'avversario. sul campo, intendo