in quest'ultimo capitolo della triste saga, due aspetti positivi:
1) la grande stampa ha cominciato ad accettare il concetto che non siamo nella nostra totalità una reincarnazione delle SS;
2) si sta finalmente, lo invoco da 22 anni, e lentamente passando al concetto di responsabilità individuali da, appunto, individuare e castigare sistematicamente al posto dell'abominevole responsabilità oggettiva. Non siamo come tifoseria un soggetto giuridico;
3) il dinosauro dato per morto e allo stato fossile, ovvero la comunicazione della SS Lazio, sta mostrando flebili cenni di vita, diciamo che ora siamo in coma.
In questo quadro, gli account come quell'argentino con un milione e mezzo di seguaci che tirano fuori la gogna mostrando le foto dello striscione auschwitz di venti anni fa, o altri personaggi che muniti di sciarpette (la Sanipoli!) si mostrano austeri censori delle nostre nefandezze, sono rimasti indietro.
Mi dispiace che una persona che fa battaglie serie come Berizzi abbia tirato fuori ancora una volta il lanciafiamme senza neanche guardare, come un riflesso condizionato: Laziali? Lanciafiamme, tutti! E se crepano innocenti se la sono voluta.
Ancor più mi dispiace che ancora una volta stiamo a scrivere di queste cose con i nervi e il dolore addosso, invece di fantasticare moduli, formazioni e sognare roboanti vittorie europee.