Citazione di: porgascogne il 21 Gen 2014, 13:52
inizia, imho, a dire la tua soluzione
ed a dire, anche, quali sono gli aspetti marginalissimi, iyho
Va bene, ci provo, l'ho detto io che questo è un topic a carte scoperte.
Gli aspetti marginalissimi, con tutto il rispetto per chi si è soffermato su questo, sono ad esempio il negozio al centro.
Importante, ma non mi dite che l'immagine del Milan e dell'Inter sono definite da un negozio perchè non ci credo.
Io, come ti ho detto, soluzioni non ne ho.
Se fossi un giornalista, batterei sui tasti che ha usato Cerracchio oggi. Non lavorerei tanto sulla Lazio che va raccontata, quanto vigilerei su quella che vogliono raccontare gli altri, a loro uso e consumo.
Se fossi il massimo dirigente avrei una maggiore attenzione ai simboli cui si lega l'immagine della società.
Così, su due piedi, penso che se a parlare di Lazio in Tv, né più né meno di quanto facesse a suo tempo Prisco, ci andasse Dino Zoff, un Varrialetto qualsiasi farebbe pippa. Così come ai sorteggi invece che Manzini ci manderei un ex giocatore di caratura internazionale. Ci vanno Figo e Nedved, sarebbe bellissimo ci andasse anche Veron, tanto per ricordare chi ha indossato questa maglia.
Ma queste sono sfumature, non credo che inciderebbero nella sostanza.
Nella sostanza, non ho idea di come si gestisce un'azienda da cento milioni di euro di fatturato, ma diciamo che sposerei e incentiverei e comunicherei ogni possibile attività che leghi la Lazio ad un'immagine positiva, meglio se anti-razzista. E cercherei di legare la Società a doppio filo con la città che conta (ma questo è un discorso più ampio che magari facciamo altrove).
Se fossi un tifoso, che è quello che sono, inizierei a "ripensarmi". Perché non è possibile pensare di non avere responsabilità. La Lazio è gioia, è comunità, è condivisione. Quindi andrei allo stadio, più di quanto abbia fatto negli ultimi anni, quando pur con l'abbonamento in tasca, qualche volta ho marcato visita. Non mi allineerei ad un certo modo di essere laziale, del quale credo di aver scritto già abbastanza, proprio perché non credo sia giusto lasciar libero il campo a chi, in virtù di una presenza costante, si sente poi autorizzato a parlare in mia vece. Prenderei le distanze ogni volta che è possibile da atteggiamenti razzisti, xenofobi, ma anche solo vagamente politici (io Vannoni lo schifo e pure lo striscione su Stamina mi ha infastidito). Soprattutto cercherei di riempire lo stadio, radunando tanti laziali nuovi e vecchi intorno alla Lazio e solo a quella.
Se fossi un ULTRAS mi farei delle domande.
Come ha già scritto KG in altro topic, se qualcuno in Nord non si sente più a casa, qualcosa è andato per il verso storto, fatta salva la buona fede. Se la Lazio non è più oggetto ma pretesto, la cosa ci è sfuggita di mano. Se quando raccogli i soldi per la coreografia del derby ci sta qualcuno che storce la bocca e ti fa i conti in tasca, fatti venire un dubbio. Se il mondo ti addita come razzista e tu consideri la cosa una medaglia, valuta che forse lamaggioranza di questa medaglia ne farebbe volentieri a meno e fatti furbo: devi conquistare loro, non ribadire quanto sei tosto.
Perchè se prima ti rispettavo e avevo gratitudine nei tuoi confronti perché tu davvero facevi sì che la Lazio non fosse mai sola, neanche in trasferta, poi è successo che per questi atteggiamenti non ti ho riconosciuto più come guida e andando avanti così non ti riconoscerò nemmeno come laziale. O meglio, come idea del laziale che ho in testa io (che mica è detto che sia quella giusta).
E poi cambierei qualcosa anche nella
concezione della Lazio: Va bene ricordare i morti e la tradizione, ma pure un po' di gioia per la Lazio che è, per il fatto che siamo la Lazio oggi e ne siamo orgogliosi, per quello che siamo non solo per quello che rappresentiamo, sarebbe utile. Sennò famo la fine del Genoa.
Ma non voglio insegnare agli ultras il loro mestiere, dico soltanto cosa piacerebbe a me.