Abbiamo perso la Lazio.

Aperto da arkham, 17 Gen 2014, 15:53

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arkham

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Intanto il pezzo di Vincenzo Cerracchio su Laziopolis racconta una bella Lazio e scoperchia altarini scomodi a cantasorie romanisti. Cento, ce ne vorrebbero.

porgascogne

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Citazione di: arkham il 21 Gen 2014, 13:09
Io per esempio ho aperto il topic perché ho visto un gigantesco problema, mica so proporre soluzioni, anche se qualche idea ce l'avrei.
Che poi forse 'sto problema non è nemmeno grande per tutti, visto che c'è chi si focalizza su aspetti meritevoli di rispetto ma marginalissimi nella sostanza, secondo me.

inizia, imho, a dire la tua soluzione
ed a dire, anche, quali sono gli aspetti marginalissimi, iyho

Zoppo

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ES

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Chi era il presidente della Lazio? boh! non mi ricordo.
Do è finita sta gente dopo 30 anni? do è finita? chi l'ha sostituita?
E' tutto quà.

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LordEagle

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Citazione di: Kim Gordon il 21 Gen 2014, 13:08
scusatemi eh.

a me de sta cosa che oggi si fraintenda il processo di aggregazione con i negozi in centro me pare prodroma della stressa situazione che stiamo denunciando.

l'appeal da "consigli per gli acquisti" VA BENE PER LA MERCE. NON PER LA SQUADRA DEL CUORE.

voi siete diventati della Lazio per qualche ca22o di negozio al centro?? no. non me pare.

l'aggregazione si fa dal basso.
e nello spazio individuale, e in quello collettivo.

bene. la asroma campa facile, perchè so tanti, e ce se po permette di delegare a qualcun altro il compito di disegnare il romanismo. (dalla produzione "spontanea" fino agli articoli nei giornali e nei negozi)

noi invece campamo meno facili.
una volta capito questo, uno se dovrebbe da da fa almeno con la stessa intensità con cui si partecipa al topic calciomercato.

Ma certo che no , il mio post era relativo a focalizzare , l'interesse che si ha di dare un'immagine squadra , l'interesse che si ha  di uscire anche fuori dai confini cittadini , regionali e nazionali.
Ti faccio un esempio stupido . Viene una famigliola australiana in gita a Roma , i 2 figli piccoli se in caso quale maglia riporteranno in Australia? Per quale squadra avranno una minima simpatia? Vale pure per quello che arriva da Pizzo Calabro.
Questo è un microcosmo  ma è esemplificativo di cosa accade anche nei massimi sistemi.
Il mondo è cambiato , se non ci sei non esisti. Questa dirigenza , vabbè Lotito..., non lo capisce , non ci arriva , non gliene frega na mazza.
I tifosi non possono fare nulla.

La merda sta cambiando sponsor tecnico principalmente per questione di immagine , la RdK dava gli stessi soldi della Nike forse pure qualcosa in più .
Ma la Nike intrisecamente fa nascere l'associazione NIKE = GRANDE SQUADRA.
Basta vedere le vetrine del Nike Store.
Se non si cambia passo hai voglia a pipp.e su stadio , contestazioni , varie ed eventuali.





triboLazio

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Citazione di: arkham il 21 Gen 2014, 13:50
Intanto il pezzo di Vincenzo Cerracchio su Laziopolis racconta una bella Lazio e scoperchia altarini scomodi a cantasorie romanisti. Cento, ce ne vorrebbero.

per quanto, l'avesse scritto quando era caporedattore del Messaggero, ne sarebbero bastati cinquanta.
pure dieci, va.

Kim Gordon

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Citazione di: LordEagle il 21 Gen 2014, 14:11


Lord Eagle, io sto sostenendo che rispetto al "sottobosco" il "tifoso medio" può e deve fare qualcosa.
(come LN testimonia)
non rispetto al merchandaisin per i turisti.

dopodichè, ammetto che io volutamente non mi innamoro de sti discorsi moderni pur essendo più che condivisibili.

per me conta più un ragazzinop romano che diventa della Lazio che 10, 100, 1000 turisti che tornano a casa loro con la maglia della Lazio.


arkham

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Citazione di: porgascogne il 21 Gen 2014, 13:52
inizia, imho, a dire la tua soluzione
ed a dire, anche, quali sono gli aspetti marginalissimi, iyho
Va bene, ci provo, l'ho detto io che questo è un topic a carte scoperte.

Gli aspetti marginalissimi, con tutto il rispetto per chi si è soffermato su questo, sono ad esempio il negozio al centro.
Importante, ma non mi dite che l'immagine del Milan e dell'Inter sono definite da un negozio perchè non ci credo.

Io, come ti ho detto, soluzioni non ne ho.

Se fossi un giornalista, batterei sui tasti che ha usato Cerracchio oggi. Non lavorerei tanto sulla Lazio che va raccontata, quanto vigilerei su quella che vogliono raccontare gli altri, a loro uso e consumo.

Se fossi il massimo dirigente avrei una maggiore attenzione ai simboli cui si lega l'immagine della società.
Così, su due piedi, penso che se a parlare di Lazio in Tv, né più né meno di quanto facesse a suo tempo Prisco, ci andasse Dino Zoff, un Varrialetto qualsiasi farebbe pippa. Così come ai sorteggi invece che Manzini ci manderei un ex giocatore di caratura internazionale. Ci vanno Figo e Nedved, sarebbe bellissimo ci andasse anche Veron, tanto per ricordare chi ha indossato questa maglia.
Ma queste sono sfumature, non credo che inciderebbero nella sostanza.
Nella sostanza, non ho idea di come si gestisce un'azienda da cento milioni di euro di fatturato, ma diciamo che sposerei e incentiverei e comunicherei ogni possibile attività che leghi la Lazio ad un'immagine positiva, meglio se anti-razzista. E cercherei di legare la Società a doppio filo con la città che conta (ma questo è un discorso più ampio che magari facciamo altrove).

Se fossi un tifoso, che è quello che sono, inizierei a "ripensarmi". Perché non è possibile pensare di non avere responsabilità. La Lazio è gioia, è comunità, è condivisione. Quindi andrei allo stadio, più di quanto abbia fatto negli ultimi anni, quando pur con l'abbonamento in tasca, qualche volta ho marcato visita. Non mi allineerei ad un certo modo di essere laziale, del quale credo di aver scritto già abbastanza, proprio perché non credo sia giusto lasciar libero il campo a chi, in virtù di una presenza costante, si sente poi autorizzato a parlare in mia vece. Prenderei le distanze ogni volta che è possibile da atteggiamenti razzisti, xenofobi, ma anche solo vagamente politici (io Vannoni lo schifo e pure lo striscione su Stamina mi ha infastidito). Soprattutto cercherei di riempire lo stadio, radunando tanti laziali nuovi e vecchi intorno alla Lazio e solo a quella.

Se fossi un ULTRAS mi farei delle domande.
Come ha già scritto KG in altro topic, se qualcuno in Nord non si sente più a casa, qualcosa è andato per il verso storto, fatta salva la buona fede. Se la Lazio non è più oggetto ma pretesto, la cosa ci è sfuggita di mano. Se quando raccogli i soldi per la coreografia del derby ci sta qualcuno che storce la bocca e ti fa i conti in tasca, fatti venire un dubbio. Se il mondo ti addita come razzista e tu consideri la cosa una medaglia, valuta che forse lamaggioranza di questa medaglia ne farebbe volentieri a meno e fatti furbo: devi conquistare loro, non ribadire quanto sei tosto.
Perchè se prima ti rispettavo e avevo gratitudine nei tuoi confronti perché tu davvero facevi sì che la Lazio non fosse mai sola, neanche in trasferta, poi è successo che per questi atteggiamenti non ti ho riconosciuto più come guida e andando avanti così non ti riconoscerò nemmeno come laziale. O meglio, come idea del laziale che ho in testa io (che mica è detto che sia quella giusta).
E poi cambierei qualcosa anche nella concezione della Lazio: Va bene ricordare i morti e la tradizione, ma pure un po' di gioia per la Lazio che è, per il fatto che siamo la Lazio oggi e ne siamo orgogliosi, per quello che siamo non solo per quello che rappresentiamo, sarebbe utile. Sennò famo la fine del Genoa.
Ma non voglio insegnare agli ultras il loro mestiere, dico soltanto cosa piacerebbe a me.

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LordEagle

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Citazione di: ES il 21 Gen 2014, 14:02
Chi era il presidente della Lazio? boh! non mi ricordo.
Do è finita sta gente dopo 30 anni? do è finita? chi l'ha sostituita?
E' tutto quà.

Continuare strumentalmente a pensare a 30 ANNI FA' non serve a nulla.
C'ero ed il presidente era GIORGIO CHINAGLIA il cui nome fa inorridire alcuni qui.
Eravamo una semplice società sportiva SSLAZIO non a fini di lucro.
Allora o muovevi il sederino la mattina presto o il derby non lo vedevi.
Devo continuare?


Kim Gordon

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Citazione di: arkham il 21 Gen 2014, 14:21
Va bene, ci provo, l'ho detto io che questo è un topic a carte scoperte.

Gli aspetti marginalissimi, con tutto il rispetto per chi si è soffermato su questo, sono ad esempio il negozio al centro.
Importante, ma non mi dite che l'immagine del Milan e dell'Inter sono definite da un negozio perchè non ci credo.

Io, come ti ho detto, soluzioni non ne ho.

Se fossi un giornalista, batterei sui tasti che ha usato Cerracchio oggi. Non lavorerei tanto sulla Lazio che va raccontata, quanto vigilerei su quella che vogliono raccontare gli altri, a loro uso e consumo.

Se fossi il massimo dirigente avrei una maggiore attenzione ai simboli cui si lega l'immagine della società.
Così, su due piedi, penso che se a parlare di Lazio in Tv, né più né meno di quanto facesse a suo tempo Prisco, ci andasse Dino Zoff, un Varrialetto qualsiasi farebbe pippa. Così come ai sorteggi invece che Manzini ci manderei un ex giocatore di caratura internazionale. Ci vanno Figo e Nedved, sarebbe bellissimo ci andasse anche Veron, tanto per ricordare chi ha indossato questa maglia.
Ma queste sono sfumature, non credo che inciderebbero nella sostanza.
Nella sostanza, non ho idea di come si gestisce un'azienda da cento milioni di euro di fatturato, ma diciamo che sposerei e incentiverei e comunicherei ogni possibile attività che leghi la Lazio ad un'immagine positiva, meglio se anti-razzista. E cercherei di legare la Società a doppio filo con la città che conta (ma questo è un discorso più ampio che magari facciamo altrove).

Se fossi un tifoso, che è quello che sono, inizierei a "ripensarmi". Perché non è possibile pensare di non avere responsabilità. La Lazio è gioia, è comunità, è condivisione. Quindi andrei allo stadio, più di quanto abbia fatto negli ultimi anni, quando pur con l'abbonamento in tasca, qualche volta ho marcato visita. Non mi allineerei ad un certo modo di essere laziale, del quale credo di aver scritto già abbastanza, proprio perché non credo sia giusto lasciar libero il campo a chi, in virtù di una presenza costante, si sente poi autorizzato a parlare in mia vece. Prenderei le distanze ogni volta che è possibile da atteggiamenti razzisti, xenofobi, ma anche solo vagamente politici (io Vannoni lo schifo e pure lo striscione su Stamina mi ha infastidito). Soprattutto cercherei di riempire lo stadio, radunando tanti laziali nuovi e vecchi intorno alla Lazio e solo a quella.

Se fossi un ULTRAS mi farei delle domande.
Come ha già scritto KG in altro topic, se qualcuno in Nord non si sente più a casa, qualcosa è andato per il verso storto, fatta salva la buona fede. Se la Lazio non è più oggetto ma pretesto, la cosa ci è sfuggita di mano. Se quando raccogli i soldi per la coreografia del derby ci sta qualcuno che storce la bocca e ti fa i conti in tasca, fatti venire un dubbio. Se il mondo ti addita come razzista e tu consideri la cosa una medaglia, valuta che forse lamaggioranza di questa medaglia ne farebbe volentieri a meno e fatti furbo: devi conquistare loro, non ribadire quanto sei tosto.
Perchè se prima ti rispettavo e avevo gratitudine nei tuoi confronti perché tu davvero facevi sì che la Lazio non fosse mai sola, neanche in trasferta, poi è successo che per questi atteggiamenti non ti ho riconosciuto più come guida e andando avanti così non ti riconoscerò nemmeno come laziale. O meglio, come idea del laziale che ho in testa io (che mica è detto che sia quella giusta).
E poi cambierei qualcosa anche nella concezione della Lazio: Va bene ricordare i morti e la tradizione, ma pure un po' di gioia per la Lazio che è, per il fatto che siamo la Lazio oggi e ne siamo orgogliosi, per quello che siamo non solo per quello che rappresentiamo, sarebbe utile. Sennò famo la fine del Genoa.
Ma non voglio insegnare agli ultras il loro mestiere, dico soltanto cosa piacerebbe a me.

grande arkà.

uno cosa sola, raccontarsi a prescindere da ciò che ti affibiano gli altr. è importante proprio affinchè non ti affibino gli altri.

porgascogne

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Citazione di: arkham il 21 Gen 2014, 14:21
Va bene, ci provo, l'ho detto io che questo è un topic a carte scoperte.

Gli aspetti marginalissimi, con tutto il rispetto per chi si è soffermato su questo, sono ad esempio il negozio al centro.
Importante, ma non mi dite che l'immagine del Milan e dell'Inter sono definite da un negozio perchè non ci credo.

Io, come ti ho detto, soluzioni non ne ho.

Se fossi un giornalista, batterei sui tasti che ha usato Cerracchio oggi. Non lavorerei tanto sulla Lazio che va raccontata, quanto vigilerei su quella che vogliono raccontare gli altri, a loro uso e consumo.

Se fossi il massimo dirigente avrei una maggiore attenzione ai simboli cui si lega l'immagine della società.
Così, su due piedi, penso che se a parlare di Lazio in Tv, né più né meno di quanto facesse a suo tempo Prisco, ci andasse Dino Zoff, un Varrialetto qualsiasi farebbe pippa. Così come ai sorteggi invece che Manzini ci manderei un ex giocatore di caratura internazionale. Ci vanno Figo e Nedved, sarebbe bellissimo ci andasse anche Veron, tanto per ricordare chi ha indossato questa maglia.
Ma queste sono sfumature, non credo che inciderebbero nella sostanza.
Nella sostanza, non ho idea di come si gestisce un'azienda da cento milioni di euro di fatturato, ma diciamo che sposerei e incentiverei e comunicherei ogni possibile attività che leghi la Lazio ad un'immagine positiva, meglio se anti-razzista. E cercherei di legare la Società a doppio filo con la città che conta (ma questo è un discorso più ampio che magari facciamo altrove).

Se fossi un tifoso, che è quello che sono, inizierei a "ripensarmi". Perché non è possibile pensare di non avere responsabilità. La Lazio è gioia, è comunità, è condivisione. Quindi andrei allo stadio, più di quanto abbia fatto negli ultimi anni, quando pur con l'abbonamento in tasca, qualche volta ho marcato visita. Non mi allineerei ad un certo modo di essere laziale, del quale credo di aver scritto già abbastanza, proprio perché non credo sia giusto lasciar libero il campo a chi, in virtù di una presenza costante, si sente poi autorizzato a parlare in mia vece. Prenderei le distanze ogni volta che è possibile da atteggiamenti razzisti, xenofobi, ma anche solo vagamente politici (io Vannoni lo schifo e pure lo striscione su Stamina mi ha infastidito). Soprattutto cercherei di riempire lo stadio, radunando tanti laziali nuovi e vecchi intorno alla Lazio e solo a quella.

Se fossi un ULTRAS mi farei delle domande.
Come ha già scritto KG in altro topic, se qualcuno in Nord non si sente più a casa, qualcosa è andato per il verso storto, fatta salva la buona fede. Se la Lazio non è più oggetto ma pretesto, la cosa ci è sfuggita di mano. Se quando raccogli i soldi per la coreografia del derby ci sta qualcuno che storce la bocca e ti fa i conti in tasca, fatti venire un dubbio. Se il mondo ti addita come razzista e tu consideri la cosa una medaglia, valuta che forse lamaggioranza di questa medaglia ne farebbe volentieri a meno e fatti furbo: devi conquistare loro, non ribadire quanto sei tosto.
Perchè se prima ti rispettavo e avevo gratitudine nei tuoi confronti perché tu davvero facevi sì che la Lazio non fosse mai sola, neanche in trasferta, poi è successo che per questi atteggiamenti non ti ho riconosciuto più come guida e andando avanti così non ti riconoscerò nemmeno come laziale. O meglio, come idea del laziale che ho in testa io (che mica è detto che sia quella giusta).
E poi cambierei qualcosa anche nella concezione della Lazio: Va bene ricordare i morti e la tradizione, ma pure un po' di gioia per la Lazio che è, per il fatto che siamo la Lazio oggi e ne siamo orgogliosi, per quello che siamo non solo per quello che rappresentiamo, sarebbe utile. Sennò famo la fine del Genoa.
Ma non voglio insegnare agli ultras il loro mestiere, dico soltanto cosa piacerebbe a me.

d'accordo su tutto, bravo

Property

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Citazione di: LordEagle il 21 Gen 2014, 14:11
La merda sta cambiando sponsor tecnico principalmente per questione di immagine , la RdK dava gli stessi soldi della Nike forse pure qualcosa in più .
Ma la Nike intrisecamente fa nascere l'associazione NIKE = GRANDE SQUADRA.
Basta vedere le vetrine del Nike Store.
Se non si cambia passo hai voglia a pipp.e su stadio , contestazioni , varie ed eventuali.
Bel punto, Lord, e io insisto e anzi mi ci infilo in questo discorso.
il benchmark. loro sono il benchmark a noi più vicino.
ed in nome dell'apparire fanno tutto e di più.
perchè oggi conta. Mi ricordo un post di ES che chiedeva in altro topic conta più ciò che fai o ciò che sembri?
oggi la risposta è che non esiste più il fai senza il sembri.
La loro linea è chiarissima, società, citta, nome, logo, marchio importante.
Ma io guardo anche i dettagli. Questi sono capaci di ripetere all'infinito il loro logo su tantissimi prodotti, pure scadenti, ma il logo è sempre perfetto.
A confronto noi, sembriamo a tutto questo non prestiamo minima attenzione.
Oggi guardavo in edicola il lazio style magazine, dico la rivista ufficiale.
Bè guardate il colore utilizzato per la scritta della testata e del logo, un celeste così pallido, ma pallido (che sembrava quello della maglia puma di qualche anno fa), che da lontano neanche si capiva che fosse un giornale della lazio.
L'oro dell'aquila che sembrava diventato un bianco bagnato per quanto era chiaro.
Ovviamente vicino quello loro, con un logo enorme e colori sempre in evidenza.
Ecco sono dettagli, ma ti fanno capire l'attenzione, la voglia di prestare attenzione a queste cose.
Capire che a volte qualche spicciolo lo si può anche perdere, ma non su queste cose.
magari un giocatore in meno, ma il marchio, i simboli, sono la lazio, siamo noi, è l'identità di un club.
Ecco a me sembra che quello che dovrebbe essere il nostro principale valore, ovvero l'appartenenza, in questa società e anche in certi tifosi, conti molto meno dello stipendio di un magazziniere.

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Kalle

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Citazione di: Property il 21 Gen 2014, 14:41
Bel punto, Lord, e io insisto e anzi mi ci infilo in questo discorso.
il benchmark. loro sono il benchmark a noi più vicino.
ed in nome dell'apparire fanno tutto e di più.
perchè oggi conta. Mi ricordo un post di ES che chiedeva in altro topic conta più ciò che fai o ciò che sembri?
oggi la risposta è che non esiste più il fai senza il sembri.
La loro linea è chiarissima, società, citta, nome, logo, marchio importante.
Ma io guardo anche i dettagli. Questi sono capaci di ripetere all'infinito il loro logo su tantissimi prodotti, pure scadenti, ma il logo è sempre perfetto.
A confronto noi, sembriamo a tutto questo non prestiamo minima attenzione.
Oggi guardavo in edicola il lazio style magazine, dico la rivista ufficiale.
Bè guardate il colore utilizzato per la scritta della testata e del logo, un celeste così pallido, ma pallido (che sembrava quello della maglia puma di qualche anno fa), che da lontano neanche si capiva che fosse un giornale della lazio.
L'oro dell'aquila che sembrava diventato un bianco bagnato per quanto era chiaro.
Ovviamente vicino quello loro, con un logo enorme e colori sempre in evidenza.
Ecco sono dettagli, ma ti fanno capire l'attenzione, la voglia di prestare attenzione a queste cose.
Capire che a volte qualche spicciolo lo si può anche perdere, ma non su queste cose.
magari un giocatore in meno, ma il marchio, i simboli, sono la lazio, siamo noi, è l'identità di un club.
Ecco a me sembra che quello che dovrebbe essere il nostro principale valore, ovvero l'appartenenza, in questa società e anche in certi tifosi, conti molto meno dello stipendio di un magazziniere.



Ho tutti i Lazio Style Magazine e non riconosco nella tua descrizione le pubblicazioni di cui sono in possesso.

Kalle

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http://www.sslazio.it/news/news/1-news/4333-lazio-style-1900-official-magazine-in-edicola-il-nuovo-numero.html

La migliore pubblicazione ufficiale da quando esiste la Lazio.

Escluso il giornale diretto da Maria Grazia Deledda ovviamente.

Property

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Citazione di: Kalle il 21 Gen 2014, 14:56


Ho tutti i Lazio Style Magazine e non riconosco nella tua descrizione le pubblicazioni di cui sono in possesso.
lho visto proprio pochi minuti fa in un'edicola.
qui non si parla di contenuti ma di immagine
uno stile a mio avviso da rivedere proprio nei colori.
lo vedi anche nella foto postata da te.
un celeste che in confronto a quello della maglia che puoi vedere nella stessa pagina è tre tonalità indietro.
associata ad un blu che non è il blu che circonda il logo.
una scritta con sotto 3 colori diversi quello al centro è quasi un viola pallido che non c'entra proprio niente.
dico io, nel dubbio sulla resa dei colori, meglio più accesso che maglia bavaglino stile puma dell'anno ballardiniano.
visto in edicola tra l'altro, vicino ad altri giornali, scompare proprio non si vede.
per assurdo si vede meglio la scritta di quello di lazialità.
boh, sono dettagli, ma per me non cè proprio attenzione a queste cose.

PabloHoney

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Questo topic e' una manna per riflessioni e considerazioni a bocce ferme sulla situazione Lazio
Chi vuole e sa leggere dentro le parole puo' trovarci tanto

volevo solo aggiungere alle tante cose dette perfettamete da netter storici...
Pensando proprio alla situazione di stallo in cui spesso ci troviamo, il grimaldello che potrebbe essere la nostra chiave di volta, il traguardo che tagliato per primi potrebbe farci cambiare ottica e prospettive e uno,
spero solo non si debba arrivare secondi li:

La nostra vera casa
il nostro stadio
Me piacerebbe pure il Flaminio rifatto guarda un po'
pure piccolo guarda un po'

quello potrebbe cambiare tutto a Roma
me sveglio ??!!

fish_mark

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Citazione di: PabloHoney il 21 Gen 2014, 16:27

quello potrebbe cambiare tutto a Roma
me sveglio ??!!

Svegliati pure, nonostante i non pochi convinti - da chissà cosa - che il Flaminio sarebbe la nostra fine.
Il rilancio di un impianto storico per la città di Roma, guidato dalla SSLazio, che si farebbe promotrice di una operazione urbanistica di recupero utile anche alla cittadinanza, con inevitabili ritorni di immagine e di bilancio.

Presidè, dai retta agli amici. Prenditi il Flaminio.

AquilaLidense

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d'accordo con Cosmo, Fish, Porga, V. e KIM. Ottime pure le proposte di Arkham.

ora, però tra tutti  questi pensieri, quello che faccio mio è quello di Property, perchè noi come "Massa" possiamo sbatterci e lavorare, come dice giustamente KIM, dal basso (stadio, piazza, ufficio, ...), però penso che il "grosso" del lavoro lo debba fare necessariamente la Società.

Personalmente sono abbastanza preoccupato delle sorti della nostra Società, perchè penso che l'attuale Proprietà utilizzi la società per arrivare ad un altro obbiettivo che non fa scopa con le vittorie sportive. Bada bene, non sto dicendo, che si debba vincere ma non c'è la percezione che si volgia solo provare a farlo. Quantomeno a migliorarsi.

E' chiaro che tutti i Presidenti stanno in questo mondo per fare Business, però la gran parte di questi ci vuole arrivare parallelamente ai risultati sportivi.




Citazione di: Property il 21 Gen 2014, 12:06
la mia impressione è che la lazio si sta perdendo perchè la lazio resta vecchia.
a me sia tifosi che società danno l'idea di chi non si aspetta niente, e non fa niente, perchè tanto in 100 anni di storia non abbiamo mai combinato niente e quindi è normale che tutto sommato questo è il massimo che si possa fare.
cè ancora chi, anche qui dentro, fa paragoni con i tempi di lenzini o chinaglia, per valutare il tempo attuale.
è come una sensazione di un passato che non rappresenta un momento di condivisione di valori, ma più una palla al piede.
poi sbaglierò

A mio dire questa è per me la "cornice marcia".
Sembra assurdo, ma che abbiamo fatto 11 di serie B ce lo ricorda più una parte della tifoseria, piuttosto che i tifosi della Morte Nera.

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fish_mark

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* 15.968
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ad esempio, ci vorrebbe in campo un personaggio forte, tecnicamente e anche (e soprattutto) mediaticamente, oppure magari una coppia di giocatori, fortissimi tecnicamente, ma anche due figli di buona donna.
Insomma, gente rappresentativa di tutto e di tutti, che quando vedi la Lazio pensi a lui/loro e quando vedi lui/loro pensi alla Lazio. Oggi, mi spiace dirlo, tutto questo non ce n'è se non in modica dose.

Tipo quel giocatore che militava nella Massese o i gemelli del goal ...

cielobiancoblu

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* 2.413
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Citazione di: arkham il 21 Gen 2014, 14:21
Va bene, ci provo, l'ho detto io che questo è un topic a carte scoperte.

Gli aspetti marginalissimi, con tutto il rispetto per chi si è soffermato su questo, sono ad esempio il negozio al centro.
Importante, ma non mi dite che l'immagine del Milan e dell'Inter sono definite da un negozio perchè non ci credo.

Io, come ti ho detto, soluzioni non ne ho.

Se fossi un giornalista, batterei sui tasti che ha usato Cerracchio oggi. Non lavorerei tanto sulla Lazio che va raccontata, quanto vigilerei su quella che vogliono raccontare gli altri, a loro uso e consumo.

Se fossi il massimo dirigente avrei una maggiore attenzione ai simboli cui si lega l'immagine della società.
Così, su due piedi, penso che se a parlare di Lazio in Tv, né più né meno di quanto facesse a suo tempo Prisco, ci andasse Dino Zoff, un Varrialetto qualsiasi farebbe pippa. Così come ai sorteggi invece che Manzini ci manderei un ex giocatore di caratura internazionale. Ci vanno Figo e Nedved, sarebbe bellissimo ci andasse anche Veron, tanto per ricordare chi ha indossato questa maglia.
Ma queste sono sfumature, non credo che inciderebbero nella sostanza.
Nella sostanza, non ho idea di come si gestisce un'azienda da cento milioni di euro di fatturato, ma diciamo che sposerei e incentiverei e comunicherei ogni possibile attività che leghi la Lazio ad un'immagine positiva, meglio se anti-razzista. E cercherei di legare la Società a doppio filo con la città che conta (ma questo è un discorso più ampio che magari facciamo altrove).

Se fossi un tifoso, che è quello che sono, inizierei a "ripensarmi". Perché non è possibile pensare di non avere responsabilità. La Lazio è gioia, è comunità, è condivisione. Quindi andrei allo stadio, più di quanto abbia fatto negli ultimi anni, quando pur con l'abbonamento in tasca, qualche volta ho marcato visita. Non mi allineerei ad un certo modo di essere laziale, del quale credo di aver scritto già abbastanza, proprio perché non credo sia giusto lasciar libero il campo a chi, in virtù di una presenza costante, si sente poi autorizzato a parlare in mia vece. Prenderei le distanze ogni volta che è possibile da atteggiamenti razzisti, xenofobi, ma anche solo vagamente politici (io Vannoni lo schifo e pure lo striscione su Stamina mi ha infastidito). Soprattutto cercherei di riempire lo stadio, radunando tanti laziali nuovi e vecchi intorno alla Lazio e solo a quella.

Se fossi un ULTRAS mi farei delle domande.
Come ha già scritto KG in altro topic, se qualcuno in Nord non si sente più a casa, qualcosa è andato per il verso storto, fatta salva la buona fede. Se la Lazio non è più oggetto ma pretesto, la cosa ci è sfuggita di mano. Se quando raccogli i soldi per la coreografia del derby ci sta qualcuno che storce la bocca e ti fa i conti in tasca, fatti venire un dubbio. Se il mondo ti addita come razzista e tu consideri la cosa una medaglia, valuta che forse lamaggioranza di questa medaglia ne farebbe volentieri a meno e fatti furbo: devi conquistare loro, non ribadire quanto sei tosto.
Perchè se prima ti rispettavo e avevo gratitudine nei tuoi confronti perché tu davvero facevi sì che la Lazio non fosse mai sola, neanche in trasferta, poi è successo che per questi atteggiamenti non ti ho riconosciuto più come guida e andando avanti così non ti riconoscerò nemmeno come laziale. O meglio, come idea del laziale che ho in testa io (che mica è detto che sia quella giusta).
E poi cambierei qualcosa anche nella concezione della Lazio: Va bene ricordare i morti e la tradizione, ma pure un po' di gioia per la Lazio che è, per il fatto che siamo la Lazio oggi e ne siamo orgogliosi, per quello che siamo non solo per quello che rappresentiamo, sarebbe utile. Sennò famo la fine del Genoa.
Ma non voglio insegnare agli ultras il loro mestiere, dico soltanto cosa piacerebbe a me.

Una delle sintesi più azzeccate che abbia letto in tante pagine di analisi sul "caso" Lazio

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