Abbiamo perso la Lazio.

Aperto da arkham, 17 Gen 2014, 15:53

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Armageddon

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La Lazio di oggi è come una prostituta, puoi farci sesso, ma non c'è amore....

Magnopèl

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V.

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stai ridiventando un topic come altri. possibile che nel tragitto casa-stadio o casa-tv il resto del mondo non vi bussi alle spalle? boh forse ho letto male io arkam, forse ha ragione ralph

arkham

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No V., tu hai letto bene, anche se apprezzo parecchi degli interventi nel topic, c'è una sincerità e un'onestà intellettuale che non può che farci bene. Ma ora sto con il tablet e non mi è facile approfondire, ma ci ritorno.

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JoePetrosino

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Gli amori, i matrimoni, finiscono, si sa, e fortunatamente si divorzia.
L'atteggiamento di molti di voi invece è quello dell'incatenato, del marito, moglie scontenta, imprigionata, di quelli che fano tardi al lavoro per non tornare a casa, e quando tornano, con la faccia lunga, incaxxati, non fanno che criticare per la cena, la tv, i mobili.
Ci vuole coraggio anche a smettere, ecco se non ce la fate più a stare con la Lazio, smettete.

V.

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Citazione di: JoePetrosino il 18 Gen 2014, 11:47
Gli amori, i matrimoni, finiscono, si sa, e fortunatamente si divorzia.
L'atteggiamento di molti di voi invece è quello dell'incatenato, del marito, moglie scontenta, imprigionata, di quelli che fano tardi al lavoro per non tornare a casa, e quando tornano, con la faccia lunga, incaxxati, non fanno che criticare per la cena, la tv, i mobili.
Ci vuole coraggio anche a smettere, ecco se non ce la fate più a stare con la Lazio, smettete.

però quando te toccano brocchi e mauri in tribunale come t'encazzi...

anderz

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Citazione di: Armageddon il 18 Gen 2014, 09:55
La Lazio di oggi è come una prostituta, puoi farci sesso, ma non c'è amore....

mamma mia che pesantezza

cosmo

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Il tifoso della Lazio sta mettendo in mostra tutti i suoi difetti più incarniti. E dovrebbe prendere esempio da tutti gli altri tifosi, persino dai romanisti.
Per un semplice motivo: i romanisti e gli altri tifosi non sono esenti da periodi (auto)distruttivi ma vivono fasi acute per poi rimettere la loro squadra al centro.
Il Laziale del ventunesimo secolo cronicizza; è lamentoso e infantile, si lascia trascinare e ha perso di vista il centro, lo ha messo fuori fuoco per concentrarsi su se stesso. Basta anche vedere i dibattiti qui.
I topic non finiscono tutti sul solito stantio argomento perché quell'argomento è davvero importante. Finiscono lì perché il laziale può finalmente lamentarsi che è la cosa che gli riesce meglio.
Il laziale del xxi° secolo non racconta storie, e pure ce ne sarebbero, ma è un tifoso passivo che aspetta che gliele raccontino gli altri.
Quelle degli altri sono più belle. E finalmente si può vivere di riflesso.
Il laziale è la vittima irrecuperabile della nuova comunicazione per cui si parla di una squadra 24 ore al giorno, ma non ha più argomenti positivi, solo negativi. Che sono quelli che tirano di più, cliccano meglio, fanno discussione.
C'è cascato con tutte le scarpe. Perché questo piagnisteo contagioso non ha motivo di esistere. Anche sezionando l'operato dell'attuale gestione, questo accanimento a perdere e a perdersi è squisitamente indotto.
Indotto dalle radio, dai forum, dai tifosi della curva. Ognuno alimenta l'altro con giudizi avariati.
Indotto e sciocco.
Mediocrità, lazialità, il mercato, il settore giovanile? Sono tutte cazza.te, perché la mancanza di passione viene dall'interno e Lotito è solo una bieca scusa.
La Lazio è stupenda, anche quella di Lotito. Migliore di centomila Lazio del passato.
Il tifoso laziale nasconde dietro la questione Lotito la sua incapacità di partecipare al mercato della comunicazione. Non sa rendersi più appetibile, tanto che se Lotito andasse via domani si spalancherebbe un vuoto, una gigantesca botola. E adesso? Che famo? Di chi è la colpa?
Il laziale è alla frutta perché, porello, non c'è il terzino che gli piace a lui, l'allenatore non esprime il gioco che lui vorrebbe, il modulo non è quello che lui usa alla playstation. E il presidente è antipatico. Non esprime la Lazialità, che in pratica che cazzo vordì non si sa.
Poi dice che ci prendono per il cul.o. E vedi un po'.
Invece di pensare alla squadra, stiamo pensando al presidente. Ridicolo, nel momento in cui diventa pensiero ossessivo.
Tutti i pensieri ossessivi sono indice di patologia.
E' come l'ipocondriaco, che un minuto dopo essersi rilassato per aver scoperto di non avere una malattia mortale, si concentra su un altro sintomo e ricomincia daccapo.
Inoltre si sceglie un modello di riferimento e gode nel non vedersi uguale a quel modello.
Ed è presuntuoso. Il laziale del XXI° secolo davvero pensa di spostare una virgola scrivendo su un forum, telefonando a una radio, o andando appresso a un coro allo stadio. Gli piace farsi del male e crogiolarsi nel proprio pianto, nella recriminazione perpetua.
Anche gli altri tifosi scrivono, telefonano e cantano. Protestano, pure. Ma alla fine se la godono di più, persino quelli – e sono tanti – che di cose di cui godere ce ne hanno molte di meno.
Sanno quando rimettere al centro la propria squadra, il pallone, i 90 minuti. E i sogni.
Mi fanno ridere quelli che si sentivano più laziali quando stava in serie B. Ma de che? Ma non dite cazza.te, fatevi un favore.
Siete voi che siete cambiati, non la Lazio in serie A che gioca l'europa league e vince la coppa italia contro la rivale storica.
Il tifoso della Lazio è l'amante piagnucoloso e non corrisposto; è il bambino che si porta via il pallone.
Che si riempie la bocca con la demonizzazione del branco e le lodi alla minoranza biancoceleste, e poi fa branco con chi augura la morte a Lotito, con chi non riesce a vedere al di là del proprio naso e si dimentica il motivo per cui siamo qui, alla stadio, o davanti alla tv: la Lazio, il gioco del pallone dove si può vincere e perdere.
Con la pretesa inoltre che la Lazio sia a nostra immagine e somiglianza. Come se ci appartenesse. Vi rivelo un segreto: non è così.
Ormai qualsiasi cosa succeda, c'è sempre qualcuno che sente il bisogno patologico di mettersi per traverso. Qualsiasi cosa poteva essere fatta meglio. Ma questo pensiero differente diventa poi ostile, si trasforma nella leva con cui il tifoso laziale si auto percuote. Il granello dell'ingranaggio diventa gigantesco come una montagna. E giù pianti, recriminazioni, reprimende.
Non abbiamo perso la Lazio e la Lazio che ha perso molti tifosi, ma per colpa esclusivamente loro che sfogano le proprie frustrazioni sulla Lazio.
Lotito non c'entra proprio niente.

Detto questo torno ad autobannarmi perché quello che sta succedendo in un altro topic su "calcio" è fuori dalla grazia di Dio.

FORZA LAZIO!


p.s. Di solito quando uno dice Forza Lazio, l'altro risponde "sempre".
Magari sarebbe ora che meditassimo sul significato della parola "sempre".


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ES

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Citazione di: AquilaLidense il 17 Gen 2014, 17:29
Dici?
a chi, il 2 settembre, si permise di criticare la Società per aver indebolito la squadra, da taluni sono stati insultati e vilipesi, ben prima dell'infelici uscite del nostro Presidente.
A chi, dopo gli svarioni in campionato, si è permesso di porre attenzione sulla classifica e sul rischio di finire in una zona retrocessione, è stato preso a male parole (gufo! non sei daaa lazio!...). Stesso discorso a chi si è permesso di dire che la società aveva speso male i soldi a disposizione.


EDIT: tutti questi eventi poi si sono bene o male avverati
Io quella conetstazione la definii idota. La contestazione, non chi la faceva, lo specificai. Idiota perchè preveniva gli eventi. Dove è la mia guerra? mi vedi forse andare in giro a gridare aquiladilense pdm? o augurarti la morte?
No, questa guerra è tutta vostra, tutta vostra. E una guerra che si fa da soli non è una guerra, al massimo è una invasione di campo.

JoePetrosino

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Citazione di: cosmo il 18 Gen 2014, 14:19
Il tifoso della Lazio sta mettendo in mostra tutti i suoi difetti più incarniti. E dovrebbe prendere esempio da tutti gli altri tifosi, persino dai romanisti.
Per un semplice motivo: i romanisti e gli altri tifosi non sono esenti da periodi (auto)distruttivi ma vivono fasi acute per poi rimettere la loro squadra al centro.
Il Laziale del ventunesimo secolo cronicizza; è lamentoso e infantile, si lascia trascinare e ha perso di vista il centro, lo ha messo fuori fuoco per concentrarsi su se stesso. Basta anche vedere i dibattiti qui.
I topic non finiscono tutti sul solito stantio argomento perché quell'argomento è davvero importante. Finiscono lì perché il laziale può finalmente lamentarsi che è la cosa che gli riesce meglio.
Il laziale del xxi° secolo non racconta storie, e pure ce ne sarebbero, ma è un tifoso passivo che aspetta che gliele raccontino gli altri.
Quelle degli altri sono più belle. E finalmente si può vivere di riflesso.
Il laziale è la vittima irrecuperabile della nuova comunicazione per cui si parla di una squadra 24 ore al giorno, ma non ha più argomenti positivi, solo negativi. Che sono quelli che tirano di più, cliccano meglio, fanno discussione.
C'è cascato con tutte le scarpe. Perché questo piagnisteo contagioso non ha motivo di esistere. Anche sezionando l'operato dell'attuale gestione, questo accanimento a perdere e a perdersi è squisitamente indotto.
Indotto dalle radio, dai forum, dai tifosi della curva. Ognuno alimenta l'altro con giudizi avariati.
Indotto e sciocco.
Mediocrità, lazialità, il mercato, il settore giovanile? Sono tutte cazza.te, perché la mancanza di passione viene dall'interno e Lotito è solo una bieca scusa.
La Lazio è stupenda, anche quella di Lotito. Migliore di centomila Lazio del passato.
Il tifoso laziale nasconde dietro la questione Lotito la sua incapacità di partecipare al mercato della comunicazione. Non sa rendersi più appetibile, tanto che se Lotito andasse via domani si spalancherebbe un vuoto, una gigantesca botola. E adesso? Che famo? Di chi è la colpa?
Il laziale è alla frutta perché, porello, non c'è il terzino che gli piace a lui, l'allenatore non esprime il gioco che lui vorrebbe, il modulo non è quello che lui usa alla playstation. E il presidente è antipatico. Non esprime la Lazialità, che in pratica che cazzo vordì non si sa.
Poi dice che ci prendono per il cul.o. E vedi un po'.
Invece di pensare alla squadra, stiamo pensando al presidente. Ridicolo, nel momento in cui diventa pensiero ossessivo.
Tutti i pensieri ossessivi sono indice di patologia.
E' come l'ipocondriaco, che un minuto dopo essersi rilassato per aver scoperto di non avere una malattia mortale, si concentra su un altro sintomo e ricomincia daccapo.
Inoltre si sceglie un modello di riferimento e gode nel non vedersi uguale a quel modello.
Ed è presuntuoso. Il laziale del XXI° secolo davvero pensa di spostare una virgola scrivendo su un forum, telefonando a una radio, o andando appresso a un coro allo stadio. Gli piace farsi del male e crogiolarsi nel proprio pianto, nella recriminazione perpetua.
Anche gli altri tifosi scrivono, telefonano e cantano. Protestano, pure. Ma alla fine se la godono di più, persino quelli – e sono tanti – che di cose di cui godere ce ne hanno molte di meno.
Sanno quando rimettere al centro la propria squadra, il pallone, i 90 minuti. E i sogni.
Mi fanno ridere quelli che si sentivano più laziali quando stava in serie B. Ma de che? Ma non dite cazza.te, fatevi un favore.
Siete voi che siete cambiati, non la Lazio in serie A che gioca l'europa league e vince la coppa italia contro la rivale storica.
Il tifoso della Lazio è l'amante piagnucoloso e non corrisposto; è il bambino che si porta via il pallone.
Che si riempie la bocca con la demonizzazione del branco e le lodi alla minoranza biancoceleste, e poi fa branco con chi augura la morte a Lotito, con chi non riesce a vedere al di là del proprio naso e si dimentica il motivo per cui siamo qui, alla stadio, o davanti alla tv: la Lazio, il gioco del pallone dove si può vincere e perdere.
Con la pretesa inoltre che la Lazio sia a nostra immagine e somiglianza. Come se ci appartenesse. Vi rivelo un segreto: non è così.
Ormai qualsiasi cosa succeda, c'è sempre qualcuno che sente il bisogno patologico di mettersi per traverso. Qualsiasi cosa poteva essere fatta meglio. Ma questo pensiero differente diventa poi ostile, si trasforma nella leva con cui il tifoso laziale si auto percuote. Il granello dell'ingranaggio diventa gigantesco come una montagna. E giù pianti, recriminazioni, reprimende.
Non abbiamo perso la Lazio e la Lazio che ha perso molti tifosi, ma per colpa esclusivamente loro che sfogano le proprie frustrazioni sulla Lazio.
Lotito non c'entra proprio niente.

Detto questo torno ad autobannarmi perché quello che sta succedendo in un altro topic su "calcio" è fuori dalla grazia di Dio.

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concordo con cosmo....

Omar65

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Citazione di: cosmo il 18 Gen 2014, 14:19
Il tifoso della Lazio sta mettendo in mostra tutti i suoi difetti più incarniti. E dovrebbe prendere esempio da tutti gli altri tifosi, persino dai romanisti.
Per un semplice motivo: i romanisti e gli altri tifosi non sono esenti da periodi (auto)distruttivi ma vivono fasi acute per poi rimettere la loro squadra al centro.
Il Laziale del ventunesimo secolo cronicizza; è lamentoso e infantile, si lascia trascinare e ha perso di vista il centro, lo ha messo fuori fuoco per concentrarsi su se stesso. Basta anche vedere i dibattiti qui.
I topic non finiscono tutti sul solito stantio argomento perché quell'argomento è davvero importante. Finiscono lì perché il laziale può finalmente lamentarsi che è la cosa che gli riesce meglio.
Il laziale del xxi° secolo non racconta storie, e pure ce ne sarebbero, ma è un tifoso passivo che aspetta che gliele raccontino gli altri.
Quelle degli altri sono più belle. E finalmente si può vivere di riflesso.
Il laziale è la vittima irrecuperabile della nuova comunicazione per cui si parla di una squadra 24 ore al giorno, ma non ha più argomenti positivi, solo negativi. Che sono quelli che tirano di più, cliccano meglio, fanno discussione.
C'è cascato con tutte le scarpe. Perché questo piagnisteo contagioso non ha motivo di esistere. Anche sezionando l'operato dell'attuale gestione, questo accanimento a perdere e a perdersi è squisitamente indotto.
Indotto dalle radio, dai forum, dai tifosi della curva. Ognuno alimenta l'altro con giudizi avariati.
Indotto e sciocco.
Mediocrità, lazialità, il mercato, il settore giovanile? Sono tutte cazza.te, perché la mancanza di passione viene dall'interno e Lotito è solo una bieca scusa.
La Lazio è stupenda, anche quella di Lotito. Migliore di centomila Lazio del passato.
Il tifoso laziale nasconde dietro la questione Lotito la sua incapacità di partecipare al mercato della comunicazione. Non sa rendersi più appetibile, tanto che se Lotito andasse via domani si spalancherebbe un vuoto, una gigantesca botola. E adesso? Che famo? Di chi è la colpa?
Il laziale è alla frutta perché, porello, non c'è il terzino che gli piace a lui, l'allenatore non esprime il gioco che lui vorrebbe, il modulo non è quello che lui usa alla playstation. E il presidente è antipatico. Non esprime la Lazialità, che in pratica che cazzo vordì non si sa.
Poi dice che ci prendono per il cul.o. E vedi un po'.
Invece di pensare alla squadra, stiamo pensando al presidente. Ridicolo, nel momento in cui diventa pensiero ossessivo.
Tutti i pensieri ossessivi sono indice di patologia.
E' come l'ipocondriaco, che un minuto dopo essersi rilassato per aver scoperto di non avere una malattia mortale, si concentra su un altro sintomo e ricomincia daccapo.
Inoltre si sceglie un modello di riferimento e gode nel non vedersi uguale a quel modello.
Ed è presuntuoso. Il laziale del XXI° secolo davvero pensa di spostare una virgola scrivendo su un forum, telefonando a una radio, o andando appresso a un coro allo stadio. Gli piace farsi del male e crogiolarsi nel proprio pianto, nella recriminazione perpetua.
Anche gli altri tifosi scrivono, telefonano e cantano. Protestano, pure. Ma alla fine se la godono di più, persino quelli – e sono tanti – che di cose di cui godere ce ne hanno molte di meno.
Sanno quando rimettere al centro la propria squadra, il pallone, i 90 minuti. E i sogni.
Mi fanno ridere quelli che si sentivano più laziali quando stava in serie B. Ma de che? Ma non dite cazza.te, fatevi un favore.
Siete voi che siete cambiati, non la Lazio in serie A che gioca l'europa league e vince la coppa italia contro la rivale storica.
Il tifoso della Lazio è l'amante piagnucoloso e non corrisposto; è il bambino che si porta via il pallone.
Che si riempie la bocca con la demonizzazione del branco e le lodi alla minoranza biancoceleste, e poi fa branco con chi augura la morte a Lotito, con chi non riesce a vedere al di là del proprio naso e si dimentica il motivo per cui siamo qui, alla stadio, o davanti alla tv: la Lazio, il gioco del pallone dove si può vincere e perdere.
Con la pretesa inoltre che la Lazio sia a nostra immagine e somiglianza. Come se ci appartenesse. Vi rivelo un segreto: non è così.
Ormai qualsiasi cosa succeda, c'è sempre qualcuno che sente il bisogno patologico di mettersi per traverso. Qualsiasi cosa poteva essere fatta meglio. Ma questo pensiero differente diventa poi ostile, si trasforma nella leva con cui il tifoso laziale si auto percuote. Il granello dell'ingranaggio diventa gigantesco come una montagna. E giù pianti, recriminazioni, reprimende.
Non abbiamo perso la Lazio e la Lazio che ha perso molti tifosi, ma per colpa esclusivamente loro che sfogano le proprie frustrazioni sulla Lazio.
Lotito non c'entra proprio niente.

Detto questo torno ad autobannarmi perché quello che sta succedendo in un altro topic su "calcio" è fuori dalla grazia di Dio.

FORZA LAZIO!


p.s. Di solito quando uno dice Forza Lazio, l'altro risponde "sempre".
Magari sarebbe ora che meditassimo sul significato della parola "sempre".

Ecchecca'.... uno sta per intervenire sul forum e all'improvviso arriva Cosmo...
Che dice quello che vorresti dire te, ma cento volte meglio...
Cosmo, te odio!!!  :=))

ES

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Citazione di: cosmo il 18 Gen 2014, 14:19
Il tifoso della Lazio sta mettendo in mostra tutti i suoi difetti più incarniti. E dovrebbe prendere esempio da tutti gli altri tifosi, persino dai romanisti.
Per un semplice motivo: i romanisti e gli altri tifosi non sono esenti da periodi (auto)distruttivi ma vivono fasi acute per poi rimettere la loro squadra al centro.
Il Laziale del ventunesimo secolo cronicizza; è lamentoso e infantile, si lascia trascinare e ha perso di vista il centro, lo ha messo fuori fuoco per concentrarsi su se stesso. Basta anche vedere i dibattiti qui.
I topic non finiscono tutti sul solito stantio argomento perché quell'argomento è davvero importante. Finiscono lì perché il laziale può finalmente lamentarsi che è la cosa che gli riesce meglio.
Il laziale del xxi° secolo non racconta storie, e pure ce ne sarebbero, ma è un tifoso passivo che aspetta che gliele raccontino gli altri.
Quelle degli altri sono più belle. E finalmente si può vivere di riflesso.
Il laziale è la vittima irrecuperabile della nuova comunicazione per cui si parla di una squadra 24 ore al giorno, ma non ha più argomenti positivi, solo negativi. Che sono quelli che tirano di più, cliccano meglio, fanno discussione.
C'è cascato con tutte le scarpe. Perché questo piagnisteo contagioso non ha motivo di esistere. Anche sezionando l'operato dell'attuale gestione, questo accanimento a perdere e a perdersi è squisitamente indotto.
Indotto dalle radio, dai forum, dai tifosi della curva. Ognuno alimenta l'altro con giudizi avariati.
Indotto e sciocco.
Mediocrità, lazialità, il mercato, il settore giovanile? Sono tutte cazza.te, perché la mancanza di passione viene dall'interno e Lotito è solo una bieca scusa.
La Lazio è stupenda, anche quella di Lotito. Migliore di centomila Lazio del passato.
Il tifoso laziale nasconde dietro la questione Lotito la sua incapacità di partecipare al mercato della comunicazione. Non sa rendersi più appetibile, tanto che se Lotito andasse via domani si spalancherebbe un vuoto, una gigantesca botola. E adesso? Che famo? Di chi è la colpa?
Il laziale è alla frutta perché, porello, non c'è il terzino che gli piace a lui, l'allenatore non esprime il gioco che lui vorrebbe, il modulo non è quello che lui usa alla playstation. E il presidente è antipatico. Non esprime la Lazialità, che in pratica che cazzo vordì non si sa.
Poi dice che ci prendono per il cul.o. E vedi un po'.
Invece di pensare alla squadra, stiamo pensando al presidente. Ridicolo, nel momento in cui diventa pensiero ossessivo.
Tutti i pensieri ossessivi sono indice di patologia.
E' come l'ipocondriaco, che un minuto dopo essersi rilassato per aver scoperto di non avere una malattia mortale, si concentra su un altro sintomo e ricomincia daccapo.
Inoltre si sceglie un modello di riferimento e gode nel non vedersi uguale a quel modello.
Ed è presuntuoso. Il laziale del XXI° secolo davvero pensa di spostare una virgola scrivendo su un forum, telefonando a una radio, o andando appresso a un coro allo stadio. Gli piace farsi del male e crogiolarsi nel proprio pianto, nella recriminazione perpetua.
Anche gli altri tifosi scrivono, telefonano e cantano. Protestano, pure. Ma alla fine se la godono di più, persino quelli – e sono tanti – che di cose di cui godere ce ne hanno molte di meno.
Sanno quando rimettere al centro la propria squadra, il pallone, i 90 minuti. E i sogni.
Mi fanno ridere quelli che si sentivano più laziali quando stava in serie B. Ma de che? Ma non dite cazza.te, fatevi un favore.
Siete voi che siete cambiati, non la Lazio in serie A che gioca l'europa league e vince la coppa italia contro la rivale storica.
Il tifoso della Lazio è l'amante piagnucoloso e non corrisposto; è il bambino che si porta via il pallone.
Che si riempie la bocca con la demonizzazione del branco e le lodi alla minoranza biancoceleste, e poi fa branco con chi augura la morte a Lotito, con chi non riesce a vedere al di là del proprio naso e si dimentica il motivo per cui siamo qui, alla stadio, o davanti alla tv: la Lazio, il gioco del pallone dove si può vincere e perdere.
Con la pretesa inoltre che la Lazio sia a nostra immagine e somiglianza. Come se ci appartenesse. Vi rivelo un segreto: non è così.
Ormai qualsiasi cosa succeda, c'è sempre qualcuno che sente il bisogno patologico di mettersi per traverso. Qualsiasi cosa poteva essere fatta meglio. Ma questo pensiero differente diventa poi ostile, si trasforma nella leva con cui il tifoso laziale si auto percuote. Il granello dell'ingranaggio diventa gigantesco come una montagna. E giù pianti, recriminazioni, reprimende.
Non abbiamo perso la Lazio e la Lazio che ha perso molti tifosi, ma per colpa esclusivamente loro che sfogano le proprie frustrazioni sulla Lazio.
Lotito non c'entra proprio niente.

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p.s. Di solito quando uno dice Forza Lazio, l'altro risponde "sempre".
Magari sarebbe ora che meditassimo sul significato della parola "sempre".
Siamo rimasti in pochi, ora siamo noi la sparuta minoranza.. :DD
Vado a leggere che succede su calcio.
Io mi so arreso dellà, tu ti autobanni di quà...è proprio la fine.
Non mollare, è la loro guerra contro la Lazio, non la nostra.

Non ti autobananre, già siamo pochi a difenderla, sta squadra.

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Citazione di: V. il 18 Gen 2014, 01:51
ci sto. cerchiamo di scriverlo bene, senza farsi prendere la mano. confessiamo e ragioniamo. ragioniamo sulle risposte che non diamo più a chi ci chiede "tu sei della Lazio?" "e perchè?" "e perché non corrispondi al clichè?" " e che vuol dire tifare Lazio?" fatto salvo che visto un romanista li hai visti tutti, conosci un laziale e te ne mancano sempre altri mille - che sarebbe una buona legge da imparare a memoria...

la stanchezza è un bel tema. l'abitudine rinfocolata dal dopo cragnotti a essere sempre in bilico con i conti e quindi con la sopravvivenza. questa precarietà viaggia in parallelo con un forte senso di romanità, di presenza su roma. per cui, non a caso, quando si vince è come se quadrasse un conto. non abbiamo bisogno, in genere o come dna, di ribadire la vittoria, è una cosa nostra, quasi familiare.

questo spiegai a un collega non laziale e romano d'adozione, con una fortissima passione per tutt'altra squadra, quando mi chiese lumi su un un nostro carattere schivo soprattutto post-vittoria.

alla stanchezza, allo stress dovuto a bilanci, cessioni dolorose, problemi, scomparse, etc si affianca sempre un terreno minaccioso, che BOLOGNA; NAPOLI; FIRENZE, UDINE non hanno: il derby h24.
stiamo sempre sul chi va là anche perchè sappiamo bene che se scivoliamo loro la buccia di banana ce la infilano.

:agree:

GoodbyeStranger

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Citazione di: cosmo il 18 Gen 2014, 14:19
Il tifoso della Lazio sta mettendo in mostra tutti i suoi difetti più incarniti. E dovrebbe prendere esempio da tutti gli altri tifosi, persino dai romanisti.
Per un semplice motivo: i romanisti e gli altri tifosi non sono esenti da periodi (auto)distruttivi ma vivono fasi acute per poi rimettere la loro squadra al centro.
Il Laziale del ventunesimo secolo cronicizza; è lamentoso e infantile, si lascia trascinare e ha perso di vista il centro, lo ha messo fuori fuoco per concentrarsi su se stesso. Basta anche vedere i dibattiti qui.
I topic non finiscono tutti sul solito stantio argomento perché quell'argomento è davvero importante. Finiscono lì perché il laziale può finalmente lamentarsi che è la cosa che gli riesce meglio.
Il laziale del xxi° secolo non racconta storie, e pure ce ne sarebbero, ma è un tifoso passivo che aspetta che gliele raccontino gli altri.
Quelle degli altri sono più belle. E finalmente si può vivere di riflesso.
Il laziale è la vittima irrecuperabile della nuova comunicazione per cui si parla di una squadra 24 ore al giorno, ma non ha più argomenti positivi, solo negativi. Che sono quelli che tirano di più, cliccano meglio, fanno discussione.
C'è cascato con tutte le scarpe. Perché questo piagnisteo contagioso non ha motivo di esistere. Anche sezionando l'operato dell'attuale gestione, questo accanimento a perdere e a perdersi è squisitamente indotto.
Indotto dalle radio, dai forum, dai tifosi della curva. Ognuno alimenta l'altro con giudizi avariati.
Indotto e sciocco.
Mediocrità, lazialità, il mercato, il settore giovanile? Sono tutte cazza.te, perché la mancanza di passione viene dall'interno e Lotito è solo una bieca scusa.
La Lazio è stupenda, anche quella di Lotito. Migliore di centomila Lazio del passato.
Il tifoso laziale nasconde dietro la questione Lotito la sua incapacità di partecipare al mercato della comunicazione. Non sa rendersi più appetibile, tanto che se Lotito andasse via domani si spalancherebbe un vuoto, una gigantesca botola. E adesso? Che famo? Di chi è la colpa?
Il laziale è alla frutta perché, porello, non c'è il terzino che gli piace a lui, l'allenatore non esprime il gioco che lui vorrebbe, il modulo non è quello che lui usa alla playstation. E il presidente è antipatico. Non esprime la Lazialità, che in pratica che cazzo vordì non si sa.
Poi dice che ci prendono per il cul.o. E vedi un po'.
Invece di pensare alla squadra, stiamo pensando al presidente. Ridicolo, nel momento in cui diventa pensiero ossessivo.
Tutti i pensieri ossessivi sono indice di patologia.
E' come l'ipocondriaco, che un minuto dopo essersi rilassato per aver scoperto di non avere una malattia mortale, si concentra su un altro sintomo e ricomincia daccapo.
Inoltre si sceglie un modello di riferimento e gode nel non vedersi uguale a quel modello.
Ed è presuntuoso. Il laziale del XXI° secolo davvero pensa di spostare una virgola scrivendo su un forum, telefonando a una radio, o andando appresso a un coro allo stadio. Gli piace farsi del male e crogiolarsi nel proprio pianto, nella recriminazione perpetua.
Anche gli altri tifosi scrivono, telefonano e cantano. Protestano, pure. Ma alla fine se la godono di più, persino quelli – e sono tanti – che di cose di cui godere ce ne hanno molte di meno.
Sanno quando rimettere al centro la propria squadra, il pallone, i 90 minuti. E i sogni.
Mi fanno ridere quelli che si sentivano più laziali quando stava in serie B. Ma de che? Ma non dite cazza.te, fatevi un favore.
Siete voi che siete cambiati, non la Lazio in serie A che gioca l'europa league e vince la coppa italia contro la rivale storica.
Il tifoso della Lazio è l'amante piagnucoloso e non corrisposto; è il bambino che si porta via il pallone.
Che si riempie la bocca con la demonizzazione del branco e le lodi alla minoranza biancoceleste, e poi fa branco con chi augura la morte a Lotito, con chi non riesce a vedere al di là del proprio naso e si dimentica il motivo per cui siamo qui, alla stadio, o davanti alla tv: la Lazio, il gioco del pallone dove si può vincere e perdere.
Con la pretesa inoltre che la Lazio sia a nostra immagine e somiglianza. Come se ci appartenesse. Vi rivelo un segreto: non è così.
Ormai qualsiasi cosa succeda, c'è sempre qualcuno che sente il bisogno patologico di mettersi per traverso. Qualsiasi cosa poteva essere fatta meglio. Ma questo pensiero differente diventa poi ostile, si trasforma nella leva con cui il tifoso laziale si auto percuote. Il granello dell'ingranaggio diventa gigantesco come una montagna. E giù pianti, recriminazioni, reprimende.
Non abbiamo perso la Lazio e la Lazio che ha perso molti tifosi, ma per colpa esclusivamente loro che sfogano le proprie frustrazioni sulla Lazio.
Lotito non c'entra proprio niente.

Detto questo torno ad autobannarmi perché quello che sta succedendo in un altro topic su "calcio" è fuori dalla grazia di Dio.

FORZA LAZIO!


p.s. Di solito quando uno dice Forza Lazio, l'altro risponde "sempre".
Magari sarebbe ora che meditassimo sul significato della parola "sempre".

Vangelo.

Aquila Romana

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Citazione di: cosmo il 18 Gen 2014, 14:19
Il tifoso della Lazio sta mettendo in mostra tutti i suoi difetti più incarniti. E dovrebbe prendere esempio da tutti gli altri tifosi, persino dai romanisti.
Per un semplice motivo: i romanisti e gli altri tifosi non sono esenti da periodi (auto)distruttivi ma vivono fasi acute per poi rimettere la loro squadra al centro.
Il Laziale del ventunesimo secolo cronicizza; è lamentoso e infantile, si lascia trascinare e ha perso di vista il centro, lo ha messo fuori fuoco per concentrarsi su se stesso. Basta anche vedere i dibattiti qui.
I topic non finiscono tutti sul solito stantio argomento perché quell'argomento è davvero importante. Finiscono lì perché il laziale può finalmente lamentarsi che è la cosa che gli riesce meglio.
Il laziale del xxi° secolo non racconta storie, e pure ce ne sarebbero, ma è un tifoso passivo che aspetta che gliele raccontino gli altri.
Quelle degli altri sono più belle. E finalmente si può vivere di riflesso.
Il laziale è la vittima irrecuperabile della nuova comunicazione per cui si parla di una squadra 24 ore al giorno, ma non ha più argomenti positivi, solo negativi. Che sono quelli che tirano di più, cliccano meglio, fanno discussione.
C'è cascato con tutte le scarpe. Perché questo piagnisteo contagioso non ha motivo di esistere. Anche sezionando l'operato dell'attuale gestione, questo accanimento a perdere e a perdersi è squisitamente indotto.
Indotto dalle radio, dai forum, dai tifosi della curva. Ognuno alimenta l'altro con giudizi avariati.
Indotto e sciocco.
Mediocrità, lazialità, il mercato, il settore giovanile? Sono tutte cazza.te, perché la mancanza di passione viene dall'interno e Lotito è solo una bieca scusa.
La Lazio è stupenda, anche quella di Lotito. Migliore di centomila Lazio del passato.
Il tifoso laziale nasconde dietro la questione Lotito la sua incapacità di partecipare al mercato della comunicazione. Non sa rendersi più appetibile, tanto che se Lotito andasse via domani si spalancherebbe un vuoto, una gigantesca botola. E adesso? Che famo? Di chi è la colpa?
Il laziale è alla frutta perché, porello, non c'è il terzino che gli piace a lui, l'allenatore non esprime il gioco che lui vorrebbe, il modulo non è quello che lui usa alla playstation. E il presidente è antipatico. Non esprime la Lazialità, che in pratica che cazzo vordì non si sa.
Poi dice che ci prendono per il cul.o. E vedi un po'.
Invece di pensare alla squadra, stiamo pensando al presidente. Ridicolo, nel momento in cui diventa pensiero ossessivo.
Tutti i pensieri ossessivi sono indice di patologia.
E' come l'ipocondriaco, che un minuto dopo essersi rilassato per aver scoperto di non avere una malattia mortale, si concentra su un altro sintomo e ricomincia daccapo.
Inoltre si sceglie un modello di riferimento e gode nel non vedersi uguale a quel modello.
Ed è presuntuoso. Il laziale del XXI° secolo davvero pensa di spostare una virgola scrivendo su un forum, telefonando a una radio, o andando appresso a un coro allo stadio. Gli piace farsi del male e crogiolarsi nel proprio pianto, nella recriminazione perpetua.
Anche gli altri tifosi scrivono, telefonano e cantano. Protestano, pure. Ma alla fine se la godono di più, persino quelli – e sono tanti – che di cose di cui godere ce ne hanno molte di meno.
Sanno quando rimettere al centro la propria squadra, il pallone, i 90 minuti. E i sogni.
Mi fanno ridere quelli che si sentivano più laziali quando stava in serie B. Ma de che? Ma non dite cazza.te, fatevi un favore.
Siete voi che siete cambiati, non la Lazio in serie A che gioca l'europa league e vince la coppa italia contro la rivale storica.
Il tifoso della Lazio è l'amante piagnucoloso e non corrisposto; è il bambino che si porta via il pallone.
Che si riempie la bocca con la demonizzazione del branco e le lodi alla minoranza biancoceleste, e poi fa branco con chi augura la morte a Lotito, con chi non riesce a vedere al di là del proprio naso e si dimentica il motivo per cui siamo qui, alla stadio, o davanti alla tv: la Lazio, il gioco del pallone dove si può vincere e perdere.
Con la pretesa inoltre che la Lazio sia a nostra immagine e somiglianza. Come se ci appartenesse. Vi rivelo un segreto: non è così.
Ormai qualsiasi cosa succeda, c'è sempre qualcuno che sente il bisogno patologico di mettersi per traverso. Qualsiasi cosa poteva essere fatta meglio. Ma questo pensiero differente diventa poi ostile, si trasforma nella leva con cui il tifoso laziale si auto percuote. Il granello dell'ingranaggio diventa gigantesco come una montagna. E giù pianti, recriminazioni, reprimende.
Non abbiamo perso la Lazio e la Lazio che ha perso molti tifosi, ma per colpa esclusivamente loro che sfogano le proprie frustrazioni sulla Lazio.
Lotito non c'entra proprio niente.


Dal mio punto di vista tutto giusto.

Ma secondo me il problema principale è che mai, nella storia (almeno quella che ho vissuto io), un singolo di passaggio aveva sovrascritto (somaticamente ed in maniera così marcata) la Società Sportiva Lazio 1900.

dani2110

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Citazione di: Armageddon il 18 Gen 2014, 09:55
La Lazio di oggi è come una prostituta, puoi farci sesso, ma non c'è amore....

Ma fateve vedè da uno bravo.

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AquilaLidense

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Citazione di: ES il 18 Gen 2014, 14:20
Io quella conetstazione la definii idota. La contestazione, non chi la faceva, lo specificai. Idiota perchè preveniva gli eventi. Dove è la mia guerra? mi vedi forse andare in giro a gridare aquiladilense pdm? o augurarti la morte?
No, questa guerra è tutta vostra, tutta vostra. E una guerra che si fa da soli non è una guerra, al massimo è una invasione di campo.
eddaje a ES facciamo a capirci, io mica ce l ho con te.
forse te scordi che qualcun altro in quel periodo defini altri netter isterici e menti semplici.
a luglio, mi permisi pure di aprire un topic dal titolo "la lazio è da rifondare", e subito dopo ci fu un alzata di scudi accompagnata da una caterva di insulti (a fish qualcuno si permise pure di dirgli che seminava odio e vendetta)
,stai a capi? uno parla di calcio e poi si deve sentire coperto da insulti.

ora tornando in topic, per me abbiamo perso la lazio nel momento che come tifosi ci siamo divisi e abbiamo aggravato la situazione nel momento che siamo passati all'insulto reciproco.

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Citazione di: AquilaLidense il 18 Gen 2014, 16:48
eddaje a ES facciamo a capirci, io mica ce l ho con te.
forse te scordi che qualcun altro in quel periodo defini altri netter isterici e menti semplici.
a luglio, mi permisi pure di aprire un topic dal titolo "la lazio è da rifondare", e subito dopo ci fu un alzata di scudi accompagnata da una caterva di insulti (a fish qualcuno si permise pure di dirgli che seminava odio e vendetta)
,stai a capi? uno parla di calcio e poi si deve sentire coperto da insulti.
Ma ES è convinto.
per lui altri hanno intrapreso una guerra, vaglielo a spiegare che questa è un'altra pia illusione dopo la cornice marcia, vessillo ormai abdicato per evidenti ragioni.
boh, davvero a volte non li capisco proprio.

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