Citazione di: italicbold il 18 Gen 2014, 19:06
Non c'ho tempo. Io a V gli voglio bene come a un fratello.
ma su questo non siamo d'accordo.
Questo diapason dell'essere laziale misurato sulle domande "degli altri" é una cosa nella quale ci perdiamo e ci strozziamo il cuore.
Io non ho più bisogno di rispondere più nulla a chi mi chiede il perché io sia della Lazio.
Come l'olio d'oliva.
Non si spiega l'olio d'oliva.
Si gusta.
Io penso che la Lazio domani gioca.
Quindi solo e soltanto Forza Lazio.
Solo e soltanto Forza Lazio.
Lotito ? E chi cazzo é Lotito ?
guarda, veramente non ci si perde nessuno, solamente io, quindi zero.
puoi mangiare tranquillo che la Lazio non te la tocca nessuno.
ma se hai letto bene Cosmo, trovi lì dentro tutto tranne che la retorica della tautologia.
non credo che intendesse un ritorno bucolico ai tempi antichi, penso che volesse dire dell'altro.
se tu quando ti chiedono "perché non sei anche tu un fascista?" tiri fuori una boccia d'olio sono contento per te.
se tu passeggiando per i campi elisi ti senti un laziale autarchico, unico ambasciatore di una sana lazialità, sono contento per te. qui sul lungotevere della nostra vita romana è diverso, di pessimi ambasciatori è intasato il traffico, ed è gente che va in giro a dire con orgoglio "sono della Lazio".
ci fosse lo stadio pieno, o anche il doppio di ora, potrei capire le perplessità a non voler vedere questo dettaglio. ma siamo 4 gatti e un balcone a piazza venezia: permettimi allora di dire che mi sono rotto il ca.zzo di scontare gli errori altrui.
Poi se di ritorno dalle feste per la coppa nel raccontarlo alla mia donna devo fare finta di essermi emozionato come un bambino, ignorando di aver visto cantare il coro contro gli ebrei da gente col panino e la birra in mano mentre i bambini sventolavano le bandiere lulic 71, farò come dici tu: una boccia d'olio e via. Se poi tutto questo dura da anni e la domanda è sempre la stessa, che ci fai tu con i fascisti della Lazio, vorrai concedermi che a furia di spiegare e raccontare inizio a perdere un po' la pazienza ma al contrario, cioè lascio perdere. e infatti nel mio piccolo che tu conosci,io ho lasciato perdere. non ne parlo più, non ne vale la pena. e tu pensa cosa possa significare per me arrivare a dire "ok, non ne vale la pena".
però vado allo stadio, dove posso abbracciare quel vicino di posto che forse ho incontrato al semaforo con la sciarpa un'ora prima e di cui non mi fidavo perché magari è uno di quelli, ma che poi quando la Lazio segna diventa un mio fratello. Se questo disagio non viene capito significa che non esiste. come si dice a roma, "state bene così".
Lotito manco lo nomino.