Citazione di: ian il 29 Set 2016, 15:28
Mi permetto di quotarti, se ho ben interpretato il tuo messaggio.
Vedi, volerevolare, è inutile insistere: io sono pessimista ma ribadisco la impossibilità ormai conclamata di ridurre nuovamente ad unità i sentimenti e i desideri della tifoseria laziale.
Ci si ritrova a ripetere ad libitum le proprie convinzioni rectius i propri assunti, in uno stallo infinito.
Parli di Lazio insipida, Lazio distante (?) dalla pancia dei tifosi etc.
Beh per me non è così: non trovo questa Lazio insipida (rispetto a quelle che ho vissuto, e sono tante eh, anzi tantissime, believe) nè la trovo più distante delle altre (tante, tantissime, povere e forti che mi sono goduto).
Dunque il tuo assunto è per me falso, ed indotto dal clima generale (è superfluo che mi spieghi meglio) che da anni ci circonda.
Ti faccio un esempio citando un netter con la massima stima ed il massimo rispetto: questo netter è gentleman.
Leggo sempre i suoi post, pacati, riflessivi, appassionati. Post che trasudano voglia di Lazio, di Lazio e basta, posts da cui sgorga una Lazialita genuina e desiderosa di ancor maggiore entusiasmo.
Insomma, non mi da certo l'impressione di essere un fanciullino un po' coatto, nè un avvelenato detrattore radiofonico o domenicale della società.
Ebbene (mi perdoni gentlemen ma il suo caso è per me in qualche modo paradigmatico), ricordo una o due stagioni fa un Torino Lazio sotto un discreto diluvio.
Al termine del primo tempo (0 a 0) il netter gentlemen (tranquillo pacato riflessivo desideroso di unità ed entusiasmo, che leggo spesso e con piacere, etc etc) stava avvelenato ed attribuiva lo 0 a 0 alla NON volontà della società di andare in Coppa (finale Torino Lazio 0/2, ovviamente ricorderete).
Per dire che insipida, distante dai tifosi, mediocre etc sono una indotta falsa rappresentazione della realtà (per me).
Per altri, come te (volerevolare), invece sono delle realtà incontrovertibili che forniscono la accensione e la benzina al motore della contestazione, e del distacco.
Ma come dicevo, ripeterselo in loop è inutile.
Per gentlemen: spero di non averti seccato e di essermi spiegato 
Ti sei spiegato benissimo...

Spesso ho cercato di spiegare che le mie reazioni a caldo sono molto influenzate dalle onde della passione, che, sisa, ti portano a sbaragliare tre gli scogli una volta della rabbia, poi verso la speranza passndo per la depressione e l'abbattimento finendo verso l'entusiasmo e l'orgoglio....poi ci sono i ragionamenti a freddo...questo è il tifo, ben altro sono le riflessioni a freddo....anche io critico e difendo se necessario la società, ma il presupposto imprescindibile è che quando vedo la maglia con il simbolo della Lazio per me va tifata, sostenuta, esaltata e sempre DIFESA.
uesta Lazio, legittimamente, potrebbe anche a qualcuno sembrare piatta, magari dal punto di vista tecnico, ma io sarò sempre sul pezzo, arriveranno tempi migliori, e personalmente sarò orgoglioso di essere stato sempre sul pezzo anche nei momenti di minor entusiasmo.
Come alimento la mia passione nei momenti di minor entusiasmo agonistico ?
Leggo i libri sulla storia della Lazio, mi ricaricano a mille, qualora ce ne fosse bisogno.
Un consiglio per tutti:
LA LAZIO è DE PIU' autore Piero Straboni, editore Eraclea.