Citazione di: gesulio il 20 Mag 2014, 10:47
io lotito non lo sopporto più, ma qui la questione di cui si discute è essenzialmente un'altra. e riguarda noi Laziali.
Non ho intenzione di tornare al punto di partenza, ma è difficile ragionare sul ruolo dei tifosi separandoli dall'oggetto della loro passione e da chi ha la responsabilità di guidare una società. La domanda è proprio questa (dico la mia, non parlo al plurale Gesulio): come si ricostruisce una partecipazione allo stadio con un contesto così logorato? Non siamo davanti a una spaccatura della tifoseria, perché il giudizio su questa società, al di là delle sfumature, ormai è largamente condiviso e maggioritario.
Quale è la molla che rompe questa situazione? Basta dirci, "torniamo a tifare tutti insieme al di là di tutto"? Crediamo che un appello del genere cada nel vuoto perché lo decida il direttivo della curva o perché sia un sentimento diffuso?
Io penso che né questo appello né la diserzione continuativa siano risposte efficaci. Toccherebbe costruire un habitat che dia un senso, una prospettiva di fiducia.
Serve una discontinuità che apra uno spazio nuovo, smettere di galleggiare e ridare qualche appiglio di speranza ai tifosi. Senza questa, vedremo lo stesso film. Il 12 maggio è stato un po' di ossigeno e la prova provata che basta davvero poco a cambiare il clima.
Siccome, a occhio e croce, le cambiali in bianco sono finite, tocca alla società dare un segnale. In caso negativo, senza una botta di creatività, rischiamo di ritirarci definitivamente a casa.