Claudio Lotito (Topic Ufficiale)

Aperto da Eagles77, 09 Feb 2016, 11:54

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FatDanny

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Parto da FM: chi deve farlo? Tutti.
E' una cosa che riguarda tutti, non solo i tifosi, l'ho specificato qualche pagina fa.
E se la nostra narrazione è da mortorio non è colpa solo dei tifosi, io mi sono soffermato su questo aspetto perché questo è un forum di tifosi. Ma riguarda pesantemente anche la Società.
Quindi per rispondere esplicitamente alla domanda: Artibani, De Martino E Fat Danny. Assieme a tutti gli altri.



Non rimuovo Sliver, assegno un peso diverso. Lotito non scompare, semplicemente conta meno.
L'artefice principale di questa storia che te individui in Lotito per me si chiama SS Lazio 1900, ha per faccia uno stemma bianco celeste e oro e per fisionomia 11 giocatori che scendono in campo.
E per me ha vita propria. E' un'entità distinta e presente. Soprattutto viva.
In cui hanno più peso quelle maglie che scattano sul prato che il nome scritto sopra.
Ma davvero, non tanto per dirlo. Nel senso che ciò che mi emoziona e mi importa è vederle ancora una volta raccolte nel calore dell'Olimpico (se prima o poi avremo la grazia di tornarlo a sentire).
Questa è la storia da raccontare prima di ogni mercato, di ogni posizione di classifica, di ogni dichiarazione, oserei dire di ogni altra cosa che mi sembra pura contingenza.

Certo, razionalmente so bene che la Lazio è opera di chi ci lavora, Presidente in primis.
Ma questo non è un concetto che vale nella mia narrazione.
Nella mia narrazione Lotito vale quanto il tema dell'Illegalità nella Donna Abitata della Belli.
Questione conseguente e presupposta dagli stessi fatti, su cui quindi vale la pena soffermarsi molto poco.

Nella mia narrazione Lotito è Poseidone, non Ulisse. Una presenza pur costante, ma mai protagonista.
Protagonista è sempre la Lazio. E quindi più che le occasioni sprecate conta il "Lazio Lazio Lazio" che sale dalla Curva. Più di Vignaroli conta Candreva che sotto la nord urla "j'avemo rotto ER CULO!".
Più della qualificazione mancata conta Zarate che la mette all'incrocio a Buffon (valla a prende va).

Hai mai letto Tacito? Ti sembra che narri della conquista dell'Inghilterra raccontando dei massacri o delle gesta epiche dell'esercito romano?
ecco, noi vorremmo coltivare una passione raccontandone quasi solo il peggio.
Mah, ve pare normale? Co sti chiari di luna io non mi meraviglio che ci stiamo esaurendo. Io mi meraviglio che stiamo ancora qua...

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Citazione di: Sliver il 27 Apr 2016, 15:30
Scusa Fat, ma come fa in questa narrazione che proponi a scomparire l'artefice principale, nel bene e nel male, di questa storia? Tu operi una rimozione che in nessun altro campo della tua vita faresti (ti conosco), alla conquista di una narrazione troppo "parziale". Almeno secondo me. Ma forse questo è il segreto per essere tifosi "a prescindere", ammetto che io non ci riesco e ti ammiro, come ammiro Gesulio, Pentiux e tutti.
Che soffro di più per le occasioni sprecate, per il rappresentante della ss Lazio che ha la postura da traffichino degli uffici di Storace, per i tanti anni di piazzamenti mediocri o sempre con un sordo in meno pe fa na lira, per non aver mai visto una crescita costante che la faccia finita con le "passioni tristi" dei "mitici anni 80", autoassolutorie e foriere di alibi ("non abbiamo mai contato un cazzo, ma cosa pretendi da Lotito?"), per non fare quel passo in più nel senso di fidelizzazione, fatto di tanti piccoli pezzi di fascinazione per il tifoso (penso a una "operazione Flaminio", mappa della lazialità, guida turistica nel calcio del 900, museo della Lazio, la polisportiva, bla bla bla). e ammetto che nel mio "non a prescindere" c'è il disgusto verso la vera cosa che dovrebbe animare la partecipazione allo stadio: quella curva di reduci e frustrati della storia. Ecco, tra sti figuri in campo, io mi sento fuori posto. Ma è l'unico modo per coltivare la "mia" lazialità.
Però il fatto che il protagonista principale della narrazione sia Lotito è comunque una scelta.
Io per esempio non metterei Lotito.
Metterei il campo, e quello che succede lì.

EDIT
Preceduto (in parte) da FD

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Citazione di: El Matador il 27 Apr 2016, 15:54
Però il fatto che il protagonista principale della narrazione sia Lotito è comunque una scelta.
Io per esempio non metterei Lotito.
Metterei il campo, e quello che succede lì.

EDIT
Preceduto (in parte) da FD

Con Cragnotti si parlava sempre e soltanto di campo e mai di presidente, dinamiche gestionali, bilanci in ordine e di tanto altro fuori dal campo?

El Matador

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Sliver

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Citazione di: FatDanny il 27 Apr 2016, 15:49
Parto da FM: chi deve farlo? Tutti.
E' una cosa che riguarda tutti, non solo i tifosi, l'ho specificato qualche pagina fa.
E se la nostra narrazione è da mortorio non è colpa solo dei tifosi, io mi sono soffermato su questo aspetto perché questo è un forum di tifosi. Ma riguarda pesantemente anche la Società.
Quindi per rispondere esplicitamente alla domanda: Artibani, De Martino E Fat Danny. Assieme a tutti gli altri.



Non rimuovo Sliver, assegno un peso diverso. Lotito non scompare, semplicemente conta meno.
L'artefice principale di questa storia che te individui in Lotito per me si chiama SS Lazio 1900, ha per faccia uno stemma bianco celeste e oro e per fisionomia 11 giocatori che scendono in campo.
E per me ha vita propria. E' un'entità distinta e presente. Soprattutto viva.
In cui hanno più peso quelle maglie che scattano sul prato che il nome scritto sopra.
Ma davvero, non tanto per dirlo. Nel senso che ciò che mi emoziona e mi importa è vederle ancora una volta raccolte nel calore dell'Olimpico (se prima o poi avremo la grazia di tornarlo a sentire).
Questa è la storia da raccontare prima di ogni mercato, di ogni posizione di classifica, di ogni dichiarazione, oserei dire di ogni altra cosa che mi sembra pura contingenza.

Certo, razionalmente so bene che la Lazio è opera di chi ci lavora, Presidente in primis.
Ma questo non è un concetto che vale nella mia narrazione.
Nella mia narrazione Lotito vale quanto il tema dell'Illegalità nella Donna Abitata della Belli.
Questione conseguente e presupposta dagli stessi fatti, su cui quindi vale la pena soffermarsi molto poco.

Nella mia narrazione Lotito è Poseidone, non Ulisse. Una presenza pur costante, ma mai protagonista.
Protagonista è sempre la Lazio. E quindi più che le occasioni sprecate conta il "Lazio Lazio Lazio" che sale dalla Curva. Più di Vignaroli conta Candreva che sotto la nord urla "j'avemo rotto ER CULO!".
Più della qualificazione mancata conta Zarate che la mette all'incrocio a Buffon (valla a prende va).

Hai mai letto Tacito? Ti sembra che narri della conquista dell'Inghilterra raccontando dei massacri o delle gesta epiche dell'esercito romano?
ecco, noi vorremmo coltivare una passione raccontandone quasi solo il peggio.
Mah, ve pare normale? Co sti chiari di luna io non mi meraviglio che ci stiamo esaurendo. Io mi meraviglio che stiamo ancora qua...

Si, ok. Ma non può essere solo un buco nero creato nella mente dei laziali se stamo ora co "sti chiari de luna". E' una proiezione idealistica far coincidere la passione solo con quelle maglie, il campo e lo stemma, disincarnandolo dagli attori, dai rappresentanti, da chi sta al timone e ne dirige le mosse, ne disegna il vestito, ne indirizza gl obiettivi e gli strumenti.
Il 26 maggio è lo zenit di questo sentimento, nel bene e nel male: nel bene, perché (ancora per un po', speriamo per sempre) mette la parola fine a ogni scoattata dei mentecatti; nel male, perché diventa una trappola per l'inerzia dei "laziali che fummo", l'apice di un doveroso derby per la sopravvivenza, ma che rischia di diventare un perimetro di un certo provincialismo.
Se bastavano le maglie e il campo, restavamo in curva, là dove siamo nati e cresciuti. Invece, ci accontentiamo di cantare una marsigliese ogni tot pur di non condividere l'aria con qualche decerebrato.
E questo pensi che non conta nel romanzo sentimentale di un tifoso?

fish_mark

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Citazione di: El Matador il 27 Apr 2016, 16:01
E quindi?

E quindi ... torniamo alla scelta di campo: cosa raccontare. Un punto dove la prospettiva che vogliamo scegliere decide cosa raccontare.

Se voglio esaltarmi mi rivedo il gol di Lulic e mi leggo i resoconti del derby del 26 maggio.
Se voglio approfondire certi aspetti societari mi leggo altro.

Dobbiamo essere positivi in che senso? Politico o culturale?
Dobbiamo essere positivi, sempre e comunque, anche dopo un terzo posto come dopo aver perso un derby per 4-1 in un campionato dove molto probabilmente saremo fuori dall'Europa?
Chi e come lo decide questo stato d'animo della maggioranza dei tifosi?

Dobbiamo immaginare che alcuni elementi non esistano anche se sono quelli che decidono sul mio futuro di tifoso, nell'allestimento della squadra, nella scelta del tecnico che la guiderà e nella indicazione degli obiettivi sportivi?

Una passione come variabile indipendente dall'andamento del campo e delle prospettive future?




Eagles77

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Citazione di: FatDanny il 27 Apr 2016, 15:49

Non rimuovo Sliver, assegno un peso diverso. Lotito non scompare, semplicemente conta meno.


Dai un peso inferiore a chi ha il peso massimo il società?
Tu raccontando un film dai un peso minimo al protagonista principale e parli della bella fotografia e dei costumi?

carlos

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Citazione di: fish_mark il 27 Apr 2016, 16:08
E quindi ... torniamo alla scelta di campo: cosa raccontare. Un punto dove la prospettiva che vogliamo scegliere decide cosa raccontare.

Se voglio esaltarmi mi rivedo il gol di Lulic e mi leggo i resoconti del derby del 26 maggio.
Se voglio approfondire certi aspetti societari mi leggo altro.

Dobbiamo essere positivi in che senso? Politico o culturale?
Dobbiamo essere positivi, sempre e comunque, anche dopo un terzo posto come dopo aver perso un derby per 4-1 in un campionato dove molto probabilmente saremo fuori dall'Europa?
Chi e come lo decide questo stato d'animo della maggioranza dei tifosi?

Dobbiamo immaginare che alcuni elementi non esistano anche se sono quelli che decidono sul mio futuro di tifoso, nell'allestimento della squadra, nella scelta del tecnico che la guiderà e nella indicazione degli obiettivi sportivi?

Una passione come variabile indipendente dall'andamento del campo e delle prospettive future?

Il raccontare è passato ed appunto è su cosa si pone l'accento, ma l'essere positivo o negativo dipende anche da ciò che uno sente (e non parlo dei vari giornalai o mestieranti radiofonici)...
Al tifoso piace anche sognare.. Vabbè quest'anno è andata di roma, però la società si sta muovendo, sta sondando il terreno.. ci sono dei rumors (veri, quasi veri, ipotesi, cazzate...).. però se il tifoso può in qualche modo sognare.. alimenta la passione.
Io purtroppo, al momento, non vedo nulla di ciò, se non qualche comunicato a cazzum da una parte ed un fuoco di fila dall'altro, che getta una cappa di pessimismo spaventoso...
Ecco io vorrei che la società fosse un tantino più comunicativa, ma anche con qualche fatto, con qualche presa di posizione.. ma non lo vedo nelle corde di Lotito, così come vedo  dall'altra parte un interesse personale che non ha nulla a che vedere con il tifo.
Nel mezzo ci siamo noi, disorientati, incazzati, ma innamorati di Lazio e vederl a così.. il cuore si spezza...
FORZA LAZIO e--- :asrm ce sta sempre bene

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Citazione di: fish_mark il 27 Apr 2016, 16:08
E quindi ... torniamo alla scelta di campo: cosa raccontare. Un punto dove la prospettiva che vogliamo scegliere decide cosa raccontare.

Se voglio esaltarmi mi rivedo il gol di Lulic e mi leggo i resoconti del derby del 26 maggio.
Se voglio approfondire certi aspetti societari mi leggo altro.

Dobbiamo essere positivi in che senso? Politico o culturale?
Dobbiamo essere positivi, sempre e comunque, anche dopo un terzo posto come dopo aver perso un derby per 4-1 in un campionato dove molto probabilmente saremo fuori dall'Europa?
Chi e come lo decide questo stato d'animo della maggioranza dei tifosi?

Dobbiamo immaginare che alcuni elementi non esistano anche se sono quelli che decidono sul mio futuro di tifoso, nell'allestimento della squadra, nella scelta del tecnico che la guiderà e nella indicazione degli obiettivi sportivi?

Una passione come variabile indipendente dall'andamento del campo e delle prospettive future?
Continui però con il concetto di rimozione, mentre mi sembra che il discorso vertesse sull'"artefice principale" (che non significa unico).

Nessuno decide lo stato d'animo della maggioranza dei tifosi, e chiedere "chi lo decide?" non vorrei fosse un mirabile tentativo di far passare il concetto che qualcuno vorrebbe omologare il pensiero.
Ognuno può fare cosa vuole (e ci mancherebbe...), ma dire che noi per primi tendiamo ad evidenziare solo i lati negativi del mondo Lazio, non credo sia da intendere come un attacco al libero Laziale nel libero mondo.

FatDanny

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Citazione di: Sliver il 27 Apr 2016, 16:05
Si, ok. Ma non può essere solo un buco nero creato nella mente dei laziali se stamo ora co "sti chiari de luna". E' una proiezione idealistica far coincidere la passione solo con quelle maglie, il campo e lo stemma, disincarnandolo dagli attori, dai rappresentanti, da chi sta al timone e ne dirige le mosse, ne disegna il vestito, ne indirizza gl obiettivi e gli strumenti.
Il 26 maggio è lo zenit di questo sentimento, nel bene e nel male: nel bene, perché (ancora per un po', speriamo per sempre) mette la parola fine a ogni scoattata dei mentecatti; nel male, perché diventa una trappola per l'inerzia dei "laziali che fummo", l'apice di un doveroso derby per la sopravvivenza, ma che rischia di diventare un perimetro di un certo provincialismo.
Se bastavano le maglie e il campo, restavamo in curva, là dove siamo nati e cresciuti. Invece, ci accontentiamo di cantare una marsigliese ogni tot pur di non condividere l'aria con qualche decerebrato.
E questo pensi che non conta nel romanzo sentimentale di un tifoso?

ma attenzione, io mica dico che dobbiamo vivere di pane e poesia.
Mi sembra però che qui l'unica cosa davvero rimossa sia proprio la poesia. Ce l'ha tolta Lotito?
A me pare che ce la siamo tolta da soli, perchè gli eventi e i personaggi su cui poetizzare ci sarebbero eccome, ma noi sempre a Lotito stiamo fermi.
Non si tratta di positività né di ottimismo. Non mi pare di aver mai decantato un futuro ottimista per Lotito, anzi...
Inoltre ho parlato di trofei, vittorie, giocatori rappresentativi. Cose materiali e concrete, non illusioni. Che però sembrano avere meno peso dietro quell'ombra ingombrante.

Per passare dalla letteratura alla matematica è come se da noi fosse sempre presente un coefficente L che moltiplica o divide dolori e gioie.
Perea è scarso? Mettici accanto il coefficente L e diventa una pippa immonda.
Vinciamo 3 trofei in 10 anni, cosa successa solo un'altra volta nella nostra storia? Mettici accanto il coefficiente L e diventa meno che normale.
Abbiamo Klose che ha nella Lazio la squadra con cui ha giocato più partite? Col coefficiente L diventa un vecchietto venuto a svernare o quantomeno di cui non si narrano più le imprese.
Becchi l'annata storta? Col coefficiente L c'è una deliberata volontà di non andare in Europa.

Ecco, facciamo così Sliver.
Il punto non è rimuovere Lotito, ma evitare che nella nostra narrazione sia il coefficiente depressivo di tutti, TUTTI, TUTTI i possibili argomenti.
perchè a forza di andare avanti così la Lazio non diventa che questo. E non è un caso che oggi te fanno una parodia in cui vieni rappresentato come "Lotito vattene! Pioli vattene! Arbitro vattene! .... mo me ne vado pure io!".
Guarda, preferivo la caricatura del romanista Martufello e la nomea da burino. A quella je rido in faccia perchè so' che rido assieme ai miei fratelli e alle mie sorelle de un becero e maldestro tentativo di disegnarci estranei alla nostra città.
Alla caricatura attuale non rido per niente, perchè ai fratelli e alle sorelle je rode er culo e perchè coglie nel vivo di una ferita che sembra insanabile.
Perché nel tritacarne antilotitiano, hai voglia a dì, ma c'è finita di brutto pure la Lazio.
E a forza di macinare e macinare, rischi che ne restano solo brandelli sparsi.


kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 27 Apr 2016, 15:49
...

Secondo me quello che manca nel tuo discorso è la peculiarita' della tifoseria Laziale sopratutto
in rapporto alla sua mutazione genetica avvenuta nell'ultimo decennio.
Quella che in spregio è definita da molti l' autoreferenzialita' del tifoso.
Ho postato questo video satirico qualche giorno fa in cui un comico faceva la parodia di tutte le tifoserie
e quella del Laziale mi ha colpito non poco perche' ha centrato esattamente questa mutazione.
Il Laziale odia tutti e invita rabbiosamente tutti ad andarsene: lotito, la squadra, l'allenatore, i magazzinieri, i raccattapalle, e alla fine se ne va pure lui, scompare.
Nella Lotitea i realta' i soggetti sono due: lotito e il tifoso.
Ora, fatta la dovuta precisazione sul fatto che non tutti itifosi sono uguali etc. etc. non si puo' negare
che l'approccio mentale dominante è divenuto questo.
Io, tifoso, vivendo te, lotito, come corpo estraneo, se non come nemico vero e proprio, articolo la mia soggettivita' di tifoso come soggetto attivo e influente, anche se in maniera indiretta, nella storia e nella vita del club per il quale io tifo.
Sono io che decido cosa mi va bene e cosa no, costruisco la mia narrazione a seconda dei miei umori
e comunque non riconosco a prescindere la tua, di narrazione.
Nel momento in cui capisco che la mia soggettivita' attiva non ottiene risultati tangibili scompaio.
"Ci coprimmo il volto per farci vedere" (cit.)
Nessun'altra tifoseria si è spinta a tale punto, almeno che io sappia, di sicuro in Italia,
Che ci facciamo con questo fenomeno? Lo rimuoviamo?
Lo etichettiamo semplicemente come negativo fermandoci alla superficie?
Secondo me se non lo capiamo bene e non proviamo a trovarne degli aspetti positivi o comunque una sintesi
al Lazio Lazio Lazio di Lazio-inter non ce torneremo piu' per altri decenni.
A meno che il padre/discorso non si fa da parte e lascia di nuovo spazio alla madre/desiderio.
Il lato positivo è secondo me, che il Laziale è qello piu' pronto e propenso di tutti a cogliere le contraddizioni
del sistema calcio, in quanto ha sempre tutti contro: media, istituzioni, la sua stessa societa' ( almeno per come la percepisce ) e nella deriva paranoica a forza di pensare male di tutto e di tutti purtroppo ci prende almeno 8 volte su 10.

fish_mark

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@carlos

siamo passati dalla comunicazione Lazio totalmente assorbita dal soliloquio di Lotito alla comunicazione Lazio che si esprime nel totale silenzio di Lotito. La comunicazione è molto di più e molto di diverso dai comunicati di un presidente.
Se vedi disorientamento nella tifoseria, oltre al momento sportivo non particolarmente esaltante (non certo unico nella nostra storia), sarebbe il caso che una società se ne esca con iniziative, messaggi, conferenze stampa e - udite udite - con un colpo di mercato di quelli che fanno rumore. Cose così che di solito accadono e che servono a rinfocolare un fuoco in questo momento molto basso.

Citazione di: El Matador il 27 Apr 2016, 16:30
Continui però con il concetto di rimozione, mentre mi sembra che il discorso vertesse sull'"artefice principale" (che non significa unico).

Nessuno decide lo stato d'animo della maggioranza dei tifosi, e chiedere "chi lo decide?" non vorrei fosse un mirabile tentativo di far passare il concetto che qualcuno vorrebbe omologare il pensiero.
Ognuno può fare cosa vuole (e ci mancherebbe...), ma dire che noi per primi tendiamo ad evidenziare solo i lati negativi del mondo Lazio, non credo sia da intendere come un attacco al libero Laziale nel libero mondo.

Lo sforzo ceh sto compiendo in questa discussione è esattamente l'opposto. Io credo a uno stato d'animo di uin tifoso che è la risultante se non la sintesi degli apporti comunicativi che vengono da più parti, magari contrastanti e differenti, magari non confliggenti, ma che esprimono interesse, parteciopazione e passione.

Quindi, il concetto di rimozione nel mio discorso non riesce a entrarci. Semmai l'opposto: inclusione, di tutto e di tutti, del gol di Lulic come delle uscite non sempre felici dei suoi massimi rappresentanti. E' stato sempre questo il mio approccio alle cose di Lazioe credo quello di molti altri laziali. La retorica di Cragnotti non mi estasiava, anzi mi annoiava, i suoi trascorsi corsari tra questa o quella azienda non mi attraevano particolarmente, ma poi mi andavo a vedere il campo e soprattutto la sua voglia di fare sempre meglio e di andare a cercare il meglio e di superare la mia fantasia di tifoso, mentre oggi avviene il contrario con qualcosa o qualcuno che me la frena.

Che il laziale sia incline a un certo pessimismo è cosa a me nota, da molto prima del 19 luglio 2004.
Sono laziale da più di 40 anni.

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El Matador

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* 6.552
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Citazione di: Eagles77 il 27 Apr 2016, 16:25
Dai un peso inferiore a chi ha il peso massimo il società?
Tu raccontando un film dai un peso minimo al protagonista principale e parli della bella fotografia e dei costumi?
Quindi in un potenziale film sulla S.S. Lazio degli ultimi 12 anni il protagonista principale dovrebbe essere Lotito?
Roba da riempire i cinema di tutto il mondo...  ;)

BlueBlood

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Il Laziale più pacifico che io conosca vorrebbe vedere lotito fare la fine di Domergue in The Hateful Eight,vi lascio immaginare gli altri. Ad oggi l'unico modo per allentare la morsa di odio assoluto che pervade la maggior parte della tifoseria è la costruzione di una squadra che possa ambire ad un campionato di vertice, ecco perchè sono "moderatamente" pessimista.

gesulio

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* 19.411
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Citazione di: El Matador il 27 Apr 2016, 16:01
E quindi?

i giocatori forti, lotito nce fa sogna'. mi pare chiaro, no?

tornando a noi:
tifosi dell'Aston Villa incazzati con la squadra per la retrocessione:
https://www.youtube.com/watch?v=kxicVF-sqP8

tifosi dell'Aston Villa allo stadio, nella partita in cui sono retrocessi:
https://www.youtube.com/watch?v=mIpnHgjUQ2A

sì lo so, f_m, per te la nostra realtà è imparagonabile con nessuno al mondo, neanche con una squadra di calcio (eh lo so, che pretesa assurda che ho, a fa' sti paragoni... infatti, quindi passa oltre).

per tutti gli altri: perché non è così qui dentro il nostro ambiente?
dipende solo da lotito?

ve lo chiedo, non ho risposte precise. però questi di fronte a una retrocessione assurda non se fanno parla' dietro. e non sono certo una squadretta senza storia, anzi.
noi sono anni che raccontiamo e ci raccontiamo come se fossimo retrocessi già dalla prima giornata di 10 campionati fa.

FatDanny

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* 41.056
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trovo estremamente significativo che tanto Sliver che E77 abbiano individuato in Lotito il protagonista principale del racconto.
Non perchè sia di per sé sbagliato eh, dipende, esattamente come dicevo, dalla storia che vuoi raccontare.
Ripeto: non è sbagliato, ma è significativo.
Perchè sono convinto che allo stesso modo risponderebbero buona parte degli antilotitiani (chiedo venia per la generalizzazione).

Nella storia che vedo io Lotito NON è affatto il protagonista. Manco per idea.
E' la Lazio. Se non vogliamo personificare la Lazio i protagonisti sono i giocatori.
Se non vogliamo limitarci ai giocatori è la rosa compreso lo staff tecnico.
Se vogliamo metterci anche le scelte di indirizzo è la Società.
Solo in questo grado di complessità entra la figura del Presidente nel racconto. Al quarto grado di profondità, non prima.
E non è una rimozione, tutto dipende da dove piazzi il palco, la platea e gli attori.
Individuare in Lotito il protagonista rende bene l'idea su che rappresentazione della Lazio abbiamo oggi.

PS. Avete presente "il maledetto United" tanto per parlare di un film sul calcio?
O "febbre a 90"?
Ecco, in queste narrazioni, frutto di punti di vista diversi, dal tifoso all'allenatore, ci sono i dirigenti? SI.
Sono protagonisti? Non mi pare, manco lontanamente.
Come vedete si può raccontare di calcio lasciando i dirigenti in terzo piano.
Anzi, in gran parte dei racconti sul calcio, da Sfide ai film ai molteplici documentari prodotti negli ultimi decenni, i dirigenti molto, ma molto raramente occupano posti di primo piano.
Possiamo quindi affermare con una certa sicurezza che mettere Lotito come protagonista è quantomeno un'anomalia. Che la narrazione calcistica fa tranquillamente a meno dei Presidenti.
E' che noi VOGLIAMO concentrarci su Lotito, perchè ormai è lui il centro del nostro mondo.
E non metterlo a margine è frutto di una nostra scelta, consapevole o meno.

GiPoda

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* 5.046
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Citazione di: gesulio il 27 Apr 2016, 16:47
i giocatori forti, lotito nce fa sogna'. mi pare chiaro, no?

tornando a noi:
tifosi dell'Aston Villa incazzati con la squadra per la retrocessione:
https://www.youtube.com/watch?v=kxicVF-sqP8

tifosi dell'Aston Villa allo stadio, nella partita in cui sono retrocessi:
https://www.youtube.com/watch?v=mIpnHgjUQ2A

sì lo so, f_m, per te la nostra realtà è imparagonabile con nessuno al mondo, neanche con una squadra di calcio (eh lo so, che pretesa assurda che ho, a fa' sti paragoni... infatti, quindi passa oltre).

per tutti gli altri: perché non è così qui dentro il nostro ambiente?
dipende solo da lotito?

ve lo chiedo, non ho risposte precise. però questi di fronte a una retrocessione assurda non se fanno parla' dietro. e non sono certo una squadretta senza storia, anzi.
noi sono anni che raccontiamo e ci raccontiamo come se fossimo retrocessi già dalla prima giornata di 10 campionati fa.

oh ecco adesso si ritorna finalmente a parlare in modo più pragmatico.
che poi è il punto principale.

ps
e ci raccontano aggiungerei...

Eagles77

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Citazione di: FatDanny il 27 Apr 2016, 16:50
trovo estremamente significativo che tanto Sliver che E77 abbiano individuato in Lotito il protagonista principale del racconto.
Non perchè sia di per sé sbagliato eh, dipende, esattamente come dicevo, dalla storia che vuoi raccontare.
Ripeto: non è sbagliato, ma è significativo.
Perchè sono convinto che allo stesso modo risponderebbero buona parte degli antilotitiani (chiedo venia per la generalizzazione).

Nella storia che vedo io Lotito NON è affatto il protagonista. Manco per idea.
E' la Lazio. Se non vogliamo personificare la Lazio i protagonisti sono i giocatori.
Se non vogliamo limitarci ai giocatori è la rosa compreso lo staff tecnico.
Se vogliamo metterci anche le scelte di indirizzo è la Società.
Solo in questo grado di complessità entra la figura del Presidente nel racconto. Al quarto grado di profondità, non prima.
E non è una rimozione, tutto dipende da dove piazzi il palco, la platea e gli attori.
Individuare in Lotito il protagonista rende bene l'idea su che rappresentazione della Lazio abbiamo oggi.

Lotito si è da sempre autodichiarato il Re Sole della Lazio. La Lazio c'est moi.
Non lo individuo io, è lui che si pone come produttore, sceneggiatore, regista, attori principale, costumista, scenografo e tutti il resto sono comparse che appaiono o scompaiono. L'unico che resta è lui.
La Lazio rimarrà a vita ecc...sì ok lo sappiamo, ma al momento attuale, da 12 anni a questa parte (e non parlo di un anno o due) vediamo lo stesso film che non viene mai prodotto per una nomination all'Oscar, non dico di vincerlo ma costruirlo per una nomination pure per l'Orso d'Oro non sarebbe male, pure un David di Donatello m'andrebbe bene. E per avvicinare il pubblico a vedere il film, quando già sai che sarà sempre la stessa trama, dopo un po' anche il più affezionato dei fan si stanca se non vede un briciolo di cambio di rotta.
Per me ci sono registi che da un certo film in poi potrebbero chiudere col cinema, ma sono talmente fan che andrei a vederli pure se fanno ciofeche cosmiche, quindi il discorso lo si fa a chi si avvicina a quel genere o a quel regista, che se fa sempre film pessimi (per usare un eufemismo) la gente non ci si avvicina proprio.

A quel punto per poter dialogare col regista che non ti vuole sentire applchi il modello della probabilità di elaborazione di Petty e Cacioppo sulla comunicazione e via. Fatto.
Secondo me.

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BlueBlood

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lotito ad oggi è la Lazio perchè è a causa delle sue scelte che ti permetterà di gioire o incazzarti, di abbracciarti con un tuo fratello Laziale o scannarti con esso. il comandante dell'aereo è lui e quindi se sbaglia cadi a picco.

Eagles77

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Citazione di: FatDanny il 27 Apr 2016, 16:50

PS. Avete presente "il maledetto United" tanto per parlare di un film sul calcio?
O "febbre a 90"?
Ecco, in queste narrazioni, frutto di punti di vista diversi, dal tifoso all'allenatore, ci sono i dirigenti? SI.
Sono protagonisti? Non mi pare, manco lontanamente.
Come vedete si può raccontare di calcio lasciando i dirigenti in terzo piano.


Ma pure il tifoso, l'arbitro e il calciatore racconta un calcio da pane e mortadella eh, ma parliamo di altri tempi e di situazioni non paragonabili.
Pure noi per i -9 nomini sempre la squadra e Fascetti e meno i dirigenti.
Come tu usi il fattore L io posso usare il fattore R, Relativismo.

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