Citazione di: FatDanny il 28 Giu 2021, 21:36
carissimo, aspettavo proprio un tuo intervento, anzi l'avevo proprio chiamato stamattina

Anzitutto ti ringrazio della risposta viste le tue competenze, dopodiché alcuni dubbi su quanto dici:
1) nessuno sta parlando di illegalità della proposta, quindi penso si possa cassare questo aspetto, non oggetto della discussione
2) non capisco invece perché essendo i proprietari due soggetti giuridici distinti allora abbiano il diritto di una doppia soluzione di continuità. Se fossero quattro al 25% ne mettiamo quattro?
Se fossero 10 al 10% ne mettiamo dieci?
Il problema non è di autenticità, ma di fine stesso del trust, ossia un soggetto terzo in grado di stabilire, fuori dal controllo dei proprietari, le condizioni a cui il trust è finalizzato.
Capisci bene che se ogni proprietario di 10 mette un trustee questa cosa non mi sembra molto plausibile.
Quindi sicuramente tu ne sai più di me in termini di gestione fiduciaria, quindi non sto dicendo sia illegale. ma proprio su un piano di ratio, recuperando quel poco di diritto studiato.
Sai anche che in Italia NON C'E' una chiara normativa sul trust quindi è abbastanza semplice non fare cose illegali in materia (come in qualsiasi materia non pienamente normata, essendoci dei vuoti).
Quindi il fatto che tu dica "è legale" diciamo che non dissipa affatto le ombre.
Una soluzione di questo tipo mina il senso stesso del trust, anche se formalmente legale.
Ma vedremo presto se hai ragione e resteranno due oppure se dovrà tornare ad essere uno.
3) nessuna omonimia con Melior Trust.
Vogliamo parlare dei poli del MININT a Tuscolana? Vogliamo parlare del trust di Cellino? (sicuramente del tutto esterno al controllo, non ho dubbi...
) o di Bisignani?
Parliamo dei furbetti del quartierino e chi collaborava con Ricucci e Caltagirone?
Sei ancora convinto che il mio sia un errore di omonimia?
Anche qui, niente di illegale, intendiamoci (non nei confronti di G.T.), ma penso proprio che i dubbi invece siano più che leciti. Più che leciti.
4) Non ho dubbi che Gravina stia facendo la guerra né mi pare di essere mai intervenuto in sua difesa.
Non mi pare di aver mai detto "Gravina ha ragione" ma al massimo "Lotito ha torto".
Perché, come detto, muoversi nella legalità non significa muoversi correttamente. E, ribadisco, non intendo un piano etico. Ma anche propriamente giuridico.
Ci sono tanti possibili comportamenti giuridici scorretti che non per questo costituiscono reato.
Perché non esiste solo la violazione delle norme, esiste anche la loro elusione.
Ma questo tu di sicuro, per competenze, lo sai meglio di me.
Comincio dalla fine, dai "valori", ribadendo che io sono totalmente contrario a forme di concentrazione formale o anche solo di intese economiche di fatto, che vadano a intaccare il nucleo più profondo del fenomeno sociale sport. Per me, le multiproprietà sono intrinsecamente incompatibili con il concetto base dello sport: tutti dovrebbero potersela giocare sul campo, a parità di condizioni. Poi, vinca il migliore.
Invece, con grandi interessi economici in conflitto, più o meno latenti, questo è impossibile.
Venendo al tema della costruzione che hanno adottato, io francamente non capisco per quale ragione i due distinti proprietari (EL e MM) NON avrebbero dovuto segregare i rispettivi asset con due simmetrici atti autonomi, seppure tra loro collegati E strettamente interdipendenti. Non ci vedo alcuna furbata dietro, ma molte condivisibili ragioni, formali, pratiche e di buon senso (ad esempio, di natura fiscale ma anche di tutela dei terzi acquirenti e magari ci sono dietro anche ragioni familiari personali dei 2 disponenti). La cosa importante é che il 100% del capitale sociale sia stato destinato a patrimonio separato in funzione della sua vendita, con un legame indissolubile tra i due pacchetti azionari conferiti dai due ex titolari (e con esclusione di veti incrociati, ossia con la previsione che la cessione di un 50% si trascina anche l'altra).
Considera, poi, che è vero che il trust é un istituto "tipizzato" solo in parte (ossia, non c'è una disciplina dettagliata, specifica e conformativa del "come" si deve realizzare) ma comunque si devono osservare una serie di requisiti tassativi per la legge fondamentale applicabile (convenzione AJA) e, specificamente per l'Italia, altri adempimenti tutt'altro che banali previsti per le cd. gestioni fiduciarie. I soggetti che partecipano devono essere tutti accreditati e sono "vigilati"; infine, gli atti sono ricevuti da un Notaio, che ne accerta la validità formale. Insomma, io non ci vedo proprio Iron che convince 30 persone diverse a formalizzare un'operazione posticcia. Cioè, preciso una cosa ovvia: non ho strutturato io l'operazione, né ho scritto i contratti né li ho letti. Ma devo presumere che sia tutto più che a posto.
Infine, quante alle omonimie, credo che le cose peggiori che si leggono in rete siano riferite a una Melior Trust spa che non è la "nostra". La Melior Trust srl "nostra" é il proprietario fiduciario della azioni Banca del Fucino che gli eredi del "Don" Alessandro Torlonia si sono obbligati a cedere a IGEA Banca a compimento del processo di ristrutturazione iniziato 2 anni fa.
Mi dirai che si sente odore di incenso, polvere di gesso e stridio di compassi. E vabbè. Non è una battaglia dove trovare "i buoni" al cui fianco potersi schierare (nel senso che i buoni siamo noi
, è solo noi...).