Questa è l'opinione de IL SOLE 24 ORE in merito.
Scrivigli una lettera, spiega a loro quello che hai tentato invano di spiegare a me, Professore.
Un super-gol in zona Cesarini. Oppure, a pensarci bene, un clamoroso e sgradevole autogol. Dentro una manovra nella quale appare complicatissimo racimolare qualche risorsa non può che lasciare increduli la conferma che circa 900 milioni saranno immolati dal governo nel nome del "salva calcio".
Altro che taglio del cuneo fiscale. Altro che pensioni da rivalutare. Altro che oneri di sistema da alleggerire per contrastare il caro energia. Non c'è niente per nessuno. Abbiamo migliaia e migliaia di famiglie in difficoltà, imprese che non sanno se nei prossimi mesi potranno proseguire le loro attività, ma per le società di calcio il miracolo (a meno di improbabili ripensamenti dell'ultima ora) sta per essere servito.
Quel che accade è ormai piuttosto chiaro. Nelle norme sulla tregua fiscale previste nel disegno di legge di Bilancio, vengono inserite alcune disposizioni mirate che consentiranno alle «associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche» di accedere a una generosissima dilazione dei pagamenti di ritenute Irpef, addizionali regionali e comunali e Iva. Una misura che riguarda, quindi, tutto il mondo dello sport, ma che finirà per dispiegare i suoi veri e più significativi effetti proprio sul calcio professionistico, se non altro per la dimensione economica del settore e come in qualche modo suggerisce anche il fatto che il più accanito sostenitore di questa misura sia stato il senatore Claudio Lotito, che quando non è a Palazzo Madama indossa la maglia bianco-celeste, non dell'Argentina campione del mondo, ma di presidente della Lazio.
La pandemia, certo, ha colpito duramente lo sport e le società professionistiche. È più che giustificata la scelta fatta in passato di sostenere le federazioni sportive, gli enti di promozione sportiva e le associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche consentendo loro di sospendere i versamenti fiscali e contributivi, in pratica dai primi mesi del 2020, a ridosso della prima ondata del Covid. Tuttavia, il 22 dicembre questa sospensione poi rinnovata svariate volte arriva a termine e i versamenti rinviati dovrebbero essere effettuati in un'unica soluzione.
Sono tanti soldi: 889 milioni di sole imposte, come conferma la relazione tecnica che accompagna l'emendamento presentato dal governo. Nessuna paura, però. Arriva una nuova norma che considera tempestivi anche i pagamenti fatti entro il 31 dicembre 2022. Con un'aggiunta decisiva: in alternativa al pagamento in un'unica soluzione, si potrà saldare il debito con l'erario in 60 rate mensili (cinque anni), di cui le prime tre devono essere versate entro il 31 dicembre 2022, con una piccola maggiorazione del 3 per cento.
Nessuno slittamento è possibile per i contributi previdenziali, che andranno versati in unica soluzione. Ma per il resto, tutto in regola e iscrizione ai campionati garantita. Si era parlato persino della possibilità (non gradita al Mef) che venisse concesso anche un salvacondotto sui reati tributari, ma questa ipotesi - che avrebbe consentito anche di regolarizzare infedeli dichiarazioni e compensazioni indebite, oltre agli omessi versamenti - sembra tramontata. Vedremo il testo che sarà approvato in Parlamento. Ma, in ogni caso, non si tratta proprio di un bel messaggio.