In maniera diversa e soltanto apparentemente conflittuale avete scritto tutte cose giuste e vere.
Piccoli appunti aggiuntivi personali e banali:
1) si è accorto che la storia della famiglia non funziona. Magari tra qualche anno si accorgerà che serve anche una struttura migliore per il mercato, invece che un solo Ds e una pletora costosa di intermediari a cottimo;
2) colpirlo in politica avrebbe un peso, ma poi? Forse è proprio perché sa che in politica potrebbe non durare che si tiene la Lazio. Anticipare la sua uscita di scena dagli scranni del senato non credo che cambierebbe la sostanza: la Lazio è sua e la gestisce entro qualsiasi parametro legale. Ergo, una volta che gli togliamo la visibilità da gran visir della politica, pensate che rinuncerà contestualmente anche alla Lazio? O che storace possa fargli la mossa Kansas city togliendogli quello che gli ha dato?
3) Paradossalmente il suo unico punto debole è la vanità. Se gli togli pulpiti o se si distribuisce bene l'idea tra media sportivi e addetti ai lavori che sia una macchietta che neanche più riesce ad avere obiettivi calcistici importanti, probabilmente esplode. Ma come scriveva saggiamente Dani, questo ambiente ha le palle per togliergli il palcoscenico?
4) Altro grosso problema è la controparte che dovrebbe combatterlo. Ultras fascio nazisti che probabilmente sanno che oltre un certo livello non possono andare, pena qualche tirata d'orecchie in sezione. È pur sempre un alleato importante della coalizione di maggioranza, fargli le scarpe non è solo un modo per destituirlo, ma inesorabilmente getterebbe discredito e ombre sul partito e sui ruoli che gli sono stati solennemente assegnati.
Già sono passati da "stadio vuoto a oltranza", marchio di fabbrica per anni, a "Nun ze deve lascià o stadio" per paura di perdere la leadership duramente riconquistata negli anni.
Quello che trovo significativo è che dal numero delle tessere, a sto giro è il Laziale medio, non schierato, della zona grigia, a dare un responso. Al di là dei proclami del direttivo e delle sfide del presidente, noto che in molti sono semplicemente stufi o poco attratti dalla situazione.
E sì, lo so che anche qua dentro è pieno di Laziali duri e puri che hanno visto la B e che sanno come si tifa a prescindere, ma il calcio e il mondo sono cambiati. Non potete farvene un cruccio se in molti, magari anche delle nuove generazioni, non trovano stimoli a sostenere una causa.che è plasticamente rappresentata anche dai deliri che abbiamo ascoltato ieri, corredati dalle bizzarrie di un mercato che sono sicuro che ci farà ribollire il sangue anche quest'anno.
Scusate per la lungaggine ma oggi me rode più del solito.