Citazione di: Ranxerox il 21 Feb 2016, 14:46
Idem.
Quando leggo che l'allenatore della mia squadra dice che pur di vederli venire allo stadio, va bene anche se vengono a fischiare, direi che la situazione è particolarmente triste.
C'è poco da gioire o da essere sereni.
Comunque il modo di tifare di ognuno non è mai un'esclusiva. Anch'io non capisco come ti sia cicciato fuori 'sto pensiero.
@rank
Ho visto in numerosi tuoi interventi la rivendicazione di una capacità di divertimento e di sentimento che è sempre costante, quasi impermeabile o ogni evenienza che accada in campo o in tribuna. Come se tra Badiani e Konko, Veron e Filisetti per te non ci sia niente che li differenzi, visto che sono hanno vestito e vestono la maglia della Lazio.
Tutto questo invece per altri sarebbe una sofferenza, qualcosa di patologico che li spinge a un rapporto alterato con quella che dovrebbe essere una sana passione e niente di più.
Ho modo di andarci allo stadio abbastanza spesso e ho visto e vedo moltitudini di gente che si saluta con il sorriso e non con il ciglio inarcato di chi ha letto le preoccupanti osservazioni della KPMG sul bilancio Lazio o i verbali dell'Assemblea dei soci (questioni che davvero non interessano nessuno: neanche i commercialisti laziali). E' tanta di quella gente che riempie lo stadio innanzitutto con il sorriso per poi avvelenarsi durante la partita perché quel giocatore ha sbagliato lo stop e quell'altro l'ha ciccata a un metro dalla porta.
E lo stesso avveniva anche in epoche passate e anche remote: con Lenzini, come con Cragnotti, come con Calleri e quindi con Lotito, perché il rapporto è sempre sano, ma comunque patologico. In tutto questo l'esempio pioù corretto a cui riferirsi non è la fede, ma il tifo, che è una malattia in questo cronica quindi incurabile, che ti fa sempre pensare e parlare di quell'argomento, anche se spesso con accenti tossici, perché proprio di una patologia.
Per questo ho sottolineato come l'esclusiva del sorriso e dell'amore verso la maglia biancoceleste non lo vedo soltanto nei tuoi post, ma anche in tanta gente che incontro allo stadio, perfetti sconosciuti prima e perfetti sconosciuti dopo, ma sempre desiderosi di stare lì per assistere insieme ad altri sconosciuti la magia di una partita con la Lazio.
@Pablohoney
quando ti lamenta del muro contro muro, sono d'accordissimo con te che possa non fare il bene alla Lazio, ma mi pare che in qualche caso – e di casi ce ne sono moltissimi – restare fermi e immobili non rappresenti la migliore maniera per fare il bene della Lazio, un concetto che rischia di essere troppo vago e fumoso se messo in evidenza in questa maniera.