Citazione di: strike il 14 Feb 2012, 10:17
Sono sostanzialmente d'accordo con Fish_mark, sapevo anche che non è possibile affrontare in questi termini il problema senza urtare Italic Bold, che peraltro ha le sue buone argomentazioni anche se una maggior pacatezza nell'esprimerle gioverebbe perfino al suo fegato.
Non conosco se non sommariamente l'ambiente fetido dei comunicatori attorno alla Lazio, capisco che la partita in questione è molto difficile. Non ho certo soluzioni da proporre, mi pare riduttivo limitarsi a invocare addetti stampa più efficienti ma credo che la comunicazione "fai da te" propugnata da Lotito faccia un po' a cazzotti col mondo reale e ho qualche dubbio di fronte a un responsabile stampa che, a quanto mi dicono, sta più in campo che in tribuna stampa. Comunque mi rifiuto anche di pensare che non si possa far nulla, nemmeno discuterne qui nei termini in cui lo hanno fatto Fabio70rm e Fish_Mark. Ci vedo pure un po' troppo vittimismo, 'sta retorica ritrita del laziale solo contro tutti. E daje... Ma non vi siete stufati anche voi? Un po' d'orgoglio, siamo la Lazio signori miei.
Insomma non ci si può rassegnare alla paradossale situazione di una squadra che è la sorpresa del campionato, terza in classifica con i bilanci a posto e un monte ingaggi che fa ridere in confronto a chi abbiamo sopra e sotto, forse Udinese compresa, ma viene sistematicamente maltrattata dalla stampa e dalla tv che osanna "er progggetto" di quegli altri. Ieri era abbastanza ridicolo che non so chi di Sky usasse l'espressione "Barcellona 2" a proposito del Trigoria schiaffeggiato dall'irresistibile Siena di Sannino. Delle radio francamente me ne infischio, forse perché non vivo a Roma.
Lavorare sui giornali non è solo zerbinaggio e prebende, è proprio vero che i rapporti con i giornalisti si coltivano e si curano. Bastone e carota
La comunicazione non é solo giornalismo caro Striker. E' anche altro.
Affermare che Lotito in sette anni non ha fatto neanche mezzo passo é falso, ipocrita e, vista la frequenza con la quale la frase riviene, anche abbastanza stucchevole.
La Lazio non é solo rapporti con i giornalisti. E' anche altro, é soprattutto altro.
La comunicazione della Lazio é un grimaldello, é solo un grimaldello. Come lo é periodicamente il generale Coletta e il settore giovanile, lo sponsor che manca, e tanti altri.
Tutto in primissimo piano, a nascondere con la loro ombra avangelica qualsiasi risultato sportivo la Lazio possa ottenere.
Il che, malgrado gli sforzi dialettici di Kim, resta il core-business della Lazio.
Tra i "grimaldelli" che circolano, e che sono spesso riprese a manetta, senza in fondo sapere di cosa si parla c'é anche :
La comunicazione é profitto. Che é una frase che viene scritta a sproposito anche per discutere di mele quando si parla di pere.
La relazione con i giornalisti non é la comunicazione che da profitto, col cazzo che é il motore che fa avanzare il mondo.
Je piacerebbe.
E' il sogno di tanti giornalisti sportivi, quelli che,a volte, sforano verso la tuttologia catodica. Je piacerebbe essere il centro del mondo, quello che fa girare la ruota. Non é vero. Fortunatamente la ragione principale del profitto, quando si parla di sport, resta sempre la competizione. E su quella, mettetece una pezza, altro che mezzo passo avanti.
Se c'é una cosa che non é possibile derogare é che il risultato sportivo muove le folle. Con buona pace dei vari giornalisti o comunicatori che cercano, anche con fare profetico di far passare l'idea che é fondamentale avere una buona relazione con loro. Perché é la comunicazione. Vuoi mettere ?
No, non é la comunicazione.
Il giornalista fa il suo mestiere, che é quello di dire la verità, eventualmente commentarla. Questo non é nessuna fonte di profitto. Probabilmente i tifosi che decidono di andare o meno allo stadio basandosi su un editoriale di Roberto Renga si contano sulle dita di una mano. Molti di meno di quelli che decidono di andare allo stadio perché si gioca una partita fondamentale per la Champion's, o per salvarsi, o per lo scudetto.
Il resto, appunto é grimaldello.
Je piacerebbe, per esempio, a uno come Michele Plastino che fosse considerato un maître à penser del mondo calcistico, col potere di fare e disfare le squadre, di poter muovere le classifiche. E' il sogno di ogni giornalista sportivo. Non é un caso che il periodo più buio della nazionale di calcio italiana fu quando era gestita da commissione tecniche in cui erano presenti anche giornalisti.
Je piacerebbe essere una fonte di profitto. Ma col cazzo. L'unico profitto che possono favorire é il loro.
Con prebende, lauti ringraziamenti per articoli mirati. Come si fa nell'industria.
Nel momento in cui si toglie loro l'importanza che sognano ridiventano mosche. Soltanto mosche.
Ricito quello che ha scritto Andyco, lobbies, lecchinaggio e favori di piccolo cabotaggio.
Ma quale profitto ? Ma non fate ridere.
Altra cosa é il marketing, e qui, di balle ne ho lette in quantità ancora superiore.
Tra il marketing e la relazione con i giornalisti c'é la stessa distanza che c'é tra Jimmy il fenomeno e Enrico Fermi.
L'addetto stampa, la stampa, non é marketing. E' altro.
Tenere buoni i giornalisti non é marketing. Chi lo scrive non sa di cosa parla.
In questi sette anni la Lazio, in termini di marketing é probabilmente una delle società che più si é mossa in Italia.
Dal volo dell'aquila all'apertura di negozi specializzati, dalla rivista ufficiale alla radio, per finire alla maglietta che risponde ai criteri "storici" più volte invocati negli anni scorsi. E l'aquila di gente allo stadio ne ha trascinata, la maglietta stile anni 70 é stata venduta, sono stati aperti negozi in molte zone della regione e della città. Questo crea profitto.
Questo é marketing, non tenersi buono Guidone o Ilario Di Giovanbattista o qualsiasi altro giornalista al mondo.
Quando parliamo di marketing e comunicazione evitiamo di dire castronerie.
Citazione di: fish_mark il 14 Feb 2012, 11:07Nei fatti però così facendo si rinuncia a una crescita che ci porterebbe ancora più in alto. Questa almeno è la mia convinzione.
Questa frase la leggo da anni ormai. E' il "grimaldello" dei grimaldelli.
Non vuol dire assolutamente nulla. Potresti scriverla, paradossalmente, anche nel forum
Barcellona.net.
Si può' far meglio.
Fino allo scudetto vinto con punteggio pieno sarà sempre possibile fare meglio. Fino a quando dovremmo leggerla ?
Poi toccherà vincere la champion's league, anche quella a punteggio pieno maramaldeggiando al Nou camp e all'Old Trafford. Senno' si potrà sempre dire che si poteva fare meglio.
Il che non é tanto la frase, quanto tutta l'ambaradan dialettico che si porta dietro e che é sempre lo stesso. Il corollario di odio, violenza dialettica e falsità ipocrita che da lungo tempo ormai hanno scassato il cazzo.
Dietro Candreva e un pessimo mercato invernale hanno ripreso i colori tutti gli argomenti più svariati quelli che la storia e i risultati della Lazio avevano spazzato via senza neanche un sospiro.
I vignaroli, il motorino dell'avvocato Gentile, la rosa ampia, la rosa scarsa, eccetera eccetera.
Sportivamente, la crescita esponenziale della Lazio, negli ultimi sette anni, al netto della situazione di partenza é inequivocabile. Ridurla a "qualche straccio di risultati ottenuti di riffa o di raffa" é solo l'ennesima dimostrazione di malafede. O di stupidità. Scegli quella che più ti si adatta.