Qualche impressione in pillole, che devo scappare.
Sono (complemente) d'accordo (a metà) sulle critiche.
Sul piano dell'incremento dei ricavi la gestione della Lazio, sin da principio, è deficitaria.
Si potrebbe fare meglio sul piano dello sponsor, della comunicazione, della promozione del marchio e del prodotto all'estero, ecc.
E per farlo occorrerebbe avere un management ed una struttura che, temo, siano del tutto al di fuori della testa del Lotito imprenditore medio/grande del settore pulizie.
Però, credo, queste iniziative, anche se fatte al meglio (ed ora oggettivamente non lo sono), nel medio periodo porterebbero un incremento di fatturato (al netto dei costi) non particolare. Certamente incapace di farti fare quel salto di qualità necessario ad allinearti alle realtà più grandi.
In sintesi: meglio di niente ma nulla di transcendentale.
Quello che, ad oggi, veramente fa la differenza - a mio avviso - è la storia di vittorie delle società negli ultimi 50/100 anni, che fa da traino a tutto il resto. E quella o la hai o non la hai.
Salvo ipotesi di indebitamenti patologici (ormai possibili solo in casi di emiri, oligarchi russi o società portate in braccio dalle banche), gli enormi fatturati di Juve, Milan, Inter, Real, Barcellona, Manchester, ecc. sono figli di decenni e decenni di vittorie, spesso favorite da una gestione squilibrata delle risorse e dei poteri*. E questo gap non lo colmi né con un media center, né con uno sponsor tecnico, né con uno sponsor commerciale. Dovresti vincere altrettanto nei prossimi 50/100 anni, il che, lo dico con dolore, mi sembra improbabile
A questo punto le uniche due strade che dovresti battere per cercare di riequilibrare almeno in parte la situazione in un arco di tempo accettabile rimangono quella di creare infrastrutture che già nel breve/medio fatturato garantiscano un salto del fatturato consistente e non di una decina di milioni di euro l'anno (lo stadio può farlo? boh!), oppure quella di creare dei vincoli di spesa a carico di tutti, comunque volti a perequare il sistema (modello americano). Cragnotti ci provò con il sistema delle plusvalenze, ma mi sembra che funzionò solo all'inizio e poi crollò, anche perché gli altri, i ricchi "dinastici", capito il giocattolo glielo sabotarono (vedi vicenda furto Nesta).
Nel frattempo, nell'immediato, l'unica via è quella di cercare le nozze con i fichi secchi. Ossia cercare di "anticipare" l'acquisto dei futuri campioni per poi ritrovarteli in casa quando non potresti più comprarli o monetizzare il loro valore per consolidare la squadra.
* Il caso della roma, società detenuta e gestita da una banca, che in qualche modo controlla una pletora di altre squadre ed ha rapporti privilegiati con UEFA, FIGC e Lega, è a mio avviso un unicum, che potrebbe soltanto fuorviarci, come dovrebbe insegnare le differenze di trattamento che, a parità di condizioni, hanno riservato a noi ed a loro nel momento della difficoltà.