Io continuo a pensare che ci sia una certa contraddizione nella posizione di chi vuole che l'identificazione Lazio/città di Roma sia molto più forte.
Nel senso che, come hanno scritto Fat e JSV, la Lazio non nasconde, e non l'ha mai fatto, di essere una squadra di Roma. Quando lo speaker dello stadio chiama la formazione della Lazio dice che siamo la prima squadra della capitale, giochiamo a Roma, abbiamo avuto per anni la scritta sul colletto, la presentazione di maglie e giocatori la facciamo a piazza del popolo, festeggiamo le coppe a Piazza di Spagna. Aggiungerei anche la presenza di Olimpia che è uno dei simboli della città. I tifosi avversari quando vengono in trasferta vengono a Roma. Ogni anno si festeggia a piazza della Libertà.
Insomma tutta queste critiche di assenza non mi sembra che siano giustificate. La presenza nelle scuole, suggerita da Nandoviola è una questione che c'entra molto marginalmente, a parte che anche in quel caso la Lazio è abbastanza presente, ma c'entra poco con la questione dell'identificazione con la città.
Pero' rimontando il topic, molti esempi vertono sui non appassionati di calcio, i non tifosi, all'estero soprattutto, che quando gli si dice che siamo della Lazio non si fa subito il riferimento a Roma. A me, come ho scritto, non è mai successo ma prendiamolo per buono. In questo caso, secondo me, il territorio semantico su cui sei obbligato ad andare è quello pacchiano dei gladiatori, dell'aquila imperiale. Ed è un territorio che, per definizione, è già preso abbondantemente dalle merde.
Ed è li che, secondo me, la contraddizione è forte, perché magari nessuno ha indicato i gladiatori ma quello è lo storytelling che fa si che, quando vai a Reykjavik e vuoi essere assolutamente certo che l'islandese che incroci per caso, che non segue la serie A, non si sorprenda che sei di Roma e non tifi la squadra che porta il nome della città. Ho dei dubbi che la scrittina "roma" sul simbolo della Lazio possa cambiare realmente qualcosa a questa problematica.
Perché il burkinese/australiano/boliviano/ ti possa immediatamente identificare come Romano perché tifi Lazio (o viceversa) bisogna che prima hai giostrato su tutte le leve più basilari che fanno di Roma una delle città più conosciute al mondo. O giochi col papa, e lo escluderei, o giochi col gladiatore inteso come paradigma. Al boliviano/australiano/islandese che non sa cosa sia un pallone se je parli de Bigiarelli, o gli racconti tutte le belle cose che ha scritto Quintino, secondo me c'hai 2 minuti di attenzione al massimo, poi cambia discorso. Non perché non siano interessanti, ma perché sono interessanti per noi. Tutta questa finezza non la puoi avere se il problema è lo straniero che non sa che la Lazio gioca a Roma.