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Aperto da Adler Nest, 05 Mag 2023, 21:03

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Quintino

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In questa discussione un po' kafkiana ci tengo a dire qualcosa che ho acquisito in tanti anni di (serie) ricerche:
La Lazio non ha mai voluto sottolineare il suo essere un'entità romana. Lo si dava per scontato. Possediamo la carta da lettere, con relativi stemmi, di tutta la storia della Lazio. Dal 1901 a oggi. L'unica e sola volta in cui compare il nome Roma è nello stemma citato da DLM che, però, fu adottato a partire dal 1914 e durò fino al 1915. Gli anni della guerra non vedono stemmi ma solo la scritta S.P. Lazio. Nel 1919 lo stemma è costituito da un articolato ghirigoro che forma SPL. Ma soprattutto la rivista ufficiale, nata nel 1913, non mostra alcuno stemma e si chiama LAZIO e questo titolo essenziale lo terrà fino al termine delle pubblicazioni del 1942. Roma non compare mai. Ripeto, era scontato che la Lazio fosse un'espressione sportivoculturale dell'Urbe.

La questione della fusione del 1927 che ha dato origine al mostro (a proposito, la storiografia ignora che ci fu un altrettanto virulento tentativo di inglobarci già nel 1926, respinto in punta di fioretto giuridico cambiando la denominazione sociale da SPL a SS Lazio) è di una linearità sconcertante. Tutti erano d'accordo con il duce, ce mancherebbe altro, di creare una sola e potente squadra cittadina per contrastare lo strapotere calcistico del nord, ma si instaurò una sottile vicenda di rivalità politica-diplomatica tra Milizia (Foschi) ed Esercito (Vaccaro) che consigliò a Benito di soprassedere. L'essere Ente Morale fu soltanto una pezza d'appoggio ufficiale per dare dignità giuridica al rifiuto della Lazio. In realtà, a parte l'ambizione del violento miliziano Foschi di apparire l'artefice della fusione contrastata astutamente da Vaccaro facendo leva sulla sua effettiva superiorità gerarchica rispetto a quella del picchiatore, noi ne restammo fuori soprattutto perché nella Lazio ancora erano vivi dei forti retaggi liberalsavoiardi insiti nella sua genesi e anche in molti suoi dirigenti (tra cui lo stesso piemontesissimo Vaccaro).  Inoltre l'oggettivo depauperamento sociale costituito dal campo della Rondinella che sarebbe diventato di proprietà della deforme ed empia creatura, determinò una fortissima opposizione in seno al Consiglio biancoceleste.

In definitiva, smettiamola di rincorrere quelli sulla "romanità". Noi siamo romani di nostro. Sarebbe come dover sempre specificare che il Colosseo è a Roma. E' un dato di fatto. Dovremmo andare fieri di questa nostra specificità che ci fa chiamare Lazio (ecco cosa intendevo, Fat, per "elitario". Non isolamento aristocratico connotato da ottusa albagia). Certo, nulla vieta alla società di effettuare iniziative che rimarchino la nostra essenza capitolina, ma senza l'opprimente necessità di dimostrarla giorno per giorno. L'immedesimazione Lazio-Città di Roma sarebbe ben più potente con i successi sportivi e con iniziative di largo respiro di livello internazionale. La Polisportiva l'ha pienamente capito ma le mancano i fondi, il Calcio ha i fondi ma è ottuso, ignorante e miope.

Per chi aveva chiesto il Pantone dei colori della Lazio: N. 297  :)

DajeLazioMia

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La foto che ho postato è presa da Laziowiki però.

Anzi le foto. Compreso il marchio della Lazio generale del 2019.

Quintino

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E' una pagina del 2007 che dobbiamo aggiornare, DLM. Nessuno nega che quegli stemmi ci siano stati, ma ebbero breve durata. Il primo non andò bene al Comune perché interferiva con la Ginnastica Roma. I vertici comunali erano tutti soci della Ginnastica. Inoltre, in quei tempi, dire Ginnastica Roma significava dire Federazione Ginnastica Italiana che aveva i membri tutti tesserati per la società del Muro Torto. Ed era Federazione politicamente potentissima.

italicbold

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Citazione di: DajeLazioMia il 11 Mag 2023, 11:32
Qualche esempio concreto nel quale citiamo Roma (questa parola), la nostra città, associandolo alla Lazio?
Per vedere quanti esempi ci sono.

Io qualche esempio, i primi che mi sono venuti in mente li ho fatti. Giochiamo a Roma, festeggiamo a Roma, presentiamo i giocatori a Piazza del Popolo, e quant'altro. A me sembra che ormai la confusione si sia installata in questa discussione. Non si capisce cosa si debba fare. Cambiare nome alla Lazio ? Diventare ufficialmente la Lazio Roma ? Anzi la Lazio Roma. A me sembra un suicidio, ma le proposte, nel caso dovreste farle voi che vi sentite in qualche modo in difficoltà con questa situazione. Proposte concrete pero'. Proposte che farebbero associare la parola Lazio a Roma da parte di chi non ha nessuna conoscenza del calcio. La presenza nelle scuole, dove la Lazio già va, non cambierebbe di una virgola la situazione. Sta storia dei ragazzini che sono tutti della roma va avanti da sempre. Poi, vai a contare le presenze allo stadio o anche davanti alla TV e tutta questa differenza non si trasforma in numeri realmente utili.
A me sembra lampante che c'è un territorio semantico, cha va dal gladiatore pacchiano fino al tevere di cui parla KS, che è già occupato, largamente occupato, ma non per volontà ma proprio per definizione. Tutto il marketing del mondo non riuscirebbe a invertire la cosa. Perché si chiamano Roma e hanno i colori della città. Inseguirli su quel territorio è un suicidio inutile. Il che non vuol dire non usare il nome di Roma, ma di usarlo per valorizzare quello che noi già siamo.

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DajeLazioMia

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Citazione di: italicbold il 11 Mag 2023, 12:01
Io qualche esempio, i primi che mi sono venuti in mente li ho fatti. Giochiamo a Roma, festeggiamo a Roma, presentiamo i giocatori a Piazza del Popolo, e quant'altro. A me sembra che ormai la confusione si sia installata in questa discussione. Non si capisce cosa si debba fare. Cambiare nome alla Lazio ? Diventare ufficialmente la Lazio Roma ? Anzi la Lazio Roma. A me sembra un suicidio, ma le proposte, nel caso dovreste farle voi che vi sentite in qualche modo in difficoltà con questa situazione. Proposte concrete pero'. Proposte che farebbero associare la parola Lazio a Roma da parte di chi non ha nessuna conoscenza del calcio. La presenza nelle scuole, dove la Lazio già va, non cambierebbe di una virgola la situazione. Sta storia dei ragazzini che sono tutti della roma va avanti da sempre. Poi, vai a contare le presenze allo stadio o anche davanti alla TV e tutta questa differenza non si trasforma in numeri realmente utili.
A me sembra lampante che c'è un territorio semantico, cha va dal gladiatore pacchiano fino al tevere di cui parla KS, che è già occupato, largamente occupato, ma non per volontà ma proprio per definizione. Tutto il marketing del mondo non riuscirebbe a invertire la cosa. Perché si chiamano Roma e hanno i colori della città. Inseguirli su quel territorio è un suicidio inutile. Il che non vuol dire non usare il nome di Roma, ma di usarlo per valorizzare quello che noi già siamo.
Ti ho fatto un'altra domanda però che partiva da una tua frase precisa. Quando citiamo Roma, letteralmente? Non evochiamo Roma o "abitiamo" Roma. Sono due cose diverse.

Senza andare oltre verso conclusioni forzate, troppo complesso da discutere.

Adler Nest

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La prima squadra di Roma invece che la prima squadra della capitale.

WhiteNoise

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Citazione di: Quintino il 11 Mag 2023, 11:39


Per chi aveva chiesto il Pantone dei colori della Lazio: N. 297  :)

Aprire il topic Maglie 2023-2024!
Se non è il 297, non le vogliamo!

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italicbold

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Citazione di: DajeLazioMia il 11 Mag 2023, 12:03
Ti ho fatto un'altra domanda però che partiva da una tua frase precisa. Quando citiamo Roma, letteralmente? Non evochiamo Roma o "abitiamo" Roma. Sono due cose diverse.

Senza andare oltre verso conclusioni forzate, troppo complesso da discutere.

pero' scusa, a quel punto il tuo problema è che ti manca la parola Roma, proprio la parola Roma.
E qui allora t'hanno fregato i padri fondatori. Non io.
E chi ha fatto la fusione nel 1927. Se so presi il nome. Lo mettono sulle maglie e sullo stemma.
Pure i colori se so presi.
Tu vuoi essere Roma. proprio chiamarti Roma.
E non lo puoi essere. Letteralmente. Perché c'è qualcuno che già lo è.
Il tuo nemico peggiore.

Citazione di: Adler Nest il 11 Mag 2023, 12:06
La prima squadra di Roma invece che la prima squadra della capitale.

Sei sicuro che questo scatenerebbe una voglia matta in milioni di adolescenti di ogni parte del mondo a diventare della Lazio ? Io un dubbio me lo lascio.
Comunque abbiamo identificato il problema, a voi ve manca la parola Roma. Non la città, non l'essenza della storia. Ve manca la parola Roma.

Sarete sempre secondi. Dietro di loro.
Fatece i conti con questa cosa.

DajeLazioMia

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Tra l'altro mi rendo conto ora che lo stemma del 1914 è il primo in cui compare l'aquila ad ali spiegate.
Pensa quanto è stato importante.

@IB
Quindi il fatto che esista l'ASRoma mi impedisce di usare la parola Roma, il nome della città nella quale siamo nati e siamo stati fondati? Ma ci rendiamo conto?

Non voglio chiamarmi Roma. Aridaje.

A me proprio questa volontà di buttarla in caciara mi fa pensare molto.

Cesio

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Citazione di: WhiteNoise il 11 Mag 2023, 12:10
Aprire il topic Maglie 2023-2024!
Se non è il 297, non le vogliamo!

Se..la volevi fa facile...


Quale 297?  :D



kelly slater

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Citazione di: Quintino il 11 Mag 2023, 11:39
In questa discussione un po' kafkiana ci tengo a dire qualcosa che ho acquisito in tanti anni di (serie) ricerche:
La Lazio non ha mai voluto sottolineare il suo essere un'entità romana. Lo si dava per scontato. Possediamo la carta da lettere, con relativi stemmi, di tutta la storia della Lazio. Dal 1901 a oggi. L'unica e sola volta in cui compare il nome Roma è nello stemma citato da DLM che, però, fu adottato a partire dal 1914 e durò fino al 1915. Gli anni della guerra non vedono stemmi ma solo la scritta S.P. Lazio. Nel 1919 lo stemma è costituito da un articolato ghirigoro che forma SPL. Ma soprattutto la rivista ufficiale, nata nel 1913, non mostra alcuno stemma e si chiama LAZIO e questo titolo essenziale lo terrà fino al termine delle pubblicazioni del 1942. Roma non compare mai. Ripeto, era scontato che la Lazio fosse un'espressione sportivoculturale dell'Urbe.

La questione della fusione del 1927 che ha dato origine al mostro (a proposito, la storiografia ignora che ci fu un altrettanto virulento tentativo di inglobarci già nel 1926, respinto in punta di fioretto giuridico cambiando la denominazione sociale da SPL a SS Lazio) è di una linearità sconcertante. Tutti erano d'accordo con il duce, ce mancherebbe altro, di creare una sola e potente squadra cittadina per contrastare lo strapotere calcistico del nord, ma si instaurò una sottile vicenda di rivalità politica-diplomatica tra Milizia (Foschi) ed Esercito (Vaccaro) che consigliò a Benito di soprassedere. L'essere Ente Morale fu soltanto una pezza d'appoggio ufficiale per dare dignità giuridica al rifiuto della Lazio. In realtà, a parte l'ambizione del violento miliziano Foschi di apparire l'artefice della fusione contrastata astutamente da Vaccaro facendo leva sulla sua effettiva superiorità gerarchica rispetto a quella del picchiatore, noi ne restammo fuori soprattutto perché nella Lazio ancora erano vivi dei forti retaggi liberalsavoiardi insiti nella sua genesi e anche in molti suoi dirigenti (tra cui lo stesso piemontesissimo Vaccaro).  Inoltre l'oggettivo depauperamento sociale costituito dal campo della Rondinella che sarebbe diventato di proprietà della deforme ed empia creatura, determinò una fortissima opposizione in seno al Consiglio biancoceleste.

In definitiva, smettiamola di rincorrere quelli sulla "romanità". Noi siamo romani di nostro. Sarebbe come dover sempre specificare che il Colosseo è a Roma. E' un dato di fatto. Dovremmo andare fieri di questa nostra specificità che ci fa chiamare Lazio (ecco cosa intendevo, Fat, per "elitario". Non isolamento aristocratico connotato da ottusa albagia). Certo, nulla vieta alla società di effettuare iniziative che rimarchino la nostra essenza capitolina, ma senza l'opprimente necessità di dimostrarla giorno per giorno. L'immedesimazione Lazio-Città di Roma sarebbe ben più potente con i successi sportivi e con iniziative di largo respiro di livello internazionale. La Polisportiva l'ha pienamente capito ma le mancano i fondi, il Calcio ha i fondi ma è ottuso, ignorante e miope.

Per chi aveva chiesto il Pantone dei colori della Lazio: N. 297  :)

Cmq grazie Quintì, scrivi anche in maniera un po fin de siecle ma divertente "la creatura empia e deforme"  :ssl

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Quintino

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italicbold

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Citazione di: DajeLazioMia il 11 Mag 2023, 12:16

A me proprio questa volontà di buttarla in caciara mi fa pensare molto.

L'unico che la sta buttando in caciara, eventualmente sei tu. Perché sei molto confuso nei tuoi propositi.
Ti dimeni dialetticamente senza nessun costrutto e senza nessuna reale direzione.
Hai chiaramente detto che il problema è che non usiamo la parola Roma.
Dove la vuoi usare ? Sul colletto ? Che cazzo cambia scrivere Roma sul colletto a un ragazzino de Oslo ? Al nipote de Adler Nest che cosa je cambia ? Che cazzo je cambia ? La vuoi scrivere sullo stemma ? Saresti comunque il secondo a farlo.
Perché ce sta una squadra che se chiama ROMA.
Ce sta una squadra che se chiama ROMA.
Ce sta una squadra che se chiama ROMA.
Ariscrivilo che la butto in caciara. Sempre una squadra che chiama ROMA ce sta.
Ce devi fa i conti. Non è colpa mia.

Maremma Laziale

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Quintino, grazie anche da parte mia per questi tuoi bei post  :since

DajeLazioMia

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Citazione di: italicbold il 11 Mag 2023, 12:32
L'unico che la sta buttando in caciara, eventualmente sei tu. Perché sei molto confuso nei tuoi propositi.
Ti dimeni dialetticamente senza nessun costrutto e senza nessuna reale direzione.
Hai chiaramente detto che il problema è che non usiamo la parola Roma.
Dove la vuoi usare ? Sul colletto ? Che cazzo cambia scrivere Roma sul colletto a un ragazzino de Oslo ? Al nipote de Adler Nest che cosa je cambia ? Che cazzo je cambia ? La vuoi scrivere sullo stemma ? Saresti comunque il secondo a farlo.
Perché ce sta una squadra che se chiama ROMA.
Ce sta una squadra che se chiama ROMA.
Ce sta una squadra che se chiama ROMA.
Ariscrivilo che la butto in caciara. Sempre una squadra che chiama ROMA ce sta.
Ce devi fa i conti. Non è colpa mia.
La stai buttando in caciara. Eccome. Con toni come a volte ti capita eccessivi e vagamente aggressivi. Non è la prima vokta che lo fai.

Hai scritto una cosa, ti ho citato quella parte precisa e  fatto una domanda precisa, hai risposto altro, mi hai attribuito conclusioni non mie (non mi voglio chiamare Roma. Assurdità). E ti incaxxi pure.

Va bene.

@Quintino
Sullo stemma magari attendo maggiori chiarimenti. Qui qualcosa non quadra.

Quintino

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Hai un messaggio privato, DLM. Però, apprezzo il tuo desiderio di essere preciso, mi devi credere quando scrivo qualcosa. Non perché sono infallibile ma perché LW scrive solo quando ha verificato le cose più volte. Tra un po' ti mando un altro MP e ti dimostro come i dati che hai mostrato siano erronei.

NandoViola

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a me non sembra cosìcomplicata comunque: tutti noi vorremmo rendere la nostra, diciamo, più forte.
e all'80% (forse più) lo fai attraverso i risultati, punto (vedi epoca cragnottiana).
in molti qui dentro si arrovellano sul restante 20% (forse 10%): cosa fare?
a mio avviso, le leve che puoi utilizzare, sono fondamentalmente due:



  • il bacino d'utenza: da qui, l'idea di sostenere ed allargare la presenza su progetti cittadini, quali Lazio nelle Scuole (e sarebbe ora, nei Quartieri), affiancandolo ad una presenza finalmente proficua e di qualità sui Social.

  • entrare più in simbiosi con l'altro strumento che, tu e solo tu, hai a disposizione: la Polisportiva.
    sostenere e sviluppare le sue attività, fino a renderle un tutt'uno con il discorso calcistico, trainandosi a vicenda.

tutte cose, queste qui sopra, che prevedono un grande impegno organizzativo e di raccordo tra parti, ma con esborsi limitati. e non si vede il motivo per cui non riusciamo a metterle a terra.
con una Lazio (tutta, non solo il Calcio) presente in modo continuativo nelle Scuole, nei Quartieri e, più in generale, negli Eventi che si fanno in città, a quegli altri rimarrebbero sempre di più solo le loro chiacchere: aria spostata.

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Siculatium

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per quello che conta, in questa discussione che fino a qualche post fa trovavo interessante (prima che si alzassero i toni), mi ritrovo sulle posizioni di Kelly Slater, di Adler Nest e di DLM.

Edit
E dopo aver letto l'ultimo post: anche di NandoViola

FatDanny

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Comunque, a me sembrano molto rilevanti alcune cose dette nel seguente post, che sottolineo

Citazione di: Quintino il 11 Mag 2023, 11:39
In questa discussione un po' kafkiana ci tengo a dire qualcosa che ho acquisito in tanti anni di (serie) ricerche:
La Lazio non ha mai voluto sottolineare il suo essere un'entità romana. Lo si dava per scontato. Possediamo la carta da lettere, con relativi stemmi, di tutta la storia della Lazio. Dal 1901 a oggi. L'unica e sola volta in cui compare il nome Roma è nello stemma citato da DLM che, però, fu adottato a partire dal 1914 e durò fino al 1915. Gli anni della guerra non vedono stemmi ma solo la scritta S.P. Lazio. Nel 1919 lo stemma è costituito da un articolato ghirigoro che forma SPL. Ma soprattutto la rivista ufficiale, nata nel 1913, non mostra alcuno stemma e si chiama LAZIO e questo titolo essenziale lo terrà fino al termine delle pubblicazioni del 1942. Roma non compare mai. Ripeto, era scontato che la Lazio fosse un'espressione sportivoculturale dell'Urbe.

La questione della fusione del 1927 che ha dato origine al mostro (a proposito, la storiografia ignora che ci fu un altrettanto virulento tentativo di inglobarci già nel 1926, respinto in punta di fioretto giuridico cambiando la denominazione sociale da SPL a SS Lazio) è di una linearità sconcertante. Tutti erano d'accordo con il duce, ce mancherebbe altro, di creare una sola e potente squadra cittadina per contrastare lo strapotere calcistico del nord, ma si instaurò una sottile vicenda di rivalità politica-diplomatica tra Milizia (Foschi) ed Esercito (Vaccaro) che consigliò a Benito di soprassedere. L'essere Ente Morale fu soltanto una pezza d'appoggio ufficiale per dare dignità giuridica al rifiuto della Lazio. In realtà, a parte l'ambizione del violento miliziano Foschi di apparire l'artefice della fusione contrastata astutamente da Vaccaro facendo leva sulla sua effettiva superiorità gerarchica rispetto a quella del picchiatore, noi ne restammo fuori soprattutto perché nella Lazio ancora erano vivi dei forti retaggi liberalsavoiardi insiti nella sua genesi e anche in molti suoi dirigenti (tra cui lo stesso piemontesissimo Vaccaro).  Inoltre l'oggettivo depauperamento sociale costituito dal campo della Rondinella che sarebbe diventato di proprietà della deforme ed empia creatura, determinò una fortissima opposizione in seno al Consiglio biancoceleste.

In definitiva, smettiamola di rincorrere quelli sulla "romanità". Noi siamo romani di nostro. Sarebbe come dover sempre specificare che il Colosseo è a Roma. E' un dato di fatto. Dovremmo andare fieri di questa nostra specificità che ci fa chiamare Lazio (ecco cosa intendevo, Fat, per "elitario". Non isolamento aristocratico connotato da ottusa albagia). Certo, nulla vieta alla società di effettuare iniziative che rimarchino la nostra essenza capitolina, ma senza l'opprimente necessità di dimostrarla giorno per giorno. L'immedesimazione Lazio-Città di Roma sarebbe ben più potente con i successi sportivi e con iniziative di largo respiro di livello internazionale. La Polisportiva l'ha pienamente capito ma le mancano i fondi, il Calcio ha i fondi ma è ottuso, ignorante e miope.

Per chi aveva chiesto il Pantone dei colori della Lazio: N. 297  :)

questa cosa di valorizzare il "ROMA", l'appartenenza cittadina, viene molto dopo ed è evidentemente un fenomeno reattivo nei confronti di quelli dellà.
Tuttavia presenta il rischio di inseguimento, per quanto involontario. Ossia fai una gara su un terreno che è perdente per ciò che ha spiegato IB e in più ti porta ad abbandonare il tuo.

Mi si dice: perché inseguire? non vogliamo inseguire.
Se la caratteristica rimarcata è "ROMA" li insegui che tu voglia o no.
Non perché la Lazio non sia romana, ma perché la caratteristica su cui vai a focalizzarti è quella in cui la controparte è più forte. Probabilmente l'unica. Quindi è un po' da fessi, tutto qui.
Rimarchi quel che, come dice Quintino, dovrebbe essere scontato e così facendo dici che l'esplicitarlo è una cosa importante.
Ma cosa c'è, allora, di più esplicito del nome stesso, dei colori stessi, del simbolo stesso?

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