Citazione di: Laziale1969 il 25 Ott 2015, 11:48
Io non voglio rivendicare niente, parlo perché conosco la realtà inglese avendo vissuto a Londra per 15 anni durante i quali ho frequentato piu stadi di quanto tu possa immaginare, proprio perché affascinato dal calcio oltremanica. Ma ho anche visto che il modello inglese qui è inattuabile, perché è diverso il modo di vivere il calcio derivante da profonde differenze culturali tra noi e loro. Questo mi ha fatto preferire il calcio di casa nostra, il modello inglese è bello li, qui fa svuotare gli stadi.
Per correttezza direi che il modello inglese li' li fa riempire gli stadi, il modello italiano qui li sta facendo svuotare.
E sicuramente i due sistemi non sono mutuabili in automatico.
Tendenzialmente però il progressivo svuotamento è un fenomeno tutto nostro in controtendenza rispetto a diverse realtà europee.
Forse più che un fenomeno legato alle modalità di tifare, il problema, come scrivi, è tra le differenze culturali che ci sono tra i paesi.
Non è detto che le nostre siano le migliori, almeno per tutta una serie di punti di vista.
Dopodiché una cosa è tifare, un'altra è la " mentalità ultras".
E anche questo non lo confonderei.
Non credo che l'obbiettivo delle iniziative repressive sia rivolto a far desistere in toto dal tifare la propria squadra ma dal tentare di modificare le abitudini di chi lo fa "a 'na certa maniera".
Siccome penso che sia qui il nocciolo della questione, è più che comprensibile la reazione dei gruppi organizzati delle romane perché loro, più degli altri tifosi diciamo "normali", hanno compreso in quale direzione sia orientato questo ulteriore giro di vite.
Ovvio che poi, in quest'ottica, dia fastidio che queste iniziative cosi invasive siano attuate a Roma mentre magari in altri stadi italiani non siano cosi tanto rigidamente osservate.