Stando all'obiettivo principale della stagione, ossia il presentarsi al preliminare di Champions con una squadra competitiva, il mercato non è stato all'altezza. Abbiamo atteso coi giudizi, abbiamo avuto il riscontro del campo, serviva altro, come facilmente prevedibile. La società ha certificato che da certi parametri non ci si schioda, neanche con la prospettiva di entrare nel calcio che conta, quindi meglio mettersi l'anima in pace piuttosto che sognare i Van Persie e soci.
In linea di massima è il mercato che mi sarei aspettato se fossimo arrivati dal quarto posto in giù: tante zavorre via, ma con zero euro incassati, 3-4 giovanotti di belle speranze in rosa e conferma della rosa dello scorso anno. Restano le lacune già evidenti nella scorsa stagione, specialmente in difesa. Matri è una buona operazione last-second per puntellare l'attacco, buono il prestito secco con cui evitiamo di accollarci un ingaggio pesante per un 31enne, nella speranza che una prima punta come si deve giunga tra noi il prossimo anno.
È una strategia che non condivido: si rischia zero in tutti i sensi, ossia non rischiamo di andare sottosopra economicamente ma nemmeno di toglierci qualche soddisfazione in Champions. Restiamo dove siamo.
Si dirà che in cassa non c'erano soldi: risponderei che a questo punto tanto valeva monetizzare, per bene e soprattutto per tempo, con la cessione di qualche pezzo pregiato. Ci saremmo ritrovati una rosa più competitiva e qualche sorriso in più. La logica del tengo tutti a ogni costo non sempre paga. Mi aspettavo inoltre che la corposa riduzione del monte ingaggi avvenuta dopo che ci siamo liberati di contratti pesanti come Ederson o Cana portasse almeno alla possibilità di presentarsi sul mercato offrendo cifre più importanti: niente da fare.
È un mercato che mette un pò il sigillo a certi discorsi: più in là di così non si va, inutile sbatterci la testa.