Citazione di: Zoppo il 12 Mar 2014, 20:36
Guarda su questo sono d'accordo anche io...
IMHO tutto dipenderà da quanto durerà questa "guerra".
Sicuro tutti noi, ma sopratutto la Lazio, non può permettersi una guerra lunga anni.
A quel punto il logoramento completo sarebbe dietro l'angolo.
Scusa Zoppe', La guerra più o meno cruenta dura già da anni, ce la siamo già permessa, compreso il logoramento completo. Possiamo discutere sui motivi, sulle cause o sulle responsabilità.
Anni ed anni di frullatore e di reciproci agguati.
Il risultato di questa guerra che la Lazio non può permettersi è già certificato.
Disaffezione, distacco e svuotamento dello stadio per inerzia di tanti Laziali, stanno li a dimostrarlo.
Oggi siamo ad un'altro punto culminante, forse il "redde rationem", ma gli effetti di quello che scrivi già ci sono tutti.
Oggi potrebbero avere un'accelerazione in pejus se il tiranno rimane in sella, o una svolta decisiva con un'inversione di tendenza, se verrà definitivamente abbattuto.
Sarà l'avvio di un futuro luminosissimo o una cambiale al buio? Non lo sapremo finché non succederà ma la conta ha accelerato e portato alla definitiva conclusione questa lenta agonia. E questo potrebbe essere indubbiamente un merito perché mai come ora Lotito ha barcollato.
Questo è quello che si gioca in questa partita, altro che campagna acquisti convincente. Quella è solo un palliativo temporaneo. Le ceneri del dissenso e della contestazione non sono mai state spente e, con Lotito in sella, non si spegneranno mai.
Io e pochi altri (visti i numeri) abbiamo già attivato una propria autodifesa, scegliendo di posizionare su due piani diversi la Lazio "privata e affettiva" e la Lazio di Lotito, salvaguardando senza indugi la prima, per non precipitare nell'inerzia da distacco "anaffettivo". (Cioè non c'è manco mai passato per la capoccia a dire il vero).
Altri, invece continuano a sovrapporle ritenendo che l'abbattimento della seconda libererà d'incanto energie represse a favore della prima. Punti di vista ovviamente.
Io so bene dove sono stato ieri, dove sono oggi e dove sarò domani. Lo so' a "prescindere" e mi diverto ancora a viverlo.
Per gli altri non lo so e non saprei che pensare, vedo posizioni e sfumature diverse, ma se il posizionamento dipenderà dall'esito della grande disfida, io qualche riflessione me la farei, non perché come dice Tarallo (che saluto con stima, che me pare una gran bella persona), io sia un tifoso "purista". Mi piace pensarlo e lo ringrazio, ma non penso di essere migliore o peggiore di migliaia di altri Laziali.
Lo faccio semplicemente perché penso che tutta questa architrave di situazioni e ragionamenrti costruiti a sostegno di una passione semplice come dovrebbe essere il tifare la propria squadra del cuore, deviano e inquinano la spontanea naturalezza del suo essere.
E me domando: ma come ve va?