Forse il Palio non è come il Derby, non fosse altro che ha più di 500 anni.
Ma il Derby è come il Palio.
Mi spiego.
Io credo che questo principio basilare dello spirito che deve animare un derby, sia perfettamentechiaro dellà, ma non diquà.
Primo, pertanto, non permettere agli altri di vincere, poi fare di tutto (di tutto) per riuscire ad arrivare davanti.
Sempre sapendo che lo sforzo più grande va profuso per impedire all'altro di arrivare anche solo mezza narice davanti a te.
Il derby non è calcio, è qualcosa che usa il calcio per affermare un principio di supremazia territoriale e se questo non è chiaro in chi lo gioca, so' cazzi.
E infatti.
Ranieri è un pavido, sfacciatamente pavido, ma è una merda riomista e questo principio lo ha chiaro.
Il culo costoro lo invocano, lo blandiscono, lo inneggiano, perché sanno che è parte irrinunciabile del derby.
Noi no, noi giochiamo al calcio in un misto di prudenza e atteggiamento offensivo che, in un quadro in cui le forze sono sostanzialmente in equilibrio, risulta palesemente insufficiente a portare a casa il primo risultato utile quando si parla di derby: la non vittoria dell'altro.
Se l'ossatura della squadra, i senatori, non introiettano questo principio elementare, assolutamente chiaro e lampante in gente come titti, quella cacchetta di derossi e quel loffio di ranieri, noi partiamo con handicap, senza rischio di smentita.
Al culo sacrifichi il vitello grasso, al culo affidi le tue preghiere, al culo devi portare rispetto, sennò i derby come questi li perdi 99 volte su 100.
Noi invece no, noi prendiamo terreno, dimostriamo più organizzazione, più intraprendenza, più propensione al gioco senza capire che o quella roba si tramuta in una lama impietosa che tutto squarta (e non mi pare possa essere il nostro caso) oppure non fa che alimentare il loro culto del culo, che prima o poi ricambia i suoi fedeli come tutti abbiamo visto.
Per vincere per culo, lo devi bramare, sognare, considerare un alleato imprescindibile e questo lo fa solo uno che ha chiara la dimensione paliesca del derby: la contrada nemica NON DEVE VINCERE.
Se la non vittoria dell'altro è la priorità ed è chiaro a tutti, quella va costruita, voluta, pianificata.
Poi datemi pure il mio cavallo scosso che fugge via verso i canapi, coi nostri colori.
E' un di più, un sogno che si avvera.
Ma il sogno arriva dopo che l'incubo è stato evitato, con ogni mezzo necessario.
Perché il culo nel derby come nella vita, merita rispetto e considerazione e solo chi ne capisce la centralità, lo vedrà palesarsi prima o poi.
Su questo Ranieri, ammettiamolo, è nettamente superiore a Reja.