Quoto Barra e Gesulio.
Il derby non va perso. E' l'unico assioma. Il derby, se lo vuoi vincere, devi giocare per non perderlo e, tanto per fugare equivoci, non è quello che ha fatto Ranieri. Il finto lord di testaccio sbaglia puntualmente formazione poi gli eventi e la nostra colpevole assenza di cinismo lo agevolano nel rimettersi in carreggiata.
Ma a noi non interessa, noi siamo qui per capirci qualcosa anche se non possiamo fare in modo che la direzione cambi. O forse sì.
Ci odiano, è verissimo. E molto di più di quello che ammettono. Ci odiano perché ci soffrono e perché non riescono a ghettizzarci ed eliminarci.
Come i cowboy con gli indiani, il Barcellona con l'Espanyol e non azzardo altri paragoni più atroci e recenti.
Ricordatevi, e questo è un altro assioma: i riommisti non sono m.erde per quello che dicono. I riommisti sono merde per quello che pensano.
Eliminarci e umiliarci è il loro obiettivo. Da sempre, ma soprattutto dal dopo Cragnotti. Agiscono di conseguenza, trasformando ciò che noi abbiamo avuto prima di loro e siamo stati prima di loro in messaggio, in spot pubblicitario, in colpo di teatro.
Esempi: Zeman. Insultato e deriso quando stava da noi, fu preso dai riommici che ne hanno fatto sapientemente un idolo grazie alla loro potenza mediatica, che è uno dei motivi che li aiuta a vincere i derby.
Altro esempio: i festeggiamenti esagerati e volgari dello scudetto, vinto dopo l'onta di averci visto vincere un anno prima e in quel modo rocambolesco, unico e laziale. Che poi "unico" e "laziale" sono sinonimi.
Altro assioma: ci siamo inguaiati. La legge dei grandi numeri è una putt.anata. Il fatto di aver perso 4 derby in due anni non ci garantisce che il prossimo non lo perderemo, anzi aumenterà le probabilità di perderlo, a meno che non si trovi un 'crack'. Come fu Di Canio per noi, come fu per loro quel derby del 3-3, che poi in sintesi gli fece voltar pagina grazie al gol annullato a Stankovic, per fuorigioco inesistente. Ricordate? Sarebbe stato il 4-1.
Per venire al punto, vorrei farvi notare una cosa.
Molti tifosi juventini (ma anche interisti) lo prendono quotidianamente nell'ano dai riommisti che li accusano di essere ladri, venduti, servi, complottisti ecc. (e in alcuni casi hanno pure ragione). Bene. Come per un'abitudine al sadomasochismo isterico, molti tifosi juventini (e interisti) leccano quotidianamente il c.ulo ai riommici, nel senso che partecipano delle prese in giro a noi, oppure se hanno qualcosa da baccagliare ripongono la scimitarra (che juventini e interisti usano per duellare fra loro) e tirano fuori il fioretto.
E mi riferisco agli juventini e interisti di roma. Si chiama omologazione. Per i tifosi neutri, i peperonici è meglio averceli amici che nemici. Questo succede perché la loro potenza del mondo della comunicazione è abnorme. La propaganda, la pubblicità, il presenzialismo è asfissiante e assiduo, e non faccio esempi perché mi dilungherei ulteriormente. Questa situazione dà loro maggiore tranquillità nell'affrontare il derby, perché – comunque vada – il giorno dopo avrebbero la forza di mischiare le carte.
Se loro avessero perso il derby dopo un assalto al loro pullmann, il giorno dopo avrebbero spostato l'attenzione sul fatto specifico e non si sarebbe parlato della sconfitta. E' già successo. Errori arbitrali presunti oppure eventi collaterali alla partita. Così fanno, così faranno.
Allora, qui serve un assoluto cambio di marcia. Bisogna controbattere, entrare nel territorio, occuparlo, pubblicizzarci e colpire. Controbattere colpo su colpo il loro asfissiante presenzialismo. Tocca alla società trovare un uomo immagine che sia inattaccabile e romanzabile. Un uomo rispettato e amato dall'opinione pubblica e dai giornalisti che parli e colpisca per conto della Lazio. Questo non ci farà vincere il derby la prossima volta, ma ci aiuterà a prepararlo facendoci temere da loro.
E poi un'altra cosa. Tempo fa aprii un topic affermando che l'obiettivo della Lazio quest'anno deve essere arrivare sopra la Rioma. Fu un topic di poco successo e pieno di critiche verso chi lo aveva aperto. Ora spero che apriamo gli occhi. La supremazia della città è il primo passo per tornare ad essere grandi, non fosse che, automaticamente, arrivando sopra di loro vorrebbe dire aver fatto un campionato formidabile.
Se non sei re a casa tua non puoi essere re in Italia e tantomeno nel mondo.
Non è provincialismo, ma autodifesa. Chi parla di provincialismo è un ingenuo, con tutto il rispetto e di questa città non ha capito un'emerita mazza.