Podavini deluso da Napoli: "Non c'è stata reazione". Su Klose: "Bel gesto, ma Di Canio non ha tutti i torti..."
28.09.2012 13.06 di Stefano Fiori per lalaziosiamonoi.it articolo letto 449 volte
Fonte: Stefano
Fiori-Lalaziosiamonoi.itSi può perdere convincendo, come ha fatto la Lazio contro il Genoa, oppure deludendo completamente le attese, cosa avvenuta contro il Napoli. E' il pensiero espresso da Gabriele Podavini, storico difensore biancoceleste degli anni '80, protagonista dell'eroica stagione del meno nove: "Con il Genoa, se la Lazio rigioca quella partita dieci volte la rivince tutte e dieci. Con il Napoli, invece, la Lazio è stata brutta, non ha reagito da grande squadra. I gol erano evitabili, sul piano del gioco non c'è stata molta partita", ha ragionato Podavini ai microfoni di Lazio Style Radio 100.7. Il reparto che ha lasciato più a desiderare è quello arretrato, troppo spesso alto e sfilacciato: "I difensori devono fare i difensori, de vono marcare gli avversari stretti, secondo me dovrebbero marcare a uomo e non a zona. Anche io giocavo in ruolo, sulla fascia, che mi portava a propormi davanti, ma l'importante è che poi rientravo in copertura. Oggi i difensori appaiono troppo tecnici, è la mentalità del calcio moderno, ma io non sono d'accordo: i difensori, soprattutto i centrali, devono saper marcare stretto". Nello scacchiere biancoceleste, inoltre, non ha convinto la scelta di giocare senza mediani di ruolo: "Sinceramente il centrocampo è stato un po' spregiudicato, in mediana c'era solo Ledesma. Ci voleva un Brocchi. Poi alla fine ha rischiato il tutto per tutto, non c'erano più giocatori difensivi". Ma alla Lazio è mancata soprattutto la concentrazione, la forza di ribattere colpo su colpo al Napoli: "Per me una squadra che prende gol deve comunque reagire, la Lazio è molto accreditata per raggiungere obiettivi importanti. Non mi aspettavo un atteggiamento così". Domenica, però, si può ricominciare a correre. All'Olimpico arriva il Siena, squadra comunque spigolosa e che sta attraversando un ottimo periodo di forma: "Il Siena è partito subito a mille per recuperare l'handicap della penalizzazione, sta facendo molto bene. Però anche se ieri i toscani hanno vinto, il Bologna ha giocato molto meglio. Domenica la Lazio dovrà riscattarsi, deve fare bottino pieno per riprendere fiducia e credibilità". Soprattutto, deve ritrovare subito la mentalità giusta per dominare l'avversario: "La testa è fondamentale, le gambe vengono dopo. Io non conoscevo Petkovic, mi sta piacendo. Poi bisogna sempre dimostrare sul campo che si è più forti dell'avversario". Podavini dice la sua anche sull'ormai celebre gesto di Miroslav Klose, che ha ammesso di aver segnato di mano: "Klose l'ha fatto prima di tutto perché è tedesco, poi perché è stato costretto: io non ho mai visto assalire verbalmente un arbitro come hanno fatto i giocatori del Napoli, è stata una cosa vergognosa. Io sono curioso di sapere quanti italiani avrebbero ammesso il gesto in modo spontaneo. Però Paolo Di Canio non ha tutti i torti: se ci fosse stata appena appena la possibilità, sarebbe stato gol. Invece Klose ha ammesso perché, ripeto, è stato costretto e dopo il gol lui ha anche esultato. Ma comunque questo è un atteggiamento assolutamente umano, anche io mi sarei comportato così e non so quanti altri giocatori avrebbero ammesso in modo totalmente spontaneo". Infine, non può mancare un ricordo degli anni trascorsi da Podavini alla Lazio. Anzi, l'ex difensore biancoceleste cita proprio il ricordo più bello: "La partita con il Vicenza, che ci permise di andare agli spareggi. Ce l'ho fotografato nella mente, mi sembra ieri. La società era a un passo dal baratro, noi siamo riusciti a farla rimanere aggrappata alla speranza, che poi si è concretizzata con la salvezza raggiunta negli spareggi. Il gol di Fiorini, il pubblico, una giornata indescrivibile"