Citazione di: PILØ il 12 Lug 2010, 10:56
Il problema è la sua inutilità.
Diciamola tutta, o almeno diciamo la mia personalissima opinione.
1) La tessera del tifoso è utile?
No.Non serve a nulla, in particolar modo per ciò che riguarda gli aspetti legati alla "sicurezza" negli stadi.
Non aiuta la sicurezza, non aiuta la fruibilità, se non ci fosse sarebbe meglio.
2) La tessera del tifoso è dannosa?
No.Ovvero. E' parte di un processo che ritengo ingiusto e dannoso di limitazione delle libertà personali legate al calcio.
Lo stato abdica ad un suo preciso dovere, quello di rendere a me possibile andare liberamente ad assistere ad un evento sportivo garantendo la mia incolumità. Magari non della squadra del mio cuore, magari a migliaia di chilometri di distanza dalla mia residenza anagrafica.
Io non compio reati, vorrei avere il diritto di acquistare un biglietto per ogni evento sportivo. Anche il giorno della partita, senza dover presentare le analisi del sangue per dimostrare che non ho il colesterolo troppo alto, andando allo Stadio con le forze dell'ordine che difendono la mia incolumità.
Non vorrei vedere steward, non vorrei le biglietterie chiuse il giorno della partita, non vorrei essere costretto a venire a Roma a comprare il biglietto di Udinese-Lazio settore ospiti quando magari abito a Trieste, non vorrei inutili e costosi tornelli.
E' in questo sistema di ingiustizia che si inserisce la tessera del tifoso, ma le scelte più pericolose sono state fatte anni fa mentre questo è un passaggio si importante ma non così invasivo del processo complessivo.
La tessera del tifoso attuale di per se non è così dannosa.
3) Sta avendo almeno il merito di impedire agli ultras di seguire più il calcio?
No.Non sta impedendo nulla, sta generando delle reazioni. E ogni limitazione alla libertà personale deve essere sempre vissuta come una sconfitta e mai come una vittoria. "Voltaireanamente" parlando, ma anche e soprattutto "Niemöllerinianamente" parlando.
Se parte del movimento ultras si è reso protagonista di episodi contrari alla Legge, quella parte e quella solo andrebbe punita. Negli individui, come giustamente prevede la Legge.
Massimo rispetto quindi per chiunque, chiunque, decida liberamente e personalmente che questo mondo del calcio è divenuto per lui insopportabile tanto da non avere voglia di subire ulteriori ingiuste limitazioni a causa della propria passione.
Ultras o non ultras.
Massimo rispetto però anche per chi quella passione, al di la di ogni ragionamento razionale, decide di continuare a seguirla e per questo compie un ulteriore piccolo compromesso, dopo averne già compiuti molti nella vita spesso anche più invasivi, con se stesso e con la propria coscienza.
Io farò parte di questa seconda categoria, per il momento. Vedremo ancora per quanto.