Citazione di: Zarathustra il 03 Dic 2015, 14:59
Ma dai, questa è una visione umiliante non solo per un tifoso ma proprio per un essere umano.
Non si può proprio sentire.
Anche i miei due nipoti quando li porto allo stadio (9 e 12 anni) parlano tra loro del presidente, della società, ecc..
Mo la prossima volta (cioè domani) li lobotomizzo... Chissà che mio fratello non mi ringrazia pure...
L'esaltazione di un passato ormai perso in cui allo stadio accorrevano folle festanti ed entusiaste fatte da tifosi tutti avvolti in drappi biancocelesti animati unicamente dalla loro passione, incondizionata dal veleno della cronaca quotidiana e dagli scandali è quanto di più artificioso ci sia, per non dire falso.
Vado allo stadio dal 1975, un periodo non proprio tranquillo per la società italiana e per Roma in particolare, un'epoca in cui di terrorismo se ne parlava molto da queste parti, epoca in cui molta gente usciva la mattina e veniva assassinata nei portoni, non davanti ai tornelli che per fortuna non c'erano.
Da bambino durante i Lazio-Juventus dell'epoca ogni decisione arbitrale contestata veniva accompagnata nei commenti dei vicini di posto (posto unico all'epoca, dove stavi stavi) dalla inevitabile battuta sugli Agnelli che sicuramente avevano fatto avere una nuova FIAT 124 fiammante al direttore di gara (il 124 era una macchina per persone distinte).
Che dire poi con la realtà immaginaria e immaginifica di stadi sempre pieni, perché riempiti da passione, per niente svuotati dall'andamento della squadra, perchè il tifoso c'era sempre. Non credo valga la pena andarsi a scartabellare le cronache e le stastiche sulle presenze dell'epoca per vedere che non era proprio così. Ho visto dei Lazio-Atalanta con quattro gatti sotto la pioggia (Avagliano ...) e degli indimenticabli Lazio-Juventus, anche'essi sotto la pioggia in 50 mila (acquistando il biglietto alle 14,25 presso i botteghino verde antistante la nord con successivo acquisto dell'impermabile trasparente a mille lire).
E poi come dimenticare Lenzini che ogni tanto faceva la passerella sul tartan dell'Olimpico con alcuni raccattapalle che reggevano uno striscione con cui comuinicava qualcosa.
Oggi invece saremmo distratti da molto altro. Vero, verissimo, come vero e verissimo è ricordare il paradosso segnalato da altri per cui la copertura dell'attenzione del tifoso è h24 mentre la presenza nello stadio è ridotta in questo ... stato. Anche all'epoca avevamo giornali, radio, tante altre cose. Lo dico e lo sottolineo perché non vorrei si pensasse che con l'avvento di facebook, di twitter e dei forum sia coinciso con quello della scrittura.
E allora si può provare a capire il perché di questo vuoto, nonostante la copertura mediatica che ti rincorre in tutti i minuti, senza la necessità di rinfacciarsi chissà quale verginità ormai persa?
Noi decimi, qualificati al secondo turno (loro quarti, qualificati al secondo turno).
stadio sempre vuoti.
La contestazione a Lotito non spiega tutto, anzi non spiega niente, per la cronaca.