Citazione di: Zarathustra il 20 Ott 2015, 13:33
Bell'analisi.
Con Cragnotti sul punto 2 almeno ci si lavorava e si poteva migliore di molto.
Sul punto 1 mi sorprende molto che ti sfugga la componente dinamica della "sostenibilità".
Sono i risultati sportivi che alimentano i ricavi e ne diversificano le fonti.
Ciò rende dinamicamente sostenibile anche il finanziamento.
Ogni attività economica che intende progredire viaggia su binari simili. Negarlo significa negare la possibilità della crescita in sé e per sé. Il che è naturalmente assurdo.
L'unica cosa che non riesce MAI è proprio la conservazione di quell'equilibrio statico nel quale si cullano i "legittimisti": siamo questi e tali rimarremo con l'equilibrio di bilancio e l'aurea mediocritas. Non è così.
Nei contesti economici o si va avanti oppure si torna indietro (proprio nel lungo periodo).
Chiunque vive nel mondo reale (e non è uno studente) lo sa.
Figurati, sono un sostenitore della prima ora di un ricorso alla leva del debito per innescare un circuito virtuoso.
Sottolineavo però come questo con Cragnotti non fosse affatto accaduto. Né il Manchester City può essere preso ad esempio, non c'è nessuna logica economica nelle perdite in capitale fatte dagli sceicchi, per rientrare dalle quali il Manchester City avrebbe bisogno di 56 esercizi consecutivi come l'ultimo al netto degli interessi.
C'è ovviamente una strada più manageriale che cerchi un equilibrio tra debito, aumento dei ricavi e innalzamento delle performance sportive della squadra. Rispetto a questa possibilità l'attuale proprietà non ha interesse (e credo non avrebbe le competenze) ad iniziare il percorso e ovviamente me ne dispiaccio.
Se devo guardare il buono della strategia societaria dico che è a rischio vicino allo zero e che garantisce una media di piazzamenti onorevole dato che al punto 3) (direzione sportiva e tecnica) risponde con buona qualità.
Siamo tremendamente simili alla Fiorentina come strategia societaria, punti di forza e di debolezza. Fin qui nell'insieme siamo riusciti a fare meglio di loro, quest'anno sembrano averla azzeccata loro. È però una battaglia da outsider che ovviamente entusiasma fin li il grosso del pubblico.
Sul numero dei tifosi: sono più che sufficienti per impostare un piano di crescita, mediamente più reattivi di altre tifoserie. Ma anche il numero di tifosi e simpatizzanti cresce solo con i risultati e i campioni. Sopratutto all'estero. Ne consegue che non si possono avere prima i seguaci e poi la religione. Funziona al contrario.