Va detto che Lopez era un velocista puro, e che appena arrivato da noi ebbe un infortunio gravissimo. Ci mise tutta la dannata stagione che portò allo scudetto delle merde a riprendersi, poi fu coinvolto nell'annata disastrosa di Zaccheroni, quindi fece due buone stagioni in coppia con Corradi nella così detta Banda Mancini, senza mai ritrovare i livelli, soprattutto fisici, di Valencia, ma resta probabilmente l'unico giocatore che ha fatto qualcosa di decente dopo essere stato ceduto dalla squadra di Cuper (Mendieta, Gerard, Farinos, Kily Gonzalez...). Nel suo massimo è stato un campione a livello internazionale, se poi vogliamo dubitare delle pozioni magiche di Dr. Fuentes &c. accomodatevi, passo metà della mia vita a complottare contro Nadal, figuriamoci se non sarei dei vostri !

Tommasi Rocchi, classe '77, è arrivato in una Lazio improvvisata e rabberciata alla meno peggio alla non tenerissima età di 27 anni, prendendosi con unghie e denti l'occasione che a tanti attaccanti italiani bravi è mancata. Concordo con Tarallo, gli mancava qualcosa quando doveva toccare la palla più di una volta, mentre era uno dei migliori attaccanti che abbia mai visto a muoversi negli spazi e a trovare la porta con soluzioni che comportassero un solo tocco. Non alto, non molto potente, non straordinariamente veloce, non tecnicissimo, ma geneticamente bomber, molto attaccato alla maglia, continuo, merita un capitolo importante nella storia dei centravanti della Lazio.
In generale anche secondo me parliamo di due giocatori che, in assoluto, hanno fatto parte di categorie diverse, ma, se rimaniamo al rendimento mostrato nella Lazio, ha fatto più Rocchi di Lopez.