la primavera di lotito

Aperto da aquilante, 10 Giu 2015, 14:00

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Citazione di: italicbold il 11 Giu 2015, 08:24
Che é altra cosa dalla sofferenza endemica del laziale che rivendica Melloni.
Dall'articolo di Melloni esce fuori l'immagine di un laziale quasi francescano che non deve gioire delle vittorie, o farlo discretamente, perché sa che comunque c'é sempre la sofferenza. Corcazzo.
La frase che per un laziale conta più il gol di Fiorini che la vittoria del 2000 é un'assurdità. Non per diminuire il valore del gol di Fiorini, ma proprio per una questione sportiva e, se vogliamo, anche di prospettiva.
Mettere a confronto le due cose é assurdo. La vittoria del 2000 c'é stata perché Fiorini la imbustò, ma é anche vero che la vittoria immensa del 2000 diede un senso alla puntata di Fiorini.
Melloni scrive che il laziale gioisce, o deve gioire poco perché sa che c'é la sofferenza.
Io inverto l'ordine dei fattori, dico che al laziale le perquisizioni negli uffici de Lotito nun gliene deve fregà de meno, perché tanto, fra 2 mesi, si ricomincia a giocare.  Come dice la canzone. E a vincere.

A me questa laziali quasi cattolica, tutta pervasa da un sentimento di penitenza, di logica della sofferenza lascia perplesso. Mi viene in mente il finale di questa stagione in cui, prima di ogni partita, ogni avversari della Lazio diventava insuperabile, difficile, complicato, ogni arbitro era un nemico implacabile, ogni ostacolo un everest.
Anche di fronte a una realtà concreta e pragmatica che ci raccontava di una Lazio implacabile, o sicuramente più solida di quanto non immaginassimo.
E' la filosofia del "This is the end" scritto prima, dell' "Ormai é finita", del "moriremo tutti" che a volte ci perde e nel quale, a volte, ci piace cullarci.

Il paradiso é ora, adesso.
mai stato più d'accordo con italic.
per me questa è una vecchia riedizione di un topic di qualche tempo fa del laziale 1.0 o 2.0.
la storia è un patrimonio di valori, ma non deve mai essere interpretata come una palla al piede, ma solo come una base comune di intenti sui cui fare sempre forza.
invece la visione del laziale col silicio, che se abbracci la lazio ti prendi un pò di dolore, la rifuggo tutta la vita.
ma de che.
abbracciare la lazio è abbracciare un club importante, il più titolato della capitale, che porta il simbolo di roma, che conta di tantissimi tifosi e che è tra i primi in italia.
gli anni di b, gli anni 80, sono oggettivamente nei numeri, altro che una rara eccezione.
la regola è che la lazio è quella che è stata negli ultimi 30 anni, dico 30 anni, con alti e bassi certo.
ma qui sembra che parliamo della squadra dei penitenti da fustigazione.
ah la comunicazione laziale..che incapacità.

robylele

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Citazione di: italicbold il 11 Giu 2015, 08:24



perfetto.
Laziale quasi francescano col cazzo (cit.).

mi duole ma quoto pure Property, é evidente che sto invecchiando a vista d'occhio.   :)

giovannidef

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Citazione di: italicbold il 11 Giu 2015, 07:26
Un po de retorica spiattellata qua e la.
Carino, a noi ci piace rigirarci nella pastella del dolore, ma io, anche se ero allo stadio e do un peso profondo al gol di Fiorini, continuo a sognare madido dov'ero alle 18 e 04 del 14 maggio del 2000.
Tutta sta sofferenza ce la inventiamo noi stessi a volte.
Negli ultimi 30 anni, una generazione, la Lazio é una delle sole 4 squadre di serie A ad essere sempre stata in serie A, con fortune alterne, ma mediamente sempre nella parte sinistra della classifica.
Negli ultimi 30 anni siamo la squadra che ha vinto più coppe Italia, senza tener di conto, appunto, di uno scudetto, tre super coppe italiane,  una supercoppa europea e una coppa delle coppe.
In questi 30 anni alcuni dei migliori giocatori del mondo hanno portato quella maglietta. O l'hanno ricevuta a fine partita dopo aver perso.
A Firenze, a Napoli, a Genova, mentre noi "soffrivamo" con Giannicchedda, se gustavano splendide cavalcate in serie C1 o anche C2. E ancora oggi ce stanno dietro alle chiappe.

Per carità, a noi piace questa agiografia del laziale sofferente, il nostro santo patrono é un martire ingegnoso nello scovare penitenze complicate. Ma alla luce dei fatti, essere laziale, essere stato laziale, negli ultimi 30 anni é stata una gran botta di goduria.
E lo é ancora.
.

triboLazio

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Infatti.
tipo quei piagnoni, ragionieretti del catasto, secondo i quali non si può pretendere di più perché "in fondo, la nostra storia è un sesto posto di media".
corcazzo.
vogliamo il prossimo scudetto.

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cosmo

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Sono totalmente d'accordo con IB, questa faccenda del destino avverso può al massimo contribuire a definire – fra mille altre cose – la nostra identità, ma non può essere la nostra peculiarità. Si tratta di una sorta di retaggio ancestrale, di pensiero magico come la superstizione e la lettura dei tarocchi. Alimentarla anche con questi articoli di colore non fa altro che chiuderci dentro la nicchia umidiccia e sfigata da pessimismo adolescenziale.  Ma esiste il superamento (cit.) ed il superamento fortunatamente lo abbiamo già effettuato negli ultimi 30 anni come ha giustamente riportato Italic. Le cose avvengono per una ragione. Tutti quei presagi di sventura post-26 maggio non erano frutto di qualche rituale voodoo effettuato da un demone severo: semplicemente la roma ha acquistato Maicon, Benatia e Strootman, ha impostato una stagione sull'orgoglio e la voglia di rivalsa (col cul.o, gli arbitri etc – che sono fatti concreti) e noi Novaretti e Perea, sentendoci sazi (come ha dichiarato Biava). Lo scandalo del 1980, tanto per fare un esempio, avvenne perché 4 giocatori erano entrati nell'orbita di quei due maledetti maneggioni di Trinca e Cruciani.  Non esiste nessuna fatalità incombente.

Tornando all'eccellente articolo di Aquilante, il discorso è più o meno lo stesso. Proprio perché uno conosce la situazione della Lazio: storica, sociologica, economica, avrebbe avuto e ha ancora il dovere di lavorare a favore di un mutamento dei rapporti di forza e tenendo in considerazione la fisionomia del mondo in cui si agisce. Per la stessa ragione per la quale se gioco contro il Barcellona la partita sarà più difficile che una sfida contro il Sassuolo. Lotito non può continuare a ignorare il fatto che esiste un circuito che lega i mass media, alcuni grandi club, la giustizia sportiva e la magistratura. È come ignorare che stai giocando contro Iniesta e Neymar e non contro Taider e Zaza. Per cui la situazione in cui Lotito si è venuto a trovare è figlia di una valutazione superficiale delle forze in campo e del vizio di rinchiudersi dentro una cabina pressurizzata dalla quale gridare spavaldamente e inutilmente le proprie ragioni. Perché nel momento in cui ci si siede al tavolo da gioco con gli squali, devi capire che non rappresenti solo te stesso ma anche un popolo, il popolo di cui parla Pioli, un milione di tifosi che devi preservare dagli attacchi incondizionati e unidirezionali. La merda che ci spalano addosso non deve essere una penitenza e sinceramente di indossare il silicio non ne ho più nessuna voglia. Per quale peccato, poi?

Devi combattere usando anche le loro stesse armi. Puoi anche perdere ma ci devi provare. Se in prima pagina ci finisce Lotito indagato, ci finisce di nuovo la Lazio. Essere il capro espiatorio legato al palo della tortura non è un atto del destino, ma un atto del nemico e il nemico si combatte in ogni aspetto. Nelle sedi istituzionali, in campo, sui giornali, in televisione, su internet.  Non su Lazio Style Radio e nei salotti della destra borghese e/o caciarona. E ci si circonda di alleati credibili, con un peso specifico collaudato, dai quali si esige una controreazione collettiva e non di disperdersi ognuno per i fatti suoi quando la battaglia divampa.  Si fa anche con malizia, con un pizzico di faziosità, cavalcando le onde e non annegandoci sotto. Non è più l'italia rurale né l'italia del boom, né quella di Toto Cutugno o quella di Cragnotti. È l'Italia dei social con i cittadini (che hanno un peso, il peso dell'opinione pubblica è capace di giustificare persino un omicidio)  privi di filtri critici, plagiati da venti anni di finto garantismo, che si credono furbi e perspicaci sulle lotte di potere mentre continuano, continuiamo ad essere ignari dell'identità di chi i fili li tira veramente.

Con questo scenario inquinato bisogna fare i conti, ma Lotito non risponde solo per sé, risponde per un popolo e una storia. E si risponde con le azioni e le strategie e non aspettando le decisioni di un destino beffardo. Perché la verità non è solo quella che emerge dopo una fase dibattimentale. Di quella non frega niente a nessuno. La verità ora come ora corre veloce su altri binari e contribuisce a definire un mood, un'etichetta. In tutto il mondo. Ed è questo mood che incide, che cambia la direzione del vento. Puoi essere anche il musicista più geniale del mondo ma se rimani dentro la caverna la tua musica non la sente nessuno e non puoi pretendere che qualcuno ne scriva.

paolo1971

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Mi ritrovo così tanto nell'articolo di Aquilante che mi sono permesso di pubblicarlo sulla mia pagina fb citanto ovviamente fonte e autore.

arturo

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la chiusa di Cosmo è quanto di più urgente l'attualità richiede a Lotito.
la guerra globale richiede armi micidiali.
e lui sta sull'albero con la mazzafionda.

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italicbold

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Citazione di: cosmo il 11 Giu 2015, 09:32

Tornando all'eccellente articolo di Aquilante, [...]

Anch'io torno ad Aquilante.
A mio avviso Lotito nella sua immaginetta da cortile é ben più attorniato di quello che si pensi. E molto più scaltro.
A oggi, il vincente, nelle questioni che contano all'interno del "palazzo" é lui. Aldilà dei titoli strillati.
Il presidente federale é il suo "cavallo", in lega il suo potere é forte, appoggiato da molti più presidenti di quanto si pensi. La distribuzione delle risorse derivanti dai diritti televisivi é effettuata secondo la sua strategia.
Io credo che queste battaglie molto mediatiche, siano effettivamente, un isterico tentativo dei suoi avversari, ormai ridotti a Juventus e merde, a utilizzare le armi più basse e avvilenti.
La battaglia é chiara, era già chiara 6 mesi fa, un anno fa. Continuerà, probabilmente continuerà.
Però io, un Lotito sprovveduto, non ce lo vedo. Non ce l'ho mai visto.


Già oggi, la notizia dei carabinieri a Formello é finita in seconda pagina.
O stanno ancora cercando o non hanno trovato nulla.
Domani già non ci penseranno più.


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Citazione di: cosmo il 11 Giu 2015, 09:32
Sono totalmente d'accordo con IB, questa faccenda del destino avverso può al massimo contribuire a definire – fra mille altre cose – la nostra identità, ma non può essere la nostra peculiarità. Si tratta di una sorta di retaggio ancestrale, di pensiero magico come la superstizione e la lettura dei tarocchi. Alimentarla anche con questi articoli di colore non fa altro che chiuderci dentro la nicchia umidiccia e sfigata da pessimismo adolescenziale.  Ma esiste il superamento (cit.) ed il superamento fortunatamente lo abbiamo già effettuato negli ultimi 30 anni come ha giustamente riportato Italic. Le cose avvengono per una ragione. Tutti quei presagi di sventura post-26 maggio non erano frutto di qualche rituale voodoo effettuato da un demone severo: semplicemente la roma ha acquistato Maicon, Benatia e Strootman, ha impostato una stagione sull'orgoglio e la voglia di rivalsa (col cul.o, gli arbitri etc – che sono fatti concreti) e noi Novaretti e Perea, sentendoci sazi (come ha dichiarato Biava). Lo scandalo del 1980, tanto per fare un esempio, avvenne perché 4 giocatori erano entrati nell'orbita di quei due maledetti maneggioni di Trinca e Cruciani.  Non esiste nessuna fatalità incombente.

Tornando all'eccellente articolo di Aquilante, il discorso è più o meno lo stesso. Proprio perché uno conosce la situazione della Lazio: storica, sociologica, economica, avrebbe avuto e ha ancora il dovere di lavorare a favore di un mutamento dei rapporti di forza e tenendo in considerazione la fisionomia del mondo in cui si agisce. Per la stessa ragione per la quale se gioco contro il Barcellona la partita sarà più difficile che una sfida contro il Sassuolo. Lotito non può continuare a ignorare il fatto che esiste un circuito che lega i mass media, alcuni grandi club, la giustizia sportiva e la magistratura. È come ignorare che stai giocando contro Iniesta e Neymar e non contro Taider e Zaza. Per cui la situazione in cui Lotito si è venuto a trovare è figlia di una valutazione superficiale delle forze in campo e del vizio di rinchiudersi dentro una cabina pressurizzata dalla quale gridare spavaldamente e inutilmente le proprie ragioni. Perché nel momento in cui ci si siede al tavolo da gioco con gli squali, devi capire che non rappresenti solo te stesso ma anche un popolo, il popolo di cui parla Pioli, un milione di tifosi che devi preservare dagli attacchi incondizionati e unidirezionali. La merda che ci spalano addosso non deve essere una penitenza e sinceramente di indossare il silicio non ne ho più nessuna voglia. Per quale peccato, poi?

Devi combattere usando anche le loro stesse armi. Puoi anche perdere ma ci devi provare. Se in prima pagina ci finisce Lotito indagato, ci finisce di nuovo la Lazio. Essere il capro espiatorio legato al palo della tortura non è un atto del destino, ma un atto del nemico e il nemico si combatte in ogni aspetto. Nelle sedi istituzionali, in campo, sui giornali, in televisione, su internet.  Non su Lazio Style Radio e nei salotti della destra borghese e/o caciarona. E ci si circonda di alleati credibili, con un peso specifico collaudato, dai quali si esige una controreazione collettiva e non di disperdersi ognuno per i fatti suoi quando la battaglia divampa.  Si fa anche con malizia, con un pizzico di faziosità, cavalcando le onde e non annegandoci sotto. Non è più l'italia rurale né l'italia del boom, né quella di Toto Cutugno o quella di Cragnotti. È l'Italia dei social con i cittadini (che hanno un peso, il peso dell'opinione pubblica è capace di giustificare persino un omicidio)  privi di filtri critici, plagiati da venti anni di finto garantismo, che si credono furbi e perspicaci sulle lotte di potere mentre continuano, continuiamo ad essere ignari dell'identità di chi i fili li tira veramente.

Con questo scenario inquinato bisogna fare i conti, ma Lotito non risponde solo per sé, risponde per un popolo e una storia. E si risponde con le azioni e le strategie e non aspettando le decisioni di un destino beffardo. Perché la verità non è solo quella che emerge dopo una fase dibattimentale. Di quella non frega niente a nessuno. La verità ora come ora corre veloce su altri binari e contribuisce a definire un mood, un'etichetta. In tutto il mondo. Ed è questo mood che incide, che cambia la direzione del vento. Puoi essere anche il musicista più geniale del mondo ma se rimani dentro la caverna la tua musica non la sente nessuno e non puoi pretendere che qualcuno ne scriva.
vedo che tutto sta tornando e non ci crederete, ma io che ho buona memoria si.
questi argomenti erano esattamente parola per parola quello che si diceva anni addietro, anche ai tempi della contestazione.
il fatto è che la lazio anni 80, per quanto affascinante, esiste solo su una maglietta, bellissima, ma maglietta.
il club attuale, degli ultimi decenni, è completamente altra cosa.
e già lo è per caratura, per cilindrata, per l'importanza del bacino di utenza che rappresenta, non per grazia ricevuta da qualcuno.
dopo di che, cè il tema di cosa apportare, in senso imprenditoriale del termine, a questa base già molto buona.
e qui che verte ed ha riguardato per molto tempo la critica a lotito.
che ha fatto per alcuni bene, per altri male, ma senza rifare le divisioni note, è chiaro a tutti che è bastato un ottimo mercato, sensato e logico, per riportare quantomeno la presenza e l'entusiasmo di un popolo.
ma non basta. questo è un mondo particolare.
questo è anche e soprattutto il mondo dell'apparire e del comunicare.
e la lazio deve comunicare qualcosa di bello e per farlo ha bisogno di buoni uffici e per averli devi fare due cose: saper parlare e comunicare con accortezza ed investire qualche denaro (in tutti i sensi).
Le verità di questo mondo non si costruiscono in tribunale ma sui giornali e sui media, piaccia o no, è cosi.
Il modo di comportarsi, la formalità, l'accortezza, l'aspetto esteriore, conta oltre ogni modo, pure se dietro poi fai quello che effettivamente hai in testa.
Su questo aspetto la lazio come struttura di club e di lotito in primis è carente.
Perchè se ambisci a ricoprire certi ruoli ma prima ancora sei il rappresentante primo di una tifoseria e un club a rilevanza internazionale, non puoi dire a telefono certe cose, pure se le pensi.
Non puoi essere la macchietta nelle ospitate radio o in tv, nè prestarti a fare una parte nei cesaroni,
Ma solo per citare alcuni di innumerevoli episodi.
Mi rendo conto che sia il carattere, ma in certi ambiti il carattere può costituire un limite decisivo.
Se non riesci a cambiarlo, sei destinato ad essere fatto fuori.
Ed è quello che sta succedendo.
Certo che la lazio ne andrà di mezzo, come sempre, minimo a livello di immagine, ed è già tantissimo.
Questa ennesima bastonata, spero abbia fatto capire a lotito cosa non va nel suo modo di comportarsi.
Che certamente, al di là della reali verità che chissà se un giorno mai vedranno la luce in un tribunale che nessuno ricorderà più, ad oggi già sono agli occhi della pubblica opinione una condanna per lui e per qualsiasi sua ambizione.
Gli è costata cara, molto cara, l'incapacità di non rendersi conto che a volte occorre avere un basso profilo e una testa fredda.

happyeagle

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Lotito il 27 febbraio è andato alla Procura di Roma, direttamente nell'ufficio del procuratore capo Pignatone, le armi legali per combattere la guerra in atto sono queste, altrimenti non rimane che passare a metodi illegali:   
http://www.iltempo.it/sport/calcio/2015/02/28/lotito-passa-al-contrattacco-1.1383991

porgascogne

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Citazione di: cosmo il 11 Giu 2015, 09:32
Sono totalmente d'accordo con IB, questa faccenda del destino avverso può al massimo contribuire a definire – fra mille altre cose – la nostra identità, ma non può essere la nostra peculiarità. Si tratta di una sorta di retaggio ancestrale, di pensiero magico come la superstizione e la lettura dei tarocchi. Alimentarla anche con questi articoli di colore non fa altro che chiuderci dentro la nicchia umidiccia e sfigata da pessimismo adolescenziale.  Ma esiste il superamento (cit.) ed il superamento fortunatamente lo abbiamo già effettuato negli ultimi 30 anni come ha giustamente riportato Italic. Le cose avvengono per una ragione. Tutti quei presagi di sventura post-26 maggio non erano frutto di qualche rituale voodoo effettuato da un demone severo: semplicemente la roma ha acquistato Maicon, Benatia e Strootman, ha impostato una stagione sull'orgoglio e la voglia di rivalsa (col cul.o, gli arbitri etc – che sono fatti concreti) e noi Novaretti e Perea, sentendoci sazi (come ha dichiarato Biava). Lo scandalo del 1980, tanto per fare un esempio, avvenne perché 4 giocatori erano entrati nell'orbita di quei due maledetti maneggioni di Trinca e Cruciani.  Non esiste nessuna fatalità incombente.

Tornando all'eccellente articolo di Aquilante, il discorso è più o meno lo stesso. Proprio perché uno conosce la situazione della Lazio: storica, sociologica, economica, avrebbe avuto e ha ancora il dovere di lavorare a favore di un mutamento dei rapporti di forza e tenendo in considerazione la fisionomia del mondo in cui si agisce. Per la stessa ragione per la quale se gioco contro il Barcellona la partita sarà più difficile che una sfida contro il Sassuolo. Lotito non può continuare a ignorare il fatto che esiste un circuito che lega i mass media, alcuni grandi club, la giustizia sportiva e la magistratura. È come ignorare che stai giocando contro Iniesta e Neymar e non contro Taider e Zaza. Per cui la situazione in cui Lotito si è venuto a trovare è figlia di una valutazione superficiale delle forze in campo e del vizio di rinchiudersi dentro una cabina pressurizzata dalla quale gridare spavaldamente e inutilmente le proprie ragioni. Perché nel momento in cui ci si siede al tavolo da gioco con gli squali, devi capire che non rappresenti solo te stesso ma anche un popolo, il popolo di cui parla Pioli, un milione di tifosi che devi preservare dagli attacchi incondizionati e unidirezionali. La merda che ci spalano addosso non deve essere una penitenza e sinceramente di indossare il cilicio non ne ho più nessuna voglia. Per quale peccato, poi?

Devi combattere usando anche le loro stesse armi. Puoi anche perdere ma ci devi provare. Se in prima pagina ci finisce Lotito indagato, ci finisce di nuovo la Lazio. Essere il capro espiatorio legato al palo della tortura non è un atto del destino, ma un atto del nemico e il nemico si combatte in ogni aspetto. Nelle sedi istituzionali, in campo, sui giornali, in televisione, su internet.  Non su Lazio Style Radio e nei salotti della destra borghese e/o caciarona. E ci si circonda di alleati credibili, con un peso specifico collaudato, dai quali si esige una controreazione collettiva e non di disperdersi ognuno per i fatti suoi quando la battaglia divampa.  Si fa anche con malizia, con un pizzico di faziosità, cavalcando le onde e non annegandoci sotto. Non è più l'italia rurale né l'italia del boom, né quella di Toto Cutugno o quella di Cragnotti. È l'Italia dei social con i cittadini (che hanno un peso, il peso dell'opinione pubblica è capace di giustificare persino un omicidio)  privi di filtri critici, plagiati da venti anni di finto garantismo, che si credono furbi e perspicaci sulle lotte di potere mentre continuano, continuiamo ad essere ignari dell'identità di chi i fili li tira veramente.

Con questo scenario inquinato bisogna fare i conti, ma Lotito non risponde solo per sé, risponde per un popolo e una storia. E si risponde con le azioni e le strategie e non aspettando le decisioni di un destino beffardo. Perché la verità non è solo quella che emerge dopo una fase dibattimentale. Di quella non frega niente a nessuno. La verità ora come ora corre veloce su altri binari e contribuisce a definire un mood, un'etichetta. In tutto il mondo. Ed è questo mood che incide, che cambia la direzione del vento. Puoi essere anche il musicista più geniale del mondo ma se rimani dentro la caverna la tua musica non la sente nessuno e non puoi pretendere che qualcuno ne scriva.

ho evidenziato i punti salienti, ma sono d'accordo con IB e d'accordissimo con Cosmo

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Bianchina

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scusate, ma e' con questo stile e questi sistemi che Claudio Lotito e quella parte di potere e sottopotere romano da cui proviene ha costruito le sue fortune.
Come possiamo sperare che cambi adesso? e come possiamo proteggere la Lazio dalle sue intemperanze (ad esser buoni)?

Property

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Citazione di: Bianchina il 11 Giu 2015, 10:27
scusate, ma e' con questo stile e questi sistemi che Claudio Lotito e quella parte di potere e sottopotere romano da cui proviene ha costruito le sue fortune.
Come possiamo sperare che cambi adesso?
è ma ora non è sottopotere, è soprapotere.
e le persone devono avere la capacità di adeguarsi ai ruoli bianchina.
questi sistemi per la verità li ha sempre usati, ma sempre rimanendo in un profilo da sottobosco.
lotito è così da quando aveva 30 anni, ma prima di essere presidente della lazio, nessuno neanche sapeva chi fosse.
e allora lì, puoi fare quasi quello che vuoi.
quando è diventato un personaggio pubblico, con la lazio, sono cominciati i guai.
la linea è chiara e netta.

arturo

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fino ad un certo punto, property.

se so cafoni e buzzurri i vari De Laurentis o ferrero, sono simpatici.

invece Lotito è cafone e buzzurro e basta.

e qui entra in gioco la comunicazione, carentissima.

Bianchina

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Citazione di: Property il 11 Giu 2015, 10:30
è ma ora non è sottopotere, è soprapotere.
e le persone devono avere la capacità di adeguarsi ai ruoli bianchina.
questi sistemi per la verità li ha sempre usati, ma sempre rimanendo in un profilo da sottobosco.
lotito è così da quando aveva 30 anni, ma prima di essere presidente della lazio, nessuno neanche sapeva chi fosse.
e allora lì, puoi fare quasi quello che vuoi.
quando è diventato un personaggio pubblico, con la lazio, sono cominciati i guai.
la linea è chiara e netta.

ma non e' solo Lotito.

Non e' che Previti, o Verdini, o Formigoni, o mettete voi un nome a caso, e quelli che ridevano dopo il terremoto, e quello che voleva  pisciare in bocca alla monaca sono diversi.
E l'Italia, per quello che e'diventata in questi anni.
Razza cafona.

Difficile tornare indietro se anche chi dovrebbe opporsi ne ha mutuato i modi.

JoeStrummer

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Citazione di: arturo il 11 Giu 2015, 10:34
fino ad un certo punto, property.

se so cafoni e buzzurri i vari De Laurentis o ferrero, sono simpatici.

invece Lotito è cafone e buzzurro e basta.

e qui entra in gioco la comunicazione, carentissima.

De Laurentis e ferrero sono simpatici finchè si limitano a fare i Presidenti.
Pure Lotito era macchietta, con tanto di mitazione di Max Giusti, finchè faceva solo il Presidente della Lazio e stava al suo posto( ndr vi ricordate i frequenti " ma perchè voi laziali je volete male, v'ha sarvato ecc...).
Poi ha deciso di impegnarsi in prima persona nella politica calcistica, prima nella lega( che è un'associazione privata), e poi addirittura nell'Istituzione pubblica. Da lì sono cominciati i dolori, e come giustamente fa notare Cosmo la terribile sottovalutazione della prevedibilissima reazione.

arkham

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Mi piacerebbe vedere questo pezzo in HP.

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Citazione di: arturo il 11 Giu 2015, 10:34
fino ad un certo punto, property.
se so cafoni e buzzurri i vari De Laurentis o ferrero, sono simpatici.
invece Lotito è cafone e buzzurro e basta.
e qui entra in gioco la comunicazione, carentissima.
eh si. ma quelli da te citati sono cafoni a casa loro.
non nutrono ambizioni di cariche federali di primissimo piano.
qui sta la differenza, spero sia chiaro.
lotito invece si è stancato di fare il reuccio a formello o divertirsi a quelli che il calcio, è ha cominciato a nutrire obiettivi più importanti.
qui cominciano i guai.
il bello della questione però, è che ha anche scoperto il volto ai veri nemici.

Property

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Citazione di: Bianchina il 11 Giu 2015, 10:38
ma non e' solo Lotito.
Non e' che Previti, o Verdini, o Formigoni, o mettete voi un nome a caso, e quelli che ridevano dopo il terremoto, e quello che voleva  pisciare in bocca alla monaca sono diversi.
E l'Italia, per quello che e'diventata in questi anni.
Razza cafona.
Difficile tornare indietro se anche chi dovrebbe opporsi ne ha mutuato i modi.
e infatti tutti quelli da te citati mi pare abbiano avuto i loro bei problemi. con la differenza che rappresentano, al di là del ruolo istituzionale, se stessi o un elettorato presunto. qui lotito rappresenta un popolo con una propria identità.
ha voluto svoltare, senza però disporre, almeno mediaticamente, di adeguati accorgimenti.
poi i processi sono altra cosa.
ma dovete capire che la verità processuale, in questo mondo, non interessa a nessuno.
forse anche lotito se ne è accorto dopo l'ennesima mazzata.

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