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Lazio e basta / Only Lazio => Lazio Talk => Discussione aperta da: aquilante il 10 Giu 2015, 14:00

Titolo: la primavera di lotito
Inserito da: aquilante il 10 Giu 2015, 14:00

due fatti recenti della cronaca sportiva biancoceleste - la Lazio primavera vincente ieri sera contro l'inter, il premio per il fpf attribuito a lotito la scorsa settimana - suggeriscono riflessioni di carattere più generale sul rapporto tra la Lazio di lotito e il sistema calcio italiano

prendendo spunto dalla fisionomia presentata chissà perché come "scandalosa" di minala, le vittorie della primavera biancoceleste della scorsa stagione suscitarono polemiche e approfondimenti indignati: troppi stranieri, troppi stranieri dalla età incerta, dove sono gli italiani?, dov'è il legame con il territorio? e via digrignando. ieri sera una Lazio italiana, italianissima, anzi di più, romana, romanissima - erano ben dodici i ragazzi con la nostra maglia cresciuti tra i rioni dei sette colli - ha messo fuori dalla corsa al titolo la corazzata multietnica interista, costosissima squadra costruita per stravincere tutto. bene, se qualcuno dovesse trovare qualche accenno di riflessione su queste curiose "contraddizioni", ne renda nota, per favore

così come, per favore, qualcuno provi a spiegare, a noi e a chi ne fosse interessato, come mai il lotito che, in virtù del voto, tra gli altri, dei direttori di tutte le principali testate sportive nazionali, vince il premio fpf, in quegli stessi giornali finisce relegato tra gli annunci pubblicitari e la programmazione cinematografica regionale

ecco, questo il punto su cui fermare l'attenzione: c'è un lotito (e quindi una Lazio) da copertina, che è quello con la felpa della nazionale, quello delle battutine (sgradevoli) fuori quadro, delle conversazioni private registrate (illegalmente) su commissione, il lotito logorroico, sboccato, presenzialista, invadente e perché no? (non di rado) inopportuno. si dirà, ma lo sono meno, logorroici, presenzialisti e inopportuni, della valle o de laurentis, berlusconi, agnelli o zamparini? certo che no. il punto però è che qui siamo soltanto a prima metà della questione lotito (e quindi della questione Lazio)

perché poi appunto c'è l'altra metà della questione. c'è cioè la Lazio reale (quindi un lotito altrettanto reale) che nel suo funzionamento quotidiano esalta il corretto rapporto tra costi e ricavi, che dal punto di vista sportivo negli ultimi anni resta la sola squadra capace di portare titoli nella capitale (due coppe italia e una supercoppa italiana), che costruisce squadre (più o meno) competitive pur restando fuori dal circuito perverso procuratori-agenzie-media, che non alimenta do ut des di alcun tipo tra società e tifosi, che non coltiva alcuna captatio benevolentia nei confronti di pulpiti locali o nazionalli

la Lazio di lotito insomma da più di dieci anni propone una propria, riconoscibilissima, idea di calcio. una idea, sia chiaro, discutibile (verso i media, ad esempio), criticabilissima (verso i tifosi, ad esempio), assolutamente non priva di contraddizioni (alcune società amiche non hanno politiche meno disgustose di società invece giustamente nemiche), probabilmente assai difficile da coniugare con risultati di eccellenza (almeno finché non si avrà abbastanza forse per intaccare più a fondo i nodi forti dell'economia). pur con tutti i suoi limiti però l'idea di calcio proposta da lotito e dalla Lazio in questo decennio è sicuramente la più avanzata, la più progressiva, quella più di altre capace, potenzialmente, di "sovvertire" il nauseabondo ordine secolare del calcio italiano

ecco dunque le pubbliche virtù della Lazio (quindi di lotito) nascoste sotto il tappeto ed ecco i vizi privati di lotito (quindi della Lazio) sbattuti in prima pagina. sbagliano però. continuano testardamente a sbagliare. per cancellare l'ombra di lotito sul calcio italiano la via (maestra) è una e una soltanto: proporre cioè una idea di calcio più avanzata e più democratica di quella portata avanti dalla Lazio in questi anni. per cancellare lo "spettro" di lotito dovete essere capaci di avanzare proposte più produttive riguardo l'economia, più eque riguardo la distribuzione della ricchezza, meno offensive sul tema della diffusione dell'immagine di tutte le squadre italiane. meno oligarchie, più democrazia, nel reddito e quindi nei risultati (possibili). se non ne sarete capaci, vi restano gli iovine ed eurobet o come diavolo si chiamano loro. e gli iliesky. ciarpame e niente altro, senza significato e senza futuro

Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: nebbiabiancoceleste75 il 10 Giu 2015, 14:09
APPLAUSI.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Bianchina il 10 Giu 2015, 14:09
bello
:up:
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: pantarei il 10 Giu 2015, 14:10
il timore e' solo che essendo evidente il tentativo di destabilizzazione , se non ci riescono direttamente cercheranno di farlo in modo indiretto, ossia danneggiando la lazio , mettendogli contro pure i tifosi.
anzi, riuscire a colpire la lazio, ridimensionarla insieme al suo presidente credo sia l'obiettivo finale.
siamo in guerra e si combatte coi poteri forti e i media.
esattamente quello che ci manca.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: baroncino il 10 Giu 2015, 14:10
 :up: :up: :up: :up: :up:
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Air il 10 Giu 2015, 14:11
Un pezzo da prima pagina!
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Maremma Laziale il 10 Giu 2015, 14:12
C'è una sezione sulla merdetta dello sport, si chiama "Le Nuove Forze del Calcio".
A tutta pagina "semaforo verde: merdine in semifinale".
Sulla Lazio primavera c'è la storia di Palombi e di sua sorella, scritta ieri a quest'ora.
Ecco...Lazio-Inter non è stata ancora giocata, e sono le 14:11 del 10 giugno 2015
Ah, Minala ora è "l'asso del Bari", non "il vecchio della Lazio".

Sotto i ponti...sotto i ponti...
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: blu73 il 10 Giu 2015, 14:16
Citazione di: nebbiabiancoceleste75 il 10 Giu 2015, 14:09
APPLAUSI.

Analisi precisa.
Da standing ovation.

Ovviamente considerazioni simili non troveranno mai spazio sui media.
Ma questo è un limite dei media, non di Lotito o della Lazio.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: tommasino il 10 Giu 2015, 14:16
Bello bello
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: charlie il 10 Giu 2015, 14:20
Ottimo, come al solito, aquilante.

Io però a Lotito, per certi versi, je menerei.
Ha prestato il fianco ai detrattori per quasi un decennio. Spinto da chissà quale impulso narcisistico si è sovraesposto, si è eretto a macchietta. Invece di starsene zitto, facendo venir fuori gli aspetti positivi (parecchi secondo me) del suo operato s'è tuffato di testa nella bocca dello squalo.
Credo (o forse semplicemente spero) che qualcuno glielo abbia fatto capire. Ed a questo proposito gli riconosco un bel passo avanti negli ultimi mesi.
Detto ciò rimane il fatto che deve ancora capire molto in termini di comunicazione.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Warp il 10 Giu 2015, 14:28
Sempre ottimo Aquilante
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Tarallo il 10 Giu 2015, 14:43
OT
Aquilante, ma tu non scrivi piu' da nessuna parte?
EOT
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: PabloHoney il 10 Giu 2015, 14:51
Questo post e' di una lucidita' devastante
(spero qualcuno resti devastato)
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Bashush il 10 Giu 2015, 14:53
Grazie Aquilante!
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Monsieur Opale il 10 Giu 2015, 14:53
esattamente

hai detto tutto
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: ssl_1900 il 10 Giu 2015, 14:54
finchè ci facciamo pompini a vicenda [semicit.] non otterremo alcun risultato.


questi scritti andrebbero divulgati. ma di brutto. ovunque.

Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: porgascogne il 10 Giu 2015, 14:58
Citazione di: aquilante il 10 Giu 2015, 14:00
ecco dunque le pubbliche virtù della Lazio (quindi di lotito) nascoste sotto il tappeto ed ecco i vizi privati di lotito (quindi della Lazio) sbattuti in prima pagina. sbagliano però. continuano testardamente a sbagliare. per cancellare l'ombra di lotito sul calcio italiano la via (maestra) è una e una soltanto: proporre cioè una idea di calcio più avanzata e più democratica di quella portata avanti dalla Lazio in questi anni. per cancellare lo "spettro" di lotito dovete essere capaci di avanzare proposte più produttive riguardo l'economia, più eque riguardo la distribuzione della ricchezza, meno offensive sul tema della diffusione dell'immagine di tutte le squadre italiane. meno oligarchie, più democrazia, nel reddito e quindi nei risultati (possibili). se non ne sarete capaci, vi restano gli iovine ed eurobet o come diavolo si chiamano loro. e gli iliesky. ciarpame e niente altro, senza significato e senza futuro

chapeau
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: BomberMax il 10 Giu 2015, 15:09
Ottimo  aquilante

........non  ce capite un cazzo  de pallone .....

Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Valon92 il 10 Giu 2015, 15:13
Chapeau!
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: triboLazio il 10 Giu 2015, 15:30
tutto condivisibile, da parte mia, fuorché le conclusioni.

Citazione di: aquilante il 10 Giu 2015, 14:00
per cancellare l'ombra di lotito sul calcio italiano la via (maestra) è una e una soltanto: proporre cioè una idea di calcio più avanzata e più democratica di quella portata avanti dalla Lazio in questi anni. 

ma anche no, purtroppo.
quando l'armata magistrata si mette in marcia difficilmente fallisce l'obbiettivo preposto.
lo fa con i governi, figurarsi con un piccolo imprenditore ramo pulizie, cresciuto e pasciuto nel sottobosco dell'appalto pubblico...
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: StylishKid il 10 Giu 2015, 17:41
Che penna, Aquila'.

Grazie.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: er polipo il 10 Giu 2015, 17:49
Citazione di: aquilante il 10 Giu 2015, 14:00
due fatti recenti della cronaca sportiva biancoceleste - la Lazio primavera vincente ieri sera contro l'inter, il premio per il fpf attribuito a lotito la scorsa settimana - suggeriscono riflessioni di carattere più generale sul rapporto tra la Lazio di lotito e il sistema calcio italiano

prendendo spunto dalla fisionomia presentata chissà perché come "scandalosa" di minala, le vittorie della primavera biancoceleste della scorsa stagione suscitarono polemiche e approfondimenti indignati: troppi stranieri, troppi stranieri dalla età incerta, dove sono gli italiani?, dov'è il legame con il territorio? e via digrignando. ieri sera una Lazio italiana, italianissima, anzi di più, romana, romanissima - erano ben dodici i ragazzi con la nostra maglia cresciuti tra i rioni dei sette colli - ha messo fuori dalla corsa al titolo la corazzata multietnica interista, costosissima squadra costruita per stravincere tutto. bene, se qualcuno dovesse trovare qualche accenno di riflessione su queste curiose "contraddizioni", ne renda nota, per favore

così come, per favore, qualcuno provi a spiegare, a noi e a chi ne fosse interessato, come mai il lotito che, in virtù del voto, tra gli altri, dei direttori di tutte le principali testate sportive nazionali, vince il premio fpf, in quegli stessi giornali finisce relegato tra gli annunci pubblicitari e la programmazione cinematografica regionale

ecco, questo il punto su cui fermare l'attenzione: c'è un lotito (e quindi una Lazio) da copertina, che è quello con la felpa della nazionale, quello delle battutine (sgradevoli) fuori quadro, delle conversazioni private registrate (illegalmente) su commissione, il lotito logorroico, sboccato, presenzialista, invadente e perché no? (non di rado) inopportuno. si dirà, ma lo sono meno, logorroici, presenzialisti e inopportuni, della valle o de laurentis, berlusconi, agnelli o zamparini? certo che no. il punto però è che qui siamo soltanto a prima metà della questione lotito (e quindi della questione Lazio)

perché poi appunto c'è l'altra metà della questione. c'è cioè la Lazio reale (quindi un lotito altrettanto reale) che nel suo funzionamento quotidiano esalta il corretto rapporto tra costi e ricavi, che dal punto di vista sportivo negli ultimi anni resta la sola squadra capace di portare titoli nella capitale (due coppe italia e una supercoppa italiana), che costruisce squadre (più o meno) competitive pur restando fuori dal circuito perverso procuratori-agenzie-media, che non alimenta do ut des di alcun tipo tra società e tifosi, che non coltiva alcuna captatio benevolentia nei confronti di pulpiti locali o nazionalli

la Lazio di lotito insomma da più di dieci anni propone una propria, riconoscibilissima, idea di calcio. una idea, sia chiaro, discutibile (verso i media, ad esempio), criticabilissima (verso i tifosi, ad esempio), assolutamente non priva di contraddizioni (alcune società amiche non hanno politiche meno disgustose di società invece giustamente nemiche), probabilmente assai difficile da coniugare con risultati di eccellenza (almeno finché non si avrà abbastanza forse per intaccare più a fondo i nodi forti dell'economia). pur con tutti i suoi limiti però l'idea di calcio proposta da lotito e dalla Lazio in questo decennio è sicuramente la più avanzata, la più progressiva, quella più di altre capace, potenzialmente, di "sovvertire" il nauseabondo ordine secolare del calcio italiano

ecco dunque le pubbliche virtù della Lazio (quindi di lotito) nascoste sotto il tappeto ed ecco i vizi privati di lotito (quindi della Lazio) sbattuti in prima pagina. sbagliano però. continuano testardamente a sbagliare. per cancellare l'ombra di lotito sul calcio italiano la via (maestra) è una e una soltanto: proporre cioè una idea di calcio più avanzata e più democratica di quella portata avanti dalla Lazio in questi anni. per cancellare lo "spettro" di lotito dovete essere capaci di avanzare proposte più produttive riguardo l'economia, più eque riguardo la distribuzione della ricchezza, meno offensive sul tema della diffusione dell'immagine di tutte le squadre italiane. meno oligarchie, più democrazia, nel reddito e quindi nei risultati (possibili). se non ne sarete capaci, vi restano gli iovine ed eurobet o come diavolo si chiamano loro. e gli iliesky. ciarpame e niente altro, senza significato e senza futuro

Appunto.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: aquilante il 10 Giu 2015, 21:54

ot
tarallo, no, non scrivo più da nessuna parte
eot
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: pantarei il 10 Giu 2015, 22:13
Citazione di: aquilante il 10 Giu 2015, 21:54
ot
tarallo, no, non scrivo più da nessuna parte
eot
peccato
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: ronefor il 10 Giu 2015, 22:17
 :clap:
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: ES il 10 Giu 2015, 22:56
Citazione di: aquilante il 10 Giu 2015, 21:54
ot
tarallo, no, non scrivo più da nessuna parte
eot
E questo non è solo un peccato, ma un problema, serio.
Che penne come la tua siano silenziate.
Applausi per il tuo post, non concordo sul finale, credo e temo che abbiano smosso sino al piano più in alto questa volta, e Lotito un giorno potrebbe girarsi indietro e non trovare più nessuno. Spero di sbagliarmi e che sia come dici tu, che il male venga sconfitto dalla mancanza di vis propositiva.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: delioforever il 10 Giu 2015, 23:05
100%.
Bravo Aquilante
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: AndreaeAlessio il 11 Giu 2015, 06:30
Veramente i miei più sentiti complimenti.
Un'analisi lucida e dettagliata della situazione come poche volte mi è capitato di leggere.
E non solo di "calcio".
Adesso metto la notifica su Aquilante ... magari scrive e non me accorgo subito.

Inviato dal mio SM-G900F con Tapatalk

Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Redazione Lazio.net il 11 Giu 2015, 07:08
(http://s17.postimg.org/4fveikanz/Schermata_2015_06_11_alle_06_59_45.png)


Pubblicato sul Magazine  (http://www.lazio.net/mag/2015/06/11/la-primavera-di-lotito/)
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Tarallo il 11 Giu 2015, 07:12
OT
Lungi da me l'intenzione di far deragliare il bellissimo.topic, ma non so proprio dove metterlo.


L'eterna maledizione del tifoso laziale (Il Tempo)
La storia biancoceleste insegna a non montarsi mai la testa: nemmeno nei periodi fortunati Ma anche a non sprofondare nell'angoscia quando le cose non vanno per il verso giusto


E ci risiamo. La lazialità è così. Quando hai l'onore di essere parte di una grande comunità, che si chiama Polisportiva Lazio, che raggruppa decine e decine di differenti sezioni che ne fanno la più grande polisportiva europea, ente morale dal 1921, Stella d'oro al merito sportivo nel 1967, Collare d'oro al merito sportivo nel 2002, quando hai l'onore di appartenere a una storia eroica che comincia il 9 gennaio 1900, quando le colonne delle tua identità sono Silvio Piola e Fausto Coppi, quando puoi osservare le decine di medaglie d'oro e le centinaia di titoli vinti dagli atleti che gareggiano sotto le ali protettrici dell'aquila imperiale, sai che sotto il cielo esiste anche una terra sporca, e che la bellezza di questa appartenenza è troppo lucente e sgargiante per non essere insozzata e contaminata dalle faccende della bassa gente.
Ed è così, la storia laziale, ed è questa l'identità laziale: allenata alla Bellezza, forgiata alla sopportazione. Come il dio che in sé partorisce il figlio che prova ad avvelenarlo. Questo partorisce, nella fratellanza biancoceleste, un sentimento sano: un distacco imperturbabile, una distanza siderale rispetto alle sciagure che ogni tanto si abbattono sui 115 anni di storia e che alcuni, stupidamente, scambiano per cinismo o disillusione.
No, la lazialità è un'identità forgiata nella sofferenza e nell'accettazione di ciò che spesso è troppo umano per essere autenticamente laziale. Il simbolo di tutto questo è la Lazio che vinse lo scudetto nel 1974: finiti i trionfi, arrivarono le tragedie. Ma il laziale sa che è questo il suo destino: guardare i bassi dell'inferno mentre stai toccando il cielo con un dito.
È un atteggiamento, uno stile, una visione della vita che consente, e che ha sempre consentito, di non montarsi mai la testa nei periodi fortunati e non sprofondare nell'angoscia e nei sentimenti popolani quando le cose non vanno per il verso giusto. Se c'è una storia grande che ti sorregge e ti abbraccia, sai che gli scandali piccoli o grandi, le disavventure minime o eclatanti, sono poco più che cronaca. Arrivano, e passano, e assieme a loro trapassano, nel dimenticatoio, coloro che hanno provato a scalfire una gloria più che centenaria.
Quegli altri, quelli che dal 1927 sono gli eternamente secondi, e che sono un incidente occasionale e secondario nella storia della Capitale, non lo capiscono. E ancora provano a rinfacciare, per dire, gli undici anni di serie B del calcio laziale. Ebbene, io ero ragazzino in quegli anni, e l'amore verso la squadra che nello stemma porta il simbolo delle legioni romane e i colori della Grecia olimpica ho cominciato a coltivarlo proprio quando era più difficile farlo. E come migliaia e migliaia di altre persone.
Nella visione laziale, conta più il gol di Giuliano Fiorini in Lazio-Vicenza che lo scudetto vinto nel 2000. Siamo fatti così. Con orgoglio, come educatamente e naturalmente impone la fratellanza laziale. Sempre agli stessi dirimpettai devi poi stare a spiegare che tu non idolatri nessuno, che i re di Roma esistono solo nella testa degli illusi, e che tu tifi una maglia e quello che incarna, perché quella maglia rappresenta sempre molto, molto di più di colui che ha l'onere di indossarla.
Certo, sappiamo che la storia biancoceleste, nella potenza della sua manifestazione, contiene in sé, come molte volte è stato detto, una sorta di maledizione. È una grande storia costellata di piccole storiacce che, guardacaso, si affacciano e manifestano quasi sempre nei momenti in cui la gioia sembra potersi impadronire della tua fede sportiva. Possano essere una malattia, un proiettile sbagliato, un'inchiesta, un'indagine, un tradimento, un traditore, le disgrazie arrivano sempre.
A ricordarti che non puoi mai lasciarti andare alla smodatezza, alla tracotanza, al «semo li mejo» perché questi atteggiamenti non ti appartengono, e nemmeno ti sono permessi. Hai fatto una scelta di campo, hai deciso anche tu di caricarti sulle spalle un piccolo pezzo di questa storia eroica e dolorosa, che nessuno può scalfire, indebolire o mettere in discussione.
E dunque, quando arriva una tempesta, l'ennesima tempesta, senti le scosse ma senti che la roccia su cui poggi è più forte del tramestio delle onde che si agitano sotto. L'aquila è Roma, e tu voli sempre più in alto di ogni nefandezza.
Angelo Mellone

EOT
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: italicbold il 11 Giu 2015, 07:26
Un po de retorica spiattellata qua e la.
Carino, a noi ci piace rigirarci nella pastella del dolore, ma io, anche se ero allo stadio e do un peso profondo al gol di Fiorini, continuo a sognare madido dov'ero alle 18 e 04 del 14 maggio del 2000.
Tutta sta sofferenza ce la inventiamo noi stessi a volte.
Negli ultimi 30 anni, una generazione, la Lazio é una delle sole 4 squadre di serie A ad essere sempre stata in serie A, con fortune alterne, ma mediamente sempre nella parte sinistra della classifica.
Negli ultimi 30 anni siamo la squadra che ha vinto più coppe Italia, senza tener di conto, appunto, di uno scudetto, tre super coppe italiane,  una supercoppa europea e una coppa delle coppe.
In questi 30 anni alcuni dei migliori giocatori del mondo hanno portato quella maglietta. O l'hanno ricevuta a fine partita dopo aver perso.
A Firenze, a Napoli, a Genova, mentre noi "soffrivamo" con Giannicchedda, se gustavano splendide cavalcate in serie C1 o anche C2. E ancora oggi ce stanno dietro alle chiappe.

Per carità, a noi piace questa agiografia del laziale sofferente, il nostro santo patrono é un martire ingegnoso nello scovare penitenze complicate. Ma alla luce dei fatti, essere laziale, essere stato laziale, negli ultimi 30 anni é stata una gran botta di goduria.
E lo é ancora.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: JoeStrummer il 11 Giu 2015, 07:27
Ottimo IB


Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Buckley il 11 Giu 2015, 07:29
Citazione di: Tarallo il 11 Giu 2015, 07:12
OT
Lungi da me l'intenzione di far deragliare il bellissimo.topic, ma non so proprio dove metterlo.


L'eterna maledizione del tifoso laziale (Il Tempo)
La storia biancoceleste insegna a non montarsi mai la testa: nemmeno nei periodi fortunati Ma anche a non sprofondare nell'angoscia quando le cose non vanno per il verso giusto


E ci risiamo. La lazialità è così. Quando hai l'onore di essere parte di una grande comunità, che si chiama Polisportiva Lazio, che raggruppa decine e decine di differenti sezioni che ne fanno la più grande polisportiva europea, ente morale dal 1921, Stella d'oro al merito sportivo nel 1967, Collare d'oro al merito sportivo nel 2002, quando hai l'onore di appartenere a una storia eroica che comincia il 9 gennaio 1900, quando le colonne delle tua identità sono Silvio Piola e Fausto Coppi, quando puoi osservare le decine di medaglie d'oro e le centinaia di titoli vinti dagli atleti che gareggiano sotto le ali protettrici dell'aquila imperiale, sai che sotto il cielo esiste anche una terra sporca, e che la bellezza di questa appartenenza è troppo lucente e sgargiante per non essere insozzata e contaminata dalle faccende della bassa gente.
Ed è così, la storia laziale, ed è questa l'identità laziale: allenata alla Bellezza, forgiata alla sopportazione. Come il dio che in sé partorisce il figlio che prova ad avvelenarlo. Questo partorisce, nella fratellanza biancoceleste, un sentimento sano: un distacco imperturbabile, una distanza siderale rispetto alle sciagure che ogni tanto si abbattono sui 115 anni di storia e che alcuni, stupidamente, scambiano per cinismo o disillusione.
No, la lazialità è un'identità forgiata nella sofferenza e nell'accettazione di ciò che spesso è troppo umano per essere autenticamente laziale. Il simbolo di tutto questo è la Lazio che vinse lo scudetto nel 1974: finiti i trionfi, arrivarono le tragedie. Ma il laziale sa che è questo il suo destino: guardare i bassi dell'inferno mentre stai toccando il cielo con un dito.
È un atteggiamento, uno stile, una visione della vita che consente, e che ha sempre consentito, di non montarsi mai la testa nei periodi fortunati e non sprofondare nell'angoscia e nei sentimenti popolani quando le cose non vanno per il verso giusto. Se c'è una storia grande che ti sorregge e ti abbraccia, sai che gli scandali piccoli o grandi, le disavventure minime o eclatanti, sono poco più che cronaca. Arrivano, e passano, e assieme a loro trapassano, nel dimenticatoio, coloro che hanno provato a scalfire una gloria più che centenaria.
Quegli altri, quelli che dal 1927 sono gli eternamente secondi, e che sono un incidente occasionale e secondario nella storia della Capitale, non lo capiscono. E ancora provano a rinfacciare, per dire, gli undici anni di serie B del calcio laziale. Ebbene, io ero ragazzino in quegli anni, e l'amore verso la squadra che nello stemma porta il simbolo delle legioni romane e i colori della Grecia olimpica ho cominciato a coltivarlo proprio quando era più difficile farlo. E come migliaia e migliaia di altre persone.
Nella visione laziale, conta più il gol di Giuliano Fiorini in Lazio-Vicenza che lo scudetto vinto nel 2000. Siamo fatti così. Con orgoglio, come educatamente e naturalmente impone la fratellanza laziale. Sempre agli stessi dirimpettai devi poi stare a spiegare che tu non idolatri nessuno, che i re di Roma esistono solo nella testa degli illusi, e che tu tifi una maglia e quello che incarna, perché quella maglia rappresenta sempre molto, molto di più di colui che ha l'onere di indossarla.
Certo, sappiamo che la storia biancoceleste, nella potenza della sua manifestazione, contiene in sé, come molte volte è stato detto, una sorta di maledizione. È una grande storia costellata di piccole storiacce che, guardacaso, si affacciano e manifestano quasi sempre nei momenti in cui la gioia sembra potersi impadronire della tua fede sportiva. Possano essere una malattia, un proiettile sbagliato, un'inchiesta, un'indagine, un tradimento, un traditore, le disgrazie arrivano sempre.
A ricordarti che non puoi mai lasciarti andare alla smodatezza, alla tracotanza, al «semo li mejo» perché questi atteggiamenti non ti appartengono, e nemmeno ti sono permessi. Hai fatto una scelta di campo, hai deciso anche tu di caricarti sulle spalle un piccolo pezzo di questa storia eroica e dolorosa, che nessuno può scalfire, indebolire o mettere in discussione.
E dunque, quando arriva una tempesta, l'ennesima tempesta, senti le scosse ma senti che la roccia su cui poggi è più forte del tramestio delle onde che si agitano sotto. L'aquila è Roma, e tu voli sempre più in alto di ogni nefandezza.
Angelo Mellone

EOT
Beh, che dire....bravo Angelo Mellone. Io sono orgoglioso della mia scelta di campo e della nostra storia. Gli anni di B sono proprio quelli che mi hanno insegnato ad essere laziale in piena autonomia, non perche' mio padre mi aveva trasmesso la sua passione sportiva. Le trasferte degli anni 80, i mille km per vedere i nostri perdere 4-0 col toro, ma sti cazzi, noi c'eravamo. Verissimo, il gol di Fiorini piu' bello dello scudetto del 2000 mentre gli altri erano sempre sulla cresta dell'onda, supportati dal potere e dai media. Bene, ce lo sgrullassero!
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Buckley il 11 Giu 2015, 07:36
Citazione di: italicbold il 11 Giu 2015, 07:26
Un po de retorica spiattellata qua e la.
Carino, a noi ci piace rigirarci nella pastella del dolore, ma io, anche se ero allo stadio e do un peso profondo al gol di Fiorini, continuo a sognare madido dov'ero alle 18 e 04 del 14 maggio del 2000.
Tutta sta sofferenza ce la inventiamo noi stessi a volte.
Negli ultimi 30 anni, una generazione, la Lazio é una delle sole 4 squadre di serie A ad essere sempre stata in serie A, con fortune alterne, ma mediamente sempre nella parte sinistra della classifica.
Negli ultimi 30 anni siamo la squadra che ha vinto più coppe Italia, senza tener di conto, appunto, di uno scudetto, tre super coppe italiane,  una supercoppa europea e una coppa delle coppe.
In questi 30 anni alcuni dei migliori giocatori del mondo hanno portato quella maglietta. O l'hanno ricevuta a fine partita dopo aver perso.
A Firenze, a Napoli, a Genova, mentre noi "soffrivamo" con Giannicchedda, se gustavano splendide cavalcate in serie C1 o anche C2. E ancora oggi ce stanno dietro alle chiappe.

Per carità, a noi piace questa agiografia del laziale sofferente, il nostro santo patrono é un martire ingegnoso nello scovare penitenze complicate. Ma alla luce dei fatti, essere laziale, essere stato laziale, negli ultimi 30 anni é stata una gran botta di goduria.
E lo é ancora.

Innegabile cio' che dici, ma le vittorie hanno un sapore speciale se hai conosciuto quelle sofferenze e non ti hanno piegato. La Lazio e' immensa perche' e' caduta ma ha sempre saputo ripartire. E  comunque si', bella goduria essere laziali... :since :since :since
:stop :asrm :stop
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Palo il 11 Giu 2015, 07:43
Bravissimo Aquilante!!

Buono a Mellone ma concordo con IB, negli ultimi anni più gioie che dolori e ... molto meglio così, eccheccazzo!
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Monsieur Opale il 11 Giu 2015, 07:50
si ma la retorica in una storia di sport ce sta come il vino rosso nel ragù
per me un buon pezzo che racconta anche una diversità dai mostri,
diversità per me reale
Titolo: la primavera di lotito
Inserito da: Tarallo il 11 Giu 2015, 07:52
Non è questione di ultimi anni (e davvero non volevo spostare l'attenzione su Mellone, meno interessante di aquilante) ma nel contesto dell'aggressione a Lotito in un momento di grande gioia laziale (sono limitati ita', inutile indorare) il pezzo ci ricorda che la nostra è una storia di attenzione, di circospezione anche nelle feste, di conoscere gli amici ma di non sentirsi mai al riparo dai nemici. Io questa cosa nel mio essere laziale la ritrovo molto.


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Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: italicbold il 11 Giu 2015, 08:24
Citazione di: Tarallo il 11 Giu 2015, 07:52
Non è questione di ultimi anni (e davvero non volevo spostare l'attenzione su Mellone, meno interessante di aquilante) ma nel contesto dell'aggressione a Lotito in un momento di grande gioia laziale (sono limitati ita', inutile indorare) il pezzo ci ricorda che la nostra è una storia di attenzione, di circospezione anche nelle feste, di conoscere gli amici ma di non sentirsi mai al riparo dai nemici. Io questa cosa nel mio essere laziale la ritrovo molto.

Che é altra cosa dalla sofferenza endemica del laziale che rivendica Melloni.
Dall'articolo di Melloni esce fuori l'immagine di un laziale quasi francescano che non deve gioire delle vittorie, o farlo discretamente, perché sa che comunque c'é sempre la sofferenza. Corcazzo.
La frase che per un laziale conta più il gol di Fiorini che la vittoria del 2000 é un'assurdità. Non per diminuire il valore del gol di Fiorini, ma proprio per una questione sportiva e, se vogliamo, anche di prospettiva.
Mettere a confronto le due cose é assurdo. La vittoria del 2000 c'é stata perché Fiorini la imbustò, ma é anche vero che la vittoria immensa del 2000 diede un senso alla puntata di Fiorini.
Melloni scrive che il laziale gioisce, o deve gioire poco perché sa che c'é la sofferenza.
Io inverto l'ordine dei fattori, dico che al laziale le perquisizioni negli uffici de Lotito nun gliene deve fregà de meno, perché tanto, fra 2 mesi, si ricomincia a giocare.  Come dice la canzone. E a vincere.

A me questa laziali quasi cattolica, tutta pervasa da un sentimento di penitenza, di logica della sofferenza lascia perplesso. Mi viene in mente il finale di questa stagione in cui, prima di ogni partita, ogni avversari della Lazio diventava insuperabile, difficile, complicato, ogni arbitro era un nemico implacabile, ogni ostacolo un everest.
Anche di fronte a una realtà concreta e pragmatica che ci raccontava di una Lazio implacabile, o sicuramente più solida di quanto non immaginassimo.
E' la filosofia del "This is the end" scritto prima, dell' "Ormai é finita", del "moriremo tutti" che a volte ci perde e nel quale, a volte, ci piace cullarci.

Il paradiso é ora, adesso.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: happyeagle il 11 Giu 2015, 09:04
Stiamo sotto assedio e Mellone si preoccupa del colore delle divise invece di dare una mano ad organizzare le barricate. Maledetti sta grandissima ceppa.
I maledetti sono quelli che la Lazio la calunniano.   
Un grazie ad aquilante, peccato che tanta lucidità rimanga confinata inter nos e che all'esterno si dia spazio ai nipotini dei plastini.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: RubinCarter il 11 Giu 2015, 09:13
Citazione di: italicbold il 11 Giu 2015, 07:26
Un po de retorica spiattellata qua e la.
Carino, a noi ci piace rigirarci nella pastella del dolore, ma io, anche se ero allo stadio e do un peso profondo al gol di Fiorini, continuo a sognare madido dov'ero alle 18 e 04 del 14 maggio del 2000.
Tutta sta sofferenza ce la inventiamo noi stessi a volte.
Negli ultimi 30 anni, una generazione, la Lazio é una delle sole 4 squadre di serie A ad essere sempre stata in serie A, con fortune alterne, ma mediamente sempre nella parte sinistra della classifica.
Negli ultimi 30 anni siamo la squadra che ha vinto più coppe Italia, senza tener di conto, appunto, di uno scudetto, tre super coppe italiane,  una supercoppa europea e una coppa delle coppe.
In questi 30 anni alcuni dei migliori giocatori del mondo hanno portato quella maglietta. O l'hanno ricevuta a fine partita dopo aver perso.
A Firenze, a Napoli, a Genova, mentre noi "soffrivamo" con Giannicchedda, se gustavano splendide cavalcate in serie C1 o anche C2. E ancora oggi ce stanno dietro alle chiappe.

Per carità, a noi piace questa agiografia del laziale sofferente, il nostro santo patrono é un martire ingegnoso nello scovare penitenze complicate. Ma alla luce dei fatti, essere laziale, essere stato laziale, negli ultimi 30 anni é stata una gran botta di goduria.
E lo é ancora.
Manfatti. 
È ora di spazzare via ste lacrimate parlando di Lazio.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Property il 11 Giu 2015, 09:17
Citazione di: italicbold il 11 Giu 2015, 08:24
Che é altra cosa dalla sofferenza endemica del laziale che rivendica Melloni.
Dall'articolo di Melloni esce fuori l'immagine di un laziale quasi francescano che non deve gioire delle vittorie, o farlo discretamente, perché sa che comunque c'é sempre la sofferenza. Corcazzo.
La frase che per un laziale conta più il gol di Fiorini che la vittoria del 2000 é un'assurdità. Non per diminuire il valore del gol di Fiorini, ma proprio per una questione sportiva e, se vogliamo, anche di prospettiva.
Mettere a confronto le due cose é assurdo. La vittoria del 2000 c'é stata perché Fiorini la imbustò, ma é anche vero che la vittoria immensa del 2000 diede un senso alla puntata di Fiorini.
Melloni scrive che il laziale gioisce, o deve gioire poco perché sa che c'é la sofferenza.
Io inverto l'ordine dei fattori, dico che al laziale le perquisizioni negli uffici de Lotito nun gliene deve fregà de meno, perché tanto, fra 2 mesi, si ricomincia a giocare.  Come dice la canzone. E a vincere.

A me questa laziali quasi cattolica, tutta pervasa da un sentimento di penitenza, di logica della sofferenza lascia perplesso. Mi viene in mente il finale di questa stagione in cui, prima di ogni partita, ogni avversari della Lazio diventava insuperabile, difficile, complicato, ogni arbitro era un nemico implacabile, ogni ostacolo un everest.
Anche di fronte a una realtà concreta e pragmatica che ci raccontava di una Lazio implacabile, o sicuramente più solida di quanto non immaginassimo.
E' la filosofia del "This is the end" scritto prima, dell' "Ormai é finita", del "moriremo tutti" che a volte ci perde e nel quale, a volte, ci piace cullarci.

Il paradiso é ora, adesso.
mai stato più d'accordo con italic.
per me questa è una vecchia riedizione di un topic di qualche tempo fa del laziale 1.0 o 2.0.
la storia è un patrimonio di valori, ma non deve mai essere interpretata come una palla al piede, ma solo come una base comune di intenti sui cui fare sempre forza.
invece la visione del laziale col silicio, che se abbracci la lazio ti prendi un pò di dolore, la rifuggo tutta la vita.
ma de che.
abbracciare la lazio è abbracciare un club importante, il più titolato della capitale, che porta il simbolo di roma, che conta di tantissimi tifosi e che è tra i primi in italia.
gli anni di b, gli anni 80, sono oggettivamente nei numeri, altro che una rara eccezione.
la regola è che la lazio è quella che è stata negli ultimi 30 anni, dico 30 anni, con alti e bassi certo.
ma qui sembra che parliamo della squadra dei penitenti da fustigazione.
ah la comunicazione laziale..che incapacità.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: robylele il 11 Giu 2015, 09:25
Citazione di: italicbold il 11 Giu 2015, 08:24



perfetto.
Laziale quasi francescano col cazzo (cit.).

mi duole ma quoto pure Property, é evidente che sto invecchiando a vista d'occhio.   :)
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: giovannidef il 11 Giu 2015, 09:28
Citazione di: italicbold il 11 Giu 2015, 07:26
Un po de retorica spiattellata qua e la.
Carino, a noi ci piace rigirarci nella pastella del dolore, ma io, anche se ero allo stadio e do un peso profondo al gol di Fiorini, continuo a sognare madido dov'ero alle 18 e 04 del 14 maggio del 2000.
Tutta sta sofferenza ce la inventiamo noi stessi a volte.
Negli ultimi 30 anni, una generazione, la Lazio é una delle sole 4 squadre di serie A ad essere sempre stata in serie A, con fortune alterne, ma mediamente sempre nella parte sinistra della classifica.
Negli ultimi 30 anni siamo la squadra che ha vinto più coppe Italia, senza tener di conto, appunto, di uno scudetto, tre super coppe italiane,  una supercoppa europea e una coppa delle coppe.
In questi 30 anni alcuni dei migliori giocatori del mondo hanno portato quella maglietta. O l'hanno ricevuta a fine partita dopo aver perso.
A Firenze, a Napoli, a Genova, mentre noi "soffrivamo" con Giannicchedda, se gustavano splendide cavalcate in serie C1 o anche C2. E ancora oggi ce stanno dietro alle chiappe.

Per carità, a noi piace questa agiografia del laziale sofferente, il nostro santo patrono é un martire ingegnoso nello scovare penitenze complicate. Ma alla luce dei fatti, essere laziale, essere stato laziale, negli ultimi 30 anni é stata una gran botta di goduria.
E lo é ancora.
.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: triboLazio il 11 Giu 2015, 09:29
Infatti.
tipo quei piagnoni, ragionieretti del catasto, secondo i quali non si può pretendere di più perché "in fondo, la nostra storia è un sesto posto di media".
corcazzo.
vogliamo il prossimo scudetto.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: cosmo il 11 Giu 2015, 09:32
Sono totalmente d'accordo con IB, questa faccenda del destino avverso può al massimo contribuire a definire – fra mille altre cose – la nostra identità, ma non può essere la nostra peculiarità. Si tratta di una sorta di retaggio ancestrale, di pensiero magico come la superstizione e la lettura dei tarocchi. Alimentarla anche con questi articoli di colore non fa altro che chiuderci dentro la nicchia umidiccia e sfigata da pessimismo adolescenziale.  Ma esiste il superamento (cit.) ed il superamento fortunatamente lo abbiamo già effettuato negli ultimi 30 anni come ha giustamente riportato Italic. Le cose avvengono per una ragione. Tutti quei presagi di sventura post-26 maggio non erano frutto di qualche rituale voodoo effettuato da un demone severo: semplicemente la roma ha acquistato Maicon, Benatia e Strootman, ha impostato una stagione sull'orgoglio e la voglia di rivalsa (col cul.o, gli arbitri etc – che sono fatti concreti) e noi Novaretti e Perea, sentendoci sazi (come ha dichiarato Biava). Lo scandalo del 1980, tanto per fare un esempio, avvenne perché 4 giocatori erano entrati nell'orbita di quei due maledetti maneggioni di Trinca e Cruciani.  Non esiste nessuna fatalità incombente.

Tornando all'eccellente articolo di Aquilante, il discorso è più o meno lo stesso. Proprio perché uno conosce la situazione della Lazio: storica, sociologica, economica, avrebbe avuto e ha ancora il dovere di lavorare a favore di un mutamento dei rapporti di forza e tenendo in considerazione la fisionomia del mondo in cui si agisce. Per la stessa ragione per la quale se gioco contro il Barcellona la partita sarà più difficile che una sfida contro il Sassuolo. Lotito non può continuare a ignorare il fatto che esiste un circuito che lega i mass media, alcuni grandi club, la giustizia sportiva e la magistratura. È come ignorare che stai giocando contro Iniesta e Neymar e non contro Taider e Zaza. Per cui la situazione in cui Lotito si è venuto a trovare è figlia di una valutazione superficiale delle forze in campo e del vizio di rinchiudersi dentro una cabina pressurizzata dalla quale gridare spavaldamente e inutilmente le proprie ragioni. Perché nel momento in cui ci si siede al tavolo da gioco con gli squali, devi capire che non rappresenti solo te stesso ma anche un popolo, il popolo di cui parla Pioli, un milione di tifosi che devi preservare dagli attacchi incondizionati e unidirezionali. La merda che ci spalano addosso non deve essere una penitenza e sinceramente di indossare il silicio non ne ho più nessuna voglia. Per quale peccato, poi?

Devi combattere usando anche le loro stesse armi. Puoi anche perdere ma ci devi provare. Se in prima pagina ci finisce Lotito indagato, ci finisce di nuovo la Lazio. Essere il capro espiatorio legato al palo della tortura non è un atto del destino, ma un atto del nemico e il nemico si combatte in ogni aspetto. Nelle sedi istituzionali, in campo, sui giornali, in televisione, su internet.  Non su Lazio Style Radio e nei salotti della destra borghese e/o caciarona. E ci si circonda di alleati credibili, con un peso specifico collaudato, dai quali si esige una controreazione collettiva e non di disperdersi ognuno per i fatti suoi quando la battaglia divampa.  Si fa anche con malizia, con un pizzico di faziosità, cavalcando le onde e non annegandoci sotto. Non è più l'italia rurale né l'italia del boom, né quella di Toto Cutugno o quella di Cragnotti. È l'Italia dei social con i cittadini (che hanno un peso, il peso dell'opinione pubblica è capace di giustificare persino un omicidio)  privi di filtri critici, plagiati da venti anni di finto garantismo, che si credono furbi e perspicaci sulle lotte di potere mentre continuano, continuiamo ad essere ignari dell'identità di chi i fili li tira veramente.

Con questo scenario inquinato bisogna fare i conti, ma Lotito non risponde solo per sé, risponde per un popolo e una storia. E si risponde con le azioni e le strategie e non aspettando le decisioni di un destino beffardo. Perché la verità non è solo quella che emerge dopo una fase dibattimentale. Di quella non frega niente a nessuno. La verità ora come ora corre veloce su altri binari e contribuisce a definire un mood, un'etichetta. In tutto il mondo. Ed è questo mood che incide, che cambia la direzione del vento. Puoi essere anche il musicista più geniale del mondo ma se rimani dentro la caverna la tua musica non la sente nessuno e non puoi pretendere che qualcuno ne scriva.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: paolo1971 il 11 Giu 2015, 09:37
Mi ritrovo così tanto nell'articolo di Aquilante che mi sono permesso di pubblicarlo sulla mia pagina fb citanto ovviamente fonte e autore.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: arturo il 11 Giu 2015, 09:43
orgoglioso di fare parte di questa Comunità.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: triboLazio il 11 Giu 2015, 09:48
la chiusa di Cosmo è quanto di più urgente l'attualità richiede a Lotito.
la guerra globale richiede armi micidiali.
e lui sta sull'albero con la mazzafionda.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: italicbold il 11 Giu 2015, 09:50
Citazione di: cosmo il 11 Giu 2015, 09:32

Tornando all'eccellente articolo di Aquilante, [...]

Anch'io torno ad Aquilante.
A mio avviso Lotito nella sua immaginetta da cortile é ben più attorniato di quello che si pensi. E molto più scaltro.
A oggi, il vincente, nelle questioni che contano all'interno del "palazzo" é lui. Aldilà dei titoli strillati.
Il presidente federale é il suo "cavallo", in lega il suo potere é forte, appoggiato da molti più presidenti di quanto si pensi. La distribuzione delle risorse derivanti dai diritti televisivi é effettuata secondo la sua strategia.
Io credo che queste battaglie molto mediatiche, siano effettivamente, un isterico tentativo dei suoi avversari, ormai ridotti a Juventus e merde, a utilizzare le armi più basse e avvilenti.
La battaglia é chiara, era già chiara 6 mesi fa, un anno fa. Continuerà, probabilmente continuerà.
Però io, un Lotito sprovveduto, non ce lo vedo. Non ce l'ho mai visto.


Già oggi, la notizia dei carabinieri a Formello é finita in seconda pagina.
O stanno ancora cercando o non hanno trovato nulla.
Domani già non ci penseranno più.

Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Property il 11 Giu 2015, 09:59
Citazione di: cosmo il 11 Giu 2015, 09:32
Sono totalmente d'accordo con IB, questa faccenda del destino avverso può al massimo contribuire a definire – fra mille altre cose – la nostra identità, ma non può essere la nostra peculiarità. Si tratta di una sorta di retaggio ancestrale, di pensiero magico come la superstizione e la lettura dei tarocchi. Alimentarla anche con questi articoli di colore non fa altro che chiuderci dentro la nicchia umidiccia e sfigata da pessimismo adolescenziale.  Ma esiste il superamento (cit.) ed il superamento fortunatamente lo abbiamo già effettuato negli ultimi 30 anni come ha giustamente riportato Italic. Le cose avvengono per una ragione. Tutti quei presagi di sventura post-26 maggio non erano frutto di qualche rituale voodoo effettuato da un demone severo: semplicemente la roma ha acquistato Maicon, Benatia e Strootman, ha impostato una stagione sull'orgoglio e la voglia di rivalsa (col cul.o, gli arbitri etc – che sono fatti concreti) e noi Novaretti e Perea, sentendoci sazi (come ha dichiarato Biava). Lo scandalo del 1980, tanto per fare un esempio, avvenne perché 4 giocatori erano entrati nell'orbita di quei due maledetti maneggioni di Trinca e Cruciani.  Non esiste nessuna fatalità incombente.

Tornando all'eccellente articolo di Aquilante, il discorso è più o meno lo stesso. Proprio perché uno conosce la situazione della Lazio: storica, sociologica, economica, avrebbe avuto e ha ancora il dovere di lavorare a favore di un mutamento dei rapporti di forza e tenendo in considerazione la fisionomia del mondo in cui si agisce. Per la stessa ragione per la quale se gioco contro il Barcellona la partita sarà più difficile che una sfida contro il Sassuolo. Lotito non può continuare a ignorare il fatto che esiste un circuito che lega i mass media, alcuni grandi club, la giustizia sportiva e la magistratura. È come ignorare che stai giocando contro Iniesta e Neymar e non contro Taider e Zaza. Per cui la situazione in cui Lotito si è venuto a trovare è figlia di una valutazione superficiale delle forze in campo e del vizio di rinchiudersi dentro una cabina pressurizzata dalla quale gridare spavaldamente e inutilmente le proprie ragioni. Perché nel momento in cui ci si siede al tavolo da gioco con gli squali, devi capire che non rappresenti solo te stesso ma anche un popolo, il popolo di cui parla Pioli, un milione di tifosi che devi preservare dagli attacchi incondizionati e unidirezionali. La merda che ci spalano addosso non deve essere una penitenza e sinceramente di indossare il silicio non ne ho più nessuna voglia. Per quale peccato, poi?

Devi combattere usando anche le loro stesse armi. Puoi anche perdere ma ci devi provare. Se in prima pagina ci finisce Lotito indagato, ci finisce di nuovo la Lazio. Essere il capro espiatorio legato al palo della tortura non è un atto del destino, ma un atto del nemico e il nemico si combatte in ogni aspetto. Nelle sedi istituzionali, in campo, sui giornali, in televisione, su internet.  Non su Lazio Style Radio e nei salotti della destra borghese e/o caciarona. E ci si circonda di alleati credibili, con un peso specifico collaudato, dai quali si esige una controreazione collettiva e non di disperdersi ognuno per i fatti suoi quando la battaglia divampa.  Si fa anche con malizia, con un pizzico di faziosità, cavalcando le onde e non annegandoci sotto. Non è più l'italia rurale né l'italia del boom, né quella di Toto Cutugno o quella di Cragnotti. È l'Italia dei social con i cittadini (che hanno un peso, il peso dell'opinione pubblica è capace di giustificare persino un omicidio)  privi di filtri critici, plagiati da venti anni di finto garantismo, che si credono furbi e perspicaci sulle lotte di potere mentre continuano, continuiamo ad essere ignari dell'identità di chi i fili li tira veramente.

Con questo scenario inquinato bisogna fare i conti, ma Lotito non risponde solo per sé, risponde per un popolo e una storia. E si risponde con le azioni e le strategie e non aspettando le decisioni di un destino beffardo. Perché la verità non è solo quella che emerge dopo una fase dibattimentale. Di quella non frega niente a nessuno. La verità ora come ora corre veloce su altri binari e contribuisce a definire un mood, un'etichetta. In tutto il mondo. Ed è questo mood che incide, che cambia la direzione del vento. Puoi essere anche il musicista più geniale del mondo ma se rimani dentro la caverna la tua musica non la sente nessuno e non puoi pretendere che qualcuno ne scriva.
vedo che tutto sta tornando e non ci crederete, ma io che ho buona memoria si.
questi argomenti erano esattamente parola per parola quello che si diceva anni addietro, anche ai tempi della contestazione.
il fatto è che la lazio anni 80, per quanto affascinante, esiste solo su una maglietta, bellissima, ma maglietta.
il club attuale, degli ultimi decenni, è completamente altra cosa.
e già lo è per caratura, per cilindrata, per l'importanza del bacino di utenza che rappresenta, non per grazia ricevuta da qualcuno.
dopo di che, cè il tema di cosa apportare, in senso imprenditoriale del termine, a questa base già molto buona.
e qui che verte ed ha riguardato per molto tempo la critica a lotito.
che ha fatto per alcuni bene, per altri male, ma senza rifare le divisioni note, è chiaro a tutti che è bastato un ottimo mercato, sensato e logico, per riportare quantomeno la presenza e l'entusiasmo di un popolo.
ma non basta. questo è un mondo particolare.
questo è anche e soprattutto il mondo dell'apparire e del comunicare.
e la lazio deve comunicare qualcosa di bello e per farlo ha bisogno di buoni uffici e per averli devi fare due cose: saper parlare e comunicare con accortezza ed investire qualche denaro (in tutti i sensi).
Le verità di questo mondo non si costruiscono in tribunale ma sui giornali e sui media, piaccia o no, è cosi.
Il modo di comportarsi, la formalità, l'accortezza, l'aspetto esteriore, conta oltre ogni modo, pure se dietro poi fai quello che effettivamente hai in testa.
Su questo aspetto la lazio come struttura di club e di lotito in primis è carente.
Perchè se ambisci a ricoprire certi ruoli ma prima ancora sei il rappresentante primo di una tifoseria e un club a rilevanza internazionale, non puoi dire a telefono certe cose, pure se le pensi.
Non puoi essere la macchietta nelle ospitate radio o in tv, nè prestarti a fare una parte nei cesaroni,
Ma solo per citare alcuni di innumerevoli episodi.
Mi rendo conto che sia il carattere, ma in certi ambiti il carattere può costituire un limite decisivo.
Se non riesci a cambiarlo, sei destinato ad essere fatto fuori.
Ed è quello che sta succedendo.
Certo che la lazio ne andrà di mezzo, come sempre, minimo a livello di immagine, ed è già tantissimo.
Questa ennesima bastonata, spero abbia fatto capire a lotito cosa non va nel suo modo di comportarsi.
Che certamente, al di là della reali verità che chissà se un giorno mai vedranno la luce in un tribunale che nessuno ricorderà più, ad oggi già sono agli occhi della pubblica opinione una condanna per lui e per qualsiasi sua ambizione.
Gli è costata cara, molto cara, l'incapacità di non rendersi conto che a volte occorre avere un basso profilo e una testa fredda.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: happyeagle il 11 Giu 2015, 10:08
Lotito il 27 febbraio è andato alla Procura di Roma, direttamente nell'ufficio del procuratore capo Pignatone, le armi legali per combattere la guerra in atto sono queste, altrimenti non rimane che passare a metodi illegali:   
http://www.iltempo.it/sport/calcio/2015/02/28/lotito-passa-al-contrattacco-1.1383991
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: porgascogne il 11 Giu 2015, 10:16
Citazione di: cosmo il 11 Giu 2015, 09:32
Sono totalmente d'accordo con IB, questa faccenda del destino avverso può al massimo contribuire a definire – fra mille altre cose – la nostra identità, ma non può essere la nostra peculiarità. Si tratta di una sorta di retaggio ancestrale, di pensiero magico come la superstizione e la lettura dei tarocchi. Alimentarla anche con questi articoli di colore non fa altro che chiuderci dentro la nicchia umidiccia e sfigata da pessimismo adolescenziale.  Ma esiste il superamento (cit.) ed il superamento fortunatamente lo abbiamo già effettuato negli ultimi 30 anni come ha giustamente riportato Italic. Le cose avvengono per una ragione. Tutti quei presagi di sventura post-26 maggio non erano frutto di qualche rituale voodoo effettuato da un demone severo: semplicemente la roma ha acquistato Maicon, Benatia e Strootman, ha impostato una stagione sull'orgoglio e la voglia di rivalsa (col cul.o, gli arbitri etc – che sono fatti concreti) e noi Novaretti e Perea, sentendoci sazi (come ha dichiarato Biava). Lo scandalo del 1980, tanto per fare un esempio, avvenne perché 4 giocatori erano entrati nell'orbita di quei due maledetti maneggioni di Trinca e Cruciani.  Non esiste nessuna fatalità incombente.

Tornando all'eccellente articolo di Aquilante, il discorso è più o meno lo stesso. Proprio perché uno conosce la situazione della Lazio: storica, sociologica, economica, avrebbe avuto e ha ancora il dovere di lavorare a favore di un mutamento dei rapporti di forza e tenendo in considerazione la fisionomia del mondo in cui si agisce. Per la stessa ragione per la quale se gioco contro il Barcellona la partita sarà più difficile che una sfida contro il Sassuolo. Lotito non può continuare a ignorare il fatto che esiste un circuito che lega i mass media, alcuni grandi club, la giustizia sportiva e la magistratura. È come ignorare che stai giocando contro Iniesta e Neymar e non contro Taider e Zaza. Per cui la situazione in cui Lotito si è venuto a trovare è figlia di una valutazione superficiale delle forze in campo e del vizio di rinchiudersi dentro una cabina pressurizzata dalla quale gridare spavaldamente e inutilmente le proprie ragioni. Perché nel momento in cui ci si siede al tavolo da gioco con gli squali, devi capire che non rappresenti solo te stesso ma anche un popolo, il popolo di cui parla Pioli, un milione di tifosi che devi preservare dagli attacchi incondizionati e unidirezionali. La merda che ci spalano addosso non deve essere una penitenza e sinceramente di indossare il cilicio non ne ho più nessuna voglia. Per quale peccato, poi?

Devi combattere usando anche le loro stesse armi. Puoi anche perdere ma ci devi provare. Se in prima pagina ci finisce Lotito indagato, ci finisce di nuovo la Lazio. Essere il capro espiatorio legato al palo della tortura non è un atto del destino, ma un atto del nemico e il nemico si combatte in ogni aspetto. Nelle sedi istituzionali, in campo, sui giornali, in televisione, su internet.  Non su Lazio Style Radio e nei salotti della destra borghese e/o caciarona. E ci si circonda di alleati credibili, con un peso specifico collaudato, dai quali si esige una controreazione collettiva e non di disperdersi ognuno per i fatti suoi quando la battaglia divampa.  Si fa anche con malizia, con un pizzico di faziosità, cavalcando le onde e non annegandoci sotto. Non è più l'italia rurale né l'italia del boom, né quella di Toto Cutugno o quella di Cragnotti. È l'Italia dei social con i cittadini (che hanno un peso, il peso dell'opinione pubblica è capace di giustificare persino un omicidio)  privi di filtri critici, plagiati da venti anni di finto garantismo, che si credono furbi e perspicaci sulle lotte di potere mentre continuano, continuiamo ad essere ignari dell'identità di chi i fili li tira veramente.

Con questo scenario inquinato bisogna fare i conti, ma Lotito non risponde solo per sé, risponde per un popolo e una storia. E si risponde con le azioni e le strategie e non aspettando le decisioni di un destino beffardo. Perché la verità non è solo quella che emerge dopo una fase dibattimentale. Di quella non frega niente a nessuno. La verità ora come ora corre veloce su altri binari e contribuisce a definire un mood, un'etichetta. In tutto il mondo. Ed è questo mood che incide, che cambia la direzione del vento. Puoi essere anche il musicista più geniale del mondo ma se rimani dentro la caverna la tua musica non la sente nessuno e non puoi pretendere che qualcuno ne scriva.

ho evidenziato i punti salienti, ma sono d'accordo con IB e d'accordissimo con Cosmo
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Bianchina il 11 Giu 2015, 10:27
scusate, ma e' con questo stile e questi sistemi che Claudio Lotito e quella parte di potere e sottopotere romano da cui proviene ha costruito le sue fortune.
Come possiamo sperare che cambi adesso? e come possiamo proteggere la Lazio dalle sue intemperanze (ad esser buoni)?
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Property il 11 Giu 2015, 10:30
Citazione di: Bianchina il 11 Giu 2015, 10:27
scusate, ma e' con questo stile e questi sistemi che Claudio Lotito e quella parte di potere e sottopotere romano da cui proviene ha costruito le sue fortune.
Come possiamo sperare che cambi adesso?
è ma ora non è sottopotere, è soprapotere.
e le persone devono avere la capacità di adeguarsi ai ruoli bianchina.
questi sistemi per la verità li ha sempre usati, ma sempre rimanendo in un profilo da sottobosco.
lotito è così da quando aveva 30 anni, ma prima di essere presidente della lazio, nessuno neanche sapeva chi fosse.
e allora lì, puoi fare quasi quello che vuoi.
quando è diventato un personaggio pubblico, con la lazio, sono cominciati i guai.
la linea è chiara e netta.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: arturo il 11 Giu 2015, 10:34
fino ad un certo punto, property.

se so cafoni e buzzurri i vari De Laurentis o ferrero, sono simpatici.

invece Lotito è cafone e buzzurro e basta.

e qui entra in gioco la comunicazione, carentissima.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Bianchina il 11 Giu 2015, 10:38
Citazione di: Property il 11 Giu 2015, 10:30
è ma ora non è sottopotere, è soprapotere.
e le persone devono avere la capacità di adeguarsi ai ruoli bianchina.
questi sistemi per la verità li ha sempre usati, ma sempre rimanendo in un profilo da sottobosco.
lotito è così da quando aveva 30 anni, ma prima di essere presidente della lazio, nessuno neanche sapeva chi fosse.
e allora lì, puoi fare quasi quello che vuoi.
quando è diventato un personaggio pubblico, con la lazio, sono cominciati i guai.
la linea è chiara e netta.

ma non e' solo Lotito.

Non e' che Previti, o Verdini, o Formigoni, o mettete voi un nome a caso, e quelli che ridevano dopo il terremoto, e quello che voleva  pisciare in bocca alla monaca sono diversi.
E l'Italia, per quello che e'diventata in questi anni.
Razza cafona.

Difficile tornare indietro se anche chi dovrebbe opporsi ne ha mutuato i modi.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: JoeStrummer il 11 Giu 2015, 10:42
Citazione di: arturo il 11 Giu 2015, 10:34
fino ad un certo punto, property.

se so cafoni e buzzurri i vari De Laurentis o ferrero, sono simpatici.

invece Lotito è cafone e buzzurro e basta.

e qui entra in gioco la comunicazione, carentissima.

De Laurentis e ferrero sono simpatici finchè si limitano a fare i Presidenti.
Pure Lotito era macchietta, con tanto di mitazione di Max Giusti, finchè faceva solo il Presidente della Lazio e stava al suo posto( ndr vi ricordate i frequenti " ma perchè voi laziali je volete male, v'ha sarvato ecc...).
Poi ha deciso di impegnarsi in prima persona nella politica calcistica, prima nella lega( che è un'associazione privata), e poi addirittura nell'Istituzione pubblica. Da lì sono cominciati i dolori, e come giustamente fa notare Cosmo la terribile sottovalutazione della prevedibilissima reazione.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: arkham il 11 Giu 2015, 10:42
Mi piacerebbe vedere questo pezzo in HP.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Property il 11 Giu 2015, 10:43
Citazione di: arturo il 11 Giu 2015, 10:34
fino ad un certo punto, property.
se so cafoni e buzzurri i vari De Laurentis o ferrero, sono simpatici.
invece Lotito è cafone e buzzurro e basta.
e qui entra in gioco la comunicazione, carentissima.
eh si. ma quelli da te citati sono cafoni a casa loro.
non nutrono ambizioni di cariche federali di primissimo piano.
qui sta la differenza, spero sia chiaro.
lotito invece si è stancato di fare il reuccio a formello o divertirsi a quelli che il calcio, è ha cominciato a nutrire obiettivi più importanti.
qui cominciano i guai.
il bello della questione però, è che ha anche scoperto il volto ai veri nemici.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Property il 11 Giu 2015, 10:47
Citazione di: Bianchina il 11 Giu 2015, 10:38
ma non e' solo Lotito.
Non e' che Previti, o Verdini, o Formigoni, o mettete voi un nome a caso, e quelli che ridevano dopo il terremoto, e quello che voleva  pisciare in bocca alla monaca sono diversi.
E l'Italia, per quello che e'diventata in questi anni.
Razza cafona.
Difficile tornare indietro se anche chi dovrebbe opporsi ne ha mutuato i modi.
e infatti tutti quelli da te citati mi pare abbiano avuto i loro bei problemi. con la differenza che rappresentano, al di là del ruolo istituzionale, se stessi o un elettorato presunto. qui lotito rappresenta un popolo con una propria identità.
ha voluto svoltare, senza però disporre, almeno mediaticamente, di adeguati accorgimenti.
poi i processi sono altra cosa.
ma dovete capire che la verità processuale, in questo mondo, non interessa a nessuno.
forse anche lotito se ne è accorto dopo l'ennesima mazzata.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: cartesio il 11 Giu 2015, 11:15
Citazione di: JoeStrummer il 11 Giu 2015, 10:42
Poi ha deciso di impegnarsi in prima persona nella politica calcistica, prima nella lega( che è un'associazione privata), e poi addirittura nell'Istituzione pubblica. Da lì sono cominciati i dolori, e come giustamente fa notare Cosmo la terribile sottovalutazione della prevedibilissima reazione.

Siamo sicuri che Lotito abbia sottovalutato la reazione?

E che esistesse una soluzione al problema?
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: JoeStrummer il 11 Giu 2015, 11:21
Citazione di: cartesio il 11 Giu 2015, 11:15
Siamo sicuri che Lotito abbia sottovalutato la reazione?

E che esistesse una soluzione al problema?

Direi proprio di si.
Tant'è che intanto lo hanno costretto a perdere la delega per le riforme sul piano politico, mentre sul piano sportivo alcuni arbitraggi, beh, li hai visti anche tu, penso...

IMHO la soluzione era quella di lavorare dietro le quinte ad un legittimo progetto politico senza esporsi in prima persona, del resto ne stiamo discutendo dalla scorsa estate...
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: PabloHoney il 11 Giu 2015, 11:21
Citazione di: arkham il 11 Giu 2015, 10:42
Mi piacerebbe vedere questo pezzo in HP.

Questo?
http://www.lazio.net/mag/2015/06/11/la-primavera-di-lotito/
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Property il 11 Giu 2015, 11:25
Citazione di: cartesio il 11 Giu 2015, 11:15
Siamo sicuri che Lotito abbia sottovalutato la reazione?
E che esistesse una soluzione al problema?
assolutamente si, questo è un dato acclamato.
hai nei fatti perso un'incarico federale importante.
ora addirittura sei indagato, con danno di immagine enorme, per se stesso e la lazio.
è oggettivo che abbia cannato la valutazione della situazione.
al problema non dovevi arrivarci, dovevi prevenirlo, se vuoi campare in questo modo a questi livelli di visibilità.
profilo basso, poche parole e misurate, testa lucida, comportamento da chierichetto e abbondando degli atteggiamenti anni 90, con 8 telefoni al seguito, che straparla in diretta e in conferenza stampa.
a quei livelli, per quei ruoli, il telefono quasi neanche devi utilizzarlo, figuriamoci 8.
oltretutto non dimentichiamo che in quanto a condanne varie è recidivo.
per questo è stato incauto, molto incauto.
sembra strano dirlo di lotito che sembra uno scaltro e col pelo sullo stomaco.
ma sè fatto fregare come un pollo e glielhanno incartata e impacchettata.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Buckley il 11 Giu 2015, 11:40
Citazione di: cartesio il 11 Giu 2015, 11:15
Siamo sicuri che Lotito abbia sottovalutato la reazione?

E che esistesse una soluzione al problema?

Io non voglio neppure entrare nella discussione sulla capacita' di comunicare di Lotito o sul fatto che stia facendo il passo piu' lungo della sua gamba...mi vengono in mente le parole di Guccini quando dice "e' difficile capire se non hai capito gia'"...secondo me Lotito e' sempre stato questo e si sa, ma cosi' lo sono anche gli altri, e non solo i Ferrero e gli Zamparini ma anche i Pallotta e gli Agnelli, e il problema non e' che magnano ma sanno stare a tavola come si diceva della vecchia DC, e' che nessuno vuol vedere che il re e' nudo. Non ci trovo alcuna differenza tra un discorso arrogante di Lotito e quello di Agnelli, forse quello di Lotito lo sento anche intriso di millanteria mentre quello di Agnelli mi spaventa di piu' perche' so bene chi detiene il vero potere in Italia. La lotta che sta facendo Lotito e' per forza di cose una guerra con la clava, nessuno correra' in suo soccorso o ne magnifichera' le intenzioni, cio' non interessa chi controlla i media. Per esserne alla pari dovrebbe costruirsi un impero mediatico, non basta avere un buon responsabile della comunicazione, tanto di sofisti un tanto al chilo se ne trovano in tutte le redazioni pronti a dimostrare che un bel discorso nasconde chissa' quali terribili intenzioni.
Poi che i sostenitori di Lotito siano impresentabili e' anche vero (vedi Preziosi) ma forse il radiato Sabatini o chi per lui e' meglio? Sono migliori perche' non vengono martellati quotidianamente a reti e quotidiani unificati come invece capita a Lotito, il quale comunque va avanti come un treno, lo ha detto lui. E lo stesso faranno pure gli altri, indipendentemente da Lotito. Non si disturba il manovratore. Cragnotti sapeva comunicare e si presentava come un signore, ma che fine ha fatto? Per essere lasciato in pace non ti devi opporre o, meglio, devi ungere le ruote. Se vuoi cambiare il sistema a tuo vantaggio c'e' solo la strada di Lotito, mi sembra. Adesso a me pare evidente che la sete di potere del nostro presidente prescinda la Lazio. Questo e' Lotito. Un manager capace e un arrivista pronto a tutto. Senza l'uno non c'e' l'altro. Ci vada bene o meno, questo e' un altro discorso. Io la risposta non ce l'ho.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: MauroLaziale il 11 Giu 2015, 11:48
Citazione di: PabloHoney il 11 Giu 2015, 11:21
Questo?
http://www.lazio.net/mag/2015/06/11/la-primavera-di-lotito/
Posso condividere questo link su twitter?Ho il permesso?
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: PabloHoney il 11 Giu 2015, 11:57
Citazione di: MauroLaziale il 11 Giu 2015, 11:48
Posso condividere questo link su twitter?Ho il permesso?

Penso proprio di si,
e' un link pubblico
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: MauroLaziale il 11 Giu 2015, 12:06
Citazione di: PabloHoney il 11 Giu 2015, 11:57
Penso proprio di si,
e' un link pubblico
Ok grazie.Il topic merita la diffusione.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: aquilante il 11 Giu 2015, 12:50

un grazie a tutti, anzitutto, per le belle parole spese a commento delle mie riflessioni pubblicate ieri
un grazie particolare poi alla redazione di lazio.net per avere inserito nel magazine il pezzo in questione. un onore e piacere

nel merito della discussione, ricorrendo a una formula usata spesso per suscitare simpatia e ilarità, direi che sono completamente d'accordo a metà con quanto scrive italicbold. sì, la Lazio, la storia della Lazio degli ultimi trenta anni, è profondamente diversa da quella dei decenni precedenti. lottavamo con l'atalanta e con il brescia per un posto al sole, adesso storciamo il muso, e a ragione, quando dobbiamo accontentarci di una piazzamento in el

senza soffermarci ora sulle ragioni di questa mutazione, non possiamo tacere però che ci sia, o meglio che permanga, un elemento che accomuna la Lazio di Umberto Lenzini (grazie per sempre, Presidente!) alla Lazio di cragnotti e lotito. sappiamo bene di cosa stiamo parlando e altrettanto bene sappiamo, tutti noi, non me ne voglia melloni, che le vicissitudini vissute allora e quelle che ci stanno accompagnando nel nuovo millennio, hanno poco, molto poco, a che fare con il fato o con la malasorte. non è il fato che frena il cammino della Lazio - della Lazio degli ultimi trenta anni e di quella dei precedenti cinquanta. e i laziali, di ieri e di oggi, sarebbero ben lieti di scrollarsi di dosso questa immagine di gente che nonostante tutto, di un popolo che malgrado tutto, di noi che niente ci piegherà e niente ci fermerà. eccetera eccetera

sappiamo bene perché non ci sia scandalo nel calcio italiano senza che la Lazio ne sia in qualche modo coinvolta. e sappiamo bene perché massa e rocchi - ma sono solo gli esempi più recenti - possono fare con noi, nell'indifferenza generale, cose che fatte ad altri li vedrebbero alla pubblica gogna per settimane. dobbiamo fregarcene e contare solo sulle nostre forze? dobbiamo attrezzarci e combattere la guerra con le armi che questa guerra richiede? la questione è complessa, non si può rispondere in due righe. per ora, mi limito a dire che, a mio parere, lotito è assai più attrezzato, determinato e consapevole di quanto non si voglia far credere. parafrasando, le lotte per il potere non sono balli in maschera. non so, non lo conosco, ma credo che lotito non abbia mai ballato in vita sua


Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Tarallo il 11 Giu 2015, 13:01
Meno male, se no parevo matto.
Pero' Massa e Rocchi sono recenti e si puo' essere tentati di ricondurli a Lotito, mentre aquilante sottolinea bene come Menicucci e Bazzoli facciano parte di ere diverse. E le volanti in campo, con Trinca e Cruciani. E Vinazzani. E Mauri, e ora Lotito.
Questo elemento permane (cit. aquilante).
Io non ho postato Melloni per piangermi addosso, neanche a me piace la retorica della sofferenza.
L'ho postato per ricordare a tutti che non possiamo mai abbassare la guardia.

Se Lotito sia o meno attrezzato per resistere agli attacchi non lo so. Che abbia commesso errori ne sono certo, ma non credo che siano errori perseguibili per legge (dire a alta voce che e' responsabile della penalizzazione della Reggina e' coatto, ma non punibile).

La cosa piu importante per me e' chi attacca, non chi e' attaccato. Perche' e' chiaro che sono nascosti dietro a pm amici, e' chiaro che vogliono sovvertire le tendenze che Lotito ha messo in atto, e e' chiaro che vogliono farlo gettando fango sul nemico. Per questo non mi interessa se i 5 presidenti siano dei delinquenti, non uso la stessa tattica. Mi interessa smascherare chi c'e' dietro, e spero che Lotito ci riesca.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Bianchina il 11 Giu 2015, 13:04
Citazione di: aquilante il 11 Giu 2015, 12:50
sappiamo bene perché non ci sia scandalo nel calcio italiano senza che la Lazio ne sia in qualche modo coinvolta. e sappiamo bene perché massa e rocchi - ma sono solo gli esempi più recenti - possono fare con noi, nell'indifferenza generale, cose che fatte ad altri li vedrebbero alla pubblica gogna per settimane.

approfitto del tuo post (ciao) per una domanda apparentemente OT.

Ma cosa succederebbe a parti invertite se Matias Almeyda nella sua autobiografia avesse parlato di un fantomatico Lazio Parma aggiustato invece di quel reale scandaloso Roma Parma del 2001 che regalo' lo scudetto ai fetidi?
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: RubinCarter il 11 Giu 2015, 14:49
Citazione di: aquilante il 11 Giu 2015, 12:50

Scrivi diobono scrivi.
Senza eccedere (ma tanto lo sai come funziona) ma scrivi.

La Lazio tra i tifosi è ancorata a ermacca su fb , visto che i "graduati" i conduttori cioè delle varie trasmissioni,chi per un motivo chi per un altro , girano la testa dall'altra parte quando invece servirebbero i veri tuoni e fulmini.

Scrivi , cominciamo dal basso (inteso come tifoseria), che lassù non ci vogliono vedere ma pure poco dietro non è che fanno a gara per non dico difenderci ma quanto meno raccontarla giusta.



Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Freccia01 il 11 Giu 2015, 15:17
Che bello leggervi ....   :wlazio:
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: ES il 11 Giu 2015, 23:04
Intanto il grande dittatore non si è espresso. Non ce ne era il bisogno? Non era il caso?
Non può bastare malago coi suoi passi indietro, visto che non è esperto in materia, né palazzi, io credo.
Il fronte sembra ancora unito, ce lo ha fatto capire Ferrero, che non parlerebbe così in caso contrario.
Si continua avanti, come carri armati sotto la pioggia. Spero sia così.
Non sarà il processo penale, i risultati servono oggi, e Lotito ancora non cade. Io uno così non lo ho mai visto, veramente.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: NoSurrender il 12 Giu 2015, 00:24
Davvero perfetto, aquilante, anche nell'ultimo intervento.


Lo "sappiamo bene", tutti.


Inviato dal mio iPad utilizzando Tapatalk
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Daniela il 12 Giu 2015, 14:26
concorso con la lucida analisi di Cosmo
(quella di IB la devo ancora leggere :P, ma sicuramente concorderò ;) )

basta con battaglie giuste ma combattute male e a danno e sulle spalle della Lazio
che però per inìciso
in questo caso entra in ballo solo perchè chiamata mediaticamente in ballo dai media

agendo Lotito in questa vicenda (se poi ne verranno accertate le colpe) come consigliere federale e non come presidente della Lazio
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: GoodbyeStranger il 13 Giu 2015, 12:22
Citazione di: robylele il 11 Giu 2015, 09:25
mi duole ma quoto pure Property, é evidente che sto invecchiando a vista d'occhio.   :)

effettivamente mi ha fatto un po' impressione... però dai... coraggio.

:=))
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Dusk il 13 Giu 2015, 13:01
Citazione di: Bianchina il 11 Giu 2015, 13:04
approfitto del tuo post (ciao) per una domanda apparentemente OT.

Ma cosa succederebbe a parti invertite se Matias Almeyda nella sua autobiografia avesse parlato di un fantomatico Lazio Parma aggiustato invece di quel reale scandaloso Roma Parma del 2001 che regalo' lo scudetto ai fetidi?


Non si parlerebbe d'altro. Ci sarebbe un corsivo con la parola "revocare" nel titolo tutti, tutti, tutti i giorni, su Repubblica, Gazzetta, Fatto Quotidiano e altro.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Drake il 13 Giu 2015, 15:03
Stamattina su SkySport24 c'era la rubrica Giovane Italia, trasmissione dedicata al calcio giovanile, mi sono fermato a guardarla, certo che avrebbero parlato della partita della primavera di ieri. Ospite, dagli studi di Roma, l'ex primavera giallorosso Verre, quest'anno al Perugia. Ebbene tutta la trasmissione è stata incentrata sul settore giovanile delle merde, prima focus sui loro allievi nazionali, strafavoriti per il titolo, che hanno collezionato quest'anno record su record, intervista al loro tecnico (con ringraziamenti a riomachannel per le immagini) e a quelli di Inter e Chievo, ma giusto perché sono nello stesso girone di quelli lì. Piccola parentesi con gli under 19 che hanno giocato di più in campionato, dove, dopo il parmense Josè Mauri, spiccano Verde e Romagnoli. Poi via all'amarcord, con lo scudetto conquistato da Verre e compagni con la primavera e l'esordio con la roma contro lo Slovan  :).  Infine chiosa con l'esultanza del cocco di nonna Florenzi, pretesto per chiedere a Verre come esulterà lui al primo gol all'olimpico con la maglia delle merde. La partita di ieri mai nominata, come se non fosse mai stata giocata. Una trasmissione che si occupa di calcio giovanile e che ha parlato quasi solo di loro è riuscita a ignorare il risultato della loro primavera di ieri.  A essere maliziosi si potrebbe pensare che la partecipazione di Verre era stata pensata con un esito ben diverso di quella partita.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: zimmer il 13 Giu 2015, 15:51
Citazione di: Drake il 13 Giu 2015, 15:03
Stamattina su SkySport24 c'era la rubrica Giovane Italia, trasmissione dedicata al calcio giovanile, mi sono fermato a guardarla, certo che avrebbero parlato della partita della primavera di ieri. Ospite, dagli studi di Roma, l'ex primavera giallorosso Verre, quest'anno al Perugia. Ebbene tutta la trasmissione è stata incentrata sul settore giovanile delle merde, prima focus sui loro allievi nazionali, strafavoriti per il titolo, che hanno collezionato quest'anno record su record, intervista al loro tecnico (con ringraziamenti a riomachannel per le immagini) e a quelli di Inter e Chievo, ma giusto perché sono nello stesso girone di quelli lì. Piccola parentesi con gli under 19 che hanno giocato di più in campionato, dove, dopo il parmense Josè Mauri, spiccano Verde e Romagnoli. Poi via all'amarcord, con lo scudetto conquistato da Verre e compagni con la primavera e l'esordio con la roma contro lo Slovan  :).  Infine chiosa con l'esultanza del cocco di nonna Florenzi, pretesto per chiedere a Verre come esulterà lui al primo gol all'olimpico con la maglia delle merde. La partita di ieri mai nominata, come se non fosse mai stata giocata. Una trasmissione che si occupa di calcio giovanile e che ha parlato quasi solo di loro è riuscita a ignorare il risultato della loro primavera di ieri.  A essere maliziosi si potrebbe pensare che la partecipazione di Verre era stata pensata con un esito ben diverso di quella partita.

Lungi da me il difendere sky sport (direttore Caressa  :x :blah:) ma credo che quella rubrica sia registrata e quindi fatta prima della partita di ieri
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: DajeLazioMia il 13 Giu 2015, 15:52
Citazione di: zimmer il 13 Giu 2015, 15:51
Lungi da me il difendere sky sport (direttore Caressa  :x :blah:) ma credo che quella rubrica sia registrata e quindi fatta prima della partita di ieri
Da 3 anni siamo il Real della Primavera.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Valon92 il 13 Giu 2015, 15:59
E a dirla tutta la "giovane Italia" si occupa del settore giovanile, ma dalla primavera (esclusa) in giù di solito.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Dusk il 14 Giu 2015, 15:30
Citazione di: zimmer il 13 Giu 2015, 15:51
Lungi da me il difendere sky sport (direttore Caressa  :x :blah:) ma credo che quella rubrica sia registrata e quindi fatta prima della partita di ieri

Ma peggio me sento, così.
Prima della partita registri la puntata.
Vince a maggeica? C'hai già tutto pronto.
Vince la Lazio? Daje di damnatio memoriae, subito.
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: happyeagle il 14 Giu 2015, 16:53
Se avessero controllato magari s'accorgevano che il cartellino di Chicazzè Verre è tutto dell'Udinese. 
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Monsieur Opale il 14 Giu 2015, 17:33
http://blog.guerinsportivo.it/calcio/2015/06/12/dietro-la-resistenza-di-lotito

mamma mia quante cazzate!

i servi di agnelli stanno tutti con l'elmetto in trincea
Titolo: Re:la primavera di lotito
Inserito da: Valon92 il 14 Giu 2015, 17:49
Al di là della posizione assunta nell'articolo, il ragionamento ha un errore di fondo. Alla FIFA i voti pesano ognuno 1, mentre per l'elezione del presidente della FIGC sono pesati.

Mi sfugge poi il fatto che una federazione debba occuparsi del calcio dilettantistico, che imho andrebbe eliminato (eliminato il suo riconoscimento a livello nazionale) in quanto tale perché è lì che nascono le prime magagne ed impicci della Lega Pro, dei piccoli imprenditori che tengono in ostaggio amministrazioni di piccole città.