Abbiamo vissuto momenti peggiori di questo e siamo andati avanti lo stesso, di diverso rispetto al passato c'è solo un modo nuovo di comunicare ed un azzeramento delle figure carismatiche che erano di riferimento per i Laziali.
Dal 2000 in poi è stata tutta un'accelerazione con rincorse continue, sorpassi e sbandamenti improvvisi.
È fondamentale ricordare come siamo arrivati alla situazione attuale, una comunicazione pavida che minimizza i torti ed amplifica i demeriti è figlia di strategie precise, bisogna esercitare e preservare sempre la memoria, perché se è vero che Chinaglia affrontava da solo decine di zozzoni che l'aspettavano sotto casa è altrettanto vero che dopo il mondiale di Germania la stampa gli rese la vita impossibile e che i problemi creati alla sua famiglia contribuì alla sua decisione di andare in America, quella squadra nata per caso fu fermata dal destino e definitivamente affossata da scelte scellerate, con un copione ripetuto più avanti furono celate colpe ed alterato il corso della storia, i nostri orgogliosi anni 80 sarebbero dovuti essere meno amari se la giustizia fosse stata uguale per tutti, ma a qualcuno faceva comodo attaccare un'etichetta sulla Lazio e nessuno provò a far conoscere tutte le verità, ci fu un Liverpool ad addolcire la medicina e Long John ad alimentare la passione per una Lazio povera nel vero senso della parola, i bilanci disastrati erano l'unica costante di quegli anni, non era un caso, Giordano rifiutò il passaggio alla Juve perché gli offrivano un contratto inferiore a quello che aveva con la Lazio, una volta era pratica usuale andare in deficit e rientrare con le cessioni eccellenti prima di cedere le società, lo stesso accadde anni dopo quando Baggio lasciò Firenze per andare a Torino, era ancora un calcio romantico, con il vincolo sui cartellini e gli scambi all'Hotel Gallia, un calcio che ci vedeva però ancora più attaccati a quella maglia biancoceleste, specialmente quando Lei aveva bisogno del nostro supporto. I Calleri tanto per cambiare arrivarono quando eravamo già con un piede sul baratro, decisamente sbilanciati, ancora una volta eravamo finiti nelle aule dei tribunali sportivi e guarda caso, l'altro ieri come ieri, si prese il pretesto di un'amicizia ambigua per colpire il capro espiatorio perfetto, anni dopo il disegno non gli è riuscito allo stesso modo ma la campagna mediatica ha fatto lo stesso danni notevoli, l'epopea dei -9 oggi è leggenda, ma polvere, lacrime e sangue di quel periodo formarono cemento per le fondamenta su cui Cragnotti doveva costruire la Lazio di fine millennio. Il cemento ed il progetto però non sono bastati a finire il tetto. Belle le feste, bello il banchetto ottime le libagioni, tutto bello finché non è iniziato a piovere e quello che sembrava un raffreddore è diventato una polmonite, la fibra forte temprata dagli anni ci ha fatto superare anche quella, l'ultima crisi però ha lasciato troppe tossine in circolo e ancora non le abbiamo smaltite, ci siamo indeboliti e continuiamo ad essere attaccati da virus potenzialmente letali.
Fattori esogeni e purtroppo endogeni contribuiscono alla nostra debolezza e quel cemento non è più saldo come un tempo, regge l'armatura e reggono ancora alcuni pilastri ed è lì che Noi possiamo diventare parte attiva per ricominciare a costruire qualcosa di solido che possa resistere alle intemperie.
Io nel mio piccolo e per le mie possibilità continuerò a fare l'unica cosa che ritengo utile, andare allo stadio a sostenere la Lazio, è lì sul campo che si decidono le partite ed è lì che i giocatori dovrebbero dare il massimo, sempre.
Fuori dal campo giocano purtroppo altri attori e su quel fronte non siamo abbastanza attrezzati, il panorama dei comunicatori è desolante, inaridito ed appiattito su stereotipi decennali ed in gran parte incapaci di andare oltre la quotidiana polemica quasi sempre in ottica antisocietaria, qualcuno consiglia di comprarne qualcuno, per me sarebbe solo uno spreco di risorse, se vogliamo metterci al passo dei competitori sarebbe meglio formarne di Laziali con la maiuscola, se ce ne fossero stati durante Calciopoli forse le intercettazioni tra Mazzini e Pradè non sarebbero state ignorate e con loro i piani di rientro dei Sensi forse avrebbero avuto un corso diverso.