#liberailaziali

Aperto da Pikkio, 24 Feb 2014, 18:30

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porgascogne

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fermo restando che, cazzarola, bravo FatDanny, bravo

sono gli alibi a renderci divisi, e troppi ce ne sarebbero da elencare ancora
io stesso, qualche mese fa, ho scritto chiaramente che "la contestazione perenne lo rafforza lotito, altro che indebolirlo"

detto ciò, la prima parte del post di FD dovrebbe, se capita bene da qualcuno tanto fomentato, farlo ragionare un po', visto il bilancino che se porta dietro e con il quale soppesa tutte le discussioni

perché io tanto fomento mica me lo ricordo così vivo, quando è stato steso un cordone di sicurezza vs le aggressioni a ponte milvio negli ultimi derby, eh

carib

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Citazione di: AguilaRoja il 24 Feb 2014, 19:08

Io mi schiero dalla parte della Lazio, e domenica allo stadio non c'ero.

Un gigantesco grazie a pikkio. Il suo pensiero è il mio e in questo topic-enclave non intendo gettare acqua sul fuoco perché "i cordatari, i cazzari, i fascisti, gli ignoranti e i [proto]romanisti" mi stanno privando di una libertà inviolabile: il gusto di andare allo stadio per tifare la mia Lazio SUCCEDA QUEL CHE SUCCEDA.

Citazione di: Pikkio il 24 Feb 2014, 18:30
[...] annatevene affanculo, la lazio e' libera e lo restera' anche da tutti voi. forza, lazio.
E mi spiace per gli amici che anche dentro questo forum si stanno facendo strumentalizzare da gentaglia che ha solo interessi economici (speculazioni) e personali (vendette) da realizzare: il vaffancùlo (in questo caso affettuoso, ma sempre vaffànculo è) stavolta se lo beccano pure loro.

E ora ululatemi tutto, con del metodo  :beer:

pentiux

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* 18.718
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Citazione di: porgascogne il 25 Feb 2014, 10:37perché se è vero che veniamo letti anche fuori (ma, come dice pentiux, abbassiamo la cresta anche su questo però), è qui dentro che viene scritto che il vaffanculo ce lo dobbiamo spartire noi che ci siamo stufati e che gradiremmo un'altra versione della dirigenza-lotito, visto che viene fatto un unico fricanto' fra chi odia, fischia, uhuhuha e chi danneggia
A parte che si sono "stufati e vorrebbero un'altra versione della dirigenza-Lotito" anche molti che non vogliono iscriversi al liberalalazio. Di certo il sottoscritto, tanto per fare un esempio.
Ma Pikkio non mi sembra abbia scritto questo, anzi.

Kalle

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Citazione di: pentiux il 25 Feb 2014, 10:48
A parte che si sono "stufati e vorrebbero un'altra versione della dirigenza-Lotito" anche molti che non vogliono iscriversi al liberalalazio. Di certo il sottoscritto, tanto per fare un esempio.
Ma Pikkio non mi sembra abbia scritto questo, anzi.

Ma volendo pure io.. figuratevi...

E' un problema di metodi non di obiettivi.


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sslazio9gennaio1900

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Citazione di: carib il 25 Feb 2014, 10:48


Un gigantesco grazie a pikkio. Il suo pensiero è il mio e in questo topic-enclave non intendo gettare acqua sul fuoco perché "i cordatari, i cazzari, i fascisti, gli ignoranti e i [proto]romanisti" mi stanno privando di una libertà inviolabile: il gusto di andare allo stadio per tifare la mia Lazio SUCCEDA QUEL CHE SUCCEDA.
E mi spiace per gli amici che anche dentro questo forum si stanno facendo strumentalizzare da gentaglia che ha solo interessi economici (speculazioni) e personali (vendette) da realizzare: il vaffancùlo (in questo caso affettuoso, ma sempre vaffànculo è) stavolta se lo beccano pure loro.

E ora ululatemi tutto, con del metodo  :beer:
Se non vuoi protestare se ti sta piace lotito scelta tua...ma noi tifosi  che nn lo vogliamo piu non siamo [...] che si fanno influenzare come delle pecore senza cervello quindi di che nn sei d accordo ma nn darei delle marionette agli altri tifosi, poi basta con questa storia degli interessi sono storie vecchie inutile ritirarle fuori sempre per difendere lotito

Kalle

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Citazione di: sslazio9gennaio1900 il 25 Feb 2014, 10:56
Se non vuoi protestare se ti sta piace lotito scelta tua...ma noi tifosi  che nn lo vogliamo piu non siamo [...] che si fanno influenzare come delle pecore senza cervello quindi di che nn sei d accordo ma nn darei delle marionette agli altri tifosi, poi basta con questa storia degli interessi sono storie vecchie inutile ritirarle fuori sempre per difendere lotito

Decidi tu su queli basi devono argomentare le altre persone?


porgascogne

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Citazione di: Kalle il 25 Feb 2014, 10:50
Ma volendo pure io.. figuratevi...

E' un problema di metodi non di obiettivi.

allora, ka', visto che fai sempre domande (una sequela di domande, un profluvio di domande, uno tsunami di domande) in ogni post, a chicchessia - però me pare che le risposte non te stanno MAI bene, magari cerca di fare altre domande, più consone alle risposte che vorresti  :p - stavolta te la faccio io UNA domanda (un po' multipla, lo so, ma è UNA)

quali metodi useresti per non dico allontanare lotito dalla Lazio ma, quantomeno, fargli applicare delle modalità gestionali migliori di quelle utilizzate finora in merito a:
1) adeguamento dei quadri dirigenti della società a quelli di una società che fattura 100 mln di euro in un settore merceologico basato sui risultati sportivi e sull'immagine
2) rafforzamento della squadra, attraverso acquisti adeguati a quelli di una società che fattura 100 mln di euro in un settore merceologico basato sui risultati sportivi
3) deciso aumento delle presenze allo stadio da parte dei tifosi buoni, attraverso modalità migliori di appealing verso marchio, società, squadra

ecco, c'è anche il punto interrogativo
?

p.s.: non mi rispondere "andare allo stadio e tifare", perché sennò te rispondo graziarcazzo

PabloHoney

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Citazione di: Pikkio il 24 Feb 2014, 19:32
riparto da qui, di nuovo.
il paradosso vero e' che all'interno di questa iniziativa ci sono persone che non sanno un cazzo di niente, alle quali domani qualcuno puo' tranquillamente dire di andare a portare in trionfo lotito che vedra' l'ordine eseguito. allo stesso tempo, fuori da questa iniziativa ci sono decine, centinaia, migliaia di persone che non vedono l'ora che lotito si tolga dai [...]i ma che non vogliono avere nulla a che fare con i protoromanisti di cui parlavo nel messaggio iniziale. nel mezzo c'e' la lazio.

alla luce di questa precisazione, ribadisco il concetto: io sto con la lazio, nessuno ce rompa i [...]i. ci sto con i miei valori, e nessuno rompa i [...]i manco a loro.
se per attaccare lotito danneggi la lazio o fai i cori fasci o te comporti da romanista, me stai sur cazzo.
se fai le stesse cose per difendere lotito me stai sur cazzo lo stesso.
rivendico il sacrosanto diritto di difendere la lazio e nulla piu', senza che nessuno mi infili tra i guelfi e i ghibellini.

la maggioranza vuole lotito fuori dalla lazio? mi sta benissimo. con quali mezzi, questi? e con a fianco i cazzoromanisti? no, grazie.
spero che mo' sia piu' chiaro.
per i pompini preferisco etero, grazie.

Senza pompini, solo per dire che la precisazione e' quasi meglio dell'apertura
Bella Pi'... :)
(scusa ma mi fermo qui con i complimenti)

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Kalle

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Citazione di: porgascogne il 25 Feb 2014, 10:57
allora, ka', visto che fai sempre domande (una sequela di domande, un profluvio di domande, uno tsunami di domande) in ogni post, a chicchessia - però me pare che le risposte non te stanno MAI bene, magari cerca di fare altre domande, più consone alle risposte che vorresti  :p - stavolta te la faccio io UNA domanda (un po' multipla, lo so, ma è UNA)

quali metodi useresti per non dico allontanare lotito dalla Lazio ma, quantomeno, fargli applicare delle modalità gestionali migliori di quelle utilizzate finora in merito a:
1) adeguamento dei quadri dirigenti della società a quelli di una società che fattura 100 mln di euro in un settore merceologico basato sui risultati sportivi e sull'immagine

Se la Lazio fattura 100 milioni significa che l'attuale dirigenza è stata capace di portarla a quel livello ( fermo restando cche fatturare non significa guadagnare..) io non sono uno che crede nella manager-crazia imperante. Vedo troppe aziende licenziare i bassi livelli per permettere ai loro 'manager' di aver bonus e dividendi.. (ma il discorso sarebbe lungo e non è il posto per farlo.)

2) rafforzamento della squadra, attraverso acquisti adeguati a quelli di una società che fattura 100 mln di euro in un settore merceologico basato sui risultati sportivi

Vedi sopra. il rafforzamento sportivo dalla Lazio è basato sul settore giovanile.. SE, molto SE, dovessimo resistere un paio di anni si potrebbe creare un circuolo virtuoso che ci permetterà distare ad altri livelli. Se avessimo avuto un NOSTRO stadio sarebbe stato meglio.

3) deciso aumento delle presenze allo stadio da parte dei tifosi buoni, attraverso modalità migliori di appealing verso marchio, società, squadra

Questo purtroppo è una cosa che sarà ionsanabile temo. Il clima allo stadio lo crea chi ci và. E molti di quelli che ci vanno cogliono un clima pesante. Oltretutto NON abbiamo un nostro stadio che attiri quelche comodone.ecco, c'è anche il punto interrogativo
?

p.s.: non mi rispondere "andare allo stadio e tifare", perché sennò te rispondo graziarcazzo


Penso di averti risposto in maniera appropriata. E comunque si ci sarebbe anche quello. SE avessimo fatto 40.000 abbonati VERI quest'anno secondo me non staremmo a questo livello.

cosmo

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Citazione di: FatDanny il 25 Feb 2014, 10:10

Mi piace questo post di Fd. Provo ad integrarlo.

Aggiungerei, se posso permettermi: libera i laziali dalla paura. Sto leggendo gygabite di dispute dalle quali sono emerse chiaramente due fazioni schierate una contro l'altra e con ben poche sfumature di grigio. Mi chiedo quale paura stia creando il parossismo di questi giorni attorno a un evento. Non ditemi che si tratta del normalissimo "stare sul pezzo" anzi sul topic. Questa sarebbe una risposta banale, mentre mi piacerebbe scoprire il pensiero di quarta fila di salingeriana memoria, specie da parte di chi contesta i contestatori e anche di questi ultimi. Il bene della Lazio è troppo generico; Lotito se ne deve annà altrettanto generico (sebbene sacrosanto imho  ;)). Il furore con cui netter del calibro di Kalle o V. (mi scuso con chi non cito) deve essere per forza generato da una paura grossa. Quale? Che se Lotito si stufa, la Lazio si trova in un vicolo cieco? Il messaggio? L'immagine? Il messaggio che è passato dopo domenica sera io l'ho tastato lunedì mattina quando a chiunque mi abbia interpellato sull'argomento sono rimaste impresse due cose: la coreografia e le dichiarazioni di Lotito sul passaggio di consegne al figlio. A dimostrazione che Lotito è un paraculo: non è che non sa comunicare, è che comunica quello che vuole lui (e magari alza il telefono per raccomandarsi con qualche scribacchino – a differenza di quanto fece col caso Mauri. Dico magari, non ho né fonti né certezze). E a dimostrazione che i cori di cattivo gusto hanno avuto un impatto secondario.
Io metto davanti a tutto l'aspetto tecnico. La mia paura più grande. Il passato recente fa giurisprudenza: la Lazio si è indebolita tecnicamente e sull'onda di quanto successo nelle ultime 4 finestre di mercato non credo proprio che sia saggio coltivare speranze di rafforzamento serio (intendo ciccia, non prospetti: intendo 4 top player no mezze figure) a giugno prossimo. Con Marchetti sul piede di partenza, Klose col biglietto per gli Usa e Candreva a metà con l'Udinese, il patrimonio tecnico della Lazio rischia di sparire. Per cui non bisogna rafforzare ma rifondare con soldi e ingegno. Ed è soprattutto il secondo che manca a Tare e Lotito. Sullo sfondo (perché non viviamo da soli: e c'è un coinquilino che vuole decidere mobili, colore delle pareti, e disposizione dei dischi), il resto delle squadre importanti ha messo la freccia e ingranato la quinta.
La seconda paura più grande è continuare a vivere la Lazio in questa maniera logorante, in cui ogni notiziola del giorno viene sviscerata, spolpata, smembrata (per poi ritornare alla dicotomia di base). Finché non si svolta veramente, finché Lotito non cambia casa o almeno carte in tavola, noi rischiamo di scannarci per altri dieci anni, tutti i giorni, anche perché disorientati dalla lacunosa presenza sul campo della società.
Io ho detto le mie, ora dite le vostre. Fate un viaggio nelle vistre incertezze, se ve regge la pompa (non s'era partiti da qui dopotutto?  :) :) )

porgascogne

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innanzitutto, graziarcazzo
:=))

sugli abbonati, intendo
(ma anche questa cosa, imho, è ascrivibile solo in parte ai culi de gomma o ai piagnoni che poi, magari, sperperano soldi su tablet e piumini...l'appeal manca anche perché le campagne abbonamenti fanno ri-de-re e sono povere di idee)

sul punto 1) non ha risposto
siamo carenti e la one-man-band non regge più il tempo che il resto del calcio italiano - ed aziende simili, nello stesso settore - hanno impresso
il fatto che stiamo lì a 100 mln non vuol SEMPRE dire che potevamo fallire: non l'abbiamo fatto, ok, grazie per SEMPRE
ma se arrivi a 100, potresti arrivare a 200, a 500, a 1000
questo significa intraprendere
questo è stare sul mercato

sul punto 2), ok, mi piace
il vivaio mi piace: una delle più grandi vittorie, direi LA più grande, della gestione lotito è quella di aver portato il ns vivaio a primeggiare, dopo anni di pianti e patarcate immonde
perfetto
magari, però, andava detta bene questa cosa del vivaio-nostro-futuro (e no parlo solo di comunicare)
parlo di dire ai tifosi aka chi paga abbonamenti e biglietti e compra materiale ufficiale, che per qualche anno avremmo galleggiato, post vittoria della CI, in attesa di veder sbocciare i ns virgulti, ma che visto che non c'è una lira, avremo acquistato poco (e sembra male, finora), ma poi, aho', signori miei, romperemo il culo al mondo intero

il punto 3) mi trova distante anni luce
ti potrei dire che il clima lo fa chi viene lasciato solo dagli altri, la maggioranza
in questo, per me, il tifoso laziale è il PEGGIORE del mondo
il PEGGIORE
la colpa principale è di chi abbandona lo stadio, di chi da anni non va, di chi ha i 1000 alibi di FD e ci si improsciutta occhi ed orecchie
ma, fammelo dire, la socetà, UNA società che si rispetti, DEVE intervenire, DEVE fare, DEVE innovare, DEVE aprire ad altre quote di mercato

Kalle

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Citazione di: porgascogne il 25 Feb 2014, 11:15
innanzitutto, graziarcazzo
:=))

sugli abbonati, intendo
(ma anche questa cosa, imho, è ascrivibile solo in parte ai culi de gomma o ai piagnoni che poi, magari, sperperano soldi su tablet e piumini...l'appeal manca anche perché le campagne abbonamenti fanno ri-de-re e sono povere di idee)

sul punto 1) non ha risposto
siamo carenti e la one-man-band non regge più il tempo che il resto del calcio italiano - ed aziende simili, nello stesso settore - hanno impresso
il fatto che stiamo lì a 100 mln non vuol SEMPRE dire che potevamo fallire: non l'abbiamo fatto, ok, grazie per SEMPRE
ma se arrivi a 100, potresti arrivare a 200, a 500, a 1000
questo significa intraprendere
questo è stare sul mercato

sul punto 2), ok, mi piace
il vivaio mi piace: una delle più grandi vittorie, direi LA più grande, della gestione lotito è quella di aver portato il ns vivaio a primeggiare, dopo anni di pianti e patarcate immonde
perfetto
magari, però, andava detta bene questa cosa del vivaio-nostro-futuro (e no parlo solo di comunicare)
parlo di dire ai tifosi aka chi paga abbonamenti e biglietti e compra materiale ufficiale, che per qualche anno avremmo galleggiato, post vittoria della CI, in attesa di veder sbocciare i ns virgulti, ma che visto che non c'è una lira, avremo acquistato poco (e sembra male, finora), ma poi, aho', signori miei, romperemo il culo al mondo intero

il punto 3) mi trova distante anni luce
ti potrei dire che il clima lo fa chi viene lasciato solo dagli altri, la maggioranza
in questo, per me, il tifoso laziale è il PEGGIORE del mondo
il PEGGIORE
la colpa principale è di chi abbandona lo stadio, di chi da anni non va, di chi ha i 1000 alibi di FD e ci si improsciutta occhi ed orecchie
ma, fammelo dire, la socetà, UNA società che si rispetti, DEVE intervenire, DEVE fare, DEVE innovare, DEVE aprire ad altre quote di mercato

Hanno seguito il tuo suggerimento quest'anno facendo un abbonamento speciale per i ragazzi stranieri che vivono a Roma.

QUESTA iniziativa quanti numeri ha portato?

PG, non pijamose per il culo. L'ultima campagna abbonamenti, CON QUEI PREZZI, Con la Coppa appena vinta DOVEVA portare 40.000 persone ogni domenica allo stadio.

Tiè anche 30.000 + 10.000 cuccioloni.

Ma quello meritava. E credo che con una spinta del genere forse il Turco davanti ci sarebbe stato. O lui od un altro.

Cominciamo dai tifosi, visto che siamo tifosi. Poi passiamo al resto, eventualmente...

IMHO.

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scintilla

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Citazione di: Panzabianca il 25 Feb 2014, 09:36
e secondo me chi non c'era perché dissenziente, ha avuto torto ma, certamente non è un cretino, complice o pecora smarrita.


...e tantomeno seguace degli attuali cordatari visto che chi in questo periodo ha parlato esplicitamente di cambio di proprietà e di possibili acquirenti ha anche invitato a non andare allo stadio.

Per me l'unica generalizzazione accettabile è che se un presidente gli vende il migliore giocatore i Laziali si incazzano, se hanno una EL da giocarsi e hai un problema in attacco si aspettano che gli compri una punta, altrimenti si incazzano. E questo lo hanno sempre fatto.

Una generalizzazione semplice per un tifoso. Su tutti gli altri aspetti non si può non tenere conto di chi ê il tuo interlocutore, e delle differenze profonde e sfumate che esistono.

Voglio negare che ci sia un problema con Lotito in particolare? Certo che no.  Per me sono un problema anche certi cori e la politica in curva. Ma che questo c'entri con Lazio - Sassuolo lo può dire solo chi allo stadio non va più da tempo o, se ci va, ci va armato di paraocchi e tappa orecchie.

Se Lotito comprava una cazzo di punta, ma mica Benzema, un Matri o un Quagliarella qualsiasi, ogni Laziale nel suo intimo avrebbe sognato che si trasformava nella svolta della stagione, e, anche se poi non andava così, non ci sarebbero stati 40000 tifosi ha dargli del ladro di sogni ( vabbè non solo, ma sui cori ho già detto prima) e non ci sarebbe stato spazio per cordatari e disamorati illustri.

Troppo semplice? Per me no. Se perdiamo questo minimo comune denominatore e continuiamo a riempire di altri contenuti questa contestazione, a fare campagne di iscrizione ai partiti del pro e del contro, diamo e non togliamo spazio alle strumentalizzazioni....e finiremo per non essere più liberi di manifestare il nostro malcontento.  Ci vendessero pure Keita e Tounkara a tanti milioni + qualche campione sulla via del tramonto,  se vai a protestare avrebbe comunque ragione Lotito. Sei solo un sempliciotto che si fa strumentalizzare.


Sliver

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Mi sembra che FD ha riposto la questione con estrema lucidità.
Quello che mi sorprende del topic di Pikkio (che ho sempre stimato per lo stile e l'approccio...da 15 anni leggo molto e scrivo poco) è che, mosso da nobili intenzioni, si infila in un tunnel di generalizzazioni con una punta di conformismo fuori tempo massimo.

Generalizzazioni sulla composizione della protesta, sulle motivazioni, sugli attori. L'altra sera in curva nord non mancavano i soliti decerebrati della protesta (del tifo, direi), quelli degli ululati, delle mano a paletta, delle celtiche sulla sciarpa, dei ragazzi di Buda eccetera, quelli che magari in cattiva fede hanno flirtato per scopi [...] con vecchie e nuove dirigenze. Sicuramente c'erano, ma quello non era il "segno" della serata, non era la fotografia rappresentativa del tifo, l'anima della contestazione. C'era un "popolo" (parola insidiosa, megli moltitudine) laziale che, trasversalmente, ha preso coscienza dei limiti "colposi" di questa società e di questo presidente. Evito la lista della spesa, sperando che le ultime performance (leggi 31 gennaio) siano un terreno di giudizio critico condiviso.

Il conformismo invece lo vedo nella costruzione "ideologica" (non ideale) di un concetto di "Lazio" fuori dalla storia, dalla carne, dei sentimenti, delle vicissitudini materiali. La Lazio è libera a prescindere? Io penso di no. Perché ancora oggi paghiamo pegno, nel bene e nel male, di quello che le persone (tifosi, giocatori, dirigenti in carne e ossa) hanno determinato nella vita nella Lazio: le cose bellissime (l'atto di nascita per far giocare a calcio i figli del popolo, lo spirito Olimpico, i felici anni 50, la banda Maestrelli, il rifiuto di giocare contro il Barcellona nell'era franchista, l'orgoglio resistente degli Ottanta e cosi via) e le cose orrende (l'arrocamento identitario davanti la composizione popolare della Roma testaccina, il presidente Brivio "l'ultima raffica di Salò", i fallimenti societari, l'egemonia dei nazisti di fine anni Novanta, le vicende del calcio-scommesse).

Per queste ragioni alcune volte si deve scegliere, con intelligenza e senza appiattimenti forzati, quando in gioco c'è il senso di una appartenenza e di una passione. Abbiamo scelto nel 1986 scendendo in piazza contro De Biase, nel 2000 contro il biscottino già pronto, nel 2005 davanti l'agenzia delle entrate e, riferito più al "nostro" giro, quando da quel Lazio-Livorno abbiamo combattuto dentro e fuori lo stadio contro la deriva razzista. E quanto è stata fondamentale Lazio.net per ricostruire una presa di parola non sfregiata dallo schifo..

Non c'è un prescindere, non c'è un'origne consolatoria che ci dispensa dall nesotre responsabilità, che risolve tutto per sempre (anche il "primi della capitale", a volte, diventa un'alibi comodo, un motivetto sterile); c'è la storia delle persone che determinano la storia di una società e di una squadra. Nella facile vulgata degli anni Ottanta, non c'è stato solo calore e amore assoluto e gratuito, come spesso ripetiamo, o meglio quell'amore è passato anche per contestazioni durissime, scontri e diserzioni veri e proprie. 1982, Lazio-Varese 3-2, tre gol di D'Amico: c'erano 5 mila persone che con le unghie e i denti difendevano la Lazio dalla serie C. Questo cosa dovrebbe spiegare? Che non c'era passione e partecipazione?

Questo per dire che tutti - soprattutto qui dentro - credo siano consapevoli delle contraddizioni di questa situazione, ma siamo giunti a una nuova consapevolezza: questa presidenza, questa gestione, date le possibilità economiche concrete (introiti tv, biglietti, sponsor, patrimonio tecnico) non ha intenzione di investire adeguatamente, frustra ogni ambizione, galleggia in una media da centrocalssifica e, soprattutto, tratta come esseri inferiori il suo più grande patrimonio: la passione, i sentimenti e l'intelligenza di gran parte dei tifosi laziali. L'umiliazione di ascoltare le parole di un padre-padrone degno della peggior tradizione italica, quella della intimità con i corridoi del potere, l'ipocrisia cattolica del predicare bene e razzolare male, la supponenza di chi confonde nozionismo da Settimana enigmistica con la cultura. Io mi vergogno di Lotito, come mi sono vergognato di Chimenti e di (quasi tutto) Chinaglia presidente, come invece ero orgoglioso di Gian Casoni, Calleri e Cragnotti, nonostante i tanti chiaro-scuri. Una vergogna non ha che fare automaticamente con i risultati sportivi, ma da diversi fattori, in primis il rapporto "sentimentale" e di dignità con i tifosi.

Secondo me oggi il quadro di insieme è esemplificato dal quel muro bianco di domenica sera. Questo non significa abbassare le antenne davanti ai rischi che troveremo sulla strada: strumentalizzazioni politiche, di potere, tentativi di rileggitimazione ex post di impiccioni e maneggioni. Mettiamo in campo gli anticorpi allenati in cento anni di cammino controcorrente.

porgascogne

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bravo scintilla: basta tifosi del bilancio

a me me devi portà i calciatori (guarda: vincere diventa un falso problema) e, incidentalmente, devi essere pronto e cazzuto a difendere la Lazio allo stesso modo nel quale lo siamo qui, quando serve

invece de dormi'

Kalle

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Citazione di: porgascogne il 25 Feb 2014, 11:25
bravo scintilla: basta tifosi del bilancio

a me me devi portà i calciatori (guarda: vincere diventa un falso problema) e, incidentalmente, devi essere pronto e cazzuto a difendere la Lazio allo stesso modo nel quale lo siamo qui, quando serve

invece de dormi'

Non te starai pure tu portà al livello 'vabbè se la Lazio fallisce non è poi un problema' , vero?


NoSurrender

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Citazione di: Sliver il 25 Feb 2014, 11:24
Mi sembra che FD ha riposto la questione con estrema lucidità.
Quello che mi sorprende del topic di Pikkio (che ho sempre stimato per lo stile e l'approccio...da 15 anni leggo molto e scrivo poco) è che, mosso da nobili intenzioni, si infila in un tunnel di generalizzazioni con una punta di conformismo fuori tempo massimo.

Generalizzazioni sulla composizione della protesta, sulle motivazioni, sugli attori. L'altra sera in curva nord non mancavano i soliti decerebrati della protesta (del tifo, direi), quelli degli ululati, delle mano a paletta, delle celtiche sulla sciarpa, dei ragazzi di Buda eccetera, quelli che magari in cattiva fede hanno flirtato per scopi [...] con vecchie e nuove dirigenze. Sicuramente c'erano, ma quello non era il "segno" della serata, non era la fotografia rappresentativa del tifo, l'anima della contestazione. C'era un "popolo" (parola insidiosa, megli moltitudine) laziale che, trasversalmente, ha preso coscienza dei limiti "colposi" di questa società e di questo presidente. Evito la lista della spesa, sperando che le ultime performance (leggi 31 gennaio) siano un terreno di giudizio critico condiviso.

Il conformismo invece lo vedo nella costruzione "ideologica" (non ideale) di un concetto di "Lazio" fuori dalla storia, dalla carne, dei sentimenti, delle vicissitudini materiali. La Lazio è libera a prescindere? Io penso di no. Perché ancora oggi paghiamo pegno, nel bene e nel male, di quello che le persone (tifosi, giocatori, dirigenti in carne e ossa) hanno determinato nella vita nella Lazio: le cose bellissime (l'atto di nascita per far giocare a calcio i figli del popolo, lo spirito Olimpico, i felici anni 50, la banda Maestrelli, il rifiuto di giocare contro il Barcellona nell'era franchista, l'orgoglio resistente degli Ottanta e cosi via) e le cose orrende (l'arrocamento identitario davanti la composizione popolare della Roma testaccina, il presidente Brivio "l'ultima raffica di Salò", i fallimenti societari, l'egemonia dei nazisti di fine anni Novanta, le vicende del calcio-scommesse).

Per queste ragioni alcune volte si deve scegliere, con intelligenza e senza appiattimenti forzati, quando in gioco c'è il senso di una appartenenza e di una passione. Abbiamo scelto nel 1986 scendendo in piazza contro De Biase, nel 2000 contro il biscottino già pronto, nel 2005 davanti l'agenzia delle entrate e, riferito più al "nostro" giro, quando da quel Lazio-Livorno abbiamo combattuto dentro e fuori lo stadio contro la deriva razzista. E quanto è stata fondamentale Lazio.net per ricostruire una presa di parola non sfregiata dallo schifo..

Non c'è un prescindere, non c'è un'origne consolatoria che ci dispensa dall nesotre responsabilità, che risolve tutto per sempre (anche il "primi della capitale", a volte, diventa un'alibi comodo, un motivetto sterile); c'è la storia delle persone che determinano la storia di una società e di una squadra. Nella facile vulgata degli anni Ottanta, non c'è stato solo calore e amore assoluto e gratuito, come spesso ripetiamo, o meglio quell'amore è passato anche per contestazioni durissime, scontri e diserzioni veri e proprie. 1982, Lazio-Varese 3-2, tre gol di D'Amico: c'erano 5 mila persone che con le unghie e i denti difendevano la Lazio dalla serie C. Questo cosa dovrebbe spiegare? Che non c'era passione e partecipazione?

Questo per dire che tutti - soprattutto qui dentro - credo siano consapevoli delle contraddizioni di questa situazione, ma siamo giunti a una nuova consapevolezza: questa presidenza, questa gestione, date le possibilità economiche concrete (introiti tv, biglietti, sponsor, patrimonio tecnico) non ha intenzione di investire adeguatamente, frustra ogni ambizione, galleggia in una media da centrocalssifica e, soprattutto, tratta come esseri inferiori il suo più grande patrimonio: la passione, i sentimenti e l'intelligenza di gran parte dei tifosi laziali. L'umiliazione di ascoltare le parole di un padre-padrone degno della peggior tradizione italica, quella della intimità con i corridoi del potere, l'ipocrisia cattolica del predicare bene e razzolare male, la supponenza di chi confonde nozionismo da Settimana enigmistica con la cultura. Io mi vergogno di Lotito, come mi sono vergognato di Chimenti e di (quasi tutto) Chinaglia presidente, come invece ero orgoglioso di Gian Casoni, Calleri e Cragnotti, nonostante i tanti chiaro-scuri. Una vergogna non ha che fare automaticamente con i risultati sportivi, ma da diversi fattori, in primis il rapporto "sentimentale" e di dignità con i tifosi.

Secondo me oggi il quadro di insieme è esemplificato dal quel muro bianco di domenica sera. Questo non significa abbassare le antenne davanti ai rischi che troveremo sulla strada: strumentalizzazioni politiche, di potere, tentativi di rileggitimazione ex post di impiccioni e maneggioni. Mettiamo in campo gli anticorpi allenati in cento anni di cammino controcorrente.

Ottimo.

cosmo

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quoto anche io Scintilla. Riprendiamoci il diritto di esprimere il malcontento soprattutto per questioni tecniche, senza paura di dover condividere questo malcontento con chicchessia.

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porgascogne

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Citazione di: Kalle il 25 Feb 2014, 11:28
Non te starai pure tu portà al livello 'vabbè se la Lazio fallisce non è poi un problema' , vero?

kalle, amichevolmente, fraternamente, lazialmente ed umanamente: ma che cazzo stai a di'?

Tarallo

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C'è la paura dell'ignoto, e cioè, se si forza la mano e si riesce a far cedere Lotito (per me ci sono scarsissime possibilità) che dietro ci sia un purciaro che in due anni ci fa sparire. Di casi ce ne sono tanti e non serve manco che sia purciaro, vedi Malaga.
Ma la mia paura più grande, e questo lo sto già vedendo adesso, è che una guerra di fazioni, di idee e di ideali (e me tengo nobile) creerà uno scenario mccarthiano da The Road dal quale usciremo tutti massacrati.
Inclusa, e questo è il peggio perché di me e di te me frega cazzi, la Lazio.

È per questo che io sono contro questa guerra. Sono per la voce, la voce del tifoso che manifesta il malcontento, ero pure per la contestazione, se fossimo capaci di farla in modo che ci unisca piuttosto che dividerci e con sostegno totale alla squadra.
Questa tifoseria non ne è capace, purtroppo. E non me rifate la pappardella che allo stadio si è visto che siamo uniti perché è una balla spaziale.


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