Lotito e il simbolo di Roma

Aperto da AguilaRoja, 04 Lug 2011, 15:36

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mazzok

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Citazione di: mazzok il 05 Lug 2011, 23:35
ma quella sotto la torre cos'è una carrozzina con un baby-alieno ?

aspetta, è la torre eiffel che sta allattando un piccolo alieno, c'ho preso ?

corebiancazzurro

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Io non so che rapporto avete con persone straniere ma io lavorando in albergo ed ostello ne incontro a centinaia ogni mese e l'argomento che uso di più per famigliarizzare è il calcio.
Vi assicuro che tranne in rari casi non sanno neanche che siamo di Roma.
Mi chiedono,alcuni,di insegnargli l'inno dei difettosi (li ho mandati più volte a fanculo senza pensarci 2 volte) comprare i biglietti,le maglie....
Di noi non sanno nulla,ci vedono come un piccolo club di provincia (ho avuto un battibecco con dei tifosi del Manchester U assurdo)
Lo stemma che abbiamo ora è bellissimo ma in questo momento,dopo questo campionato,questo mercato,Olimpia,magazine,radio,tv,unificazione tra tutta la polisportiva (quindi lo stemma dovrà cambiare ugualmente credo).....
Ora è il momento giusto,ovviamente sia chiaro,non è sicuramente qualcosa che possiamo immaginare (tipo aquila su colosseo) ci sono degli esperti e sapranno fare qualcosa di elegante

richard

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Citazione di: mazzok il 05 Lug 2011, 23:49
aspetta, è la torre eiffel che sta allattando un piccolo alieno, c'ho preso ?

è un geco che viene strappato via dal suo passeggino con un raggio trasportatore alieno

seagull

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Io dico la mia. Le maglie per il prossimo campionato sono state gia' presentate, ergo Lotito li sta a prenne tutti, mi riferisco ai media 'capitolini', per il cu.lo.

Sta ovviamente rimarcando che, nonostante il sistema di informazione non sappia a cosa appigliarsi, la Lazio e' la prima squadra della capitale, capace di un mercato acquisti/cessioni da far schiattare i fegati dei romulei sparsi sul territorio romano, comprese  le radio, sky, repub.goria, mess.goria, corr.goria, ecc, ecc.

Questo, a mio avviso, e' il messaggio che lui sta lanciando - e che viene messo in risalto (come un aspetto negativo e di sfida) perche' della se stanno attaccando ar ca.zzo, ubriacati dalle parole giornaliere del ciarlatano umbro.

Ma, ripeto, questa e' solo la mia opinione.


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sigurd

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è esattamente come la vedo anch'io

sigurd

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(e comunque applausi per me: che quella sullo stemma del PSG fosse una Tour Eiffel stilizzata non l'avevo capito :lol:.
Vabbè, il discorso non cambia: su uno stemma che riporta fiero "1970" ce pò sta' de tutto)

Karl-Heinz-Riedle

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Citazione di: Adler Nest il 04 Lug 2011, 16:28
corretto.
[...] Sulla scritta primi della capitale, ancora una volta la scritta 1900 basta e avanza. Ci vuole uno stile sobrio anche in questo.
Mica che in Inghilterra lo Sheffield c'ha scritto: la squadra di calcio più antica al mondo oppure che il Fulham scrive: la squadra di calcio più vecchia di Londra.

  :o

Mr. Mojo

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Citazione di: seagull il 05 Lug 2011, 23:55
Io dico la mia. Le maglie per il prossimo campionato sono state gia' presentate, ergo Lotito li sta a prenne tutti, mi riferisco ai media 'capitolini', per il cu.lo.

Sta ovviamente rimarcando che, nonostante il sistema di informazione non sappia a cosa appigliarsi, la Lazio e' la prima squadra della capitale, capace di un mercato acquisti/cessioni da far schiattare i fegati dei romulei sparsi sul territorio romano, comprese  le radio, sky, repub.goria, mess.goria, corr.goria, ecc, ecc.

Questo, a mio avviso, e' il messaggio che lui sta lanciando - e che viene messo in risalto (come un aspetto negativo e di sfida) perche' della se stanno attaccando ar ca.zzo, ubriacati dalle parole giornaliere del ciarlatano umbro.

Ma, ripeto, questa e' solo la mia opinione.

Lotito non pensa al prossimo campionato ma un po' più in lontano. E' un discorso strategico.
Io credo invece che il discorso di un logo chiaramente identificabile con la città (sono le sue parole....) sia nei fatti..le prese per il chiulo penso che le lasci a noi tifosi, lui ha in mente altro. Secondo me

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Mr. Mojo

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Citazione di: Revolver il 05 Lug 2011, 23:30
In realtà sì.



a proposito del parlare con cognizione di causa... :=))

sigurd

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Mr., le mie difficoltà di interpretazione grafica (che poi più lo guardo... cioè, è assolutamente ovvio che sia la torre eiffel!) non spostano di un millimetro le considerazioni sulla faccenda. Stiamo parlando di una fusione tra squadre avvenuta nel 1970.
È questo che noi siamo?

Secondo il tuo discorso, in Cina le magliette del PSG spopolano, giusto? Aho, è un discorso di brand che va avanti dal 1970. E Parigi riceve tanti turisti quanto Roma.

Mah. Secondo me sbagli.
E Lotito scherza.
Spero.

ZombyWoof

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favorevole al colosseo sulle maglie, è un simbolo mondiale di roma, sarebbe un botto di marketing clamoroso.

stroncherebbe per sempre le cazzate voi non siete di roma perchè vi chiamate Lazio.   darebbe finalmente un espressione grafica alla scelta dei fondatori  Roma e il territorio più grande che la comprende.


Fischietto

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Levata di scudi contro Lotito da parte di chi magna blaterando di Lazio da anni (solo perché ex-calciatore) e dai Lazio Club (ma esistono ancora?).

Stravolgono le parole del Presidente con il solo scopo di dargli addosso... a cazzari!
Non ha mai detto di voler rinunciare all'aquila!
Polemica inventata ad arte: questo é il livello purtroppo...

E' dibattito: dall'iniziativa del presidente alle origini del marchio della Roma, fino alle reazioni dei tifosi biancocelesti. «Voglio un simbolo che faccia identificare la Lazio come il primo club della Capitale».

La Lazio rivendica il suo ruolo di prima squa­dra della Capitale. E oltre all'aquila è alla ri­cerca di un simbolo, di un'immagine storica e suggestiva, che le consenta di essere associata subito alla città di Roma. L'emblema dell'aqui­la fu scelto nel 1900, nell'anno di fondazione del­la Lazio, per due ragioni: 1) raffigurava le legio­ni dell'Impero Romano; 2) era espressione di potenza, vittoria e prosperità. «Non ho rinnega­to l'aquila, ma ci deve essere un simbolo che identifichi la Lazio come il primo club di Roma» , ha ribadito ieri pomeriggio il presiden­te Claudio Lotito. L'8 agosto del 2009, a Pechi­no, la Lazio conquistò la Supercoppa di Lega contro l'Inter di Josè Mourinho con un logo spe­ciale sulle maglie: in quell'occasione scese in campo con lo stemma del Colosseo. Un'idea le­gata anche a motivi promozionali: la squadra biancoceleste era testimonial, per quella finale, della Regione Lazio e della Capitale. Intorno al Colosseo, in logogrammi cinesi, si leggeva infat­ti la scritta "Roma ti aspetta".

Oltre all'aquila, adesso, la Lazio sta studian­do un nuovo elemento distintivo. L'anello di con­giunzione deve essere la città di Roma. «Il sim­bolo originario del club giallorosso non era la Lupa di Romolo e Remo», aveva già sottolinea­to lunedì il presidente Lotito, riaprendo un'an­tica polemica. Uno scenario che genera interes­se e alimenta dibattiti, coinvolgendo anche la ti­foseria romanista. Una questione che abbiamo provato ad approfondire: Giancarlo Governi, scrittore e storico della Lazio, è intervenuto sul­l'iniziativa di Lotito; Lino Cascioli, scrittore e storico della Roma, ha analizzato il vincolo che unisce il club giallorosso alla Lupa di Romolo e Remo.

«Non solo l'aquila» , ha detto Lotito. E i tifosi biancocelesti, fra vip e Club organizzati, cosa ne pensano? Giusto cercare un altro simbolo?

ALLE RADICI DELLA LAZIO

La storia è in quell'aquila che spazia nell'immensità

di Giancarlo Governi
Non c'è dubbio che il simbolo della Lazio è l'Aquila. Furo­no i Fondatori a sceglierlo co­me scelsero i colori della Gre­cia ( il bianco e l'azzurro del cielo), come scelsero il nome Lazio per sottolineare qualco­sa che inglobasse anche Roma e che preesistesse a Roma. I Fondatori erano quasi tutti stu­denti e quindi conoscevano be­nissimo la leggenda dell'eroe troiano Enea che Virgilio im­maginò per trovare natali illu­stri ad Augusto, il fondatore dell'impero romano. Queste lo­ro scelte stavano a sottolineare la forte concezione olimpica dello sport, un momento di uni­versalità, di pace e di fratel­lanza. Non dimentichiamo che la fondazione avviene all'alba del secolo Novecento, un mo­mento di speranze e di progres­so, e per di più in un sito di Ro­ma che si chiama Piazza della Libertà, che certamente non fu scelto a caso. L'Aquila è il simbolo dell'im­pero perché è il grande uccel­lo che vola lontano e che spa­zia nell'immensità delle nuove terre che Roma ha assoggetta­to, civilizzato e reso romane. L'Aquila è il simbolo che cam­peggia nelle insegne degli eserciti romani che attraversa­no il continente Europa. L'Aquila è un simbolo di uni­versalità. Diversa è la Lupa, un simbolo terragno, profonda­mente radicato nel territorio circoscritto, un simbolo che sta a connotare la prima Roma, quella della monarchia e della repubblica ma che poi diventò, fin dal Medio Evo, il simbolo della Roma capitolina. E quan­do nacque la AS Roma, venti­sette anni dopo la SS Lazio, si adottarono i colori dell'Urbe ( porpora e oro) e il simbolo della Roma capitolina, la Lu­pa appunto.

Il simbolo della Lupa appar­tiene alla AS Roma mentre il simbolo Aquila appartiene alla SS Lazio. Altri simboli non pos­sono entrare in gioco, meno che meno il Colosseo, un luogo dove si celebravano riti cruen­ti che nulla hanno a che fare con il pacifico sport moderno e con lo spirito olimpico che mosse Luigi Bigiarelli e i suoi otto amici.

I GRANDI EX DELLA LAZIO

Da Zoff a Garlaschelli è un coro: «La gente è legata alla tradizione»

ROMA – Il problema sta nell'identificazione nuda e cruda. Potrebbe, un tifoso, identifi­carsi in un simbolo diverso da quello che ha imparato a conoscere? In quel surrogato re­ligioso che è il calcio, ogni simbolo ha i suoi connotati. E allora l'aquila biancoceleste è per il tifoso laziale la Lazio stessa. A dirlo sono alcuni dei grandi ex che l'aquila l'han­no portata sul petto. « Ci si riconosce in quella – dice Nando Orsi -la città che tifa quei colori è legata a quel simbolo ». Chi quel simbolo l'ha indossato, baciato, amato, stropicciato, adorato, mostrato come un santino, all'idea di sostituirlo avverte le mo­struosità dell'incubo. Sarebbe come cam­biare moglie dopo centodieci e più anni di storia d'amore. All'improvviso.«Io preferi­sco l'aquila­ dice Garla­schelli -è l'identifica­zione della nostra squa­dra, della no­stra Lazio. E che si può mettere, al­trimenti? ».

Parte il to­tosimbolo.

Fori Impe­riali con aquila appol­laiata sopra una delle co­lonne? Colos­seo con vista dall'alto e aquila in volo? E co­me la mettiamo con l'apertura alare? Le scenografie mentali passano dall'impressio­nismo al dada, dall'avanguardismo al ro­manticismo. Con gli effetti speciali?«La co­sa importante è che rimanga l'aquila»,di­ce Zoff . «Se vuole metterne una che plana sul Colosseo- dice Felice Pulici -lo faccia, lo faccia pure. Ma l'aquila è qualcosa d'im­prescindibile quando si parla di Lazio. A me hanno concesso l'utilizzo di un simboloper l'attività giovanile, l'aquilotto».

Ma qui la questione è molto più comples­sa. Sfiora la leggenda. Chiede Vincenzo D'Amico:« Vogliamo cambiare, anzi stra­volgere la storia? Di fronte a queste cose resto senza parole, basito. L'aquila è la La­zio e la Lazio è l'aquila. E' come se la zebra juventina diventasse l'ippopotamo, non ha senso. Non è possibile. Non ci sto».E nel gioco dell'apocalisse iconografico spunta la parabola del fantasista:«Tra settemila an­ni, in un tempo lontanissimo, se il calcio dovesse morire, la Lazio morirà con l'aqui­la ».

I CLUB BIANCOCELESTI

«Un tocco di romanità?

Olympia non si tocca: è il simbolo dei laziali»

ROMA – Anche i Lazio Club la pensano così: l'aquila è l'unico simbolo in cui il ti­foso laziale si riconosce. Uno stravolgi­mento della figura biancoceleste per ec­cellenza non è vista di buon occhio. Da nessuno. Nemmeno da Riccardo Losi, presidente in pectore del club in via di apertura al Golf Parco de' Medici, venti costituenti, cinquanta iscritti in tutto. «Il mio – commenta Losi -è il pensiero dei laziali veri: l'aquila, signori, non si toc­ca. E' vero, è il simbolo dell'impero ro­mano. Ma l'aquila è anche il simbolo della libertà. In questo c'è un gioco di ri­mandi e sottorimandi fondamentali. L'aquila ci identifica ed è intoccabile » .

Però, va avanti Losi:« Se si vuole in­trodurre un tocco di ro­manità, ben venga. Sia­mo pur sem­pre la prima squadra della città». L'eco passa per Pale­strina, dove il club del presidente Claudio Sabbioni, 140 iscritti in tutto, commenta così:« Toc­care il simbolo della Lazio è inconcepi­bile. Il presidente Lotito ha pure messo un'aquila all'Olimpico: che fa, ora, la to­glie? ». E non arriva solamente dalla cit­tà capitolina l'alt agli stravolgimenti. An­che il Lazio Club Milano è d'accordo.

«Per me c'è e rimane soltanto un simbo­lo: l'aquila. C'è sempre stato, in più di cento anni di storia, e sempre ci sarà. E poi- dice Claudio Scipioni, il presidente -aggiungere cosa? Il Colosseo o i Fori? No, non è il caso».

Paolo Lenzi, presidente del Lazio Fa­mily, dà una nuova e lieve sfumatura al­le parole di Claudio Lotito.«Due le con­siderazioni, mi piace l'idea della prima squadra della Capitale, non tanto per noi laziali, ma per il mondo intero. Quando sei all'estero ti chiedono: sei ro­mano? E perché non sei della Roma?».E ancora:« Il simbolo? Non si rinuncia al­l'aquila. Del resto, non credo stravolge­rà le cose. Magari rafforzerà il concetto di romanità: l'aquila imperiale oppure la scritta SPQR».

Rassegna stampa a cura di Lazialità.it tratta da "Il Corriere delo Sport"


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StylishKid

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Sul simbolo del PSG rilancio io.
E' un  Pac-Man che sta mangiando a pezzi la Torre Eiffel.
C'ho preso?

eagle75

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Citazione di: Revolver il 05 Lug 2011, 23:30
In realtà sì.



Quella sotto la torre è la carrozzina di "Le Pupon" (Er pupone parigino).

Mr. Mojo

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Citazione di: sigurd il 06 Lug 2011, 08:59
Mr., le mie difficoltà di .................., giusto? Aho, è un discorso di brand che va avanti dal 1970. E Parigi riceve tanti turisti quanto Roma. Mah. Secondo me sbagli.

Premesso che servirebbe una ricerca seria per capire quante squadre nel mondo usino simboli direttamente riferibili alla propria tradizione fondante. Io credo siano molte più di quelle che si pensa.
Detto questo oggi apro il trigoria news e vedo la campagna abbonamenti delle merde. Usano, sbattendosene le palle di tutto, la lupa capitolina. Lo fanno per evidenti ragioni di marketing: identificare la squadra con la Città Eterna.
Di questo parla Lotito (che non scherza mai quando si parla di soldi): di marketing.
Lasciamo stare un attimo le dotte disquisizioni storiche su aquila e lupa e stiamo sul pezzo.
La Lazio ha necessità, secondo me, di identificare meglio la sua identità come squadra di Roma. Questa semplice e banale verità non è nota neanche a Grosseto: io ho amici fuori Roma che continuano a pensare che la Lazio è la squadra che rappresenta la provincia (una summa di viterbesi, reatini, ciociari etc..)
Ora non è automatico vendere più maglie in Cina col Colosseo (o altro simbolo facilmente e chiaramente identificabile con la città) ma sicuramente il Colosseo (o chi per esso) veicola un messaggio meno "colto" ma più popolare e immediato. Una cosa  meglio"vendibile". E di fronte alla possibilità di crescere economicamente non dovremmo fare gli schifiltosi snob attaccati alla "coperta di Linus"...Secondo me.
Magari il turista a Roma o il tifoso cinese davanti ad una maglia con il Colosseo ci fanno un pensierino, altrimenti è solo una maglia come altre..(perchè l'Aquila è un simbolo per noi mica per loro)
E comunque, obiettivo minimo, un logo siffatto (senza abbandonare mai l'aquila, come dice il Presidente) scioglie ogni dubbio sulla "romanità" della Lazio, smentendo per sempre la menzogna di "squadra burina".
Immagina poi come possano vomitare bile le merde...
Insomma sta cosa che a me appare geniale ha suscitato una generale levata di scudi...D'Amico, le aradio, immagino anche quito....

porgascogne

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Citazione di: Fischietto il 06 Lug 2011, 09:25
Giancarlo Governi
...
Vincenzo D'Amico
...
Lazio Club
...
Paolo Lenzi
...
Lazio Fa­mily

:zzz:

Kebab

*
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Citazione di: Mr. Mojo il 06 Lug 2011, 09:49
Premesso che servirebbe una ricerca seria per capire quante squadre nel mondo usino simboli direttamente riferibili alla propria tradizione fondante. Io credo siano molte più di quelle che si pensa.
Detto questo oggi apro il trigoria news e vedo la campagna abbonamenti delle merde. Usano, sbattendosene le palle di tutto, la lupa capitolina. Lo fanno per evidenti ragioni di marketing: identificare la squadra con la Città Eterna.
Di questo parla Lotito (che non scherza mai quando si parla di soldi): di marketing.
Lasciamo stare un attimo le dotte disquisizioni storiche su aquila e lupa e stiamo sul pezzo.
La Lazio ha necessità, secondo me, di identificare meglio la sua identità come squadra di Roma. Questa semplice e banale verità non è nota neanche a Grosseto: io ho amici fuori Roma che continuano a pensare che la Lazio è la squadra che rappresenta la provincia (una summa di viterbesi, reatini, ciociari etc..)
Ora non è automatico vendere più maglie in Cina col Colosseo (o altro simbolo facilmente e chiaramente identificabile con la città) ma sicuramente il Colosseo (o chi per esso) veicola un messaggio meno "colto" ma più popolare e immediato. Una cosa  meglio"vendibile". E di fronte alla possibilità di crescere economicamente non dovremmo fare gli schifiltosi snob attaccati alla "coperta di Linus"...Secondo me.
Magari il turista a Roma o il tifoso cinese davanti ad una maglia con il Colosseo ci fanno un pensierino, altrimenti è solo una maglia come altre..(perchè l'Aquila è un simbolo per noi mica per loro)
E comunque, obiettivo minimo, un logo siffatto (senza abbandonare mai l'aquila, come dice il Presidente) scioglie ogni dubbio sulla "romanità" della Lazio, smentendo per sempre la menzogna di "squadra burina".
Immagina poi come possano vomitare bile le merde...
Insomma sta cosa che a me appare geniale ha suscitato una generale levata di scudi...D'Amico, le aradio, immagino anche quito....

Avevo qualche piccolo dubbio ma direi che sono d'accordo...

Questo.. o che se faccia levà la lupa alle merde... delle due almeno una (e visto che la 2a non avverrà mai... famose due conti)

turco

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Citazione di: porgascogne il 06 Lug 2011, 09:50

Giancarlo Governi
...
Vincenzo D'Amico
...
Lazio Club
...
Paolo Lenzi
...
Lazio Fa­mily


Immagino le domande.....
D: Sig. Governi, il gestore vuole sostituire il simbolo dell'aquila con il circo massimo, lei che ne pensa?
D: Ciao Vincenzo, solo una domanda: da grande laziale, sostituiresti  l'aquila con il colosseo?
Ovviamente scherzo, ma non troppo  ;)

Fermo restando che l'Aquila non si tocca, un'aggiunta di "romanità" (un colosseo stilizzato) all'immagine Lazio non mi dispiacerebbe.
Ora, se i trigorioti, quando prendono le immagini dei gladiatori per i loro fotomontaggi, sono costretti a tagliarle sopra l'elmo (altrimenti si vedrebbe l'Aquila Imperiale"), immaginate quanto rosicherebbero con un colosseo sulle nostre maglie.
Per me sarebbe la fine del loro fastidioso predominio (più o meno reale) sulla mia città.  :asrm


Citazione di: Mr. Mojo il 06 Lug 2011, 09:49
Premesso che servirebbe una ricerca seria per capire quante squadre nel mondo usino simboli direttamente riferibili alla propria tradizione fondante. Io credo siano molte più di quelle che si pensa.
Detto questo oggi apro il trigoria news e vedo la campagna abbonamenti delle merde. Usano, sbattendosene le palle di tutto, la lupa capitolina. Lo fanno per evidenti ragioni di marketing: identificare la squadra con la Città Eterna.
Di questo parla Lotito (che non scherza mai quando si parla di soldi): di marketing.
Lasciamo stare un attimo le dotte disquisizioni storiche su aquila e lupa e stiamo sul pezzo.
La Lazio ha necessità, secondo me, di identificare meglio la sua identità come squadra di Roma. Questa semplice e banale verità non è nota neanche a Grosseto: io ho amici fuori Roma che continuano a pensare che la Lazio è la squadra che rappresenta la provincia (una summa di viterbesi, reatini, ciociari etc..)
Ora non è automatico vendere più maglie in Cina col Colosseo (o altro simbolo facilmente e chiaramente identificabile con la città) ma sicuramente il Colosseo (o chi per esso) veicola un messaggio meno "colto" ma più popolare e immediato. Una cosa  meglio"vendibile". E di fronte alla possibilità di crescere economicamente non dovremmo fare gli schifiltosi snob attaccati alla "coperta di Linus"...Secondo me.
Magari il turista a Roma o il tifoso cinese davanti ad una maglia con il Colosseo ci fanno un pensierino, altrimenti è solo una maglia come altre..(perchè l'Aquila è un simbolo per noi mica per loro)
E comunque, obiettivo minimo, un logo siffatto (senza abbandonare mai l'aquila, come dice il Presidente) scioglie ogni dubbio sulla "romanità" della Lazio, smentendo per sempre la menzogna di "squadra burina".
Immagina poi come possano vomitare bile le merde...
Insomma sta cosa che a me appare geniale ha suscitato una generale levata di scudi...D'Amico, le aradio, immagino anche quito....

Quoto tutto......

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soeagle

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Per me sarabbe sufficente aggiungere SPQR come il vessillo romano

dani2110

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Citazione di: sigurd il 06 Lug 2011, 08:59
Mr., le mie difficoltà di interpretazione grafica (che poi più lo guardo... cioè, è assolutamente ovvio che sia la torre eiffel!) non spostano di un millimetro le considerazioni sulla faccenda. Stiamo parlando di una fusione tra squadre avvenuta nel 1970.
È questo che noi siamo?

Secondo il tuo discorso, in Cina le magliette del PSG spopolano, giusto? Aho, è un discorso di brand che va avanti dal 1970. E Parigi riceve tanti turisti quanto Roma.

Mah. Secondo me sbagli.
E Lotito scherza.
Spero.

Per me questo modo di fare...molto con la puzza sotto il naso ha contribuito pesantemente a consegnare nelle loro mani questa città...poi noi ci stupiamo se mediaticamente loro sono protetti e noi no,ci stupiamo se gli stranieri non sanno neanche che siamo stati noi i primi in questa città.
Accettare passivamente tutto quello che succede in questa città ogni giorno,dall'alto del nostro stile è un tremendo autogol...bisognerebbe cominciare a scendere dal piedistallo e infilarsi l'elmetto...quindi se serve un colosseo sulla maglia a giovare alla nostra immagine ben venga e ben venga sottolineare che siamo la prima squadra in città...altro che complessi o pacchianeria...

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